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Antonio Del Lungo

Antonio Del Lungo

Nato a Firenze nel 1965, Antonio Del Lungo si è laureato in Lettere e diplomato in Organo e Composizione Organistica. Svolge l'attività musicoterapista e formatore in ambito socio sanitario.

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  • Primo articolo giovedì 09 Settembre 2015
  • Moderatore da sabato 09 Settembre 2016
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Ultimi commenti

  • Di Antonio Del Lungo (---.---.---.14) 26 novembre 2023 01:04
    Antonio Del Lungo

    Mentre la Corte Internazionale si è affrettata in poche settimane a spiccare un mandato di cattura per Putin reo di aver allontanato dalle zone del fronte minori (si scopre però da sporadiche notizie che stanno avvenendo scambi di minori tra russi ed ucraini a dimostrazione che la pratica, evidentemente, è stata utilizzata da entrambi i gruppi etnici in conflitto), in Israele, dagli anni della prima intifada, sono state emanate leggi che prevedono fino a 20 anni di detenzione per minori, anche bambini, rei di aver lanciato pietre sui mezzi delle forze di occupazione e questo nel silenzio generale e nella indifferenza di quel solerte tribunale prima citato, nonostante innumerevoli siano le denunce di organismi super partes e la stessa ONU. E’ frequente che semplici sospettati di aver tirato una pietra siano prelevati a scuola e tenuti in isolamento per anni ed anni. Uno degli infiniti esempi dei cosiddetti "doppi standard" dei quali siamo maestri

  • Di Antonio Del Lungo (---.---.---.192) 7 novembre 2023 18:48
    Antonio Del Lungo

    Ottimo articolo, condivido tutto, tranne che la guerra in Iraq abbia relazioni con l’11 settembre e relative vendette. Lo sciita laico Saddam Hussein era un nemico totale di al qeida e di tutte le organizzazioni sunnite di derivazione wahabita/saudita, in questa ottica sarebbe stato persino un baluardo utile. Gli stessi USA hanno dovuto inventarsi falsi dossier di uranio nigeriano e finte provette di antrace per giustificare l’azione come guerra preventiva ad un potenziale utilizzatore di armi di distruzione di massa mai trovate. E’ vero però che l’11 settembre fu una foglia di fico per coprire tutte le porcate neocolonialiste made in USA spacciate come esportazione della democrazia e ben raccontate nella scherzosa intervista al Generale Clark di qualche anno fa: https://www.youtube.com/watch?v=6Knt3rKTqCk

  • Di Antonio Del Lungo (---.---.---.38) 4 aprile 2022 00:52
    Antonio Del Lungo

    Salve,

    ho usato il termine inculcanda perché trovo che certe operazioni di riscrittura di fatti consolidati ad uso manipolatorio sia un salto di qualità rispetto alla consueta e tradizionale disinformatio... la vicenda degli aiuti a Bergamo riscritta come tentativo di accaparrare col dolo campioni del virus, virus che è sempre stato di assoluto pubblico dominio, è esemplare e parrebbe persino risibile, se non fosse funzionale al disegno di inculcare il concetto che qualunque cosa sia fatta dai russi è disdicevole, anche quando si tratta di preziosi aiuti umanitari. Quanto alle etichette se risulterò anch’io "pifferaio di Putin" lo sarò indegnamente insieme a Cardini, Canfora, Ovadia, etc... saluti!

  • Di Antonio Del Lungo (---.---.---.109) 24 maggio 2017 22:06
    Antonio Del Lungo

    analisi perfetta, potremmo dire che siamo alleati con i nostri nemici o che noi siamo nemici di noi stessi... il problema è: come possiamo informare e rendere consapevoli di tutto questo le nostre opinioni pubbliche?

  • Di Antonio Del Lungo (---.---.---.108) 11 ottobre 2016 00:27
    Antonio Del Lungo

    Grazie del commento. Naturalmente la vicenda è così ampia che si potrebbero aprire decine di discussioni su altrettanti argomenti. Per esempio, nonostante fossero state pubblicate precise descrizioni in alcune delle più prestigiose riviste internazionali di geologia, il gruppo di lavoro al Vajont ignorava l’evento precursore di Lituya Bay del 1958 dove la caduta di una frana, un sesto di quella del Toc, aveva sollevato sulla controsponda di un fiordo in Alaska un’onda di oltre 500 metri, la più alta mai osservata. Biadene ed i suoi non prevedevano una caduta così veloce: in effetti era difficile pensarla, ma non operarono con il principio di massima prudenza, dal momento che, comunque, qualsiasi manuale sulle frane descriveva anche frane cadute con velocità intorno ai 100km/h, quindi in linea teorica potevano attenersi a questo dato sfavorevolissimo per usare la massima prudenza, anche se ritenuto un rischio solo teorico. Del resto Biadene rimase alla diga fino alle 18.00 del giorno fatidico rischiando, inconsapevolmente, di essere disintegrato dall’apocalisse che giunse solo 4 ore dopo. Quanto alla trasparenza non ve ne fu alcuna, ad esempio la galleria di sorpasso frana fu scavata all’oscuro delle popolazioni e del modello di Ghetti a Nove nessuno sapeva niente. Purtroppo questi meccanismi oggi sono ancora intatti, basta osservare le manovre che furono compiute per forzare la mano e portare avanti il deposito di metano a rivara di San Felice. Un’opera che se fosse stata realizzata prima del terremoto dell’Emilia avrebbe provocato una catastrofe biblica, eppure a dispetto della gente che ne era terrorizzata veniva promossa con la complicità di politici e accademici al soldo del cartello che progettava l’opera.

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