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Gianni Morra

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  • Di Gianni Morra (---.---.---.153) 8 aprile 15:50

    LE VERITÀ DI MR CARAVELLA

    L´ex funzionario digos e poi sisde fabbri mario (1940 + 2022) viene prima escusso dalla Moro2 nel 2015, poi audito in commissione l´anno dopo. L´escussione è molto più interessante dell´audizione :

    https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/B171/0405_002.pdf

    4.11.2015 : parla mario fabbri a collaboratori Moro2 :

    " In sintesi, nel colloquio con me (in Nicaragua nel 1993, ndr), Casimirri evidenziò che Moretti aveva avuto un ruolo

    sostanzialmente non coincidente con quello apparente di capo colonna e cioè che fosse un traditore (con riferimento all´abortito assalto all´Asinara per liberare Franceschini et all.)..." :

    ennesimo potente indizio di moretti infiltrato : ricordo solo come egli avrebbe dovuto presenziare all´incontro con Franceschini e Curcio nel 1974 che portò al loro arresto ma non al suo perché preavvertito. Per il resto, vedi Flamigni Sfinge.

    Continua escussione fabbri :

    Inoltre mi parlò anche di un incontro tra lui Morucci, Faranda, Algranati e Gallinari nella fase preoperativa in un bar dei Parioli.

    . Precisò che Gallinari come Moretti era persona riferibile al cosiddetto "Superclan".

    Sempre Casimirri precisò che nel corso della suindicata riunione Gallinari aveva chiaramente detto che una volta preso Moro sarebbero state fatte delle richieste orientate a suscitare tutte le contraddizioni possibili, e quindi inaccettabili, ma che in ogni caso Moro sarebbe stato ucciso. In sostanza appresi che Moro stato comunque "giustiziato" perché questa era la determinazione di Moretti..." :

    affermazione plausibilissima questa di casimirri : l´assassinio di Moro preprogrammato da moretti per conto del regime, e quindi le assurde richieste "brigatiste" dei 55 di liberazione di molti prigionieri in cambio di Moro, di riconoscimento politico delle "bierre" etc.

    Questo incrocia con la testimonianza di raimondo etro sempre alla Moro 2 del 31.1.2017 :

    https://www.camera.it/leg17/1058?idLegislatura=17&tipologia=audiz2&sottotipologia=audizione&anno=2017&mese=01&giorno=31&idCommissione=68&numero=0121&file=indice_stenografico

    p.7 sq. :

    RAIMONDO ETRO. Da quello che ricordo di quel periodo, da quello che mi disse Gallinari, non credo che ci sarebbe mai stata una trattativa possibile. Ricordo benissimo che disse: «Faremo talmente tanti morti che lo Stato non tratterà mai». Soprattutto dopo poi aver lasciato cinque uomini della scorta...

    PRESIDENTE. A via Fani.

    RAIMONDO ETRO. ...per terra a via Fani."

    Siamo nella seconda metà di gennaio ´78 quando gallinari dice ad etro tali cose, dopo che il secondo era già stato informato dalla faranda poco tempo prima che il progetto di sequestro incruento di Moro a Santa Chiara era stato abbandonato.

    Riprendo escussione fabbri :

    ll 16 marzo 1978 appresi dalla radio di servizio dell’attacco in via Fani, la radio era accesa e quello fu il primo messaggio. Ciò avvenne proprio mentre stavo entrando in Questura. Appena varcato il portone scesi di corsa e andai in ufficio. Non trovai Spinella: di ciò sono certo "sicurissimo": Spinella non era in Questura. 

    Immediatamente andai a via Fani con la macchina di servizio a me assegnata, utilizzando la sirena, e fui lì che vidi Spinella e mi pare Giancristoforo ed altro personale. Non sono in grado di indicare le altre persone lì presenti in via Fani ma sicuramente ho visto Spinella perché abbiamo parlato." :

    dunque, spinella sicuramente partì dalla questura prima del primo annuncio della sala operativa delle 9:03 sulla sparatoria a Fani.

    L´autista di spinella Biancone conferma nella sua audizione alla Moro2 che sentirono quesl primo annuncio quando s´erano già avviati ed erano al Traforo.

    spinella dunque aveva prescienza del golpe di Fani.

    Ma non avvisò né Moro né la scorta.

