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  Home page > Attualità > Economia > Abunai-ki: La verità inedita su Parmatour (seconda puntata)
di Enrico Miglino (sito) lunedì 15 dicembre 2008 - 0 commento oknotizie
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Abunai-ki: La verità inedita su Parmatour (seconda puntata)

Approfondiamo il panorama che abbiamo presentato la settimana scorsa, attraverso un primo importante dettaglio: le relazioni fra i personaggi che hanno gestito, fra Italia (Parma) e Maldive, il complesso ma non incomprensibile meccanismo della finanza creativa. HIT (Holding Italiana Turismo) sul versante Italiano e la sua controparte HCM (Holiday Club Maldives) su quello Maldiviano. E soprattutto, vediamo emergere anche i possibili scopi di questa gestione, solo apparentemente, caotica.

Volo 7124 MPX-Male
 
È uno dei voli Air Europe che settimanalmente porta in territorio maldiviano i turisti italiani; partenza da Malpensa, scalo tecnico a Roma e poi via, quindici ore di volo per atterrare nell’aeroporto della Capitale, Male International Airport.
Siamo nell’Oceano Indiano, in un territorio che da venticinque anni è una Repubblica Islamicaindipendente, dopo essersi liberata dal giogo della dominazione anglosassone. Una striscia di circa duemila isole disposte verticalmente su un’estensione di ottocento chilometri a partire dall’estremità più a sud dell’India fino a poco oltre l’equatore. La Repubblica delle Maldive vive principalmente di pesca e turismo, grazie a oltre trecento isole su cui sorgono i Resort, i Villaggi Vacanze gestiti da tour operator di tutto il mondo. Questi ultimi, non possiedono nulla ma affittano le isole direttamente dal governo attraverso società finanziarie autorizzate a mediare nei confronti dei propri referenti.
Ogni isola adibita a Villaggio Vacanze è strutturata in modo da fornire tutti i comfort possibili ai turisti, ogni genere di distrazione e divertimento, un’oasi di pace in mezzo a un mare unico al mondo. Esiste un contrasto abissale fra la vita reale delle Maldive e quella specie di paradiso artificiale con cui l’ospite entra in contatto quando viene trasferito dall’aeroporto al Villaggio di destinazione; una realtà costruita per il turista, ben lontana da ciò che si percepisce anche dopo poco tempo che si soggiorna nella capitale. Male, una città sovrapopolata in cui circa sessantamila abitanti convivono in un caos di vicoli pieni di taxi, auto, scooter e ogni mezzo di locomozione, su un’area abitabile che si estende per poco meno di dieci chilometri quadrati. La capitale è un continuo cantiere di case in costruzione, grattacieli che continuamente prendono il posto di vecchie costruzioni fatiscenti per far crescere verso l’alto lo spazio vivibile; maldiviani ma anche immigrati dagli stati vicini, Bangla Desh, Sri Lanka, India.
Questo incredibile contrasto viene mascherato ad arte nei villaggi turistici. Si deve fare in modo che gli ospiti non entrino in contatto con la vita locale, ricostruita in tutto e per tutto nell’area “non guest” del Resort, dove le maestranze hanno la propria moschea, alloggi, cucine, lavanderia. Tutto separato per evitare che le due diverse culture entrino in contatto. Quella ricca, pagante, occidentale, non può essere turbata dall’altra; la separazione è talmente netta e rimarcata nei minimi dettagli che difficilmente l’ospite si rende conto di dove si trova realmente.
 
In questo contesto il Tour Operator (T.O. per gli addetti ai lavori) gioca due ruoli differenti; la vendita dei “pacchetti” nel paese di origine e la gestione dei soggiorni nella località di destinazione.
 

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di Enrico Miglino (sito) lunedì 15 dicembre 2008 - 0 commento oknotizie
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