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Italia: la situazione è grave e non esistono soluzioni

 

 

Sono al governo da circa tre mesi. I sostenitori di Lega e M5S continuano, imperterriti, con la solita solfa: “Facciamoli lavorare, aspettiamo”… Ci si deve chiedere quanto tempo dobbiamo essere disposti ad aspettare, dal momento che l’Italia non si trova in una condizione che permette attese di lunga, ma anche di media, proporzione.

Le cose non fatte prima, gli errori realizzati in precedenza, non possono continuare ad essere la scusante per chi al governo è attualmente o lo sarà domani: siamo in una situazione di emergenza e da molto tempo, non possiamo permetterci attese, errori, omissioni e mancanze.

Servirebbe un governo capace di rinstaurare un sistema politico reale, e non questi sistemi politici irreali che ormai da anni di politica hanno solo nome e facciata. D’altronde, è noto a tutti ormai come questa nazione sia stata mal gestita e fatta a pezzi dai vari governi in carica. Siamo alla canna del gas, e non ci serve un governo a cui dar tempo per risanare almeno un poco la situazione generale.

Ci vorrebbe un pool di esperti, ma di esperti veri. Ci vorrebbero persone in grado di riaprire un dialogo con la UE ma anche col resto dei governi mondiali da cui dipendiamo in maniera forte, economicamente e per ciò che riguarda le decisioni politiche nazionali che, sempre più spesso, derivano non da ragionamenti politici italiani, quanto da accordi e misure e progetti dettati da agende internazionali. Sbaglia chi pensa che ciò che accade in Italia derivi esclusivamente dall’intelletto di chi governa la nazione: costoro palesano una totale non conoscenza delle dinamiche di politica ed economia internazionale.

Ora, tornando al tema centrale: può il popolo italiano dar disponibilità di tempo al governo recentemente insediato? La risposta è solo una: no. La ragione è semplice: troppi danni sono stati arrecati nel tempo dalla collettività politica contro la collettività rappresentata dal popolo italiano. E questi danni, sia chiaro a tutti, sono stati resi possibili proprio dal popolo italiano, che ha perso da anni e anni la capacità di guardare alla realtà e di ribellarsi all’oppressione della corruzione e della mala gestione della nazione.

Oltretutto, i segnali di risanamento dei guai creati dai precedenti governi non ci sono: quelli del M5S hanno recentemente respinto un emendamento avanzato da LeU per la reintroduzione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori – eppure il M5S in campagna elettorale prometteva di reintrodurlo – il governo ha appena bloccato 1,6 miliardi di euro che erano stati assegnati a oltre 360 Comuni per lavori di risanamento delle periferie, e molti di questi comuni sono grandi città italiane.

Non basta: in campagna elettorale, i 5 Stelle si dichiaravano nemici di misure come i voucher lavoro. Erano “precarizzanti” dicevano, bisognava cancellarli. Poi, eccoli salire al governo, e ad ampliare addirittura il raggio di possibilità di applicazione, aumentandone addirittura la validità, dai precedenti 3 agli attuali 10 giorni. Il mondo imprenditoriale ringrazia. Confindustria anche, e pochi italiani sanno come Confindustria, per ogni governo in carica, sia molto più importante dei diritti dei lavoratori, che non comandano certo sul potere delle industrie...

Danni che si sommano ai danni. E sono passati solo circa tre mesi. L’unico punto saldamente tenuto fermo dal governo in carica, appare essere l’ostruzionismo contro l’arrivo dei migranti: d’altronde chiudere i porti, persino alla Guardia Costiera Italiana, fa tanta scena e seda molti animi incazzati.

C’è però da fare un distinguo. Un conto è la situazione dell’Italia come nazione, che resta comunque a sedere tra i grandi del mondo. Un conto è la situazione strettamente relativa alle politiche sociali ed economiche, e quindi relative alla condizione della popolazione. E’ su questo tipo di politiche che l’Italia sta andando totalmente a ramengo, e serve – come ho già ribadito più volte – una fretta notevole, e non certo l’attesa speranzosa di un’intera legislatura.

E’ anche vera un’altra cosa: essendo interconnessi a livello internazionale, e dovendo realizzare misure che riguardano la società civile nella sua globalità secondo parametri di politica ed economia internazionali che non presuppongono il miglioramento della condizione delle popolazioni – basterebbe studiare un poco i trattati internazionali di commercio e sistemi politici come Tisa, Ceta e del TTIP - non è possibile sperare che vi possa essere qualcuno in grado di spaccare questa organizzazione politico-economica che ci domina tutti, e non può esser modificata. Non è che manchi il personaggio-chiave, manca la volontà a livello internazionale.

