Sono una blogger in copy left da molti anni e mi piace impegnare parte del mio tempo nel giornalismo partecipativo, usando il cestino-come mezzo- per raccogliere quelle piccole e preziose cronache di vita, spesso sotto traccia.
forse questo commento appena scritto da Alessandra Capone su FB vi piacerà molto meno,io lo metto perchè mi trova in assoluto accordo con lei.
"Vorrei solo dire (severa ma giusta) che il primo articolo uscito sulla condizione dei pazienti oncologici in Italia alle prese col coronavirus è stato scritto da un giornalista italiano sul Guardian una delle più rilevanti testate giornalistiche al mondo. Quindi non un giornale italiano ma inglese e ripeto una delle più rilevanti testate giornalistiche al mondo.
Nessuna sbavatura nell’articolo, nessuna retorica, solo controllo delle fonti, numeri rigorosi, analisi di dati.
Nessun tentativo di censura o edulcorare la realtà. Una linea coerente giusta rigorosa.
Ora i giornalisti di carta stampata e non si stanno muovendo e hanno contattato sia me che altre pazienti. Ma gli articoli in Italiano che stanno uscendo sulla carta stampata a cui non abbiamo di certo contribuito noi, per non parlare dei servizi in Tv sono inconsistenti, non onesti, danno voce a gente del volontariato e dell’associazionismo (strutturato? Politicizzato? Istituzionale?) che parla e ritira la mano, in un tentativo nemmeno troppo nascosto di difendere l indifendibile.
Ancora leggo faremo, vedremo, in un utilizzo del tempo futuro di cui rischiano di essere privati numerosi pazienti oncologici.
NOI VOGLIAMO RISPOSTE ADESSO ORA.
Se leggeste le storie che mi vengono raccontate in privato vi indignereste rabbrividireste e sareste tutti e tutte al nostro fianco.
Poi ci sono le realtà grandi internazionali come la Susan Komen, che hanno sulla carta l’interesse delle donne operate al seno, quelle che guariscono, perché delle migliaia metastatiche come me non se ne curano e spendono migliaia di euro a finanziare carrozzoni pubblicitari sponsorizzati da aziende che contribuiscono a farci ammalare.
E la tristezza è che le donne continuano a dare loro credito. Eh care pink del cazzo non voglio l elemosina da una mano, mentre con l’altra vi sporcate dell’ingiustizia e continuate a mantenere lo status quo coprendo i veri colpevoli
Se quest anno in questo clima di caos vi azzarderete a organizzare la Race for the Cure giuro che mi incateno e faccio qualcosa di grosso. E a quel punto dovremo essere tante e tanti perché non vorrei passare dalla quarantena alla galera...Il pietismo buonista non è il cancro ma chi vuole per interessi economici continuare a raccontarlo così. Perché fa comodo perché le acque restano stagnanti e noi facciamo la parte delle vittime o delle guerriere che non fanno abbastanza. Eh no cazzo le colpe sono ben precise e hanno nomi e cognomi" Alessandra Capone
AH DUNQUE LEI HA PURE UN SITO...DAMIANO MAZZOTTI. MA SI è ACCASATO QUI, SCRIVE E SI AUTOCOMMENTA E COMMENTA DOVE PUO’, FA PENA MA NON TROPPO LEI DEBORDA ED E’ DAVVERO TROPPO.LO SCRIVO IN GRANDE COSI NON FA FINTA DI NON VEDERE, SI CURI.
La parola CLOROCHINA e il nome RAOULT vi dicono niente?La parola CORONAVIRUS e COVID 19 VACCINO MEDICINA vi dicono niente?
