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Pubblicisti commerciali come cucchiarelli e sulla sua falsariga, rimondini, danno troppe cose per scontate quando non lo sono affatto, senza portare prove né fonti verificabili. Ad esempio, che Moro fu prigioniero a Fregene in caserma GDF. Non esiste alcuna prova di ciò. È una delle tante sparate infondate di cucchiarelli.
La perizia del grande geologo Lombardi col botanico Giacomini, dice che Moro calpestò sabbia del litorale compreso tra Focene Nord e Marina di Palidoro, ma senza dare indicazioni più precise. Fregene sta in quella striscia, ma nulla dice che la prigione di Moro fosse lì. E nemmeno che vi fu mai prigione di Moro sulla spiaggia : potrebbe esserci solo passato per la spiaggia, questo è tutto quel che possiamo basare sulla perizia geoforense.
Il ragazzo Sergio Massa testimonierà di aver visto la macchina rossa a Fregene quella mattina presto, ma nemmeno questo prova che fosse lì la prigione : questa è una possibilità, accanto a quella ripeto, di semplice transito.
La prima e principale delle prigioni di Moro non fu sul litorale ma dentro Roma. Questo è certo perché in una lettera dalla prigionia, Moro scrive ad amico abitante a Roma : "si potrebbe far venire QUI Cottafavi" : quel qui è comune a lui ed all´amico, ergo indica Roma città.
Moro fu portato al mare o presso il mare solo negli ultimissimi giorni a maggio, lo si ricava dalla perizia Lombardi che descrive i residui petroliferi di spiaggia inquinata sotto le suole del cadavere come freschi e pochissimo calpestati dalle scarpe.
Infine, possiamo essere certi che la prima e principale prigione fu vicino casa di Moro (vicino in macchina s´intende), dentro Roma nord, perché in altra lettera Moro scrive al nipotino Luca che ora deve allontanrsi un poco ma intende restargli vicino, che deve andare un po´ fuori : e Luca abitava con la madre Maria Fida figlia di Moro, nello stesso comprensorio di Moro in via del Forte Trionfale 79 : quindi Moro stava da quelle parti incarcerato.
Non ha senso sparare di tutto e di più senza argomentare e fornire fonti verificabili : è cattiva pedagogia, roba da bassa cassetta. Servirà forse a vendere libri, ma non a ricostruire la vertità sul caso Moro.
ALETH
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3 SPECILLI NELL´ALFETTA - parte prima
Il boffone di corte nella sua per lo più demenziale ricostruzione della dinamica di Fani per conto dell´acquiescente Moro2 nel 2015, pianta 3 specilli nella fiancata sn dell´Alfetta a visualizzare tramiti che mi appaiono troppo alto-basso per provenire dal piano strada, anche ammesso e non concesso che gli sparatori tenessero le machine-pistol altezza spalla :
https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/DVD20/0197_003.pdf
p. 47 cart., prima foto dall´alto : si vede bene lo specillo alto-basso nello sportello anteriore sn (quello di Rivera).
86 scan : primissimo piano sugli specilli : notare ancora quello descritto, subito sotto il finestrino di Rivera ; gli altri due marcatamente alto-basso e pertanto impossibili dal piano strada sono entrambi nello sportello posteriore sn : uno vicino al confine con lo sportello anteriore sn ; il terzo, il più verticale di tutti, conficcato subito sotto il deflettore posteriore sn.
Il boffone tace del tutto in tutta la relazione su questi 3 tramiti che, così come ha inclinato lui gli specilli, risultano ripeto ad nauseam, impossibili dal piano strada a meno che non li abbia sparati uno alto il doppio di Magic Johnson.
Ecco perché fin dall´inzio del mio calvario di studio del caso Moro cominciato a metà luglio 2018, ipotizzai cecchini sopraelevati. Da quest´anno 2026 mi sono sorti pesanti dubbi sul tiroaltismo che ho ridimensionato parecchio. Ma non posso eliminarlo del tutto come possibilità, per esempio a causa di questi 3 specilli.
