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Gianni Morra

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  • Di Gianni Morra (---.---.---.99) 9 aprile 23:32

    FABBRI & FARANDA, DEPISTATORI

    Il 16 marzo 1978 alle 9,23 è Squalo4 della Squadra Mobile a trovare la 132 dei terroristi che pochi minuti prima aveva parcheggiato a via Licinio Calvo altezza civico 1 angolo via Lucilio alla Balduina.

    Il brogliaccio della Sala Operativa della Questura è inequivocabile su questo.

    I poliziotti avvertono la Digos del ritrovamento, e verso le 10 sopraggiungono i suoi funzionari Mario Fabbri e Vittorio Faranda. I quali nella relazione cancellano S4 attribuendo fraudolentemente a sé stessi il ritrovamento, e mentono inoltre su diversi altri aspetti :

    https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/186/030%20%20volume%20XXX?keyword=

    106 :

    1. spostano di 180 gradi il sito del ritrovamento da Calvo & Lucilio al termine opposto, Calvo & Festo Avieno

    2. spostano l´ora del ritrovamento ufficiale alle 10 cancellando le 9,23 di S4

    3. spostano in avanti l´ora dell´abbandono della vettura da parte dei terroristi alle 9,30-9,40, adducendo inverificabili anonimi "sommari accertamenti esperiti in loco" : questa è menzogna comprovata perché Fabbri e Faranda cioè la Digos erano stati avvisati da S4 del ritovamento vero, quindi sapevano benissimo che questo era occorso ben prima delle 9,30-9,40. Ergo mentono pure sul punto 2 : ora del ritrovamento ufficiale della 132. Come non pensare che mentano pure sul punto 1 ?

    4. Poi citano ancora anonime inverificabili "varie testimonianze" sui 2 o 3 terroristi scesi dalla vettura tra cui donna con pistola nella cintola dei pantaloni ; nessun teste verbalizzato menziona tale particolare.

    Alla sbarra di De Bustis, l´oculare De Luca vede una sola donna però in gonna non pantaloni, e la riconoscerà nel racconto fatto alla figlia Sabrina e riferitomi da quest´ultima, nella Balzerani.

    La teste Perugini del banco di frutta in cima alle scalette dirà che la donna era bionda, compatibilmente coi capelli castano chiaro della brigatista.

    Solo che per la De Luca, la donna della sbarra risale sulla 128 bianca non sulla 132. Ma la Balzerani racconta in Compagna luna di aver visto Moro per l´ultima volta al trasbordo nel pulmino, quindi a piazza Madonna del Cenacolo : è probabile dunque, che Moro almeno dalla sbarra in poi fosse nella bianca con lei. Sabrina Angelini mi riferì de relato dalla fu madre, che quest´ultima le aveva parlato di un chino sul sedile posteriore della 128 bianca.

    Posso pertanto ipotizzare fondatamente, che la 132 guidata dal Gallinari almeno dalla sbarra in poi, dopo la sosta Bitossi abbia proseguito per Bernardini (questo è certo teste Stocco), poi Biasucci e Ambrosio al cui angolo con via della Balduina potrebbe aver raccattato la Balzerani ed il terzo terrorista provenienti dalla vicinissima piazza Madonna.

    Certo non si può probatoriamente escludere una seconda donna nel commando : Peci de relato ed altri pentiti dicono la Faranda a Fani : costei era mora ma poteva teoricamente portare parrucca bionda.

    In effetti è difficile pensare che i terroristi rinunciassero alla Faranda il 16 marzo, giacché lei era l´unica a conoscere a menadito la Balduina essendovi cresciuta fin dall´adolescenza.

    Tuttavia non abbiamo nessun certo riscontro testimoniale diretto di una seconda donna a Fani, Algranati a parte che era sì bionda ossigenata ma lasciò Fani da sola in motorino dopo aver segnalato l´arrivo del convoglio.

    La teste De Andreis descrive donna con occhiali a farfalla nella CD prima dell´agguato.

    Abbiamo poi l´oculare Guglielmo che nota del passeggero della moto chignon e boccolo scuro che scendeva :

    https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/2018-02-22/0117_003.pdf

    18.

    E Nucci :

    https://documenti.camera.it/_dati/leg17/lavori/documentiparlamentari/indicee testi/023/010/00000007.pdf

    p.14 : " Va ricordato, infine, quanto dichiarato da Gherardo Nucci il 27 ottobre 1998: egli riferì che il 16 marzo 1978, provenendo in auto da via della Camilluccia e diretto verso via Fani, udì dei colpi e, a circa cinquanta metri dall’incrocio con via Fani, vide in mezzo alla strada una persona che portava qualcosa a tracolla, ma non poté distinguere di cosa si trattasse. Vide quindi quella stessa persona salire a bordo di una motocicletta, guidata da un’altra persona, che si allontanò dirigendosi in via Stresa, direzione Trionfale. Non scorse in volto le due persone sul motoveicolo, ma riguardo a quella che era in mezzo alla strada e poi salì a bordo, dapprima credette che fosse un uomo, « ma poi, anche nell’immediatezza del fatto, ripensandoci » pensò « potesse trattarsi anche di una donna viste le movenze con le quali era salita successivamente su una moto ».

    La quaestio permane vexata qui sul punto.

    Ma torniamo alla relazione Fabbri-Faranda.

    L´ultimo depistaggio del duo sulla 132 lo rileva indirettamente il poliziotto Abbondandolo del commissariato Monte Mario nella sua relazione :

    https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/186/030%20%20volume%20XXX?keyword=

    42 :

    " In via Licinio Calvo da teste identificato da personale

    della DIGOS è stato appreso che la Fiat 132, proveniente da via Lu-

    cilio con direzione via Cecilio Stazio, giunta in via Licinio Calvo

    era stata ivi posteggiata da due uomini ed una donna " :

    ancora una volta, presunto teste anonimo inverificabile. La Perugini si dirà certa che la vettura provenisse invece da Calvo, come logico dopo la sosta a Bitossi testimoniata dalla Stocco.