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  • Di Gianni Morra (---.---.---.220) 7 aprile 23:17

    COME CROLLÒ IL CAPITALISMO

    Questi non sono immigrati clandestini, sono importati dalla classe digerente capitalnazista a fini di compressione salariale, su direttiva generale di soros e merenderi di wall street. Ovvio che tra i milioni che sono fatti entrare senza alcun filtro, una bella fetta è criminale - anche questa serve a dividere il paese politicamente per meglio opprimere i nonabbienti, nel gioco classico del divide et impera via guerra tra poveri. È questo che ragazzi come quelli, idealisti illusi, del centro sociale di Mestre non capiranno mai, essendo lavati nel cervello dall´accoglismo degli accoglioni alla bergoglio bergoglino e cacasenno : che un vero comunista, un vero anticapitalista dovrebbe opporsi con tutte le sue forze all´immigrazione clandestina, cioè all´importazione di schiavi e delinquenti che i padroni auspicano e promuovono per creare quel famoso marxiano „esercito industriale di riserva“ senza il quale i salari crescerebbero. Ma vallo a spiegare ai lobo di scheinsinistra, specie se giovani.

    La storia si ripete a cicli : il capitale di ieri come quello di oggi : quando a roma antica, fin da età repubblicana, scoppiò il conflitto di classe tra patrizi e plebei, le classi digerenti reagirono importando schiavi, e lasciando la plebaglia urbana marcire gaudente con panem et circenses. Se andate oggi che so a berlino, vedrete la stessa cosa : migliaia di giovani dell´ex germania est marciscono col welfare, nessun datore di lavoro li vuole perché chiedono troppo – mentre il governo importa 250.000 schiavi kenyoti a basso prezzo. Fateci caso : le maglie dell´immigrazione, sia legale sia clandestina, cominciano ad allargarsi in italia proprio a fine anni ´70 (filippini, polacchi), al culmine della forza sindacale che trovava nel PCI e nella sinistra dc morotea i suoi baluardi : essa viene spezzata dalla creazione artificiale, organizzata, eterodiretta dell´esercito industriale di riserva degli immigrati, col pretesto della fasulla accoglienza dei (non)profughi.

    E fu così che roma antica crolla – e similmente, ogni capitalismo du jour : lo sboom demografico che sempre accompagna il benessere, restringe il pool dei lavoratori nativi : se fossero soli, avrebbero buon gioco a chiedere di più ; ma i padroni importano schiavi e li fottono ; finché gli schiavi aumentano a dismisura, superando in numero e forza e potenza i nativi, ed infine scontrandosi con essi e battendoli : le „invasioni barbariche“.

    Stiamo facendo la stessa fine. Wait and see.

    PPP profetico more suo solito, più di mezzo secolo fa pensava che solo una guerra civile poteva distruggere l´impero degli usa : a forza di importare milioni di schiavi a basso costo per l´esercito industriale di riserva, gli usa come tutto l´occidente stanno innescando una bomba a tempo che prima o poi li farà implodere comunque, cina o non cina.

    Ma mr zuckerberg s´è già parato il : il bunker antiatomico se l´è costruito alle hawaii : 4000 km dagli usa, 8000 dalla cina : non proprio metà strada, ma il concetto è quello : se la iii guerra mondiale la vincono gli usa, se ne torna a new york ; se vince la cina, diventa cinese tanto già lo è avendo prudentemente sposato una cinese...

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  • Di Gianni Morra (---.---.---.220) 7 aprile 17:30

    LE DUE VERSIONI DI GRAZIANA CICCOTTI


    Il livello di manipolazione di verbali testimoniali e di testimoni che si raggiunse nel caso Moro è allucinante. I brani dei verbali che seguono sono autoeloquenti : fino al 1996, in diverse occasioni ufficiali, la Ciccotti di via Montalcini 8 moglie del sig. Piazza dichiarò di aver visto una piccola parte di macchina rossa nel box garage della braghetti PRIMA del 9 maggio 1978. Di punto in bianco, nel 1996 la medesima sposta la data, alla mattina dell´assassinio...Il lettore giudichi ; e giudichi pure le false certezze di propaganda vulgatara di criminali assassini di persone e di verità come persichetti :

    https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/2017-08-11/dvd3/Liberi/1068_001.pdf

    55 cart : (Moro Quater, parla il giudice priore nella sentenza/ordinanza depositata il 20.8.1990, cfr p.45 cart) :

    A parte altre circostanze sulla data in cui la coppia Altobelli/Braghetti era entrata nel palazzo, sul comportamento dei due, sulle inferriate apposte alle finestre, già narrate a questo giudice nei precedenti esami, il Piazza riferiva che QUALCHE GIORNO PRIMA dell’uccisione di Moro la moglie (Ciccotti Graziana, ndr) aveva visto attraverso la serranda basculante del box degli Altobelli/Braghetti un ’autovettura di colore rosso.