Di conseguenza, seppure è vero – ed è palese – che nessuno può trarci fuori dai guai, sempre peggiori, cui andremo incontro, non è però ammissibile che un popolo non abbia mai un moto di ribellione contro tutto questo.

In molti dicono: “E’ inutile, comandano loro”. Si, è vero: ma non provare a ribellarsi, rende complici.

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di paolo (---.---.---.49) 10 agosto 17:43
    Neanche un fiato sui sette anni ( parlo in generale da parte della quasi totalità dei media nazionali) nei quali da Monti a Gentiloni via Letta e RENZI , si è taciuto su tutto mentre il paese affondava. L’eredità lasciata è sotto gli occhi di tutti.
    Adesso dopo 71 giorni, compresi gli adempimenti formali che contano una decina di giorni, dall’insediamento del governo Conte, dilaga la nenia del "governo del nulla" e, ovviamente " del disadtro annunciato ", "rapporti con l’Europa distrutti" ecc...
    Ma ancora prima che si fosse insediato c’era già una campagna di (dis)informazione della stampa riconducibile all’establishment ( ovvero quasi tutta) che denunciava i disastri (spread e connessi) da imputare al sodalizio M5S + Lega.
    Capisco la delusione di chi si è visto sfilare d’amblé e in modo inaspettato il timone del comando ; è umano, Hillary Clinton all’annuncio della vittoria di Trump svenne e ci vollero settimane per riprendersi, ma non le pare che qui si stia un pò esagerando?
    • Di Emilia Urso Anfuso (---.---.---.241) 10 agosto 18:27
      Emilia Urso Anfuso

      Paolo: ritengo lei abbia letto IN DIAGONALE questo mio editoriale, e - probabilmente - mentre è in altre faccende affaccendato, dal momento che, palesemente, NON ha afferrato proprio il concetto, peraltro molto ma molto semplice: 


      1) - NESSUNO può risolvere le criticità della condizione del popolo italiano
      2) - 71 GIORNI per ADDIZIONARE problemi ai problemi già esistenti
      3) - Lei ha PIACERE che abbiano RESPINTO L’EMENDAMENTO PER LA REINTRODUZIONE DELL’ART. 18? Approva anche IL BLOCCO DEI FINANZIAMENTI AI COMUNI per lavori GIA’ IN CORSO?
      4) - Se avesse letto il mio editoriale, avrebbe scoperto che ho preso di mira i governi - TUTTI - che si sono susseguiti nel corso degli anni
      5) - "Rapporti con la UE distrutti"? Ma DOVE DIAMINE HA LETTO QUESTA COSA? Non certo su un mio editoriale. 
      6) - Sono una giornalista INDIPENDENTE e lo provano I FATTI. Con me casca male

      A parte tutto questo: il mio articolo, non è semplicemente contro questo governucolo composto da ragazzi che ora possono fregiarsi persino di aver "governato" il paese. No, ed è palese come il contenuto sia DEL TUTTO DIVERSO.

      NON è nei progetti, né nazionali e nemmeno internazionali, che in Italia sarà fatto qualcosa per risollevare le prospettive future delle famiglie italiane.

      Lo dicono i fatti, lo dicono i trattati, lo dicono gli incontri, lo dice la realtà , quella che VI OSTINATE A NON VOLER VEDERE: NON saranno risolti i problemi CREATI DA TUTTI I PARTITI POLITICI

      NESSUN governo potrà risolvere, perché NESSUN governo nazionale è indipendente dalle strategie economiche e politiche internazionali dalle quali DIPENDIAMO

      (E’ scritto tutto in questo mio editoriale, a tempo perso...LO LEGGA)

      Finisco lasciandole due link:
      Questo è relativo a un mio editoriale pubblicato nel 2011, immediatamente dopo l’insediamento di MONTI (E’ uno degli articoli più diffusi e ripubblicati sul web)


      A questo link, invece, può trovare cosa IO come giornalista scrivo da anni: non è tutto il mio lavoro, ovviamente, visto che qui vengono pubblicati solo una piccola parte dei miei articoli, approfondimenti e inchieste:


      Posso accettare tutto, MA NON che il primo che capita, senza sapere nulla di cosa scrivo, come, da quanti anni e da quanti anni mi preoccupo di informare la popolazione su tutto quanto accade, e di sollevare - per ogni singolo governo - TUTTE LE CRITICITA’ - venga a SPROLOQUIARE sulla sottoscritta

      A voi manca una cosa: L’INDIPENDENZA. Mentale innanzitutto, e poi partitica. 

      Vada a sciorinare a qualche altro collega le stesse castronerie che ha dedicato a me: l’Italia è zeppa di colleghi - da cui mi dissocio spesso - che sono PROSTRATI al potere politico del momento


  • Di pv21 (---.---.---.247) 10 agosto 19:36

    Ari Farsa >

    Davvero molti complimenti a tenacia (pazienza) di chi tiene aggiornato l’elenco delle tematiche dibattute dagli esponenti (Ministri e non) delle forze politiche che supportano il governo in carica.

