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Giuseppe Aragno

Storico del movimento operaio e dell'antifascismo.

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  • Primo articolo lunedì 07 Luglio 2014
  • Moderatore da lunedì 07 Luglio 2014
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Ultimi commenti

  • Di Giuseppe Aragno (---.---.---.185) 8 dicembre 2016 15:46
    Giuseppe Aragno

    Mi pare che questo articolo sia una chiara sintesi delle ragioni per cui il sì è andato incontro al meritato naufragio. 

  • Di Giuseppe Aragno (---.---.---.77) 31 agosto 2016 07:44
    Giuseppe Aragno

    Gazzetta Ufficiale - 15/04/2016
    Disegno di legge, 12/04/2016

    […]Art. 11. (Iniziativa legislativa). 

    1. All’articolo 71 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:

    [...] b) al secondo comma, la parola: «cinquantamila» è sostituita dalla seguente: «centocinquantamila» ed è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «La discussione e la deliberazione conclusiva sulle proposte di legge d’iniziativa popolare sono garantite nei tempi, nelle forme e nei limiti stabiliti dai regolamenti parlamentari»;

    c) è aggiunto, in fine, il seguente comma: «Al fine di favorire la partecipazione dei cittadini alla determinazione delle politiche pubbliche, la legge costituzionale stabilisce condizioni ed effetti di referendum popolari propositivi e d’indirizzo, nonché di altre forme di consultazione, anche delle formazioni sociali. Con legge approvata da entrambe le Camere sono disposte le modalità di attuazione».

  • Di Giuseppe Aragno (---.---.---.225) 1 febbraio 2016 22:20
    Giuseppe Aragno

    Concordo e sottoscrivo senza alcuna riserva. 

  • Di Giuseppe Aragno (---.---.---.171) 8 maggio 2015 01:56
    Giuseppe Aragno

    I presidi non esistono più, Persio Flacco, ci sono i Dirigenti Scolastici e non è la stessa cosa. La libertà d’insegnamento non tutela gli insegnati: garantisce la democrazia. Purtroppo lei non sa di che parla. Il lavoro dei docenti si può "misurare" nei tempi brevi, valutare seriamente no. Il prodotto finito del loro lavoro diventa visibile nel corso degli anni. Lei lo scrive ma non lo capisce: si tratta del futuro dei giovani, che non conosci quando sono a scuola. Valutare l’insegnamento è molto più complesso di quello che lei crede e richiede comunque tempi molto lunghi. Prenda il suo caso. come si sarebbe potuto capire ieri quanto valevano i suoi docenti? E’ oggi che si possono valutare davvero i risultati concreti del loro lavoro e sono indiscutibilmente pessimi. Lei sarà professionalmente valido, ma le mancano la capacità di ascolto, pretende di discutere con competenza di scienze che non conosce, non ha misura nel giudizio e sottovaluta pericolosamente beni preziosi come la libertà d’insegnamento. Quando ero a scuola bocciavo pochissimo. Per quel poco che posso capire, però, lei avrebbe rischiato molto e a buona ragione: dimostra uno sconcertante analfabetismo di valori. 
    In quanto alle proposte, esistono, anche se lei lo ignora. Genitori e docenti hanno scritto assieme una legge d’iniziativa popolare, sottoscritta se non sbaglio da oltre 100.000 cittadini dei più disparati mestieri. I nostri sedicenti parlamentari non l’hanno mai letta e Renzi ha ordinato di farla cadere in Commissione Cultura: A lui interessa far passare il mostriciattolo che il 5 maggio ha scatenato la protesta. Lei non se n’è accorto, ma in piazza non c’erano solo insegnati: protestavano anche genitori che non insegnano, studenti e personale amministrativo. Le consiglio di leggerla, la legge fatta cadere da Renzi. Se non altro eviterà di scrivere commenti desolanti. Gliel’ho già detto, ma lei è accecato dal livore e non se n’è accorto: la scuola va riformata. Per fortuna non sarà lei a farlo.
    Non ho altro da dirle. Per quanto mi riguarda, la discussione è chiusa. 

  • Di Giuseppe Aragno (---.---.---.124) 7 maggio 2015 01:38
    Giuseppe Aragno

    A me pare che la stragrande maggioranza dei docenti sia formata da genitori. Probabilmente anche la capra del 50 %. In ogni caso, capre se ne trovano in ogni categoria.
    Se ne è dimenticato: lei paga anche lo stipendio dei medici del servizio sanitario nazionale, che non avrebbe ragione di esistere se non ci fossero malati. Lei paga lo stipendio di carabinieri, poliziotti e guardie carcerarie, che fanno rispettare la legge e non avrebbero ragione di esistere se non esistessero delinquenti e carcerati che, secondo il suo ragionamento, sono di fatto i loro datori di lavoro. E’ evidente, però, che insegnanti, medici, forze dell’ordine, guardie carcerarie e tutti i contribuenti in regola con il fisco pagano i servizi di cui lei usufruisce. Non so lo stipendio, perché non conosco il suo lavoro.
    Sono d’accordo, sì, qualcosa va cambiata. Bisognerà farlo, però, con la serenità che manca al suo inaccettabile commento.