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Marte: da Mariner a Curiosity passando per Viking

6.8.2012, ore 7.31 del meridiano di Greenwich, la sonda Curiosity è riuscita a superare l'ultima difficoltà: la riduzione della propria velocità, 6 Km al secondo, ed a toccare il suolo di Marte. Il "pianeta rosso", 6.700 Km di diametro, poco più della metà di quello terrestre, distanza dal Sole da 207 a 249 mln di Km, due satelliti Phobos (20 Km di diametro) e Deimos (12), era stato già avvicinato da sonde spaziali in passato. Un primo avvicinamento a distanza inferiore a 10.000 Km, è del 14 Luglio 1965 ad opera della sonda Mariner 4, da cui si sono avuti dati importanti circa la pressione atmosferica - compresa in valori tra l' 1 ed il 2% di quella terrestre - e la sua composizione, data perloppiù da CO2.

Il pianeta, sempre secondo Mariner 4, sarebbe privo di campi magnetici, la qual cosa invaliderebbe la teoria della presenza di una cintura di radiazioni pericolose, d'altra parte proprio questa mancanza esporrebbe Marte a flussi di raggi cosmici 100 volte più intensi che sulla Terra. Sempre il Mariner 4 aveva rilevato una totale assenza sia di acqua che di ossigeno. La colorazione verde di alcune aree del pianeta sarebbe dovuta perciò a sali vulcanici, e le calotte che con l'alternarsi delle stagioni - l'anno di Marte è di 687 giorni - si accrescono o diminuiscono, sarebbero costituite sempre da CO2.

Nel 1969 le sonde Mariner 6 e 7 hanno inviato nuovi significativi contributi soprattutto fotografici. La prima sonda ad aver compiuto orbite intorno a Marte è stata la Mariner 9 la quale ha fornito materiale fotografico riprendente il 100% della superficie del pianeta. Si sono così potute evidenziare caratteristiche del tutto peculiari e non presenti su alcun altro pianeta.

Tra queste: la Nix Olympica, dalle connotazioni di un cratere vulcanico di 80 Km di diametro con una base di 450 ed innalzantesi 25.000 m al di sopra della circostante pianura; le regioni del Sud che sembrano plasmate da ghiacciai oggi scomparsi e da tipici kanyon di cui uno 10 volte maggiore del celebre Gran Kanyon Nord americano.

Nel 1976 Marte è stato nuovamente avvicinato - questa volta dalla sonda Viking - la quale ci ha inviato il miglior materiale fotografico sinora disponibile del pianeta. Esso sembra di nuovo indicare la presenza in passato di grandi quantità di acqua. Oggi Curiosity ha già inviato le prime foto, sta compiendo le prime esplorazioni e le prime analisi. I dati certi si accrescono, i dubbi spariscono. Restano, al momento, le domande di fondo, quelle che hanno animato tutto il progetto Curiosity ed il suo viaggio: c'è, o c'è stata, vita su Marte? E, cosa si intende per vita? 

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