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Russofobia inculcanda est...

Da un mese si è scatenato nel nostro paese un fenomeno comunicativo mai osservato prima nella storia repubblicana. 

Consiste nella sinergia dei principali organi di informazione finalizzata ad inculcare nella popolazione sentimenti e concetti estremi attraverso una pervicacia manipolatoria che va ben oltre la propaganda possibile e tollerabile nelle società libere. Mi sono permesso di coniare un neologismo specifico per indicarla: inculcanda. L’esigenza è inculcare in tutti noi che in alcun modo possa esserci o esserci stato precedentemente, qualcosa di positivo ed amichevole nelle azioni del presente governo russo: il governo presieduto da Putin deve oggi essere percepito dalla pubblica opinione solo e soltanto come abisso di male infinito. Per portare a compimento simile operazione mediatica, si arriva a riscrivere in maniera distorta, grottesca e risibile, anche episodi e fatti accaduti negli ultimi anni, di per sé tutt’altro che negativi e non facilmente utilizzabili per squalificare l’orrendo esecutivo moscovita.

Un esempio per capire. Nella seconda metà del marzo 2020, la russia mette a disposizione dell’Italia, in ginocchio per la pandemia nelle regioni del nord, un massiccio intervento di aiuti. Riporto qui di seguito la descrizione di questa operazione come riassunta dall’ambasciatore russo in Italia Sergey Razov in una intervista rilasciata ad AGI il 24 marzo 2020. La sera del 21 marzo, dopo consultazione con il nostro governo, si è deciso a Mosca l’invio in Italia di un raggruppamento aeronautico composto da 14 aerei militari cargo IL-76 per fornire assistenza alla Repubblica italiana; entro due giorni abbiamo trasferito a Bergamo 122 medici militari, virologi ed epidemiologi, 8 equipe mediche composte da un terapeuta, epidemiologi, anestesista, infermiera e interprete; 30 unità di mezzi speciali, unità mobili (ciascuna composta da due veicoli) e moduli di elaborazione dati installati su veicoli Kaimaz. Inoltre, i velivoli russi hanno portato in Italia presidi di protezione, unita' mobili per la disinfezione dei mezzi di trasporto e del territorio, in grado di sanificare anche condutture idriche, attrezzature medicali tra cui alcune decine di ventilatori polmonari, macchine di analisi biologica e patogena, 100 mila sistemi di test, mascherine sanitarie di alta classe di protezione, guanti, mille completi di protezione, 700 completi medico-infettivologo e altre attrezzature varie. In particolare, sottolinea l’ambasciatore, è arrivato in Italia un nuovissimo laboratorio, uno dei 15 NBC di cui dispongono in totale le Forze di Difesa russe (NBC indica i sistemi di difesa in situazioni di disastro o conflitto nucleare, biologico, chimico). Tutto questo, attraverso il ministero della Difesa della Federazione russa a titolo gratuito.