    Soltanto in successiva deposizione del 1979 Fabbri e Faranda correggeranno il luogo (solo il luogo, non il tempo e tutto il resto) del ritrovamento :

    https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/908824.pdf

    CM 43 : 554 sqq.

    Nello stesso contesto documentale, Abbondandolo negherà di aver sentito la balla di Lucilio direttamente da un qualche teste : ed infatti come sappiamo, la sua fonte depistante era la Digos.

    Che Fabbri & Faranda avessero il vizio del depistaggio lo conferma la loro incriminazione a Perugia nel processo Pecorelli per false dichiarazioni sui loro rapporti con Abbruciati e la Magliana, rapporti che di fronte alla Moro2 Fabbri minimizzerà e sanificherà senza negarli del tutto - questo risale a periodo in cui Fabbri era passato al Sisde e Faranda ne era collaboratore esterno :

    https://ilmanifesto.it/archivio/1996009718

    13.7.96 : Faranda Fabbri e Paoletti incriminati a Perugia nel processo Pecorelli per false dichiarazioni sui loro rapporti con Abbruciati e la Magliana

    https://archivio.unita.news/assets/main/1996/07/14/page_034.pdf

    Quindi se alla fine dell´iter processuale non furono sbattuti in galera non eleimina la grave ombra di sospetto.

    L´ex poliziotto Nervalli racconterà a collaboratori della Moro2 di essersi trovato "casualmente" a Fani subito dopo l´agguato insieme guarda caso a Vittorio Faranda, su due macchine di cui una 127 - nessuno glene chiede il colore ovviamente :

    https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/B171/0755_001.pdf

    Non sorprende infine pertanto, la provenienza politica del Fabbri : era stato neofascista del gruppo universitario Caravella coi terroristi neri Stefano delle Chiaie e Tilgher negli anni ´60 :

    https://www.adnkronos.com/sicurezza-e-morto-mario-fabbri-poliziotto-dellantiterrorismo-ai-tempi-delle-br_5dTkpJyITA3HLdCoBX9LuW

    (link attivo quando lo scoprii, nel frattempo non più disponibile...mmm...Ma la cosa viene confermata qui :

    http://www.fascinazione.info/2016/10/delle-chiaie-cosi-in-bolivia-fu.html

    È Delle Chiaie stesso a dirlo :

    " Si disse che a bordo vi fosse anche Mario Fabbri ex iscritto alla Caravella poi arruolatosi in polizia. Fabbri grazie alla sua precedente militanza, era in grado di riconoscermi. ").

    Perché Fabbri & Faranda depistarono su Calvo ? Se infatti Fabbri : sposta in avanti le lancette del´abbandono della vettura alle 9,30-9,40 ; sposta di 180 gradi il luogo del ritrovamento ponendolo inizialmente a Calvo_Festo Avieno, egli strappa la palma del ritrovamento a S4 non tanto e non solo per plagio, ma soprattutto perché ammettere la verità, cioè che la 132 giunge a Calvo entro le 9,15 (infatti S4 da Trionfale_Prisciano vede i 3 corsi giù dalle scalette entro quell´ora), significherebbe ammettere che la 132 non ha portato Moro al trasbordo a Madonna perché non ne avrebbe avuto il tempo.

    Id est : Moro almeno dalla sbarra in poi non era, non poteva essere nella 132. Possiamo discutere della vettura del caricamento di Moro a Fani giacché metà dei testi dice grande scura e l´altra metà 128 bianca e non abbiamo dati dirimenti. Ma dalla sbarra in poi, la logica a mio avviso è probatoria : Moro non è o non è più nella 132 altrimenti non si spiega ulteriore sosta Stocco a Bitossi e non si spiega come detto, l´arrivo a Calvo_Lucilio prima delle 9,15.

    Invece la 132 doveva passare ufficialmente per sola ed unica macchina del rapimento fino al furgone.

    Ricordo ancora la mia scoperta (aprile 2024) della Sabrina Angelini fu Anna De Luca in Angelini : la madre le raccontò vita natural durante di aver visto un chino sul sedile posteriore della 128 bianca ferma alla sbarra.


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    COPYRIGHT ALETH 9.4.2026

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  • Di Gianni Morra (---.---.---.99) 9 aprile 15:45

    FABBRI & FARANDA, DEPISTATORI

    Il 16 marzo 1978 alle 9,23 è Squalo4 della Squadra Mobile a trovare la 132 dei terroristi che pochi minuti prima aveva parcheggiato a via Licinio Calvo altezza civico 1 angolo via Lucilio alla Balduina.

    Il brogliaccio della Sala Operativa della Questura è inequivocabile su questo.

    I poliziotti avvertono la Digos del ritrovamento, e verso le 10 sopraggiungono i suoi funzionari Mario Fabbri e Vittorio Faranda. I quali nella relazione cancellano S4 attribuendo fraudolentemente a sé stessi il ritrovamento, e mentono inoltre su diversi altri aspetti :

    https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/186/030%20%20volume%20XXX?keyword=

    106 :

    1. spostano di 180 gradi il sito del ritrovamento da Calvo & Lucilio al termine opposto, Calvo & Festo Avieno

    2. spostano l´ora del ritrovamento ufficiale alle 10 cancellando le 9,23 di S4

    3. spostano in avanti l´ora dell´abbandono della vettura da parte dei terroristi alle 9,30-9,40, adducendo inverificabili anonimi "sommari accertamenti esperiti in loco" : questa è menzogna comprovata perché Fabbri e Faranda cioè la Digos erano stati avvisati da S4 del ritovamento vero, quindi sapevano benissimo che questo era occorso ben prima delle 9,30-9,40. Ergo mentono pure sul punto 2 : ora del ritrovamento ufficiale della 132. Come non pensare che mentano pure sul punto 1 ?