Sarà
che ho i figli a Marsiglia e qualunque cosa li si muova cerco di
saperla e capirla, sarà che quindi avevo scritto il 26 febbraio
"Prendere con le pinze o la clorochina questo coronavirus? Ci prova
Didier Raoult" https://mobile.agoravox.it/Prendere-con-le-pinze-o-la.html
oggi c’è un aggiornamento, che non viene da laggiù,o da un a
notizia buttata giù da un’anonima come me, ma da Repubblica con un
articolo che vi copio tutto, così potete capirne la portata: "Emmanuel Macron si allea con Donald Trump
per promuovere l’uso della clorochina nell’emergenza sanitaria? È
ancora presto per dirlo, ma il leader francese ha fatto una scelta
altamente simbolica. È andato a Marsiglia per incontrare il nuovo "guru"
dell’uso dell’antimalarico, ovvero il professore Didier Raoult.L’infettivologo e direttore dell’Institut hospitalo-universitaire
Méditerranée infection (Ihu) di Marsiglia è l’uomo che divide la
comunità scientifica da quando è cominciata l’epidemia. Sessantotto
anni, con il suo stile da vichingo, Raoult è diventato una star della
rete ed è anche al centro di tesi complottiste che lo vedono come una
vittima dei "poteri forti".Macron e Raoult hanno
passato insieme più di tre ore all’interno della struttura dove ogni
giorno centinaia di persone aspettano in fila di fare il tampone sul
coronavirus e poter accedere alla cura proposta da Raoult a base di
idrossiclorochina e dell’antibiotico azitromicina, utilizzato
normalmente contro la polmonite batterica.Dopo aver fatto un primo studio su 27 pazienti, i cui risultati sono
stati contestati da altri medici perché non prevedeva gruppo placebo,
Raoult sta adesso facendo un nuovo studio su mille persone, d’accordo
con l’agenzia regionale della Sanità. "Stiamo finendo l’analisi dei
dati. Le cose sono molto rassicuranti su questo trattamento", ha detto
in un video pubblicato su Youtube. Sul sito dell’Ihu di Marsiglia
vengono aggiornati i dati interni alla struttura: 60mila tamponi
realizzati, 2.285 pazienti in terapia, 10 decessi.Lodato da politici di destra come il sindaco di Nizza è amico del leader gauchiste Jean-Luc Mélenchon. Ha rilasciato una delle poche interviste al quotidiano comunista L’Humanité ma ha tenuto per anni una rubrica sul settimanale conservatore Le Point.
Anche se ha pubblicato saggi controversi sull’uso dei vaccini, gode di
una buona reputazione tra alcuni medici, tanto da essere nominato da
Macron nel comitato scientifico che deve pilotare l’emergenza sanitaria.
Ribelle per carattere, l’infettivologo marsigliese si è polemicamente
chiamato fuori dal comitato dopo che alcuni membri hanno contestato il
suo metodo.Nonostante le polemiche,
Macron ha continuato a dialogare al telefono con Raoult e - a sorpresa -
è andato a trovarlo a Marsiglia. Dall’incontro tra il leader francese
non è trapelato nulla. Macron deciderà una svolta in favore della "cura
Raoult"? Sotto pressione, il ministero della Sanità aveva deciso di
autorizzare la somministrazione della terapia a base di
idrossiclorochina e azitromicina negli ospedali e nei casi più gravi.Una
decisione contestata dall’infettivologo marsigliese secondo cui la
sommistrazione è efficace solo se fatta già dai primi sintomi. Il
governo di Parigi finora insiste sul fatto di voler attendere risultati
di altre sperimentazioni realizzate secondo criteri condivisi.
"Aspettare è criminale, mentre la gente sta morendo", risponde Raoult
che in un testo pubblicato da Les Echos sostiene che in una simile emergenza è doveroso usare farmaci già disponibili e i cui limiti di sicurezza sono noti."
forse non le è chiaro, non ha capito che le sue integrazioni nessuno le legge.se le scappano come bisogni fisiologici e nonchè psicologici, trovi un altro posto. si limiti a scrivere i suoi articoli con lenzuola di link e commenti alsuo singolo articolo e STOP e BASTA, basta.
non le è bastato quello che altri le hanno detto recentemente, con toni sicuraemnte più delicati del mio ma chiari nell’intento. Lei deve finirla di straripare su questo blog che è di giornalismo partecipativo, e non è il suo blog. Se ne faccia uno e si legga e si commenti,aggiorni, la faccia finita...è patetico nella sua reiterazione malata.