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francesco latteri

francesco latteri

francesco latteri,
classe '62,
Filosofo.
Autore di numerosi articoli,
saggi e pubblicazioni tra
gl'altri su S. Tommaso
d'Aquino, Jean Paul Sartre,
Freud, Simone de Beauvoir
e di diverse traduzioni
di scritti di Nietzsche,
Jaspers, Hannah Arendt
ed altri. E' autore inoltre
di numerosi articoli di
attualità socio politica ed economica,
filosofia e cultura cristiana e laica

Statistiche

  • Primo articolo martedì 06 Giugno 2012
  • Moderatore da giovedì 07 Luglio 2012
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Ultimi commenti

  • Di francesco latteri (---.---.---.123) 6 novembre 2014 18:31
    francesco latteri

    Sono contento di aver suscitato un dibattito, è di più di quello che questo articolo si proponeva. L’articolo è il naturale seguito di quello precedente, "Midterm USA: l’ombra di Hillary?" sul mio blog e si prefigge con esso di esplicitare le connotazioni specifiche delle Midterm USA che non hanno riscontro altrove e su cui spesso le valutazioni anche tecniche nostrane lasciano a desiderare. Per le presidenziali 2016 l’ipoteca più cospicua rimane quella della Clinton che, come specificato, continua a mantenere nei sondaggi un vantaggio di circa il 30% nei confronti di qualsiasi altro candidato democratico o repubblicano che sia. Sulle osservazioni riportate da Wavevolution.org, sebbene non le condivida in toto, va osservato che molto di quanto affermato è alquanto vicino a ciò che sostengo in diversi miei articoli sia datati diversi anni or sono ad es su Bin Laden ex capo della CIA per il medio oriente e sul summit tra le famiglie Bin Laden e Bush, ma anche ben più recenti. In proposito va detto che uno dei motivi del crollo di popolarità dello stesso Obama (è vero, non l’ho riportato nel presente articolo) è il fatto di essersi fatto "cooptare" secondo diverse e diffuse fonti USA proprio dalla stessa lobby cui afferiscono i Bush ed è famoso il breve video circolato circa un anno fa in cui Barak scendendo da un aereo si scambia durante una stretta di mano con un generale una pennetta Usb... 

  • Di francesco latteri (---.---.---.153) 12 ottobre 2014 22:33
    francesco latteri

    Perché risponde lei senza attinenza ad un commento (che a me tra lìaltro non risulta tra i presenti) fuori luogo rispetto alla tematica dell’articolo? 

  • Di francesco latteri (---.---.---.251) 7 ottobre 2014 20:49
    francesco latteri

    Qui non è mai stato fascista nessuno. Io sono qui a scrivere perché ai tempi del nazifascismo qualcuno ha nascosto mia madre che i nazisti avevano dichiarato vita indegna di essere vissuta. Procederò con denuncia per diffamazione presso i Carabinieri.

  • Di francesco latteri (---.---.---.209) 16 settembre 2014 10:15
    francesco latteri

    Vada a vederla dal vivo ... Possibilmente al solstizio d’estate in occasione della festa della luce... I commenti li faccia dopo, anche di dissenso come li ha fatti, ma con motivazione artistico culturale e non limitandosi al semplice insulto.

  • Di francesco latteri (---.---.---.121) 11 settembre 2014 20:13
    francesco latteri

    Grazie del commento ed anche del "tutti dovrebbero leggere questo articolo", per il resto debbo però distanziarmi perchè travalica l’analisi economica e volge decisamente a interpretazioni ideologiche da cui mi distanzio. A comnciare da Smith - oggi visto come modello del libero mercato - l’obbiettivo di tutti gl’autori citati era quello di analizzare i rapporti economici (ovvero politici) al fine di cogliere i meccanismi propri dell’economia per realizzare una società più giusta ed equa. Tutti i citati - compreso e soprattutto e meglio di altri il da lei tanto vituperato Marx (ma mi consenta se lo rileggesse specie "Il Capitale" e ne vale la pena, lo separerebbe dal capitalismo di Stato che è stato realizzato in suo nome) - hanno fatto un eccellente lavoro di disamina, obbiettivo, basato sui dati reali (sia Smith che Marx si riferirono a quelli ufficiali sull’economia inglese) e abbastanza scevro da preconcezioni. Il problema è stato che - scoperta la ferocia inumana del capitalismo veda i morti fatti dal capitalismo manchesteriano e le condizioni da lager in cui erano tenuti i lavoratori dell’Inghilterra (e non solo) di allora - non si è stati capaci di additarne l’uscita per entrare in un mondo veramente nuovo ed umano. E qui c’è - come specificato nell’articolo - sì la preconcezione, l’ideologia e l’utopia: bastava laissez faire e la mano invisibile avrebbe aggiustato tutto, o inevitabilmente gl’espropriati ed i ferocemente oppressi si sarebbero ribellati (perché a questo il sistema conduceva) e tutto si sarebbe risolto. La Storia ha mostrato che così non è. Nessuno neanche le religioni cui lei fa riferimento sono riuscite a trovare un’alternativa economica... Non c’è riuscita neppure la scienza. E poi capitalismo privato, Manchester o Auschwitz che sia, o di Stato, i lager che si chiamino così oppure gulag, sono sempre carnai comunque.