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Kocis

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  • Primo articolo mercoledì 10 Ottobre 2008
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Ultimi commenti

  • Di Kocis (---.---.---.180) 21 agosto 11:41

    Aggiornamento:

    I funerali di Nicolò Caruso, morto fulminato sul lavoro


    Lutto cittadino a Militello Val di Catania, Messa “solenne”, grande partecipazione popolare, in cinquecento accompagnano la salma al cimitero, attraversando il paese, “scortata” dalle musiche all’uopo suonate dalla banda paesana.

    Sono questi gli aspetti salienti che hanno caratterizzato nel pomeriggio di sabato a Militello il funerale di Nicolò Caruso, folgorato dalla corrente elettrica durante l’attività di lavoro a Caltagirone la sera di giorno 11 agosto, dipendente di Sirti Energia.

    Commozione, dolore, sdegno e sentimento di giustizia per la tragedia, “fendevano” l’interno della grande chiesa – Santuario di Santa Maria La Stella – stracolma di persone, e l’ampia piazza circostante che è rimasta riempita di cittadini per tutta la durata della cerimonia. La salma era giunta dall’abitazione “ scortata” da un fitto corteo.

    Un evento, luttuoso, certamente speciale per questo paese collocato nell’entroterra della provincia catanese. Un lavoratore, morto drammaticamente, è stato degnamente salutato con vivissimo affetto da una grandissima rappresentanza della comunità cittadina.

    Alla fine della cerimonia funebre accompagnata dai canti del folto coro, Nicolò Caruso è stato ricordato dalle parole di due nipoti e dai significativi pronunciamenti del sindaco di Militello Giovanni Burtone che, tra l’altro, ha evidenziato la necessità improrogabile di costante sicurezza nei luoghi di lavoro.


    Appello e Monito: Mai più tragedie, morti e mutilazioni nelle attività lavorative! Attivazione urgente continua e costante delle norme e delle attrezzature antinfortunistiche, dei controlli dei preposti tecnici istituzionali, in tutti i luoghi di lavoro.


    domenico stimolo


  • Di Kocis (---.---.---.180) 13 agosto 12:53

    Giusto per “aggiornare” l’elenco ( molto lungo) cronologico umano delle tragedie sul lavoro.

    Giovedì sera un lavoratore della Sirti è morto, folgorato dalla media tensione, nell’area esterna di Caltagirone ( Catania) – in contrada Magazzinazzo-, mentre effettuava un intervento di manutenzione-guasti su un supporto di rete dell’energia elettrica.

    Si chiamava Nicola Caruso, residente a Militello – paese del catanese.

    Lascia la moglie e due figli


    Possibilmente non è l’ ultimo, cronologicamente, evento tragico. Infatti, quando scrivo questa breve nota si è a sabato nella tarda mattinata.


    ( domenico stimolo, ex RLS – Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza -)

  • Di Kocis (---.---.---.130) 2 agosto 14:08

    Dunque. Questa mattina nel TG1, delle ore 8.00, il giornalista che ha fatto un servizio sul luogo della drammatica vicenda ( stazione ferroviaria di Riccione) ha evidenziato che la velocità del treno era di 190 Km/h.

    A far di conto, un oggetto mobile che “cammina” a questa velocità, in 1 secondo percorre 52,7 metri.

    La stazione di Riccione è complessivamente di modeste dimensioni, ci sono solo due binari.

    ….A Ciascuno la sua riflessione……….

    Tema: Un “oggetto” mobile che si sposta alla velocità detta, con la massa complessiva trasportante ( in peso e lunghezza) non precisata (????) che spazio metrico frenante ha bisogno per arrivare da 190 a 0 Km orari?

    Data la tragedia consumatosi spremersi le meningi è doveroso!

  • Di Kocis (---.---.---.63) 7 luglio 14:39

    Scritto bello ed emozionante. Mette quasi, apprensione, paura.

    Richiama in maniera molto emblematica le gioie della vita e della morte.

    Giusto poichè siciliano, ritengo utile puntualizzare per i i lettori, che la richiamata Raffadali si trova in provincia di Agrigento.

    " Ridente località", come di norma si suole dire, principalemnte famosa poichè storicamente erano allocate importanti miniere di zolfo (....giusto anche per capire di chi fossereo gli scheletri richiamati nello scritto).

    Fino a diversi decenni addietri, gli sfruttati lavoratori, si calavano ignudi nei sottofondi (....come se fossero cripte...) per "prendere" il zolfo.

    Le prede più ambite per i padroni erano i bambini: con le loro piccole fattezze si inserivano in tutti gli anfratti........era tutto oro per LOr Signori...che covava. Loro costavano solo un tozzo di pane e una picola regalia per i geniori affamati.

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