    Così come allo sforzo degli operatori mediatici nel dar fiato e visibilità alle “puntate” giornaliere di politica.


    Oltre al “dissensi” incrociati e oltre ai “distinguo” dai leader e dai colleghi, ogni giorno spunta un nuovo capitolo da considerare altrettanto “prioritario”.

    Di fatto assistiamo a un “cambiamento” in continuo divenire.


    Da annotare.

    Per ogni tema di volta in volta focalizzato sembra valere la regola: oggi si fa se va, domani no o si vedrà.

    L’importante è tenere il polso della situazione e catturare l’emotività del pubblico.


    Anche se, vista la memoria corta, non sarà affatto facile trovare chi ricorderà l’esito finale delle tante iniziative promosse. L’importante è tener botta un altro paio di mesi, fino alla prossima Legge di Bilancio.

    Con lo schema della farsa si camuffa l’essenza di un Dossier Arroganza

  • Di paolo (---.---.---.49) 11 agosto 09:57
    cara Emilia, prima pensare e poi parlare. E’ una regola aurea.
    Difatti il mio commento non era assolutamente rivolto al suo articolo, voleva essere un rafforzativo per il clima che corre di questi tempi nell’informazione; probabilmente rileggendomi capisco che andava esplicitato meglio il riferimento del mio commento. Lei però poteva chiedermi maggiore chiarezza prima di partire in tromba.
    Ringrazio comunque "per il primo venuto" e per avere espresso un giudizio non lusinghiero sulla mia "indipendenza intellettuale", ma sul concetto di castroneria lei meriterebbe una sonora sculacciata (è un eufemismo perché mi ritengo un gentiluomo). A volte il super ego e la permalosità giocano brutti scherzi.
    Per inciso sono quasi una decina di anni che la leggo con regolarità. Trovo assolutamente interessante quello che scrive, ma se proprio un appunto devo farle è la sua tendenza all’assolutismo di giudizio, a volte il dubbio è preferibile. La storia del " governucolo di ragazzi " avrebbe un senso se non fosse da relativizzare con la "banda" di ragazzi che li hanno preceduti. Aspetti i fatti e poi giudichi, non abbia fretta perché altrimenti fornisce una impressione diversa da quella che la contradistingue e che io apprezzo. Abbiamo già una caterva di giornalistucoli prezzolati che svolge questa funzione. A questi era rivolta la mia critica.
    Quindi stia serena (nel senso comune), continuerò a leggerla, magari risparmiandole il commento per non farla arrabbiare.
    con affetto e simpatia la saluto. 

    • Di Emilia Urso Anfuso (---.---.---.241) 11 agosto 10:07

      Amo lo scambio, anche quando è così acceso, dal momento che palesa INTERESSE


      Non l’avevo peraltro riconosciuta, Paolo, e me ne scuso ma ieri ero ancora sotto i flussi della febbre di una pessima influenza estiva

      Per ciò che riguarda il fatto che io mi sia slanciata a commentare come ho fatto, consideri anche la difficoltà - ormai diffusissima - di farsi comprendere, e persino rispettare, dalla popolazione che legge: tra hater, grammar nazi, troll, imbecilli arroganti...comprenderà che è più facile sbagliare

      Sulla "sculacciata" sorvolo: sarà certamente un galantuomo, ma non voglio sostenere certe immaginazioni...

      Gradirei invece che lei continui a commentarmi così come ha fatto anche ieri...Sarebbe assolutamente un peccato toglierci il piacere dello scambio di idee e di impressioni

      Assolutista? Si. Lo sono. In special modo quando non c’è più tempo, e io che non c’è più tempo, lo scrivo ormai da anni

      Un caro saluto e la leggerò volentieri a breve...E tranquillo: non mi arrabbio, ma con certe persone (Non lei) puntualizzo, che è meglio


  • Di paolo (---.---.---.49) 11 agosto 15:55
    E’ capitato anche a me che pure mi ritengo un razionale, e non ero neppure sotto gli effetti di una febbre estiva, ma in certi momenti scatta il diavoletto proprio per i motivi che lei dice, ovvero troppa porcheria che affolla la rete.
    Confermo la stima assoluta e continui la sua preziosa opera di informazione.
    cari saluti
    • Di Emilia Urso Anfuso (---.---.---.241) 11 agosto 16:10

      Apprezzo molto il suo apprezzamento, Paolo. 