    4. Poi citano ancora anonime inverificabili "varie testimonianze" sui 2 o 3 terroristi scesi dalla vettura tra cui donna con pistola nella cintola dei pantaloni ; nessun teste verbalizzato menziona tale particolare.

    Alla sbarra di De Bustis, l´oculare De Luca vede una sola donna però in gonna non pantaloni, e la riconoscerà nel racconto fatto alla figlia Sabrina e riferitomi da quest´ultima, nella Balzerani.

    La teste Perugini del banco di frutta in cima alle scalette dirà che la donna era bionda, compatibilmente coi capelli castano chiaro della brigatista.

    Solo che per la De Luca, la donna della sbarra risale sulla 128 bianca non sulla 132. Ma la Balzerani racconta in Compagna luna di aver visto Moro per l´ultima volta al trasbordo nel pulmino, quindi a piazza Madonna del Cenacolo : è probabile dunque, che Moro almeno dalla sbarra in poi fosse nella bianca con lei. Sabrina Angelini mi riferì de relato dalla fu madre, che quest´ultima le aveva parlato di un chino sul sedile posteriore della 128 bianca.

    Posso pertanto ipotizzare fondatamente, che la 132 guidata dal Gallinari almeno dalla sbarra in poi, dopo la sosta Bitossi abbia proseguito per Bernardini (questo è certo teste Stocco), poi Biasucci e Ambrosio al cui angolo con via della Balduina potrebbe aver raccattato la Balzerani ed il terzo terrorista provenienti dalla vicinissima piazza Madonna.

    Certo non si può probatoriamente escludere una seconda donna nel commando : Peci de relato ed altri pentiti dicono la Faranda a Fani : costei era mora ma poteva teoricamente portare parrucca bionda.

    In effetti è difficile pensare che i terroristi rinunciassero alla Faranda il 16 marzo, giacché lei era l´unica a conoscere a menadito la Balduina essendovi cresciuta fin dall´adolescenza.

    Tuttavia non abbiamo nessun riscontro testimoniale diretto di una seconda donna a Fani, Algranati a parte che era sì bionda ossigenata ma lasciò Fani da sola in motorino dopo aver segnalato l´arrivo del convoglio.

    Abbiamo poi l´oculare Guglielmo che deduce donna il passeggero della moto per via di codino.

    E la teste De Andreis che cita donna con occhiali a farfalla nella CD prima dell´agguato.

    La quaestio permane vexata qui sul punto.

    Ma torniamo alla relazione Fabbri-Faranda.

    L´ultimo depistaggio del duo sulla 132 lo rileva indirettamente il poliziotto Abbondandolo del commissariato Monte Mario nella sua relazione :

    https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/186/030%20%20volume%20XXX?keyword=

    42 :

    " In via Licinio Calvo da teste identificato da personale

    della DIGOS è stato appreso che la Fiat 132, proveniente da via Lu-

    cilio con direzione via Cecilio Stazio, giunta in via Licinio Calvo

    era stata ivi posteggiata da due uomini ed una donna " :

    ancora una volta, presunto teste anonimo inverificabile. La Perugini si dirà certa che la vettura provenisse invece da Calvo, come logico dopo la sosta a Bitossi testimoniata dalla Stocco.

    Soltanto in successiva deposizione del 1979 Fabbri e Faranda correggeranno il luogo (solo il luogo, non il tempo e tutto il resto) del ritrovamento :

    https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/908824.pdf

    CM 43 : 554 sqq.

    Nello stesso contesto documentale, Abbondandolo negherà di aver sentito la balla di Lucilio direttamente da un qualche teste : ed infatti come sappiamo, la sua fonte depistante era la Digos.

    Che Fabbri & Faranda avessero il vizio del depistaggio lo conferma la loro incriminazione a Perugia nel processo Pecorelli per false dichiarazioni sui loro rapporti con Abbruciati e la Magliana, rapporti che di fronte alla Moro2 Fabbri minimizzerà e sanificherà senza negarli del tutto - questo risale a periodo in cui Fabbri era passato al Sisde e Faranda ne era collaboratore esterno :

    https://ilmanifesto.it/archivio/1996009718

    13.7.96 : Faranda Fabbri e Paoletti incriminati a Perugia nel processo Pecorelli per false dichiarazioni sui loro rapporti con Abbruciati e la Magliana

    https://archivio.unita.news/assets/main/1996/07/14/page_034.pdf

    Quindi se alla fine dell´iter processuale non furono sbattuti in galera non eleimina la grave ombra di sospetto.

    L´ex poliziotto Nervalli racconterà a collaboratori della Moro2 di essersi trovato "casualmente" a Fani subito dopo l´agguato insieme guarda caso a Vittorio Faranda, su due macchine di cui una 127 - nessuno glene chiede il colore ovviamente :

    https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/B171/0755_001.pdf

    Non sorprende infine pertanto, la provenienza politica del Fabbri : era stato neofascista del gruppo universitario Caravella coi terroristi neri Stefano delle Chiaie e Tilgher negli anni ´60 :

    https://www.adnkronos.com/sicurezza-e-morto-mario-fabbri-poliziotto-dellantiterrorismo-ai-tempi-delle-br_5dTkpJyITA3HLdCoBX9LuW

    (link attivo quando lo scoprii, nel frattempo non più disponibile...mmm...Ma la cosa viene confermata qui :

    http://www.fascinazione.info/2016/10/delle-chiaie-cosi-in-bolivia-fu.html

    È Delle Chiaie stesso a dirlo :

    " Si disse che a bordo vi fosse anche Mario Fabbri ex iscritto alla Caravella poi arruolatosi in polizia. Fabbri grazie alla sua precedente militanza, era in grado di riconoscermi. ").


