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Grillo non è l’alternativa: anzi...

Oltre 19%. E’ attualmente il gradimento del Movimento 5 Stelle da parte degli Italiani. Millesimo più, millesimo meno. Oggi si grida alla sconfitta della “vecchia” politica ed alla nascita della non politica che però, già palesemente, è più politica di quella vecchia che si vorrebbe sconfiggere a suon di slogan da manifesto alla “Zelig”.

Per molti Grillo è oggi l’Alternativa. Ma alternativa a cosa?

Se le urla, gli strepiti e le parolacce profuse a tutto e tutti da parte del comico più politicizzato d’Italia sono una alternativa, ebbene, io mi chiedo – appunto – a cosa. Alle urla della politica che ha ucciso se stessa a furia di urla apparentemente l’uno contro l’altro?

Alle parolacce non dette magari, ma espresse per decenni dal nostro ancora attuale parterre politico attraverso azioni che sono spesso peggio di un “vaffa…”?

Grillo a mio parere, non è altro se non la personificazione della rabbia nazionale, che appunto fomenta arroccato sui palchi di piazze di gente rabbiosa, che non vede più limiti a nulla. Da ambo le parti. Dal basso. Quel basso che è la popolazione sbandata di un Paese diretto da sbandati. Dall’”alto”. Quell’alto che diviene “Casta” perché detiene poteri che in una vera, civile e armonica Democrazia non dovrebbero nemmeno esser nominati per scherzo.

Cosa ti combina Grillo?

Prende il treno al volo. Un treno che, rifletteteci bene, gli è appena passato davanti. Ora. Nell’ultimo sbadiglio di tempo. E cosa conteneva quel treno?

Crisi di sistema. A 360°. E in coda, una popolazione giunta alla rabbia estrema, alla sconfitta che necessita la mano tesa o il tubo dell’ossigeno, per non morire.

Acchiappa quel treno al volo, avidamente, rabbioso come la rabbia che fomenta. Di una rabbia che parla di anni ed anni di progetti tutti tesi a farsi largo in quella politica che, nell’ultima parte di tempo, gli era stata preclusa dai partiti cui Grillo si riferiva. Vi ricorderete il “no” del PD, che avanzò come ultima carta il fatto che Grillo non fosse un tesserato di partito in tempo utile.

Io non credo alla rabbia che sconfigge la rabbia. Non può un male curarne un altro. Grillo parla di Democrazia urlando. Ma la Democrazia non può, per sua stessa coerenza, essere rabbiosa. Né disfattista né tantomeno distruttrice. Così come invece è la rabbia estrema di colui che oggi ha già fattezze da leader maximo a capo di un popolo di facinorosi pronti a tutti pur di sconfiggere il “grande male”. Quel grande male, composto da altri leader maximi a capo di un popolo sconfitto.

Grillo sta solo assolvendo la sua necessità suprema. Dire a tutti: io sono.

E ciò che sarà è già fatto e detto e costruito. In anni e anni di rabbia che ha tracimato da quella personale per giungere ad infiltrarsi nella rabbia del tessuto nazionale. Una fusione di rabbie non può che provocare esplosione. Una enorme, incredibile, esplosione. Di cui oggi noi tutti, non abbiamo bisogno. Non è la priorità. Non cura e nuoce.

Grillo avanza già a passi da gigante, da “leader” quale già sente di essere, verso i livelli massimi della dirigenza del Paese, straparlando già di incarichi a Presidente della Repubblica. Ma di quale Repubblica?

Quella verso cui in ogni attimo vomita la sua rabbia e quella di chi non sa più a che santo votarsi?
Sembra d'essere tornati indietro di decenni. Quando ad esempio negli anni '90, durante un'altra crisi di sistema fu il Partito Radicale a raccogliere la rabbia popolare fino a giungere quasi ad avere come Presidente della Repubblica Emma Bonino. Un'altra vittoria. Di Pirro.

Credo che in un momento come questo, sia necessaria per una volta, una moderazione che in questo Paese ha perso forma e contenuto. Non è certamente con l’assunzione di altri “poteri” che usciremo dal problema, il vero unico problema che oggi fa di Grillo il “vincente”: la crisi di sistema.

Una crisi totale. Talmente distruttiva da non lasciare spazio a nulla. Nemmeno al più semplice ragionamento.

Il grillocentrismo palesato da Grillo è evidente e deve portare a riflessioni comuni.

Vogliamo davvero “ricominciare” dando in mano il Paese alla parte più facinorosa ed in qualche modo deviante?

Perché, c’è anche da dire, molti di coloro che hanno appena votato M5S erano ex affezionati alla Lega o al PdL. Due più due fa sempre 4 (credo). Togliere voti al Centro sinistra è più facile che operare una scelta consapevole e ragionata…

Altro che Grillo ed i suoi freschi di nomina Sindaci di altri cittadini incazzati come bufali. E si sa: quando è la rabbia a far decidere, probabilmente non si decide con razionalità.

Se non fosse un bluff si capirebbe. Invece, già si scannano fra loro. “Loro”, appunto. Si parla di altri “loro” ma la divisione fra popolazione e “dirigenza” è sempre li, bella netta. E vaffa… (come direbbe Grillo) alla coerenza.