Per specillare un tramite di proiettile, sia nei cadaveri sia nella carrozzeria, occorre seguire con lo specillo il canale percorso dal proiettile fino a fuoruscire dal foro di uscita, nel nostro caso sui lati interni degli sportelli detti.
Solo che nella sciatta relazione boffi mancano del tutto foto di tale fuoruscita sull´interno dello sportello anteriore sn. C´è solo una foto di essa per il posteriore sn a p.25 cart. :
il nostro foro d´ingresso dovrebbe essere quello contrassegnato con la lettera O come vedete nella foto a sn : dico dovrebbe perché ci sono lì due cartellini quasi sovrapposti, O e N2 : ma dal lato interno (foto a dx) niente O, solo N2. Nessuno specillo alto-basso : come ha fatto allora boffi a dare quell´inclinazione allo specillo di O ? Non si vede nessuna uscita per O sul lato interno, segno che il tramite non fu trapassante e il proiettile dovrebbe stare ancora dentro lo sportello, nell´intercapedine fra lamiera e pannello di rivestimento interno. boffi scrive che ha tagliato la lamiera recuperando un frammento di camiciatura ed un frammento di proiettile. OK, sarà il nostro O : ma il tramite verticaleggiante come lo ha stabilito, in mancanza del riferimento in uscita ? In base all´altezza di ritrovamento dei due frammenti ?
boffi scrive che su 5 tramiti nello sportello posteriore sn, 4 trapassarono e uno no.
Pandiscia nel ´78 scrisse invece 3 e 2, ma la foto mostra che ha ragione boffi qui.
Il casino aumenta guardando la foto p.96, 97 e 99 della relazione Pandiscia :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/279/123%20%20volume%20CXXIII?keyword=
Subito sotto il deflettore posteriore dx abbiamo un solo foro non due come in boffi che giustappone O ed N2 come se fossero due fori distinti. Se lo fossero, il totale per lo sportello posteriore sn sarebbe 6 fori non 5. Il bello è che a p.24 cart., boffi chiama i 5 fori G-I-L-M-N — nessun O ? Ma che sta dicendo ? Perché allora nella pagina seguente, mette cartellino O accanto a N2 ? E ci ficca dentro specillo quasi verticale qundo tutte le punte di specilli fuoruscenti dal lato interno sono più o meno orizzontali ?
Solo a 263 Pandiscia par di distinguere 2 fori, uno nella lamiera l´altro nel bordo inferiore della guarnizione di gomma del deflettore se non nel vetro.
Insomma, confusione massima : esiste o no questo foro O che appare e scompare nelle relazioni, a tramite quasi verticale ? E se esiste, come ha fatto boffi a calcolarne angolo d´incidenza sì da orientarne lo specillo ?
ALETH
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CHIUDETE QUEL LAPORTA !
La Cooper non era imbottita di esplosivo : lo verificarono gli artificieri, di cui uno, Vitantonio raso, me lo confermò personalmente e potete farvelo confermare perché sta su fb. L´esplosivo è una bufala depistante del procuratore De Matteo che il giornalista Roberto Chiodi si bevve all´epoca senza alcun fact-checking e qualche anno fa passò al depistatore laporta.
La sostituzione dell´esperto Gentiluomo con l´inetto Zizzi penso anch´io che non fu un caso : lo stesso Gentiluomo confidò al collega Saba che lo avevano voluto salvare. Tuttavia mancano le prove della deliberazione.
Fui io purtroppo a insegnare la teoria assenzialista a laporta ad agosto 2018, quando ignoravo chi fosse. È vecchia come il cucco. Il fatto che nelle lettere pervenute (ma non sono tutte quelle che ha scritto, ed anche tra quelle pervenute ce ne sono di mutile) non parli della strage della scorta non coimplica necessariamente che non fosse a Fani : poteva essere sotto shock, pensare che fossero solo feriti, oppure aver subito censura su questo dai carcerieri non intenzionati a farlo parlare dei loro crimini, ed intenzionatissimi a linciarlo moralmente facendolo passare per cinico e sprezzante delle vite altrui.