    Perché Fabbri & Faranda depistarono su Calvo ? Se infatti Fabbri : sposta in avanti le lancette del´abbandono della vettura alle 9,30-9,40 ; sposta di 180 gradi il luogo del ritrovamento ponendolo inizialmente a Calvo_Festo Avieno, egli strappa la palma del ritrovamento a S4 non tanto e non solo per plagio, ma soprattutto perché ammettere la verità, cioè che la 132 giunge a Calvo entro le 9,15 (infatti S4 da Trionfale_Prisciano vede i 3 corsi giù dalle scalette entro quell´ora), significherebbe ammettere che la 132 non ha portato Moro al trasbordo a Madonna perché non ne avrebbe avuto il tempo.

    Id est : Moro almeno dalla sbarra in poi non era, non poteva essere nella 132. Possiamo discutere della vettura del caricamento di Moro a Fani giacché metà dei testi dice grande scura e l´altra metà 128 bianca e non abbiamo dari dirimenti. Ma dalla sbarra in poi, la logica a mio avviso è probatoria : Moro non è o non è più nella 132 altrimenti non si spiega ulteriore sosta Stocco a Bitossi e non si spiega come detto, l´arrivo a Calvo_Lucilio prima delle 9,15.

    Invece la 132 doveva passare ufficialmente per sola ed unica macchina del rapimento fino al furgone.

    Ricordo ancora la mia scoperta della Sabrina Angelini fu Anna De Luca in Angelini : la madre le raccontò vita natural durante di aver visto un chino sul sedile posteriore della 128 bianca ferma alla sbarra.

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    COPYRIGHT ALETH 9.4.2026

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  • Di Gianni Morra (---.---.---.99) 9 aprile 15:36

    CASO MORO : STATUS QUAESTIONIS

    Nel 2014 Carlo D´Adamo pubblica un suo brillantissimo studio sulle macchine parcheggiate ai lati della strada in area dove si spara (Chi ha ammazzato l´agente Iozzino, Pendragon Bologna 2014, lettura obbligatoria per chiunque voglia davvero capire il caso Moro). La Mini Cooper verde col tettuccio nero appartiene a Tullio Moscardi (1920 + 1997), ex ufficiale della decima mas (nuotatori/paracadutisti) e di sottogruppi derivati come il Vega e la banda Versino, specialista in azioni di sabotaggio del tipo stay behind. Costui è amico fraterno del criminale di guerra suo comandante N/P Buttazzoni, e lo aiuta nel dopoguerra a nascondersi a Roma finché il Buttazzoni non viene amnistiato e ricomincia a far danni co-fondando tra le altre belle imprese, l´MSI. Moscardi domicilia a via Mario Fani 109 solo a cavallo della strage : vi entra a settembre 1977 (cioè proprio quando inizia la fase operativa di preparazione del sequestro Moro), ed a novembre ´79 è già fuori non si sa da quando. L´appartamento (scala B, piano III, int. 18) glielo ha dato in uso non si sa a che titolo, un suo amico Mario Amodei (1928 + 2007), fratello del proprietario del Corriere dello Sport Franco. E l´ambiente del CDS e del clan Amodei è da sempre non solo laziale e arcifascista, ma pure vicinissimo alla decima mas : in redazione avevano avuto Alberto Marchesi (decima, Battaglione Barbarigo, Linea Gotica) e Luciano Oppo (figlio del noto artista di regime del ventennio Cipriano Efisio), ex decima pure lui tanto per cambiare, addestrato al sabotaggio stay behind a Campalto in Veneto. Oppo era amico degli Amodei fin da prima che questi prendessero il timone del CDS.

    L´intestataria dell´appartamento del Moscardi (conduttrice presso l´ENPAF proprietario dello stabile) era però la compagna dell´Amodei, l´ebrea romena Vali Perlman (1933-2025), vedova dell´ebreo italiano pilota civile Italo Billau, perito nel disastro aereo di Monte Somma (1964). Il figlio di questi ultimi due, Andrea Billau (1961-vivente), fa il giornalista radicalchic a radio radicale. Da me contattato, mi rispose algidamente che tutto quel che aveva da dire l´ha detto agli escussori della Moro2 con la madre al tempo vivente. Bugia : la Moro2 non gli chiese la cosa principale : se cioè il B18 avesse o no posto auto riservato in garage condominiale; e che tipo fosse l´Amodei, che lavoro facesse, come avesse conosciuto il Moscardi, a quali condizioni gli avesse ceduto la casa. Dopo lunghissime e faticosissime insistenze, l´ex compagna del Billau, Mariagrazia De Benedetti, che visse con lui al B18 dall´´85 al 2007, mi rispose che l´appartamento NON aveva posto macchina riservato in garage. Solo che lei non conosce la situazione al 16.3.78, che la Moro2 avrebbe dovuto appurare ed ha omesso di fare, contentandosi dei non ricordo della Iannaccone vedova moscardi. Billau sa la risposta ma fa la sfinge. Ma se anche la casa fosse stata sprovvista di posto auto, questo non scagionerebbe il Moscardi (e possibilmente l´Amodei) dal sospetto di complicità nella strage : non solo per il suo passato in decima ; non solo perché fu al 109 solo a cavallo ; non solo perché specialista in sabotaggio ; non solo perché, stando al grassi però inverificabile, il moscardi entrò ufficialmente in sismi nell´autunno ´78 (il che implica contatti ben precedenti, dato che il sismi non t´assumeva certo su due piedi) ; non solo perché la Moro2 non chiese alla sua vedova Iannaccone Maria perché mai avessero lasciato splendida location in via del Corso per l´alveare incasinato del 109 ; non solo perché uno dei due indirizzi del Corso nella disponibilità del moscardi aveva ospitato la sede di Nuova Repubblica del golpista atlantista Pacciardi ; non solo perché, teste Iannaccone, il sostituto di regime Infelisi si recava diverse volte al B18 durante i 55 non si sa bene perché (e la Moro2 more suo solito, si guarda bene dal chiederglielo) ; ma anche e soprattutto perché la sua Mini Cooper assolve a funzione strategica durante l´agguato : in congiunzione con la 127 rossa dei servizi che parcheggia di fronte ad essa contromano, la Cooper serve a nascondere 2 killer professionisti mai identificati attestati dal Marini che sbucano a massacrare a raffiche Iozzino.


