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“E quando la rivoluzione avrà condotto a termine il suo lavoro preparatorio, il mondo balzerà dal suo seggio e griderà:
ben scavato, vecchia talpa ”
 

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Ultimi commenti

  • 1 vote
    di Zag(c) (xxx.xxx.xxx.65) 12 gennaio 19:16
    Zag(c)

    Ebbene si Dopo la ubriacatura dei governi Berlusconi, ora ci si affida alla indimostrabile ancora di salvataggio di Monti. Oltre il 50 % di fiducia riscuote il professore, quota mai raggiunta dal cavaliere.

    E con la bocciatura dei referendum sul sistema elettorale questo governo ce lo terreno per tutta la legislatura. 
    L’anestesia e il rimbambimento totale che segue l’ubriacatura è il momento peggiore!
  • 0 vote
    di Zag(c) (xxx.xxx.xxx.198) 24 dicembre 2011 18:37
    Zag(c)

    l’assioma che l’art 18, cioè la deterrenza per un licenziamento discriminante , non legato a motivi economici e di capacità produttiva, con l’acquisto dell’unica casa da parte dei lavoratori è veramente un mistero! Altrettanto un logica misteriosa è il legame fra sempre il suddetto art 18 e i contratti a tempo indeterminato, la precarietà, la povertà. L’art 18 per chi ancora non lo sapesse vieta al datore di lavoro di licenziare per capriccio o per antipatia, per discriminazioni, sessuali, religiosi, politici ecc ecc. 

    Chi si presta al gioco di guardare al dito e non alla luna è corresponsabile in questo reato di inciviltà.

  • 0 vote
    di Zag(c) (xxx.xxx.xxx.239) 12 agosto 2011 19:19
    Zag(c)

    Io ricordo sempre e lo ricordo a quanti si dimenticano cosa ha significato l’euro per i lavoratori e per i commercianti. 

    La settimana prima dell’introduzione dell’euro andai a mangiare in una nota trattoria di Roma, ci andavo spesso, e pagai ( ho ancora lo scontrino conservato) per due persone 40.000 lire. Entro in vigore l’Euro, e dopo qualche settimana ci ritornai. Stessa trattoria, stesso piatti ordinati, stesso vino ( quello della casa) Pagai 40 Euro! Il mio stipendio era valutato 1.960 lire per un Euro, il profitto del ristoratore 1000 lire per un Euro. 
    Le barzellette che allora ci raccontavano erano: 
     Marzano che diceva che era tutto una impressione e che bastava andare da un altro commerciante, 
    Tremonti che era necessario introdurre la moneta di carta da un Euro, 
    e Berlusconi che bisognava andare al mercato, fare come faceva la sua mamma, Andare su e giù , in lungo e in largo e il prezzo conveniente si sarebbe trovato!

     
  • 0 vote
    di Zag(c) (xxx.xxx.xxx.83) 18 aprile 2011 15:35
    Zag(c)

    Sono perfettamente d’accordo . Dissento su un punto però. Quando affermi, riferendoti al sindaco e al presidente, ma io lo estendendo a tutto il PD, come a politici di "sinistra". Credo che il significato di sinistra abbia perso il suo connotato e la sua corposità politica. Credo che sia tempo che anche il "nostro" linguaggio si adegui ai tempi. Chiamiamoli come i politici del PD vogliono farsi chiamare. "Democratici" e lasciamo il termine di sinistra a cose ben più serie e concrete

  • 0 vote
    di Zag(c) (xxx.xxx.xxx.83) 18 aprile 2011 15:07
    Zag(c)

    L’astensionismo deve rappresentare una delle tante forme di presa di coscienza in prima persona, di lotta contro questo ceto politico che ormai non solo non ci rappresenta più, ma che al contrario è nostro nemico. Insieme all’astensionismo occorre però far sentire , gridando, il nostro rifiuto, scendendo in piazza in ogni dove in ogni città a rimostrare tutte le angherie ed ingiustizie che subiamo. Non aspettiamo ne partiti ne sindacati, per qualche sciopero più o meno generale, per qualche manifestazione più o meno unitaria. I partiti e le istituzioni hanno dimostrato che non sono capaci di difendere i nostri bisogni, ed allora scendiamo noi in piazza, con pentole, tegami, piatti, cartelloni e striscioni, a gruppi, in ogni piazza in tutte le piazze, tutti i giorni. Chiediamo lo scioglimento di questo parlamento e di questi politici. Adottiamo tutte le forme di rifiuto e di opposizione civile. La casa brucia e di pompieri non si vede neppure l’ombra! 

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