    Il box della Braghetti era a un solo posto macchina ed era contiguo a

    quello dei Piazza, per cui costoro per raggiungere il proprio

    dovevano passarvi dinanzi. La macchina rossa era stata vista una

    sola volta dalla moglie e di mattina presto, perché la signora Piazza,

    che era insegnante a Velletri, doveva lasciare Roma di buon’ora.

    Aveva raccontato tali circostanze a suo cognato in un colloquio

    avvenuto nello studio legale del secondo. Martignetti aveva preso atto

    delle sue dichiarazioni e aveva detto di non preoccuparsi, perché i

    sospetti gli apparivano generici.

    ...Ciccotti Graziana,...dopo aver confermato le

    dichiarazioni già rese sui sospetti a suo tempo nutriti verso la coppia,

    affermava di aver intravisto QUALCHE GIORNO PRIMA della morte di

    Moro
     ’in un tempo variante DA TRE GIORNI A UNA SETTIMANA PRIMA ’ attraverso la serranda basculante della Braghetti e mentre costei era

    intenta a chiudere il garage, il parafango anteriore di un’autovettura di colore rosso. Nei giorni successivi il box era rimasto chiuso e non aveva avuto modo di notare altre volte la predetta macchina.

    In quell’occasione la Braghetti era sola. Il box di costei era collocato

    prima di quello dei Piazza e pertanto essi per prendere la propria

    vettura dovevano necessariamente passarci dinanzi. Aveva

    manifestato al marito il sospetto che si trattasse di brigatisti e questi

    di sua iniziativa ne aveva parlato al cognato, cioè all’avvocato

    Martignetti, che dopo il colloquio lo aveva tranquillizzato....

    67 cart. : Signora che, ... ha fatto

    parziali ammissioni, dichiarando di aver intravisto soltanto il

    parafango di un’autovettura di colore rosso POCHI GIORNI PRIMA DELLA MORTE DI MORO e di non aver avuto modo di vedere nei giorni

    successivi questa macchina, perché il box era rimasto chiuso.

    Piazza. ... Mia moglie mi disse, QUALCHE GIORNO PRIMA DEL FATTO, che aveva intravisto una macchina rossa lì, nell’interno, all’interno di questo garage. Più di questo, niente di più di quest’altro.


    P: 73 : Esame di Graziana Ciccotti, estratto dal verbale dell’udienza del

    07.06.1993 . 

    PM : . ’In un tempo variante DAI TRE GIORNI A UNA SETTIMANA PRIMA DELLA MORTE DELL´ON:MORO ho intravisto attraverso la serranda basculante della Braghetti e mentre costei era intenta a chiudere il garage, il parafango anteriore destro di una vettura di colore rosso’.

    Ciccotti. Sì.


    137 cart : All’udienza dell’ 
    11.01.1996 ...riferisce anche la moglie Graziana Ciccotti e cambia completamente versione rispetto a quanto riportato da priore supra nel ´90 e dichiarato dalla stessa Ciccotti nel ´93 supra :

    140 : Lo stesso giorno Graziana Ciccotti riferiva:

    P.M. ...Senta, torniamo un attimo a quel momento del... che lei ha detto che un giorno ha visto una macchina di colore diverso. Lei ha dato una indicazione di una data, ma forse lei ricorda male, perché era ... sicura che ...non fosse magari il giorno in cui è stato ammazzato Moro ?

    Ciccotti. Ah, no, ha ragione, era il ... era purtroppo il giorno in cui

    hanno ammazzato Moro, sì, ha ragione, era il 9, 9 maggio ?

    145 : 

    P.M. E’ in grado di dirci più o meno che ora poteva essere ?

    Ciccotti. Ah, sì, senz’altro, guardi, dalle sette meno cinque, alle sette

    e cinque, io sempre in quell’ora scendevo, perché avevo

    l’appuntamento a Ciampino con dei miei colleghi...

    In meno di 3 anni, qualcuno o qualcosa fece cambiare calendario alla Ciccotti...Notare come il PM la imbecchi e riorienti quando le suggerisce "ma forse lei ricorda male". 
    Chi ha orecchie per intendere, intenda.