    Dall´altro lato abbiamo l´Austin Morris modello Mini Clubman Estate nuova di zecca di Patrizio Bonanni (Panicale, PG 1946 - non so se vivente), che la parcheggia la sera prima della strage al posto frequentemente occupato dal fioraio cui Seghetti e Fiore bucano le gomme proprio quella sera. Stando a testimonianza resami da Veronika Korosec che lo conobbe assai bene, il Bonanni era "fascistoide" a detta di suo suocero Leopoldo Savona, comunista berlingueriano. Il Bonanni parcheggia l´Austin come si dice a Roma, a k di cane : la parte anteriore dista mezzo metro dal ciglio, la posteriore circa 1 metro. Errore o volutamente ? Lo sportello di Leonardi ci sbatterà contro quando l´eroico Maresciallo tenterà la sua ultima disperata reazione uscendo dalla 130. Ed anche per un´eventuale fuga a destra di Ricci quella macchina ostacolava non poco in congiunzione con la CD. Al solito, la Moro2 copre il Bonanni non chiedendogli l´unica cosa che doveva chiedergli : se cioè l´appartamento di cui disponeva al 109 e dove dormì quella notte, avesse o no posto macchina in garage condominiale. E non ci fanno sapere nemmeno l´interno di detto immobile, sicché sappiamo solo che era al primo piano a destra (quindi scala A) sempre se il Bonanni almeno su questo disse la verità. Per cui non ho potuto verificare di persona se avesse o no garage.


    Ma non basta : a giugno 2022, scoprii che il padre del patrizio, Lanfranco Bonanni (1923 + non so quando), costruttore del 109, era stato durante la guerra prima infiltrato badogliano nella Resistenza umbra e toscana, macchiandosi di crimini efferati per gettare discredito sulla componente comunista ; e poi dal ´44 in poi, agente stay behind per il servizio segreto militare dello stato maggiore dell´VIII armata britannica invadente l´Italia. Perfino la cugina del patrizio, Lina Procopio moglie di suo cugino Maurizio Bonanni e residente al 109, aveva il posto macchina : e lui, figlio del boss costruttore, non lo aveva ?


    Sciascia scrisse famosamente che non si può sfidare il calcolo delle probabilità : e qui nemmeno le combinate abilità matematiche di un Gödel e di un Poincaré riuscirebbero a calcolare la probabilità infinitesima, che su 3 sole macchine nella striscia dell´agguato, i 3 intestatari siano tutti legati ai servizi : giacché il Patrizio come scoprì D´Adamo, aveva intestato l´Austin alla sua società Poggio delle Rose, affidata in amministrazione alla Fidrev notoria ditta di finto auditing compiacente per le società ombra dei servizi fin dal 1941.

    18.3.2026


    La terza macchina è la 127 rossa contromano di fronte alla Cooper, la cui targa compare solo in filmato scoperto da cara fonte confidenziale 6 o 7 anni fa grazie anche alla collaborazione di tecnico RAI, filmato di TG2 Studio Aperto del 18.3.78 ore 19,45.

    La lettura RomaP45..6 è certa, grazie alla rielaborazione grafica del frame 84 da parte del tecnico. Penultima e terzultima cifra sono di incerta lettura, ma penso di averle scoperte con certezza manipolando i parametri di microsoft designer, incrociati con i dati visurali in mio possesso procuratimi dalla fonte confidenziale col supporto finanziario di altri :

    Step 1 : ritaglio il dettaglio della targa dal frame 84 enhanced.

    Step 2 : apro il frame in designer che ingrandisce : già qui, il 5 come terzultima appare certo : si scorge occhiello inferiore, con netta discontinuità di pixelatura a sinistra sopra il riccio : dunque non è occhiello di 6, né di 8. E nemmeno di 3, perché si vede nettamente angolo retto formato dalle due stanghette della metà superiore del 5, angolo che sta a sinistra in alto. Nessun dubbio : la terzultima è 5.

    Step 3 : gioco un pochino di contrasto luminoso, ed ottengo conferma dei risultati ottici di step 2 : terzultima = 5, ergo la targa è fin qui, Roma P455X6.

    Step 4 : giacché la penultima è troppo deformata dalla sfocatura per risultare leggibile, incrocio 455X6 coi dati visurali gentilmente fornitimi dalla fonte supra che gradisce anonimato : X non è 1 perché con 1 nelle visure non era una 127 ; per lo stesso motivo, non è 2,3,4,5,8. Mancano le visure con 6, 9 e 0 : allora torno a designer :

    Step 5 : X non è 6, perché si scorge nettamente stanghetta superiore orizzontale orientata in senso inverso alla curva superiore del 6 che le sta a destra ; non è 9, perché manca occhiello superiore, e si scorge nettamente discontinuità di pixel sotto la stanghetta superiore ; infine, X non può essere = 0, perché non si scorge alcuna rotondità della figura.

    Tutto questo essendo certezza visiva assoluta, resta solo il 7 come possibilità matematica : ergo la penultima è 7 e la targa è :

    Roma P 45576 - cioè quella in bianco al PRA, come diverse targhe delle autorità, servizi compresi, vedi sul web lo studio della fonte + collaboratori.

    Penso che questa sia la parola definitiva sulla targa della 127 rossa.

    E le conseguenze sono enormi.