I 100 colpi circa non colpirono la 130 a raffiche dalla distanza, ma solo da vicino, con tutta probabilità dopo che Moro era già stato fatto scendere e posto fuori tiro. Leonardi fu ucciso fuori e ributtato dentro teste De Andreis. Ricci dopo l´estrazione di Moro. Nessun pericolo dunque di colpire Moro per sbaglio.
Le 4 costole rotte sono fratture lievi e non assolutamente frutto di tortura come mi confermò il prof. Arcudi presente all´autopsia : infatti manca qualsiasi lesione/ecchimosi etc. in corrispondenza, tranne ovviamente quelle degli 11 proiettili.
Si trattò di urto o caduta accidentale durante la prigionia o durante il trasporto.
Moro a Fani fu riconosciuto in volto senza esitazioni dal teste Caliò e dalla teste Conti che me lo confermò personalmente. E dalla teste Evadini. Il teste Marini crede che di averlo riconosciuto.
Di russi a Fani non esiste straccio di prova né indizio, è solo illazione depistante e russofoba del fascista laporta (anche in questo non originale : se ne straparlava già all´epoca).
I colpi su Moro non sono a raggiera, ma ciò non coimplica che non sia stato De Vuono necessariamente : primo perché non è detto che De Vuono sparasse sempre a raggiera, secondo perché la sua specialità consisteva non solo nella raggiera, ma nel non colpire il cuore e infatti il cuore di Moro è illeso. Terzo, perché l´omicidio avvenne in macchina in spazio ristretto e probabilmente De Vuono se fu lui, aveva la Skorpion incastrata tra i due sedili anteriori quindi non poteva ruotarla a piacimento. Quarto, perché Pecorelli dice che uno dei due assassini fu il legionario De. Nulla di tutto questo è probatorio, ma nemmeno esclude De Vuono.
I russi non avevano nessun potere di golpe in un paese n.a.t.o. Erano contro Berlinguer d´accordo, ma gli americani lo erano altrettanto ed avevano potere di golpe in Italia.
Chiudete quel laporta - apre bocca e le dà fiato.
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A trump cioè ai suoi pupari di wall street non interessa affatto regime change in Iran (fa loro troppo comodo er nemmico trilussiano : ayatollah dalla CIA insediati al potere 47 anni fa per avere futuri pretesti interventisti come accade oggi : fecero lo stesso con Saddam e con Hitler) ; né tantomeno interessa loro invadere tutto l´Iran (casomai Kharg e qualche altro snodo petrolifero strategico), ma solo sabotare l´export di petrolio alla Cina perché sanno che la terza guerra mondiale è vicina, e la vincerà chi controlla i flussi di petrolio. Wall Street sta provocando la Cina per interposta nazione, e continuando così, alla Cina non resterà altra scelta che la guerra, cioè la sua distruzione che è il vero obiettivo di Wall Street. La distruzione della Cina come competitore strategico globale. Non è questione di Arabia o Iran, ma di controllare TUTTO l´export petrolifero medioorientale bloccando a piacimento lo stretto di Hormuz, giacché la Cina complessivamente trae dal Medio Oriente più del 50% del suo petrolio (dall´Iran meno del 6%, quindi il problema non è il petrolio iraniano alla Cina, ma la posizione strategica dell´Iran per il controllo di TUTTO il flusso di petrolio medioorientale).
Ovvio che a Wall Street interessi insediare presidi militari in punti strategici dell´Iran anche per posizionarsi favorevolmente se dovrà respingere eventuali futuri tentativi cinesi di invasione del Medio Oriente via Iran.
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