Alcuni giorni fa il ministro degli esteri Alexei Paramonov ha ricordato all’Italia questo intervento ed ecco che è partita l’operazione di inculcanda finalizzata a squalificare la vicenda che non sarebbe stata pertanto un aiuto disinteressato, ma una azione mossa da finalità non trasparenti e persino indicibili. Ha iniziato il sindaco bergamasco Gori con frasette sibilline del tenore: ”avevano diversi obiettivi, non solo aiutarci per il covid”. E da lì i vari giornaloni a ricamarci sopra. Esemplare l’impostazione di Repubblica. Inizialmente ha sostenuto che il fine dei russi era quello di studiare la pandemia per preparare Mosca ad affrontarla. Non bontà, ma mera utilità, quindi, anche se una simile interpretazione risultava troppo fiacca per la delegittimazione. Ecco allora che nei giorni si è affinata la manipolazione giungendo a derubricare l’eventuale studio da parte dei russi del contagio bergamasco come bieco spionaggio per loschi fini. Magnifico l’articolo del 27 marzo corrente a firma di Floriana Bulfon. Titolo: “I russi volevano campioni del virus del Covid”. Così a Bergamo cercavano di fare i test. Sottotitolo: Il direttore di una Rsa: “Sono venuti per sanificare, ma chiesero tamponi da esaminare nel loro laboratorio. I nostri militari mi dissero di impedirlo”. Una storia fantastica, oscure virospie camuffate da filantropi a caccia dei segreti del virus bergamasco, i campioni dello stesso, purtroppo nella realtà reperibili ovunque, tutelati dai nostri militari, militari piazzati dentro le RSA, a proteggere virosegreti… aspetta, non mi dite ora che il virus avrebbe avuto un copyright da tutelare, no, dico, se una roba così viene alle orecchie di un Mazzucco qualsiasi, sai che complottismi meravigliosi! Ma rinunciando a fin troppo facili ironie ricordo che i board scientifici del pianeta da molti anni condividono tutti i genomi ed i sequenziamenti su apposite piattaforme di libero accesso per tutti. Ricordo che i cinesi avevano già nella prima metà di gennaio 2020 condiviso il sequenziamento del misterioso coronavirus che causava polmoniti anomale a Wuhan. E lo ricordo proprio ricorrendo ad un articolo di Repubblica del 12 gennaio 2020 che spiega come il sequenziamento fosse stato condiviso dai cinesi su GenBank e su Gisaid, le due principali banche dati open per la condivisione immediata di tutte le informazioni genetiche su virus e relative varianti. Siamo quindi in presenza di una manipolazione mediatica risibile ottenuta rinnegando quanto scritto da se stessi e le più elementari evidenze. Qualsiasi medico conosce infatti dette banche dati e sa che può accedervi come e quando vuole semplicemente accreditandosi. La domanda allora da farsi è: ma se nelle attuali vicende geopolitiche i torti e le colpe son tutte dei russi, perché nelle nostre società libere e democratiche si crea ad arte la russofobia con ogni mezzo? Perché si supera la propaganda scendendo negli abissi della inculcanda cancellando dalle università i classici e gli artisti russi, gli storici e gli analisti non allineati ed ora seminando carnevalesche buffonate come storie di virospie a Bergamo sotto mentite spoglie di aiuti? ADL

Commenti all'articolo

  • Di paolo (---.---.---.49) 2 aprile 09:01

    Ecco fatto. Adesso lei sarà etichettato come amico di Putin. ieri sera ho assistito ad una lectio magistralis, in materia di libera "informazione", di un Giannini doc, neo direttore della Stampa, ad un collega giornalista russo, se ben ricordo di nome Fiedoroff o qualcosa del genere (non so come si scrive). Aveva del surreale.

    Stamani certa Vitale di Repubblica ha ricostruito, a suo modo ovviamente, la vicenda del 2% di spese militari. In sostanza Conte descritto come un ossesso, visionario e affetto da smania elettorale, perché spalmarla fino al 2028 era già nei programmi. Di chi? Perché non solo Draghi aveva ribadito fermamente il 2024, ma era pure salito al Colle per paventare una crisi di governo.

    Questo è quello che passa il convento; quindi "inculcanda" non è solo per russofobia, ma pratica ordinaria della "disinformatio" nostrana. Viva l’Italia !.

    saluto

    • Di Antonio Del Lungo (---.---.---.38) 4 aprile 00:52
      Antonio Del Lungo

      Salve,

      ho usato il termine inculcanda perché trovo che certe operazioni di riscrittura di fatti consolidati ad uso manipolatorio sia un salto di qualità rispetto alla consueta e tradizionale disinformatio... la vicenda degli aiuti a Bergamo riscritta come tentativo di accaparrare col dolo campioni del virus, virus che è sempre stato di assoluto pubblico dominio, è esemplare e parrebbe persino risibile, se non fosse funzionale al disegno di inculcare il concetto che qualunque cosa sia fatta dai russi è disdicevole, anche quando si tratta di preziosi aiuti umanitari. Quanto alle etichette se risulterò anch’io "pifferaio di Putin" lo sarò indegnamente insieme a Cardini, Canfora, Ovadia, etc... saluti!

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