      Ma non solo perché apprezza ciò che scrivo: lei mi da la conferma che non si ferma a leggere ciò che scrivo: grazie

      Un caro saluto 
  • Di GeriSteve (---.---.---.171) 12 agosto 00:09

     

    Anch’io talvolta ho apprezzato la sua originalità di pensiero e di analisi, ma stavolta proprio non la capisco


    Veniamo da decenni di malgoverno che negli ultimi anni hanno toccato dei picchi incredibili. Basti pensare a Gentiloni che nel periodo di varo del nuovo governo in cui doveva soltanto sbrigare gli affari correnti ha pensato bene di fare un decretino per rendere difficile condannare la Renzi-family per furto e riciclaggio dei soldi UNICEF destinati ai bambini africani.


    Gli elettori han detto basta e i veti di Renzi ai suoi sudditi non hanno lasciato alternative al difficile co-governo M5S - Lega. Governo nuovo (per i 5 stelle, non per la lega), ma con le sue inevitabili difficoltà di azione dovute alla sua disomogeneità. In sostanza, al governo ci sta una nuova sinistra con una nuova destra e all’opposizione la vecchia, squalificata e irrecuperabile sinistra con la vecchia, squalificatissima e irrecuperabile destra.


    Che senso ha strepitare che non si fa presto? I problemi ci sono, l’Italia è a pezzi, le difficoltà di governo sono reali. Sembra che siamo tutti d’accordo.

    E allora? Qualcuno ha la bacchetta magica per risolvere subito e bene tutti i problemi?

    Se prima si afferma che "nessuno può tirarci fuori dai guai" che senso ha poi sperare in una ribellione? Per farne cosa?


    E poi: i condizionamenti globali ci sono certamente, ma li si può contrastare e altri lo hanno fatto.


    Il problema non è soltanto il resto del mondo, ma che le nostre classi dirigenti sono state le peggiori del mondo, che in Italia si sono accordate prima con gli anticomunisti strateghi della tensione, poi con la mafia e con tutte le grandi criminalità, che hanno svenduto e contrastato le capacità scientifiche, tecnologiche e imprenditoriali degli italiani migliori, che li hanno costretti all’emigrazione, che hanno pianificato l’importazione dei peggiori migranti, buoni per lavoro schiavistico e per manovalanza mafiosa, che con l’estero hanno ratificato accordi e preso impegni iniqui e penalizzanti per l’Italia come il trattato di Dublino, il traforo TAV, l’acquisto degli F35, il leasing del super aereo di Renzi, che si sono fatte corrompere e perciò sono tutte sotto ricatto di chi le ha corrotte (emblematica l’indecente corsa ai rolex regalati dagli emiri!); sono tante ed enormi porcherie che le (criticabilissime) classi dirigenti di altri paesi invece non hanno fatto, o perlomeno non hanno fatto in modo così esteso come i politici e dirigenti italiani.

     
    Questa è la "anomalia" italiana. A fronte dell’eredità di così grandi, storici e profondi problemi a che serve strepitare che se ne deve uscire presto e bene?

    GeriSteve


    • Di Emilia Urso Anfuso (---.---.---.241) 13 agosto 08:58
      Emilia Urso Anfuso

      Geri: arriva un momento in cui NON E’ PIU’ POSSIBILE ASPETTARE


      Sa cos’è il Quantitative Easing immagino: ebbene...entro Gennaio 2019 cominceranno A CHIUDERE I RUBINETTI

      Le dice qualcosa, anche questo?


      Un caro saluto
    • Di GeriSteve (---.---.---.171) 13 agosto 14:22

      Sì, certo: mi dice che forse l’Italia andrà sotto attacco come oggi la Turchia, con l’aggravante che la turchia può svalutare la sua lira mentre l’italia no.
      L’Italia va a rischio di pagare interessi altissimi per rifinanziare i suoi enormi debiti.

      Immagino che su questa risposta siamo quasi tutti d’accordo. E allora ?

      Mi devo ripetere? A che serve strepitare?

      Siamo anche d’accordo che:

      "Di conseguenza, seppure è vero – ed è palese – che nessuno può trarci fuori dai guai, sempre peggiori,"

      quindi non mi resta che, detestabilmente, ripetermi:

      Se prima si afferma che "nessuno può tirarci fuori dai guai",  che senso ha poi sperare in una ribellione? Per farne cosa?

      La ribellione senza senza vie d’uscita è cosa ancor più pericolosa dell’aumento dello spread.

      Posso capire il suo "orgoglio alla Fallaci":

      "non è ammissibile che un popolo non abbia mai un moto di ribellione contro tutto questo"

      ma sono costretto a dichiararle che lo trovo insensato, inutile e altamente pericoloso.

      So che non sto scrivendo niente di nuovo, ma penso sia utile ricordare che chi, nel primo dopoguerra, ha manovrato per instaurare il fascismo in Italia, ha trovato ottime adesioni fra i reduci della grande guerra, giustamente feriti nel loro orgoglio: ritenevano di aver salvato, al costo di tante vite, l’Italia dalle follie dei produttori di armi e dei sacerdoti dell’eroismo patriottico alla Cadorna, mentre poi il governo Italiano li ricambiava con la disoccupazione.