    La digos ha dunque mentito alla commissione antimafia nel 2022, inventando di sana pianta il depistaggio conclamato che la 127 rossa apparteneva a tale presunto "Sergio Lionelli", naturalmente nel frattempo deceduto : niente generalità del Lionelli, niente targa della rossa, nulla di nulla di verificabile : eppure l´emerito dott. Salvini Guido, estensore della relazione sul caso Moro per l´antimafia, se l´è bevuta come acqua fresca semza uno straccio di fact-checking ! Ripeto :

    Relazione Antimafia, estensore Dott. Guido Salvini 2022 : pagina 7 scan : " (101) Si ricordi che la Fiat 127 rossa, che è ben visibile in molte fotografie, ma di cui ancora ignoto sino ad oggi il proprietario, probabilmente non era parcheggiata in quel punto al momento dell’agguato. Può essere comunque utilizzata quale riferimento sul piano spaziale. Si vedano gli accertamenti richiesti da questa Commissione cui ha dato risposta la DIGOS di Roma con annotazione in data 11 marzo 2022. La DIGOS, dopo ricerche approfondite, ha accertato che la Fiat 127 rossa, visibile nelle fotografie subito scattate in via Fani, apparteneva a Sergio Lionelli, in seguito deceduto e già abitante nei pressi di via Fani; l’automobile era stata da questi parcheggiata dinanzi al bar Olivetti immediatamente dopo la fine della sparatoria. È singolare però che tale vettura non sia stata rilevata nei rapporti di Polizia, il nome del suo proprietario non sia stato nemmeno annotato e che questi non sia stato mai ascoltato. " :

    e la targa ? Senza targa verificabile, perché dovremmo crederci ? Come hanno fatto a leggere la targa con certezza ? E se "Lionelli" è morto, chi ha detto loro che aveva parcheggiato dopo e non prima ? Anche ammesso ad esempio, che la targa sia secretata per privacy degli eredi o che so io, benissimo, ma ripeto : non essendo la risposta DIGOS verificabile, perché dovremmo crederci ? Ogni ricercatore degno di questo nome non può ritenersi soddisfatto di una risposta del genere, perché la storiografia è scienza, non teologia dogmatica o catechismo. Qui siamo a livello di ipse dixit, di state contenti umana gente al quia.


    Ma ora la targa completa l´abbiamo : Roma P45576 - e NON è intestata a nessun fantomatico Lionelli Sergio, ammesso e non concesso che costui sia mai esistito. È intestata a deviatissime autorità perché il suo foglio PRA è in bianco.


    Non starò a perder tempo a chiedere che i funzionari Digos firmatari del falso accertamento siano radiati dalla polizia e condannati a lunghe pene detentive per falso ideologico aggravato, falso in atto pubblico aggravato, depistaggio aggravato.

    Non perderò tempo a pregare il dott. Salvini di andarsene a coltivare le rose invece di spammare puttanate depistanti non verificate sulle relazioni parlamentari - idem per i commissari dell´antimafia.

    Tanto questo governicchio di criminali fascisti e questa falsa opposizione e questa procura di Roma alias porto delle nebbie tutti al soldo di Wall Street, non agirebbero in tal senso.


    Ma nemmeno seguirò la prudenza cinica di Andrea il portiere di Massimi 47 ( "i rapporti di forza non sono cambiati da allora, in Italia comandano gli americani, dunque a che pro la lotta coi mulini a vento ?").


    Eccovi la verità, condividetela : l´unico motivo anzi movente logico di 47 anni di tombamento e depistaggio sulla 127 rossa non può che essere il seguente : che quella vettura stava lì già durante l´agguato e quindi prima (dico quindi perché nessun oculare l´attesta piombata lì sparatoria durante ) ; e stava lì per complice funzione, logistica nel nascondere inizialmente i due superkiller visti da Marini sbucare in mezzo a Cooper e rossa, e comprovati dalle nuvole di bossoli B e K ibidem ; e con tutta probabilità e logica evidenza, fu lì condotta dai due superkiller stessi dei servizi deviati o affini, che poi si eclissarono a bordo della moto Honda come suppone Marini, perché non potevano compromettere la 127 rossa col convoglio della fuga visto da molti.

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    5.5.2025


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  • Di Gianni Morra (---.---.---.153) 8 aprile 16:24

    CASO MORO : STATUS QUAESTIONIS

    Nel 2014 Carlo D´Adamo pubblica un suo brillantissimo studio sulle macchine parcheggiate ai lati della strada in area dove si spara (Chi ha ammazzato l´agente Iozzino, Pendragon Bologna 2014, lettura obbligatoria per chiunque voglia davvero capire il caso Moro). La Mini Cooper verde col tettuccio nero appartiene a Tullio Moscardi (1920 + 1997), ex ufficiale della decima mas (nuotatori/paracadutisti) e di sottogruppi derivati come il Vega e la banda Versino, specialista in azioni di sabotaggio del tipo stay behind. Costui è amico fraterno del criminale di guerra suo comandante N/P Buttazzoni, e lo aiuta nel dopoguerra a nascondersi a Roma finché il buttazzoni non viene amnistiato e ricomincia a far danni co-fondando tra le altre belle imprese, l´MSI. Moscardi domicilia a via Mario Fani 109 solo a cavallo della strage : vi entra a settembre 1977 (cioè proprio quando inizia la fase operativa di preparazione del sequestro Moro), ed a novembre ´79 è già fuori non si sa da quando. L´appartamento (scala B, piano III, int. 18) glielo ha dato in uso non si sa a che titolo, un suo amico Mario Amodei (1928 + 2007), fratello del proprietario del Corriere dello Sport Franco. E l´ambiente del CDS e del clan Amodei è da sempre non solo laziale e arcifascista, ma pure vicinissimo alla decima mas : in redazione avevano avuto Alberto Marchesi (decima, Battaglione Barbarigo, Linea Gotica) e Luciano Oppo (figlio del noto artista di regime del ventennio Cipriano Efisio), ex decima pure lui tanto per cambiare, addestrato al sabotaggio stay behind a Campalto in Veneto. Oppo era amico degli Amodei fin da prima che questi prendessero il timone del CDS.

