Giornalista e fotogiornalista, lavoro con la stampa - cercando sempre di mantenere la massima indipendenza possibile - su testate nazionali, scrivo libri, pubblico inchieste di rilievo nazionale e internazionale. Ho scritto libri, racconti, romanzi, saggi e sempre di più privilegio la rete come strumento di comunicazione ampio e indipendente. Credo in un giornalismo obiettivo, non sensazionalistico, apolitico e sempre alla ricerca della verità.
Seppure con un po’ di retorica, bisogna ammettere che il sonno della ragione genera mostri. Oggi viviamo in un paese in cui il concetto di educazione è assolutamente aleatorio e - forse ancor peggio - viene attribuito ad esclusivi contesti formativi, senza tener conto che dovrebbe sostenere la mutazione dei tempi. Ma questo è riconducibile proprio all’idea di stampa "blindata" di cui nostro malgrado non siamo in grado di opporre altra arma che operare all’interno di una stampa indipendente.
Ti ringrazio, ma credo che al di là dell’innegabile ruolo che secondo me dovrebbe avere il giornalista, sia importante raccontare e non giudicare, fornire il maggior numero di elementi possibili al lettore per trarre le proprie conclusioni, senza uscire dai binari dell’obiettività (già difficile di per sè). Con ciò credo che da tempo siamo drogati di sensazionalismo, di giudizi, proposti e non spiegati da ogni parte.
Quindi, guardare e pensare, avere strumenti per riflettere. Magari scrolla un po’ le menti della gente.