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Giuseppe Aragno

Storico del movimento operaio e dell'antifascismo.

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  • Primo articolo lunedì 07 Luglio 2014
  • Moderatore da lunedì 07 Luglio 2014
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Ultimi commenti

  • Di Giuseppe Aragno (---.---.---.234) 11 gennaio 2015 19:50
    Giuseppe Aragno

    E’ una opinione. Rispettabile quanto la mia, spero, che, invece, non condivido nulla del commento, ma non lo trovo inutile, perché dà la misura esatta della linea che unisce ipocrisia e cattiva coscienza e offende quanto basta per impedire una discussione. Quella sì, la discussione, evidentemente inutile. Qui perciò, almeno per quanto mi riguarda, si chiude. 

  • Di Giuseppe Aragno (---.---.---.2) 3 dicembre 2014 13:40
    Giuseppe Aragno

    Grazie davvero.

  • Di Giuseppe Aragno (---.---.---.239) 8 ottobre 2014 22:31
    Giuseppe Aragno

    Non mi offendo, figurati. Meridionale e pure sospettoso di certe difese d’ufficio. Non mi offendo e non offenderti tu, se ti dico brutalmente ciò che penso: ragioni con una mentalità tipicamente omertosa. Vedi tu a quale parte d’Italia assegnarla; per me non fa differenza. Le cose stanno a posto formalmente e allora va bene... No. Non va bene, no. Sbagli e anche molto.
    Mi sono fermato ai primi tre righi del tuo secondo commento. Non ho letto altro. Bastano quelli. Ci puoi mettere dopo l’Etica di Aristotele, non m’interessa. Io faccio differenza tra forma e sostanza. Molta differenza, perché - sarà che sono meridionale -so quanto sia utile, se vuoi capire dov’è che si annida il malaffare organizzato. Se un’Istituzione la rappresenta Riina, non la rispetto. E siamo là, la differenza non c’è. Non cambio idea nemmeno se scrivi un trattato. Non sono democratico? Non alla tua maniera. In ogni caso, non sta scritto da nessuna parte che dobbiamo essere per forza d’accordo; non ce l’ha prescritto il medico. E non è nemmeno un obbligo che si discuta, perciò ognuno si tiene la sua opinione e pazienza. Scusa, ma non ti rispondo più. Sarebbe una discussione eterna, senza senso e fatalmente ipocrita. Ce la risparmiamo ed è meglio.

  • Di Giuseppe Aragno (---.---.---.239) 8 ottobre 2014 16:34
    Giuseppe Aragno

    Alfano? Io questo amante della legalità repubblicana me lo ricordo alla testa di una banda di "nominati": erano tutti sulle scale del palazzo di Giustizia di Milano e inveivano contro i magistrati. E mi ricordo anche che lui e tutti i suoi colleghi di governo (se così si può chiamare l’armata Brancaleone guidata illegittimamente da Renzi) sono figli di due imbrogli: una legge elettorale, dichiarata ufficialmente incostituzionale dalla Consulta e una crisi di governo decisa da Napolitano, senza un voto di sfiducia del Parlamento. Napolitano che è per suo conto illegittimamente Presidente della Repubblica, perché la sua rielezione è incostituzionale. E non cominciamo con la storiella della Costituzione che non proibisce la rielezione, perché è una barzelletta. Secondo questa tesi tragicomica, infatti, un Presidente della Repubblica potrebbe essere rieletto di seguito fino alla morte, perché nemmeno questo è proibito dalla Costituzione.
    Chi dovrebbe dimettersi? De Magistris? Per la legge Severino? Il fatto è che questa legge ha valore retroattivo e va in rotta di collisione con la Costituzione, che all’art. 27 dice chiaro e tondo: che "l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva". Napolitano non avrebbe dovuto firmarla, conìme non avrebbe dovuto firmare il "Lodo Alfano" e accettare la rielezione. De Magistris non si è dimesso? Ha fatto bene, anche se ora sono furibondi, perché ha mandato a monte il piano criminale: togliersi dai piedi il personaggio scomodo che non fa affari con la camorra e andare alle elezioni PD e FI - finiti avversari, come in Parlamento - con l’avversario che non si può candidare. Un gioco da ragazzi: chiunque vinca gli affari si fanno senza bastoni tra le ruote. Accecati dalla rabbia, hanno chiesto ufficialmente di proibirgli la dimora nella città - una sorta di "confino politco" di marca fascista - e intanto è cominciata la campagna acquisti: si tenta di comprare consiglieri e mandare a casa anche il vice sindaco. Forse ci riusciranno e i Casalesi faranno festa. Io no. E non per De Magistris, ma per la mia città, che rischia di finire in mano ai camorristi. Quelli veri, che ormai sono direttamente ai: posti di comando. 

  • Di Giuseppe Aragno (---.---.---.211) 13 settembre 2014 12:05
    Giuseppe Aragno

    Come darle torto? Aggiungerei solo, ma è pignoleria, che la scuola dovrebbe insegnare a motivare le critiche.e a non scambiare per antipatia ciò che non va d’accordo con le nostre simpatie. Oggi sul Manifesto sono tornato sul tema in un articolo che, nonostante i refusi, mi sento di consigliarle. 

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