      L’orgoglio insensato e la ribellione senza obiettivi sono perfetti ingredienti per portarci sotto un nuovo, salvifico, "uomo forte".

      Consiglierei un bel tuffo in un bel mare siculo e un ripensamento dopo passata la canicola ferragostiana, dopodichè mi auguro che avremo un punto di accordo in più.

      Dimenticavo: nel bel tuffo, occhio agli scogli: sono più duri della sua testa!

      con simpatia,

      Geri

    • Di Emilia Urso Anfuso (---.---.---.241) 13 agosto 22:33
      Emilia Urso Anfuso

      Geri, le chiedo solo una cosa: non mi paragoni alla buonanima della Fallaci, con cui mi scontrai più volte


      Vede, la ribellione serve almeno a mantenere meno aggressivo il tenore di arroganza di un sistema politico.

      So che lei mi segue da anni, e che - fortunatamente - le nostre discussioni non sempre sono state idilliache, ma la reputo persona con un gran cervello, e oggi non è cosa da poco.

      Recentemente, è uscito un mio nuovo saggio, ma non glielo dico per farglielo leggere quanto per spiegare meglio cosa intendo: il libro si intitola "Manuale del rivoluzionario 3.0" e ho spiegato le ragioni della "ribellione" e anche i metodi per "ribellarsi" a un sistema squinternato come quello in cui viviamo

      Non parlo, ovviamente, di rivoluzione violenta bensì di un sistema da adottare, collettivamente, per RIPRENDERE POTERE CONTRATTUALE nei confronti dei governi, che ormai CAMMINANO con gli stivali ferrati su una popolazione che ha fatto del lassismo il suo mantra

      Conosciamo bene entrambi anche il motivo di cotanto lassismo, ma mi creda: non è possibile andare avanti in questa maniera

      Ho avuto la fortuna di vivere all’estero, e posso assicurarle che, almeno per le questioni interne, è IL POPOLO a fare la differenza

      Leggerò con piacere la sua replica

      Un caro saluto

      EAU
  • Di Persio Flacco (---.---.---.123) 12 agosto 20:00
    Sarà che sono ottimista per natura, sarà che questo nostro Paese ha risorse incredibili, che è sopravvissuto a 70 anni di regime partitocratico e che contro ogni aspettativa ancora ha voglia di cambiare: vera pietra miliare in tal senso è stato il voto contrario al referendum costituzionale 2016, ma mi sento di rassicurarla sull’emergenza in corso. C’è modo e tempo per cambiare, e ci sarà nonostante i probabili futuri errori di percorso dell’attuale maggioranza. La priorità è disarticolare l’immondo e deleterio sistema di potere che mette i partiti politici in cima alle istituzioni repubblicane, che tanti danni ha fatto all’Italia. Segnali incoraggianti ci sono: si veda il rifiuto del governo di mettere la questione di fiducia sugli ultimi decreti. La questione di fiducia, che è stata inserita dai partiti nei regolamenti parlamentari per subordinare il Parlamento al Governo e il Governo ai partiti e contraria, se non alla norma, allo spirito della Costituzione. Il Parlamento deve recuperare la sua dignità e la sua funzione, altrimenti non c’è speranza di cambiamento. Sono segnali importanti che non vanno sottovalutati.
    Saluti e auguri di pronta guarigione.
    • Di Emilia Urso Anfuso (---.---.---.241) 12 agosto 20:37
      Emilia Urso Anfuso

      La ringrazio per il suo intervento, che apprezzo, ma le assicuro: non ho affatto necessità di essere "rassicurata" e non si tratta di non essere "ottimista"


      Vede, io mi occupo da anni di politica internazionale, e se lei - come credo - ha letto con attenzione questo mio editoriale, dovrebbe anche aver compreso che no, non si tratta affatto dei governi in carica, o meglio: non solo

      Non siamo slegati dal resto del mondo. Molte delle misure che vengono varate qui, in Italia, sono decisioni prese con l’accordo di altre nazioni.

      Non si può guardare in piccolo, esiste la geopolitica, e noi siamo solo un piccolo tassello. 