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  • Di Gianni Morra (---.---.---.220) 7 aprile 16:01

    MARINI CALIÒ CONTI - 1

    Provo a rileggere sinotticamente le 3 testimonianze sull´assassinio di Ricci.

    CM 30 : 45 per Marini ore 10,15 alla digos. Il suo verbale sul punto non ha senso, ma contiene elemento comune agli altri due testi : uno dei 4 in divisa che inizialmente lui vede angolo Fani-Stresa lato Olivetti, si distacca dal gruppetto avvicinandosi alla 130 di Moro e fulmineamente spacca il vetro di Ricci. Le 3 auto del convoglio di Moro quando Marini giunge allo stop lato Fani bassa, sono già ferme e non sta succedendo assolutamente nulla. Pertanto Marini si è perso i colpi singoli iniziali, le prime raffiche all´Alfetta e quelle che uccidono Leonardi in uscita. Evidentemente, dopo la prima fase descritta, è subentrata pausa, e in questa pausa si inserisce il teste.


    Il quale dopo la spaccata del vetro afferma iniziata furiosa sparatoria da parte dei 4 che attingono armi tra cui almeno un piccolo mitra da grossa borsa nera. Si suppone che quello che spacca o sia tornato indietro o fosse fuori tiro, nel senso che gli altri 3 sparino all´Alfetta o in aria altrimenti non si comprenderebbe se sparassero alla 130, come possano non colpire il quarto. In effetti la Wundballistik su Ricci mi dice che nessuno sparò alla 130 da sn da distanza, ma solo da vicino con tutta probabilità.

    E due residenti di allora del 109, Baliva ed altra che mi chiese riservatezza, mi dissero che i terroristi sparavano in aria per spaventare gli affacciati, tant´è che loro due si ritrassero immediatamente e non videro più nulla.

    Da notare bene con Marini, che i 4 in divisa fino al momento del convoglio fermo non avevano armi in mano eccetto lo spaccatore. Dunque almeno 3 su 4 di loro stando a Marini non possono aver sparato né i colpi singoli iniziali della strage né le prime raffiche all´Alfetta né quella o quelle che uccidono Leonardi.

    Quindi i 4 non furono i soli killer di Fani.

    Ma torniamo al punto assassinio di Ricci.

    Marini pone l´estrazione di Moro da parte di due individui non meglio descritti alla fine della sparatoria e dopo l´ingresso sulla scena di una Fiat forse scura che si affianca alla 130.

    A p.50 arriva Caliò sempre alla digos alle 10,30. Lui abita a via Mario Fani 123 stabile che fa angolo tra Fani bassa e Stresa alta. Sta ancora in camera da letto alle 9 di mattina e sente quello che gli sembra una raffica, dunque pure lui si perde i colpi singoli iniziali. Apre la finestra del balcone e si affaccia sul balcone. Pure lui arriva a convoglio di Moro già fermo. Vicino alla 130 di Moro vede non uno come inizialmente Marini, bensì due individui in divisa che per Caliò è quella della PS. Ricordo che anche Marini vedrà due alla 130, ma dopo la sparatoria non prima ed al solo scopo di estrarre Moro.

    Ecco perché mi chiedevo se la nonreazione armata di Ricci potesse spiegarsi col suo eventuale aver scambiato i killer in divisa per poliziotti venuti a salvare Moro e quindi lui. La Conti al telefono un 6-7 anni fa mi disse che proprio questa era stata la sua impressione.

    Caliò vede i due in divisa impugnare armi che gli sembrano due mitra corti e la Wundballistik conferma Ricci colpito da raffica o raffiche. Gli sembra che il calcio fosse ligneo, ed effettivamente l´FNA 43 atribuito a morucci e l´M12 a fiore da quanto vedo in rete avevano calcio ligneo. Con ciò non voglio esprimere certezza che furono loro due a mitragliare Ricci, solo registrare i dati.

