Sono una blogger in copy left da molti anni e mi piace impegnare parte del mio tempo nel giornalismo partecipativo, usando il cestino-come mezzo- per raccogliere quelle piccole e preziose cronache di vita, spesso sotto traccia.
A venticinque anni dall’assassinio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin: #NoiNonArchiviamo oggi 20 settembre 2019 a Roma,si terrà l’udienza presso il
Tribunale dove il Giudice delle indagini preliminari (Gip) si esprimerà
sulla terza richiesta di archiviazione relativa all’inchiesta
sull’assassinio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin avvenuto il 20 marzo del
1994. È stato firmato nella sede della Fondazione per gli studi sul
giornalismo ’Paolo Murialdi’ il protocollo con cui il Comitato dei
garanti dell’Archivio ’Ilaria Alpi’ ha conferito alla Fnsi i documenti,
materiali e appunti della giornalista del Tg3 uccisa a Mogadiscio con
l’operatore Miran Hrovatin il 20 marzo 1994.Ilaria Alpi e Miran
Hrovatin,cineoperatore triestino, furono uccisi a poca distanza
dall’ambasciata italiana di Mogadiscio, in Somalia: stavano seguendo per
conto del Tg3 il ritiro delle truppe statunitensi dal paese, dove era
in corso da anni una sanguinosa guerra civilee parallelamente stavano
indagando su un presunto traffico internazionale di armi e di rifiuti
tossici che con la copertura della missione umanitaria avrebbe coinvolto
anche società italiane... Luciana e Giorgio Alpi, i genitori di Ilaria,
sono morti senza avere verità.
oggi 14 agosto 2019 dalla mia pagina Facebook ho invitato tutte e tutti ad un
minuto di silenzio, sosta... alle 11.36, e che il silenzio non rimanga tale su questa sciagura. Sappiamo
bene quanto sia stato sordo e muto lo Stato,
di fronte a tante sciagurate tragedie
sferrate alla nostra Italia.Giustizia e
Verità, sempre, perchè come le famiglie
delle vittime tutte, esistono e resistono.
Genova 14 agosto 2019: UN PONTE DI AIUTI CONCRETI PER LE FAMIGLIE DELLE VITTIME
da un articolo recentissimo, imperdibile per suggerimenti e notizie Acqua
minerale: 10 cose da fare per dire stop alle bottiglie di plastica.
Siamo i più grandi bevitori al mondo con 224 litri e 145 euro a famiglia l’Italia, considerato il primo paese al mondo per
quanto riguarda il consumo di acqua minerale in bottiglia. Stiamo
parlando di 13,5 miliardi di litri, pari a 224 litri a testa (a cui si
sommano 1,5 miliardi di litri esportati). Togliendo quelle di vetro, si
stima un parco bottiglie di 11 miliardi di pezzi che nel 80-90% dei casi
finiscono nei termovalorizzatori, negli impianti di incenerimento, in
discarica e in parte vengono dispersi nell’ambiente. Si tratta di un
argomento che pochi hanno voglia di trattare, anche perché il consumo
esagerato non trova giustificazione in un Paese dove l’acqua del
rubinetto in molti casi è di ottima qualità. Se a quelle di minerale, si
sommano le bottiglie in plastica delle bibite zuccherate e quelle delle
bevande (birre e latte), si arriva presumibilmente a 15 miliardi di
pezzi ...https://ilfattoalimentare.it/acqua-minerale-plastica-bottiglie.html
Il più feroce attentato della storia repubblicana, il cinico tentativo di abbattere la democrazia, un sanguinario colpo contro la popolazione inerme che sta partendo per le vacanze.I terroristi commettono un unico errore: aver scelto Bologna come obiettivo.I soccorsi sono immediati, la città manifesta il proprio sdegno "rioccupando" le piazze percepite come "luoghi della democrazia" e da subito, tramite la voce dell’allora sindaco di Bologna Renato Zangheri e l’immagine impressa nella memoria collettiva dell’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini, si leva con forza la richiesta di verità e giustizia.
Le indagini dei magistrati bolognesi e l’impegno costante dell’Associazione dei familiari delle vittime conducono per la prima volta ad individuare e condannare gli esecutori materiali della strage: i neofascisti dei NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari); e i depistatori che fin da subito hanno ostacolato l’accertamento della verità: la P2 di Licio Gelli e i massimi vertici dei servizi di sicurezza, dalla prima manovrati.Dal lutto rinasce un’idea di società civile che dal lutto elabora un impegno ed una strategia collettiva che vede nelle giovani generazioni, ancora oggi troppo disinformate e disincantate, il principale antidoto alle trame occulte che fin da Piazza Fontana hanno avvelenato e avvelenano ancora oggi, grazie anche all’ubriacatura dei mass media, la nostra democrazia.Regia: Matteo Pasi
Produzione: Associazione Pereira
Con il supporto di: Arcoiris TV; Associazione Pedrelli
Con la collaborazione di: Associazione 2 Agosto 1980; Cineteca di Bologna
Musiche: Modena city ramblers; Daniele Silvestri; Francesco Guccini