      Potrei farle mille esempi, e li riporto da anni nei miei articoli: uno per tutti...Sa perché abbiamo introdotto l’obbligatorietà vaccinale con 10 vaccini? la Lorenzin, nel 2014, volò negli USA. Sa perché? Andò a prendere l’incarico, dagli USA, affinché l’Italia divenisse "Capofila delle strategie vaccinali nel mondo"

      Ne ho parlato a lungo sia nei miei editoriali che nel mio recente libro-inchiesta sui vaccini

      Sbaglia quindi, chi ritiene che si fa ciò che decidono i governi, ciò che si discute in Parlamento...Quello è solo un piccolo accenno di politica interna. Nulla di più

      Un cordiale saluto
    • Di Persio Flacco (---.---.---.123) 12 agosto 22:58
      Si, avevo capito che il suo discorso non era limitato al governo in carica. Però, per come ha impostato il ragionamento, è sul governo in carica che fa gravare la massima attenzione critica.
      Poco male: a volte è difficile conciliare la complessità di un pensiero con le esigenze di sintesi che il luogo impone.
      Riguardo ai vaccini, per combinazione stavo appunto consultando alcune statistiche sulle coperture vaccinali negli anni antecedenti al decreto Lorenzin e le statistiche epidemiologiche sull’incidenza delle malattie oggetto del decreto nel corso degli anni. Non ho ancora terminato la ricerca ma ho già trovato un’altissima copertura vaccinale volontaria, antecedente al decreto, e nessuna evidenza di minacce epidemiche incipienti. Questo rafforza la sua ipotesi che la Lorenzin si sia limitata ad accettare il compito di fare dell’Italia il Paese cavia per le vaccinazioni. E’ una caratteristica della classe politica italiana "di governo" quella di ottemperare alle direttive che vengono da oltre Atlantico. Ed è comprensibile che sia così, visto che da 70 anni deve la sua permanenza al potere a quegli appoggi. 
      Tuttavia, a mio avviso, c’è dell’altro: un tentativo di manipolazione di massa. Dai dati che ho potuto consultare la copertura vaccinale per la maggior parte delle malattie ricomprese nel decreto è già elevatissima. Ed è logico che sia così: fino a prova contraria i più interessati alla salute dei bambini sono i genitori, e se i pediatri consigliano la vaccinazione i genitori, la stragrande maggioranza di essi almeno, fa vaccinare i figli. Dunque perché renderle *obbligatorie* e addirittura disporre sanzioni pecuniarie e subordinare la frequenza scolastica all’espletamento dell’obbligo? E’ un provvedimento straniante e divisivo, provocatorio direi, che condiziona psicologicamente i genitori più insicuri a *dimostrare* a se stessi e agli altri che loro tengono alla salute dei loro piccoli schierandosi col ministro e con gli "esperti" e contro quelli che dubitano. E chi sono quelli che dubitano se non quelli "irretiti" dalla Rete? Ecco, questo secondo me è il vero obiettivo del non necessario obbligo vaccinale: far si che molti prendano le distanze dalla Rete e tornino nelle braccia dell’autorità costituita e dei media ufficiali. E’ una ipotesi, ma è un fatto che c’è un violento scontro in atto tra l’establishment mondiale e chi difende la libertà della Rete, accusata di promuovere populismi e sovranismi vari, di aver fatto eleggere Trump, di aver reso possibile la Brexit, di indebolire la fede delle masse verso "gli esperti". Più che essere capofila nell’esperimento della immunità di gregge sembra quindi che lo scopo fosse quello di sperimentare tecniche di manipolazione del gregge.
      Saluti
  • Di Emilia Urso Anfuso (---.---.---.113) 12 agosto 23:32

    No, non sono "ipotesi". Io mi occupo da anni di inchieste, non lavoro su "ipotesi".

  • Di Emilia Urso Anfuso (---.---.---.113) 12 agosto 23:57

    No, non sono "ipotesi". Io mi occupo da anni di inchieste, non lavoro su "ipotesi".

    Sul resto, posso dirle che ho pubblicato molte prove che confernano come non vi fossero epidemie o altre motivazioni allarnanti a monte. Buona l’ipotesi che lei avanza: molto realistica

    A presto leggerla

  • Di Enzo Salvà (---.---.---.98) 13 agosto 08:42

    Concordo in larga parte con quanto scrive, benché su certe “riforme di bandiera” andrei più lentamente,  non La seguo quando scrive…...sempre più spesso, derivano non da ragionamenti politici italiani, quanto da accordi e misure e progetti dettati da agende internazionali. Sbaglia chi pensa….. 

    Noi abbiamo sottoscritto accordi int.li, discutibili anche, ma questi non ci hanno/stanno affatto seppellendo, anzi. Il Trattato di Maastricht (1992) ad esempio, anche nella sua parte “bilanci”, ci ha tirato fuori da una crisi monetaria brutale; abbiamo sottoscritto limitazioni e garanzie,certo, ma anziché migliorarci ci siamo accomodati nella calda e protettiva cuccia dell’Unione. Di contro, le questioni ambientali fino al sistema rifiuti ed all’economia circolare, promosse dalla UE e finanziate alla grande: abbiamo disatteso “tutto” e utilizzato poco e male i fondi a disposizione arrivando addirittura a doverne restituire o ad essere denunciati per intrallazzi vari e paghiamo, in moneta sonante, ad ogni pioggia abbondante che diventa alluvione, ad esempio. Solo due esempi fra i tanti possibili.