    L´intestataria dell´appartamento del Moscardi (conduttrice presso l´ENPAF proprietario dello stabile) era però la compagna dell´Amodei, l´ebrea romena Vali Perlman (1933-2025), vedova dell´ebreo italiano pilota civile Italo Billau, perito nel disastro aereo di Monte Somma (1964). Il figlio di questi ultimi due, Andrea Billau (1961-vivente), fa il giornalista radicalchic a radio radicale. Da me contattato, mi rispose algidamente che tutto quel che aveva da dire l´ha detto agli escussori della Moro2 con la madre al tempo vivente. Bugia : la Moro2 non gli chiese la cosa principale : se cioè il B18 avesse o no posto auto riservato in garage condominiale; e che tipo fosse l´Amodei, che lavoro facesse, come avesse conosciuto il Moscardi, a quali condizioni gli avesse ceduto la casa. Dopo lunghissime e faticosissime insistenze, l´ex compagna del Billau, Mariagrazia De Benedetti, che visse con lui al B18 dall´´85 al 2007, mi rispose che l´appartamento NON aveva posto macchina riservato in garage. Solo che lei non conosce la situazione al 16.3.78, che la Moro2 avrebbe dovuto appurare ed ha omesso di fare, contentandosi dei non ricordo della Iannaccone vedova moscardi. Billau sa la risposta ma fa la sfinge. Ma se anche la casa fosse stata sprovvista di posto auto, questo non scagionerebbe il Moscardi (e possibilmente l´Amodei) dal sospetto di complicità nella strage : non solo per il suo passato in decima ; non solo perché fu al 109 solo a cavallo ; non solo perché specialista in sabotaggio ; non solo perché, stando al grassi però inverificabile, il moscardi entrò ufficialmente in sismi nell´autunno ´78 (il che implica contatti ben precedenti, dato che il sismi non t´assumeva certo su due piedi) ; non solo perché la Moro2 non chiese alla sua vedova Iannaccone Maria perché mai avessero lasciato splendida location in via del Corso per l´alveare incasinato del 109 ; non solo perché uno dei due indirizzi del Corso nella disponibilità del moscardi aveva ospitato la sede di Nuova Repubblica del golpista atlantista Pacciardi ; non solo perché, teste Iannaccone, il sostituto di regime Infelisi si recava diverse volte al B18 durante i 55 non si sa bene perché (e la Moro2 more suo solito, si guarda bene dal chiederglielo) ; ma anche e soprattutto perché la sua Mini Cooper assolve a funzione strategica durante l´agguato : in congiunzione con la 127 rossa dei servizi che parcheggia di fronte ad essa contromano, la Cooper serve a nascondere 2 killer professionisti mai identificati attestati dal Marini che sbucano a massacrare a raffiche Iozzino.

    Dall´altro lato abbiamo l´Austin Morris modello Mini Clubman Estate nuova di zecca di Patrizio Bonanni (Panicale, PG 1946 - non so se vivente), che la parcheggia la sera prima della strage al posto frequentemente occupato dal fioraio cui seghetti e fiore bucano le gomme proprio quella sera. Stando a testimonianza resami da Veronika Korosec che lo conobbe assai bene, il Bonanni era "fascistoide" tanto per cambiare. Egli parcheggia l´Austin come si dice a Roma, a k di cane : la parte anteriore dista mezzo metro dal ciglio, la posteriore circa 1 metro. Errore o volutamente ? Lo sportello di Leonardi ci sbatterà contro quando l´eroico Maresciallo tenterà la sua ultima disperata reazione uscendo dalla 130. Ed anche per un´eventuale fuga a destra di Ricci quella macchina ostacolava non poco in congiunzione con la CD. Al solito, la Moro2 copre il bonanni non chiedendogli l´unica cosa che doveva chiedergli : se cioè l´appartamento di cui disponeva al 109 e dove dormì quella notte, avesse o no posto macchina in garage condominiale. E non ci fanno sapere nemmeno l´interno di detto immobile, sicché sappiamo solo che era al primo piano a destra (quindi scala A) sempre se il Bonanni almeno su questo disse la verità. Per cui non ho potuto verificare di persona se avesse o no garage.

    Ma non basta : a giugno 2022, scoprii che il padre del patrizio, Lanfranco Bonanni (1923 + non so quando), costruttore del 109, era stato durante la guerra prima infiltrato badogliano nella Resistenza umbra e toscana, macchiandosi di crimini efferati per gettare discredito sulla componente comunista ; e poi dal ´44 in poi, agente stay behind per il servizio segreto militare dello stato maggiore dell´VIII armata britannica invadente l´Italia. Perfino la cugina del patrizio, Lina Procopio moglie di suo cugino Maurizio Bonanni e residente al 109, aveva il posto macchina : e lui, figlio del boss costruttore, non lo aveva ?

    Sciascia scrisse famosamente che non si può sfidare il calcolo delle probabilità : e qui nemmeno le combinate abilità matematiche di un Gödel e di un Poincaré riuscirebbero a calcolare la probabilità infinitesima, che su 3 sole macchine nella striscia dell´agguato, i 3 intestatari sono tutti legati ai servizi : giacché il patrizio come scoprì D´Adamo, aveva intestato l´Austin alla sua società Poggio delle Rose, affidata in amministrazione alla Fidrev notoria ditta di finto auditing compiacente per le società ombra dei servizi fin dal 1941.

    18.3.2026

    La terza macchina è la 127 rossa contromano di fronte alla Cooper, la cui targa compare solo in filmato scoperto da cara fonte confidenziale 6 o 7 anni fa grazie anche alla collaborazione di tecnico RAI, filmato di TG2 Studio Aperto del 18.3.78 ore 19,45.

    La lettura RomaP45..6 è certa, grazie alla rielaborazione grafica del frame 84 da parte del tecnico. Penultima e terzultima cifra sono di incerta lettura, ma penso di averle scoperte con certezza manipolando i parametri di microsoft designer, incrociati con i dati visurali in mio possesso procuratimi dalla fonte confidenziale col supporto finanziario di altri.

    Step 1 : ritaglio il dettaglio della targa dal frame 84 enhanced.

