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Il tempo e gli uomini

Riflettendo sul dramma bellico della prima guerra mondiale, non credo sia possibile trascurare l'impreparazione e l'inadeguatezza tattica dei vari comandi dei diversi schieramenti, su tutti i fronti, di fronte alle nuove tecniche di guerra imposte dalle armi da fuoco.

 Rimasti ancorati alle tecniche di assalto dei primi moschetti, mandarono a morire centinaia di migliaia di uomini in assalti alla baionetta sotto il fuoco delle mitraglitrici o bersagliati dai cannoni. Le nuove tattiche delle trincee falcidiarono con malattie, parassiti, con il fango continuo che scioglieva i piedi migliaia di soldati, spesso denutriti.
L'inutile sacrificio di milioni di vite umane non provocò, dal punto vista politico e geografico, sostanziali cambiamenti, rimandando tutto alla seconda strage.

Pessimi comandanti generano tempi cattivi? Credo di sì. Si può trovare il rimedio? Certo. La storia ricorda come, nei grandi momenti difficili di una nazione o di un continente, le varie vicende selezionarono l'uomo in grado di imporre il cambio necessario. Giulio Cesare nella crisi di Roma Repubblicana, Napoleone per la transizione e la difesa della Francia al termine della Rivoluzione, Garibaldi dal punto di vista militare e Cavour da quello politico per la nascita dell'Italia, Lenin per la trasformazione della Russia di fronte alla crisi della dinastia zarista, Lincoln e Roosvelt nei momenti delle due crisi americane più acute.
Non furono i tempi a generare gli uomini, ma le difficoltà forzarono le persone a riconoscere e premiare con il comando il migliore, il più adatto, il più capace.

Tempi cattivi generano pessimi uomini? Anche. Si può trovare il rimedio? Certo. Senza tornare troppo indietro nella storia è sufficiente ricordare la seconda guerra mondiale, dove l'incapacità della classe politica europea permise ad alcuni pessimi uomini di prendere il potere in alcune nazioni, portando il mondo a vivere una nuova e drammatica esperienza bellica. Una buona politica è l'unica cura possibile per evitare derive pericolosissime.

Quali tempi stiamo vivendo oggi? Cattivissimi. Ci sono quindi pessimi uomini al comando? Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Fra l'Europa, gli USA, l'America Latina, il Medio Oriente, l'est europeo, in ogni dove prosperano divisioni, limiti, divieti ed aumenta la violenza, la rabbia, lo scontento, la delusione.

Chi dovrebbe porvi rimedio? Noi. In quasi tutte le situazioni sopra citate è stato il popolo stesso ad affidare il comando della nazione a pessimi uomini in libere (quasi sempre) elezioni.
Si vede a breve un cambio di rotta? Direi di no. Sondaggi, previsioni e le ultime elezioni europee indicano con chiarezza che il pugno duro viene premiato dall'elettorato.

Dovremo attendere crisi più acute per sperare in un miglioramento? Temo di sì. Peccato per noi, che viviamo questi tempi.

Foto: Pixabay

 

 

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