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Kocis

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  • Primo articolo mercoledì 10 Ottobre 2008
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Ultimi commenti

  • Di Kocis (---.---.---.237) 3 ottobre 2014 23:00

    La chiesa ( sita in un luogo notoriamente abitato e frequentato dal “volgo”) era piena di tanto “umile popolo”. Parenti e amici ( tanti), cittadini indignati ( non molti), rappresentanti delle organizzazioni sindacali ( in piccola schiera). Le istituzioni, pare ovvio per il nostro “elefantiaco” sito, erano massicciamente rappresentati dall’ Arcivescovo. Evidentemente nei nostri luoghi non è ancora arrivata la “ rivoluzione ” civile e democratica…. Nella distinzione dei ruoli.

    Mancavano i rappresentanti ( da singoli o per strutture organizzate) di “ arti, mestieri ed armi”,  della media- alta borghesia, dei “censi” e professioni in generale, delle  intellettualità  “professori del verbo” - in cattedra o meno -.

    La tragedia, dall’alto della loro tranquilla sicumera (sicurezza) quotidiana, non tange. Non turba. Un “normale” incidente popolare. In continuità, quasi, della tradizione……. del “compari Turiddu”….la festa continua, allegramente.

    Una città ormai persa nella rappresentazione dei valori civici, etici e democratici. Della solidarietà umana e sociale, soppressa dalle classi ritornate prepotentemente in auge. In stile fine ottocento. Un bieco corporativismo sociale che ha frammentato i cittadini in decine di migliaia di pezzi. Disoccupazione, precariato, povertà, emarginazione……….gli azi sono esclusivamente di chi li ha!.

    Alla fine della funzione, una quindicina dietro un piccolo striscione. Si declamava lo sciopero generale come momento di ripresa della coesione sociale, richiedendo “ VERITA’ e GIUSTIZIA per SALVATORE LA FATA.

  • Di Kocis (---.---.---.147) 2 ottobre 2014 22:35

    IL FUNERALE DI SALVATORE LA FATA SI SVOLGERA’ DOMANI VENERDI ORE 16.00 CHIESA DEI CAPPUCCINI ( A RIDOSSO OSPEDALE V. EMANUELE)

  • Di Kocis (---.---.---.242) 19 agosto 2014 19:30

     

    Certo l’amore di questa donna deve essere proprio grande, per sfidare e vincere le regole dell’estremismo religioso che impediscono il matrimonio tra due persone considerate strutturalmente diverse.

    Sia dell’una che dall’altra parte. Il fanatismo ( intolleranza) non ha né bandiere né credi di riferimento. Alligna in tutti i professanti del razzismo, che riconoscono solo l’odio come principale valore della “propria vita”.

    Evidentemente l’anonimo notista sconosce la banalità del fatto che le norme di LEGGE vigenti in ISRAELE permettono il matrimonio solo all’interno delle comunità religiose ufficialmente riconosciute. Banalmente musulmani ed ebrei non si possono sposare nella forma religiosa. Uno dei due deve “cambiare” la religione ufficialmente professata.

    Il matrimonio civile per i “senza religione” è ammesso come evento di assoluta sporadicità.

    Il matrimonio civile per i professanti religione diversa – ebrei, musulmani - non è consentito.

    Di conseguenza gli sposi che “professano” religione diversa devono usare un “dolce” e costoso trucco: SPOSARSI civilmente ALL’ESTERO. Negli ultimi anni molti di questi eventi si consumano a Cipro. Poi, avviano in Israele il lungo e tormentato iter necessario al riconoscimento.

    Altro che….”Accaparrarsi”. Si tratta di sfidare il razzismo….e far vincere l’amore.

    ( domenico stimolo)

  • Di Kocis (---.---.---.219) 10 ottobre 2013 21:14

    Già, negli " anni belli", specie gli europei, in vestigie coloniali, sono andati a destra e a manca, in veste di "clandestini", poiché assolutamente non chiamati.
    Hanno riportato a casa, dopo avere arrecato distruzioni e stragi, lauto "oro, incenso e mirra". Una vera fortuna per lo "sviluppo" delle cose.

    Per fare un solo esempio bastano le decine di milioni di africani deportati schiavi.
    Anche vari Governi italiani, eletti o dittatoriali, già dalla fine dell’800, hanno cercato il "posto al sole", e non si sono fatti mancare nulla sul piano delle sperimentazioni nell’arrecare grave dolore altrui.

    Poi, dopo l’enorme scannamento nostrano, quello della prima e seconda guerra mondiale, giusto per ritemprare meglio i concetti di libertà e giustizia, nei nostri luoghi è subentrata la saggezza: mai più guerre.....in casa nostra.
    Le norme basilari nazionali ( Costituzione) ed internazionali varate dopo l’enorme strage hanno codificato come principi fondamentali il ripudio della guerra ( nel caso dell’Italia), la solidarietà e l’accoglienza - e lo spirito di collaborazione reciproca ( è nato l’ONU) -, a partire
    dai rifugiati provenienti da zone di guerra, sottoposte a dittature o a rischio di " desertificazione" della vita.
    Sulla prioritaria materia è sempre bene avere gli occhi vigili sulla nostra Costiru<zione e asui Trattati internazionali. 

    La Bosii- Fini deve essere strutturalmente rivista, così come richiesto da alcune PETIZIONI proprio in questi giorni ( è cosa buona e giusta aderire), proprio per ripristinare lo spirito fondante della nostra Costituzione.

    La questione, però, ha dimensioni più di fondo.
    Se possono ormai liberamente circolare le merci prodotte dagli umani, perché il veto dovrebbe essere posto ai produttori?

    BASTA con beceri concetti di "pseudo" nazionalismo, proprio quelli che nel corso degli ultimi 100 anni hanno provocato 100 milioni di morti solo in Europa ( solo per ricordare le due guerre più grandi)

    BASTA con le stragi in mare, CORRIDOI Umanitari.

    MAI PIU’ altre leggi e pratiche razziali. Pe toglierle, in Italia e in Europa, è stato pagato un grandissimo tributo di sangue.

    Kocis 

  • Di Kocis (---.---.---.37) 13 settembre 2013 23:20

    Gentile Rossi,
    la Camera ( il Parlamento tutto) riconquistato, dopo il violento bivacco dei fascisti, con il sacrificio di tanti italiani, non ha prezzo.
    Si rilegga la storia, e rifletta, prima di enunciare "soldo".

    Kocis