Il crepuscolo di Robespierre
Robespierre la sera dell’8 Termidoro, poco prima di recarsi al circolo dei giacobini, invitava Eleonora Duplay per una passeggiata sui Campi Elisi. La tradizione ci tramanda una Eleonora ignara di quanto era accaduto prima, ovvero la contestazione alla Convenzione contro Robespierre, si augurava che Massimiliano volesse parlarle da sola per dichiararle, finalmente, il suo amore e per sposarla.
Ma Robespierre, esausto, nel guardare il cielo , arrossato dal tramonto, esclamava: “Vale la pena di vivere per vedere spettacoli così grandiosi!... Sì, vale la pena di vivere…”. Poi l’Incorruttibile si trasferiva al circolo dei Giacobini. Sembrava aver riacquistato le forze: battagliero e tagliente, ma il 27 Luglio (9 Termidoro) si recava con insolito ritardo alla Convenzione. Era Saint Just, suo sodale, a parlare dalla tribuna quando di colpo si levavano voci contro: “traditore, ipocrita”. A forza Saint Just scendeva dalla tribuna e le imprecazioni aumentavano contro Robespierre: “Abbasso il tiranno” e “Il sangue di Danton ti soffoca”.
La Convenzione decretava l’arresto di Robespierre e di altri. Quando la notizia giungeva alla Comune, fedele all’Incorruttibile, cercava di organizzare una rivolta. Le campane suonavano a raccolta e quando Robespierre veniva portato alla sede della polizia l’intervento della Comune in armi impose il rilascio insieme agli altri. La Convenzione intanto decretava lo scioglimento della Comune e si dichiarava l’unica autorità, ma anche la Comune si dichiarava tale! I convenzionali allora decidevano di nominare un nuovo capo delle Guardie Nazionali, Paul Barras, nemico acerrimo di Robespierre. Barras ordinava di marciare contro la Comune e arrestare Robespierre e gli altri.
Robespierre si trovava all’Hotel de Ville, dove i giacobini dapprima aspettavano l’ordine di insurrezione poi, tra la stanchezza, un temporale e defezioni, abbandonavano l’Incorruttibile al suo destino. Per la Guardia Nazionale non era difficile penetrare all’Hotel de Ville dove Robespierre stava per mettere la firma su un documento riguardante l’appello all’insurrezione. Robespierre aveva sul tavolo una pistola, secondo alcuni cercava di uccidersi ma l’intervento del gendarme Méda deviava il colpo, ferendolo ad una guancia. Secondo altri era il gendarme a puntare la pistola e a sparare. Alle 13.00 del 28 luglio, 10 Termidoro, Robespierre, ferito, con la mascella fracassata e medicata malamente, veniva portato innanzi al Tribunale Rivoluzionario insieme ad altre 21 persone e condannato ad essere ghigliottinato. Il boia Sanson, aiutato da due gendarmi, poneva Robespierre sull’asse e strappava in malo modo la benda applicata alla sua mascella. Robespierre emetteva un forte urlo. Appena la testa dell’Incorruttibile rotolava nel paniere, Sanson l’afferrava per i capelli e rivolgendosi alla folla diceva: “Ecco il tiranno… il tiranno è morto”.
Lasciare un commento
Per commentare registrati al sito in alto a destra di questa pagina
Se non sei registrato puoi farlo qui
Sostieni la Fondazione AgoraVox







