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Blockchain, il Governo punta ad una strategia nazionale entro marzo

Lo scorso 21 gennaio si sono riuniti per la prima volta presso il Ministero dello Sviluppo economico i due gruppi di esperti individuati dal Governo per elaborare due strategie nazionali negli ambiti della blockchain e dell’intelligenza artificiale. Prossimo incontro l’8 febbraio. Gian Luca Comandini, uno degli esperti del gruppo blockchain spiega: “È importante non perdere ulteriore tempo e terreno e lavorare sodo per raggiungere gli obiettivi prefissati”.

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Strategia nazionale blockchain_MISE

Il Governo punta sull’elaborazione di due strategie nazionali negli ambiti della blockchain e dell’intelligenza artificiale. Dopo vari annunci, lo scorso 21 gennaio si sono riuniti per la prima volta presso il Ministero dello Sviluppo economico i due gruppi di esperti individuati dal Governo per lavorare alla definizione delle due strategie. 

Dall’informatica all’economia, dall’etica al diritto, dalla scienza alla pubblica amministrazione, sono molti i settori di provenienza dei numerosi esperti chiamati dal Ministero. Sul fronte della blockchain, la sfida che si prospetta è duplice: da un lato, bisognerà individuare il modo più efficace per restare al passo con i tempi dell’innovazione tecnologia che, come si sa, sono molto rapidi, mobilitando investimenti sia pubblici che privati; dall’altro, l’Italia dovrà dotarsi degli strumenti necessari per affrontare una tecnologia complessa come la blockchain che si sta diffondendo in modo capillare e che nei prossimi anni toccherà molti settori dell’economia del nostro Paese. Già oggi, le possibili applicazioni legate alla blockchain sono innumerevoli e toccano svariati settori di interesse non solo economico, ma anche scientifico.

Tuttavia, in questi anni, l’Italia è rimasta piuttosto scettica sul mondo della blockchain e tra i meno favorevoli ad aprire le porte a questa tecnologia. “Siamo rimasti indietro rispetto ad altri paesi europei come Francia e Malta” – ci spiega Gian Luca Comandini, imprenditore, docente e membro del gruppo di esperti che elaboreranno la prima strategia nazionale sulla blockchain. “Negli ultimi anni si è parlato solo di bitcoin o criptovalute e poco della tecnologia in sé. Per fortuna, qualcosa sta cambiando: ormai, l’interesse da parte delle aziende private si rivolge alla tecnologia blockchain e non più solo alle criptovalute. L’Italia deve ora concentrarsi in primo luogo su una disciplina giuridica che regoli il settore, in secondo luogo sulla formazione, per non rischiare di inquadrare giuridicamente la tecnologia per poi non farla comprendere adeguatamente ai cittadini”.

“Per fare questo – sottolinea Comandini - sarà fondamentale coinvolgere i media e le università. In fondo, ogni volta che le generazioni passate si sono trovate di fronte ad un’evoluzione tecnologia come, ad esempio, Internet o il cellulare, hanno sempre vissuto anni di assestamento e confusione. Questa volta, ci troviamo in vantaggio di qualche anno, perché le nuove generazioni (Millennials) sono abituate a vivere i cambiamenti tecnologici diversamente dai loro genitori e nonni”.

La riunione che si è tenuta lo scorso 21 gennaio al Ministero, la prima del genere, rappresenta il primo stadio di un lavoro che nei prossimi mesi porterà all’elaborazione delle due strategie. Per quanto riguarda quella sulla blockchain, il Governo vuole accelerare i tempi e pensa, una volta definita, di sottoporla a consultazione pubblica e per poi inviarla alla Commissione europea entro la fine di marzo.

Nel frattempo, i lavori del gruppo di esperti sulla blockchain proseguiranno l'8 febbraio, in parallelo con quelli degli esperti sull’intelligenza artificiale. “Ci riuniamo in plenaria al Ministero ogni due settimane – spiega Comandini – ma tra un incontro e l’altro ci vediamo e sentiamo continuamente tra di noi per sviluppare la strategia. Si tratta di un lavoro complesso e il tempo a disposizione è poco, ma ce la faremo sicuramente perché i profili selezionati dal Governo sono dei professionisti di altissimo livello. Ora sarà importante non perdere ulteriore tempo e terreno e lavorare sodo per raggiungere gli obiettivi prefissati”.

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