    Uno dei due sfonda il cristallo di Ricci col calcio del mitra, come da Marini che però non vede oggetto usato. Mi domando la ragione di tale spaccata visto che i banditi sapevano benissimo che la 130 non era blindata dunque perché perdono tempo a spaccare invece di sparare subito attraverso il vetro. Posso solo ipotizzare che forse spaccando si corre meno pericolo di schegge negli occhi o in faccia o sulle mani, ma non lo so. Oppure od anche, l´intento era cancellare fori singoli nel finestrino prodotti da colpi singoli iniziali andati a vuoto ma che avessero destabilizzato Ricci facendogli perdere il controllo della vettura negli ultimi metri a strappi descritti da Samperi.Anche il deflettore viene infranto come attestano le foto e la relazione della scientifica del 16.3.78. Non so se si ruppe per l´onda d´urto della botta al finestrino o se fu colpito a parte. Nel secondo caso, a maggior ragione mi chiedo perché tale perdita di tempo apparentemente immotivata in azione giocata sul filo dei secondi e del rasoio.

    Quello che continua a stupirmi è la nonreazione armata di Ricci fino a questo punto : fu ingannato dalle divise ?

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    MARINI CALIÒ CONTI - 2

    A Caliò sembra che lo spaccante abbia spaccato dopo aver sparato alcuni colpi. Ne dubito, giacché con alcuni colpi di mitra il finestrino sarebbe andato in pezzi e cmq perché spaccarlo dopo aver cominciato a sparare. Se Ricci non fosse morto subito avrebbe potuto reagire in qualche modo. Cmq sfondato il finestrino, il tizio spara lunga raffica contro il carabiniere. E questo incrocia con gli almeno 8 colpi che attingono la vittima.

    L´altro tizio in divisa evidentemente posizionato altezza sportello Moro, lo apre e ne fa scendere Moro da Caliò subito riconosciuto. Ma la sequenza non mi torna qui. Se infatti l´estrazione fosse succeduta alla raffica, questa avrebbe rischiato di uccidere Moro ad esempio per scarto del mitra o per rimbalzo di proiettili o frammenti d´essi nell´abitacolo, tant´è che abbiamo impatti sulla portiera posteriore dx lato interno e ben 3 proiettili repertati sul pianale posteriore dx (CM 123 : 253) - e peci de relato da fiore dice che Moro s´era buttato sul pianale prorio da quel lato ai primi spari. E perfino blindatura sul pianale di Moro. Ecco perché tendo a pensare che la fulmineità del tutto abbia confuso Caliò : a mio avviso, l´estrazione di Moro e la sua messa fuori tiro dovrebbe logicamente precedere le raffiche. Non posso provarlo, non ne sono certo, lo suppongo.

    D´altro canto, sia la teste Evadini sia peci de relato da fiore attestano che Moro era sporco di sangue sui vestiti :

    https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/DVD4178/42%20-XLII.pdf

    592. Sicuramente non era sangue di Moro che uscì illeso dal 16 marzo cone provato da necroscopia ed autopsia. Se pertanto Evadini e Peci sono veridici ed accurati, deve trattarsi del sangue di Ricci più plausibilmente di quello di Leonardi che io ritengo ucciso fuori e ributtato dentro dunque difficilmente poté schizzare addosso a Moro.

    In tal caso, prima avrebbero sparato a Ricci e poi estratto Moro, correndo il rischio di colpire Moro di rimbalzo o per scarto del mitra.

    A questo punto esco attimino fuori tema per sottolineare che Caliò vede Moro accompagnato retto per un braccio verso il lato di Stresa dove affaccia Caliò cioè Stresa alta dir. Trionfale. Questo contrasta frontalmente con Marini che parla di affiancamento di Fiat scura alla 130 e trasbordo di Moro sulla prima. Il bello è che nella primissima versione della sua testimonianza, relazionata dal poliziotto Di Berardino (CM 30 : 40), Marini aveva detto che i 4 rapitori fuggono (si dedurrebbe col rapito) su macchina di cui dà la targa esatta della 128 bianca !

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    MARINI CALIÒ CONTI - 3 e fine

    Siamo di fronte a 2 versioni opposte ed inconciliabili del sequestro di Moro : per Marini alla digos ore 10,15, Moro è trasbordato su Fiat scura con targa lunga di nuovo tipo affiancatasi alla 130. Per Caliò. Moro è condotto per un braccio attraverso l´incrocio verso il lato di via Stresa alta dove lui affacciava (lato dx in dir. Trionfale). Qualche istante dopo, Caliò vede sfrecciare verso la Trionfale macchina chiara che a lui pare 128. Per lui dunque implicitamente, parrebbe questa la macchina del caricamento di Moro.

    È la parola dell´uno versus l´altro, non ho prove certe di chi la conti giusta ma propendo per Caliò perché Marini a Di Berardino aveva detto, un´ora prima di verbalizzare tutt´altro alla digos, che i 4 rapitori fuggono su vettura dalla targa della 128 bianca. Sospetto dunque fortemente, che alla digos qualcuno abbia indotto il Marini a cambiare versione.