    Step 2 : apro il frame in designer che ingrandisce : già qui, il 5 come terzultima appare certo : si scorge occhiello inferiore, con netta discontinuità di pixelatura a sinistra sopra il riccio : dunque non è occhiello di 6, né di 8. E nemmeno di 3, perché si vede nettamente angolo retto formato dalle due stanghette della metà superiore del 5, angolo che sta a sinistra in alto. Nessun dubbio : la terzultima è 5.

    Step 3 : gioco un pochino di contrasto luminoso, ed ottengo conferma dei risultati ottici di step 2 : terzultima = 5, ergo la targa è fin qui, Roma P455X6.

    Step 4 : giacché la penultima è troppo deformata dalla sfocatura per risultare leggibile, incrocio 455X6 coi dati visurali gentilmente fornitimi dalla fonte supra che gradisce anonimato : X non è 1 perché con 1 nelle visure non era una 127 ; per lo stesso motivo, non è 2,3,4,5,8. Mancano le visure con 6, 9 e 0 : allora torno a designer :

    Step 5 : X non è 6, perché si scorge nettamente stanghetta superiore orizzontale orientata in senso inverso alla curva superiore del 6 che le sta a destra ; non è 9, perché manca occhiello superiore, e si scorge nettamente discontinuità di pixel sotto la stanghetta superiore ; infine, X non può essere = 0, perché non si scorge alcuna rotondità della figura.

    Tutto questo essendo certezza visiva assoluta, resta solo il 7 come possibilità matematica : ergo la penultima è 7 e la targa è :

    Roma P 45576 - cioè quella in bianco al PRA, come diverse targhe delle autorità, servizi compresi, vedi sul web lo studio della fonte + collaboratori.

    Penso che questa sia la parola definitiva sulla targa della 127 rossa.

    E le conseguenze sono enormi.

    La digos ha dunque mentito alla commissione antimafia nel 2022, inventando di sana pianta il depistaggio conclamato che la 127 rossa apparteneva a tale presunto "sergio lionelli", naturalmente nel frattempo deceduto : niente genralità del lionelli, niente targa della rossa, nulla di nulla di verificabile : eppure l´emerito dott. salvini guido, estensore della relazione sul caso Moro per l´antimafia, se l´è bevuta come acqua fresca semza uno straccio di controllo ! Ripeto :

    Relazione Antimafia, estensore Dott. Guido Salvini 2022 : pagina 7 scan : " (101) Si ricordi che la Fiat 127 rossa, che è ben visibile in molte fotografie, ma di cui ancora ignoto sino ad oggi il proprietario, probabilmente non era parcheggiata in quel punto al momento dell’agguato. Può essere comunque utilizzata quale riferimento sul piano spaziale. Si vedano gli accertamenti richiesti da questa Commissione cui ha dato risposta la DIGOS di Roma con annotazione in data 11 marzo 2022. La DIGOS, dopo ricerche approfondite, ha accertato che la Fiat 127 rossa, visibile nelle fotografie subito scattate in via Fani, apparteneva a Sergio Lionelli, in seguito deceduto e già abitante nei pressi di via Fani; l’automobile era stata da questi parcheggiata dinanzi al bar Olivetti immediatamente dopo la fine della sparatoria. È singolare però che tale vettura non sia stata rilevata nei rapporti di Polizia, il nome del suo proprietario non sia stato nemmeno annotato e che questi non sia stato mai ascoltato. " :

    e la targa ? Senza targa verificabile, perché dovremmo crederci ? Come hanno fatto a leggere la targa con certezza ? E se "Lionelli" è morto, chi ha detto loro che aveva parcheggiato dopo e non prima ? Anche ammesso ad esempio, che la targa sia secretata per privacy degli eredi o che so io, benissimo, ma ripeto : non essendo la risposta DIGOS verificabile, perché dovremmo crederci ? Ogni ricercatore degno di questo nome non può ritenersi soddisfatto di una risposta del genere, perché la storiografia è scienza, non teologia dogmatica o catechismo. Qui siamo a livello di ipse dixit, state contenti umana gente al quia.

    Ma ora la targa completa l´abbiamo : Roma P45576 - e NON è intestata a nessun fantomatico lionelli sergio, ammesso e non concesso che costui sia mai esistito. È intestata a deviatissime autorità perché il suo foglio PRA è in bianco.

    Non starò a perder tempo a chiedere che i funzionari digos firmatari del falso accertamento siano radiati dalla polizia e condannati a lunghe pene detentive per falso ideologico aggravato, falso in atto pubblico aggravato, depistaggio aggravato.

    Non perderò tempo a pregare il dott. salvini di andarsene a coltivare le rose invece di spammare puttanate depistanti non verificate sulle relazioni parlamentari - idem per i commissari dell´antimafia.

    Tanto questo governicchio di criminali fascisti e questa falsa opposizione e questa procura di Roma alias porto delle nebbie tutti al soldo di wall street, non agirebbero in tal senso.

    Ma nemmeno seguirò la prudenza cinica di andrea il portiere di Massimi 47 ( "i rapporti di forza non sono cambiati da allora, in italia comandano gli americani, dunque a che pro la lotta coi mulini a vento ?").

    Eccovi la verità, condividetela : l´unico motivo anzi movente logico di 47 anni di tombamento e depistaggio sulla 127 rossa non può che essere il seguente : che quella vettura stava lì già durante l´agguato e quindi prima (dico quindi perché nessun oculare l´attesta piombata in mezzo alla sparatoria durante) ; e stava lì per complice funzione, logistica nel nascondere inizialmente i due superkiller visti da marini sbucare in mezzo a Cooper e rossa, e comprovati dalle nuvole B e K ibidem ; e con tutta probabilità e logica evidenza, fu lì condotta dai due superkiller stessi dei servizi deviati o affini, che poi si eclissarono a bordo della moto honda come suppone marini, perché non potevano compromettere la 127 rossa col convoglio della fuga visto da molti.

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