Il senatore Castelli è tra gli uomini politici che disprezzo di più. La sua boria, le sue menzogne, la sua strafottenza e la sua superbia mi sono insopportabili. Amo molto di più la petulanza di un Ghedini, il rassegnato dogmatismo di Lupi, la sanguigna violenza verbale di La Russa. Ma Castelli è veramente una persona di cui non ho alcuna stima.
Più che tra atei i credenti la lotta mi pare quella tra liberali e illiberali. Un tempo, quando c’era il comunismo, molti atei erano anche illiberali, in quanto pretendevano di imporre l’ateismo di stato. Oggi invece non è più così e a fare la figura dell’illiberale è il credente che pretende di imporre la sua morale, considerata migliore poichè rivelatagli da Dio in persona.
In ogni caso ragionare su Dio e sulla sua esistenza non è una cosa marginale, a mio avviso.
Non ho mai sostenuto che basta essere ateo per essere giusti. E non solo perchè, appunto, non è Dio che ci dà la giustezza di spirito. Ma sopratutto perchè dubito persino della reale esistenza della giustezza di spirito, se non altro a livello assoluto.