     Abbia pazienza, se Ruffini Ag.Entrate, nel corso dell’audizione del 04.07.18 Commissione finanze della Camera comunica: 871 miliardi in magazzino ruoli, 450 miliardi aggredibili, recuperabili 85 miliardi (fonte RAI news). Se a fine 2015 su dati definitivi Istat CGIA Mestre comunica 07.07.18: 3,3 milioni di lavoratori in nero, per 77,3 miliardi di fatturato annuo in nero che generano un gettito di 42,6 miliardi sottratti al fisco. Se varie fonti raccontano che l’evasione fiscale in Italia è 100 miliardi annui e debito di 2300 miliardi, noi dovremmo evitare accuratamente di accusare “i cattivi stranieri”, dobbiamo invece insistere per fare bene quanto necessario a casa nostra e prendercene brutalmente la responsabilità.

    Evasione fiscale, corruzione, criminalità organizzata, tutto evitato in campagna elettorale e nascosto dopo. Ma andiamo con il cappello in mano come mendicanti a chiedere all’UE, elasticità. Poi ci scandalizziamo quando Bild titola: gli scrocconi di Roma. Intanto Giorgetti sui mercati e Di Maio sulla UE mettono già le mani avanti come si i mercati “soldi” non facessero i loro conti. Sulla UE poi, continua la farsa ma la UE chiede solo di rispettare quanto liberamente sottoscritto. Troppo bello firmare e poi fare i c...i propri. 

    Io mi fermo qui; oltre a ciò che Lei ha già evidenziato in rosso, Le ricordo che si sta facendo di tutto, aumento selettivo dell’IVA, revisione 80 euro renziani, platea pensioni cui attaccarsi, per finanziare la pseudo flat tax per ricchi recuperando proprio dall’IVA, quindi in particolare dalle classi meno abbienti, il “contributo” - e questo favorirà ulteriormente il lavoro ed i ricavi in nero
     Reddito di cittadinanza+flat tax, con le motivazioni date, sono un ossimoro che utilizza risorse in spesa corrente quando abbiamo bisogno di investimenti STATALI che invece si “sospendono”.
     

    Assieme ai Trattati citati ne ha dimenticato uno che forse è il più infido: l’ISDS,  meccanismo speciale di risoluzione delle controversie investitore privato-Stato, in cui “le multinazionali” POSSONO far prevalere i loro interessi nei confronti di istituzioni statali (ne è previsto l’inserimento anche nel CETA anche se limitato). Questo è una vera limitazione alla libertà democratica, gli altri, a saperli sfruttare, sono liberismo allo stato puro a vantaggio dei Paesi ricchi e potenti, anche noi appunto.

    Concordo con il commento di pv21 

    Un Saluto

    Es.

    • Di Emilia Urso Anfuso (---.---.---.241) 13 agosto 08:50
      Emilia Urso Anfuso

      Salve


      le faccio notare che lei si appella ai ragionamenti di politica interna, e le faccio notare che non tutti gli accordi internazionali voi conoscete, abbia pazienza

      Un esempio per tutti: quando si parla di TTIP, voi lettori - ma anche conoscitori della materia - sapete una miliardesima parte della realtà.

      Io stessa, che sono giornalista e mi occupo di inchieste non di poco conto, mi sono dovuta scontrare con una chiusura quasi ermetica...d’altronde, gli stessi EUROPARLAMENTARI sono ammessi alla conoscenza del contenuto di questo, come di altri trattati con molte limitazioni

      Non ho dimenticato tutti i trattati, che ho trattato - mi scusi il calambour - diverse volte, ma non è che per ogni editoriale che scrivo posso fare l’elenco di ogni cosa

      Di conseguenza, la invito a riflettere ulteriormente

      Un cordiale saluto
    • Di Emilia Urso Anfuso (---.---.---.241) 13 agosto 08:52
      Emilia Urso Anfuso

      P.S. Per ciò che riguarda ciò che dice Ruffini o ciò che dichiara chiunque altro, suvvia...Non si fermi alle dichiarazioni


      In ogni caso, per ciò che riguarda la politica interna e le politiche economiche interne, volendo fingere che siamo un atollo sperduto e staccato dalle politiche internazionali, con me sfonda una porta aperta: da anni denuncio la mala gestione delle risorse, del Fisco e - più in generale - della cosa pubblica
  • Di Enzo Salvà (---.---.---.64) 16 agosto 15:58

    Non siamo un atollo sperduto. Siamo parte integrante delle politiche internazionali.