    Per Caliò, mentre Moro viene sospinto attraverso l´incrocio, lo spaccatore/sparatore esplode una nuova raffica dentro la 130.

    Alle 11.55 sempre alla digos è la volta della Conti, pure lei residente al 123 come Caliò. Lei è l´unica dei 3 a sentire i colpi singoli, 2, prima delle raffiche. Anche lei si affaccia a convoglio di Moro già fermo. Vicino all´auto di Moro anche lei vede un solo individuo come Marini. In divisa che a lei pare Alitalia, anche se poi ripeto mi disse invece al telefono che li aveva presi per poliziotti venuti a salvare Moro.

    Ancora la spaccata del cristallo di Ricci come per Marini e Caliò, e col calcio del mitra come per Caliò. Ciò fatto, lo spaccatore spara ripetute raffiche contro Ricci. "Quasi contestualmente", vede Moro sorretto da due sconosciuti con la stessa divisa descritta. Quindi lei vede Moro già fuori della macchina. Ecco perché, ad nauseam, tendo a pensare a Moro estratto prima delle raffiche non dopo, onde evitare di colpirlo per sbaglio. Solo che in tal caso, come spiegare le macchie di sangue di Evadini ?

    Qualche istante dopo la Conti vede Moro salire su vettura ferma al centro dell´incrocio (dunque non affiancata come vuole Marini, ma nemmeno all´angolo del 123 come vuole Caliò), che lei dice Fiat, forse grigia, incerta se 124 o 128. Descrizione vaga, ma che si attaglia molto alla 128 chiara e per nulla alla 132 blu notte, dei terroristi.

    Purtroppo nessuno dei 3 verbali analizzati sinotticamente, risponde alla domanda iniziale : perché nessuna risposta armata da parte di Ricci ? Anche se la sua pistola era chiusa nel borsello, nella pausa descritta tra colpi singoli/prime raffiche contro l´Alfetta/uccisione di Leonardi in uscita e l´avvicinamento del killer, Ricci avrebbe avuto tutto il tempo, ormai a vettura ferma e incastrata fra CD e Alfetta, di estrarre l´arma, scarrellare e sparare. Anzi non doveva nemmeno perder tempo a mettere il colpo in canna perché la sua pistola, accanto a sé nel portaoggetti tra i due sedili, era a tamburo e carica (CM 123 : 10). Perché non reagisce ? Perché si lascia ammazzare come un cane ?

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  • Di Gianni Morra (---.---.---.30) 5 aprile 18:27

    EQUIVOCO OLIMPICO — 2 e fine

    A p.924 di CM 43 abbiamo foto degli oggetti rinvenuti in via Cipro il primo aprile 1978 : la riproduzione è pessima, ma si vede chiaramente in cima il bordo superiore di un quotidiano, anche se non se ne legge intestazione e data. Quindi un quotidiano, Olimpico o no, stava tra gli oggetti della busta di via Cipro.

    In rete non trovo la benché minima menzione di un quotidiano chiamato Olimpico, né al 1978 né mai.

    Tra gli oggetti rinvenuti in via Cipro, chiaramente allusivi al caso Moro, abbiamo il medicinale Largan, usato all´epoca per calmare / sedare gli attacchi dei malati di mente : potrebbe trattarsi di riferimento depistante a Moro impazzito, drogato, allucinato etc.

    Idem per il Tolofen sempre nel verbale di rinvenimento a CM 112 : era ed è usato come antipsicotico.

    Insomma, la siringa nella busta associata a Largan e Tolofen paiono voler orientare verso Moro sedato / narcotizzato e simili. Probabile depistaggio.

    Non voglio speculare oltre su questo precedente del borsello di Chichiarelli che seguirà più di un anno dopo. La mia impressione generale, a parte qualche possibile messaggio in codice o minaccia/ricatto a chi poteva intendere, è che si tratti di polverone depistante in entrambi i casi. Idem per gli oggetti lasciati da Chichiarelli alla Brink´s. E rritengo estremamente probabile viste le analogia di contenuto, che il Chichiarelli sia l´artefice anche di Cipro, sempre su mandato dei suoi misteriosi referenti del potere, tra i quali ipotizzo per analogia col borsello del taxi, Cornacchia ed Almagià.

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