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Medio Oriente: la spirale della vendetta

E adesso che succede? Israele assedia Gaza City, operazione militare criticata sia dall’interno dei vertici militari di Tsahal che dalla Comunità Internazionale, tranne dagli Usa; l’Onu vota risoluzioni a favore del riconoscimento della Stato di Palestina ed intima ad Israele il ritiro dai Territori Occupati, mentre ad Hamas chiede di consegnare le armi e rilasciare gli ostaggi.

L’Unione Europea e i singoli Stati che ne sono membri avevano già inviato, in ordine sparso, al governo Netanyahu la pressante raccomandazione di riprendere un processo politico, con un cessate il fuoco, stessa raccomandazione inviata ad Hamas. La Lega Araba, per la prima volta, chiede al Movimento di Resistenza Islamico di deporre le armi e farsi da parte, mentre ad Israele chiede di intavolare un negoziato. Papa Leone XIV prega e si adopera per la pace con la preghiera e i richiami al senso di fraternità fra i popoli.

Insomma il mondo intero sembra concorde nel consigliare, premere, imporre la tregua, l’armistizio, la pace tra due popoli che vivono quotidianamente nella paura del presente e nell’ansia del domani. Un domani di terrore.

Una sofferenza che dura da mezzo secolo e anche più. Riusciranno i decisori politici a sollevare la testa dalla profonda spirale di violenza che hanno costruito insieme e che insieme continuano a gestire, l’uno contro l’altro, giorno dopo giorno? No, non ci riusciranno. Ormai lo sappiamo tutti e lo sanno anche loro: non riusciranno.

Il disco della storia si è rotto in quel punto, in un costante movimento che si ripete da sempre: violenza, guerra, terrorismo, sofferenza, pianto, lamento, imprecazioni. In queste ore, con il tanto annunciato attacco a Gaza City le parole della Comunità Internazionale sono tante. Serviranno? No, non serviranno. Da più di cinquant’anni intervengono con le parole sul conflitto mediorientale.

I vari protagonisti non hanno mai fatto conto delle parole che le Nazioni Unite gli hanno infinite volte indirizzato. E le singole potenze, ciascuna per sé, abbondantemente si limitano alla solita scontata ripetizione. I decisori politici sanno che alle parole non seguiranno i fatti e mai seguiranno. Quindi il conflitto che oppone israeliani e palestinesi continua, anzi aumenta giorno dopo giorno. In Medio Oriente sta crescendo il pericolo di una guerra totale, o del caos totale, della perdita di controllo, del furore contro la pietà, della follia distruttiva contro la ragione.

 

Salvatore Falzone 

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