Io spero che questo rigurgito di rabbia estrema non porti tutto il Paese alla guerra civile. Mi auguro davvero che non sia l’inizio di una fine rabbiosa.

Direte: “Ma allora, quale sarebbe l’Alternativa”?

Io penso che l’alternativa unica sia quella di ripensare noi stessi come cittadini, contribuenti ed elettori. Iniziare a divenire davvero partecipativi e non passivi della vita comune. A quel punto, posso assicurarvi, che qualsiasi parterre politico, persino il peggiore, potrebbe stare al Governo… Ma verrebbe spazzato via – appunto – da una nazione consapevole ed attiva che, se dopo aver contribuito anche economicamente alle necessità del Paese non se ne vedono i frutti, tutti a casa. Leader e compagnia briscola.

L’unica vera alternativa, come sempre, saremmo noi. E purtroppo, il condizionale è d’obbligo.

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.107) 2 giugno 2012 09:23

    Unico appunto ad un articolo condivisibile: tra Beppe Grillo e Emma Bonino c’è una differenza abissale in termini politici. La Bonino potrebbe benissimo - per cultura, preparazione, esperienza - essere il primo presidente donna della repubblica. Grillo non potrebbe essere nemmeno un parlamentare, secondo i suoi stessi termini, essendo un pregiudicato.

  • Di (---.---.---.217) 2 giugno 2012 12:21

    certo, moderare i toni.... siete ridicoli tutti, dal primo all’ultimo, avete una strizza al culo che tremate...

  • Di (---.---.---.228) 2 giugno 2012 16:44

    Salve, mi permetto di fare un appunto: la politica che ha portato l’Italia a livello dei paesi del terzo mondo è ancora arroccata in quel parlamento che decide della nostra vita; è condivisibile l’idea che Grillo non può essere l’alternativa politica ma tra i sui "seguaci" ci sono molti giovani che potrebbero dare una svolta in positivo per far uscire il Paese da questo stato di monarchia assoluta dettata da politici corrotti, e non si può negare che peggio di così il paese non potrebbe essere stato spremuto.
    Grillo è un urlatore, esprime la rabbia del popolo ma è quello che ha fatto la Lega ed ha ottenuto il 20% del consenso nazionale

  • Di (---.---.---.182) 2 giugno 2012 19:10

    Hai ragione Emilia a preoccuparti del linguaggio violento, in politica è il primo passo verso la guerra civile. In ogni caso al momento non vedo di questi pericoli.

    Tuttavia Grillo e Casaleggio hanno altri difetti , dei quali chi è accecato dall’ideologia grillina, come il commentatore xxx217, non si accorge minimamente.

    E’ davvero ridicola e pericolosa l’idea che dalla rete e con la rete si possa dirigere un movimento politico nazionale in maniera autoritaria, sfuggendo a ogni confronto e riservandosi il diritto di delineare la strategia politica nazionale e la decisione inappellabile di chi è dentro e chi è fuori il movimento.

    Con la coppia in questione siamo passati dal partito azienda (Forza Italia) all’azienda partito (Casaleggio associati), dall’uomo di spettacolo che raccontava barzellette zozze al comico violento.

    Non c’è che dire un bel progresso!

    Il ruolo di Grillo/Casaleggio nella crisi in corso?!?? semplice, consentire alla destra socio-economica di riorganizzarsi per riprendere il comando politico che la coppia Berlusconi-Bossi si è lasciato sfuggire di mano. C’è un articolo su Agoravox che sottopongo alla tua attenzione, che mi sembra significativo in proposito: http://www.agoravox.it/Antipolitica-Origini-e-ruolo-nelle.html

    Al commentatore xxx228 dico che non c’è dubbio che i gruppi locali di giovani impegnati nel M5s sono animati da buone intenzioni e da metodi del fare politica largamente condivisibili, tuttavia questi gruppi fanno capo ad una struttura nazionale "immateriale", sfuggente a ogni dialettica politica, autoritaria in una maniera insopportabile. Gruppi che si lasciano guidare, contrassegnare e irregimentare dalla coppia Grillo/Casaleggio. Pertanto tutto ciò che di buono hanno e fanno va in fumo e suscita terribili sospetti autoritari. Questi giovani se realmente vogliono incidere positivamente nella politica nazionale hanno un obbligo inderogabile: liberarsi della coppia Grillo/Casaleggio.

    Che fare? credo che ci sia poco da fare oggi se non contrastare l’Azienda Grillo/Casaleggio e diffidare della nuova destra in formazione (Montezzemolo, Passera, ecc. ...). Quando poi Bersani (e chi sta dietro di lui) avrà fatto la fine di Occhetto nel 94 allora bisognerà rifondare la sinistra partendo dall’applicazione reale della Costituzione del ’48..

     

  • Di (---.---.---.77) 22 dicembre 2012 20:01

    Il movimento 5 stelle sfugge a queste classificazioni, non è ne di destra ne di sinistra ,
    è solo buon senso all’opera , dopo tanti anni di insulsaggini , è una grande conquista dei giovani , che vogliono recuperare quella possibilità di avere quel futuro che una classe politica di brontosauri sino ad ora ha loro negato .

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