    Siamo un paese con decine di multinazionali che sotto l’egida di trattati bi/multilaterali operano all’estero e si comportano esattamente come tutti gli altri.

    Mi è scappato un pelo di sarcasmo alla fine, per fare il paio con quanto scrive Lei nell’articolo – “che resta comunque a sedere tra i grandi del mondo”
     

    Ma davvero crede che TAV TAP ILVA ecc. non siano monitorati all’estero e che queste sospensioni non vengano considerate alla luce di quello che faremo con i soldi stanziati ma non spesi o spesi in altro modo? Globalizzazione ha effetti pratici, lo “spazio all’interno” della globalizzazione è anche conseguenza delle politiche interne. 

    Siamo alla ricerca di investitori: lo Stato, ormai sempre più indispensabile traino economico, non investe anzi il contrario, gli investitori italiani meno che meno, cerchiamo gli stranieri, forse ieri anche speculatori tout court, oggi “speriamo” meglio, che cercheranno vantaggi economici in un paese “indebitato fino alle orecchie”, 

    Considero i trattati che Lei ha citato, due dei quali apparentemente in alto mare, “liberismo puro” con quello che ne consegue in negativo a livello democratico. Però CETA, anche in Italia, ha il sostegno, ad esempio, di Agrinsieme e di varie Confederazioni imprenditoriali. E’ il cavallo di Troia delle multinazionali USA? Credo di sì, sulla strada che porta alla disintegrazione delle specificità economiche e del welfare come li abbiamo conosciuti in Europa, compresa la cessione di sovranità democratica. Quello che di certo non possiamo fare è pretendere di proteggerci all’interno dei confini nazionali e operare all’estero protetti da quegli stessi trattati. O uno o l’altro. 

    Su trattati/regolamenti/dinamiche int.li: professionalmente mi occupo di scambi con l’estero, procedure doganali, logistica e trasporti (ho cominciato che andavo a scuola e c’era l’IGE. Per il benessere delle mie tasche dovrei essere sovranista ma non ce la faccio). Sulla lista dei trattati me la gioco, io però tocco con mano anche gli effetti pratici (nel commento ho citato il ciclo dei rifiuti) che non sono buoni per noi ma soprattutto per i paesi in via di sviluppo. 

    Per tornare alla nostra situazione: non conosco un trattato scollegato dalle politiche interne: in un trattato multilaterale “tutti” portano alla trattativa i loro interessi, timori, concorrenza, debolezza, forza. Il risultato finale non potrà che essere un compromesso; rischi però che in cambio di un piatto di lenticchie sei obbligato a……! e questo perché, situazione italiana, sei indebitato e non hai motivo di esserlo, sei inaffidabile, sei un mendicante che nasconde i soldi nel materasso. In ogni caso tutti i trattati che non ci vedono coinvolti in prima persona ma sono delegati all’UE, vengono affrontati prima dai governi e poi coinvolgono funzionari di tutti i paesi dell’Unione, che sono parte delle maggioranze di governo elette dal popolo italiano. 

    Perché non dovrei credere all’Agenzia delle Entrate, Istat, Centro Studi CGIA Mestre non lo capisco. In ogni caso sono stufo di piagnistei e di non prendere atto che noi siamo forti e stupidi allo stesso tempo, ci facciamo male da soli e seguiamo, perché li votiamo, gente che non vuole e non sa governare, vuole potere che è più del dio denaro e all’orizzonte non si vede “cambiamento” in positivo. Ricorda Anfuso? Vale per ieri e purtroppo, sembra, per oggi. 

    Ovviamente le soluzioni esistono, quanto saranno dolorose? Saranno i nostri rappresentanti in uno scatto di orgoglio e dignità ad aprirci gli occhi?  o saranno/saremo così vigliacchi da aspettare che ci diano un calcio nel sedere “i mercati” e la UE? A meno di non preferire un’Italia autarchica, caffè di cicoria e macchine a carbonella ……. 

    In quanto alla Turchia: abbiamo già assaggiato il calice della svalutazione, all’inizio si esporta di più poi non ce la fai a pagare i debiti nominati in valute straniere ed a riforniti di materie prime e/o energia e/o alimentari. Non per niente Erdogan chiede di cambiare Euro e dollari in Lira turca. In parte è anche fortunato, le rimesse dei tanti emigranti sono in valuta e 4 miliardi di € per fermare i migranti, qualche cosa fanno. Paragonare Turchia all’Italia mi sembra comunque un po’ troppo.

    Sul QE: si sa già da almeno un anno che al raggiungimento del 2%medio di inflazione nella UE, la BCE avrebbe iniziato “la ritirata”, vale per tutti non solo per noi e comunque da qui a fine anno c’è tempo.

    Un Saluto

    Es.

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