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11 Settembre 2001: Deep truth

In relazione all’articolo di Edoardo Ravelli pubblicato su AgoraVox il 5 dicembre, preme ormai andare oltre le (note) menzogne di Bush, per affacciarsi su di una verità che, a ben vedere è molto più profonda ed intrigante.

Di questo livello della ’verità’, oltre a ciò che ne ha iniziato a dire l’ormai noto CortocircuitOne. Storia di un astrazione fatale, il ’vangelo’ del terzo Millennio lanciato nel 2006 alla Fiera del Libro di Torino, riporto qui sotto quanto scrivevo in una lettera privata a Giulietto Chiesa, dopo avergliene precedentemente ’dato notizia’ vis a vis.

In ’ragione’ di tutto ciò, sembrerebbe ormai davvero necessario aprire un dibattito permanente sulla derridiana question, Così come su quanto storicamente se ne va producendo.

Per il senso del Così rimando al mio primo articolo su http://www.agoravox.it/Cosi-per-coerenza-di-sistema.html 

 ----- Original Message ----- From: Di Paolo To: redazione@megachip.info Cc: press@megachip.info Sent: Monday, April 07, 2008 3:45 PM Subject: The Ter-Mythe
 
Caro Giulietto, In relazione al nostro recente incontro marchigiano, mi preme confermare e dare democratica visibilità all’articolo che segue, nell’auspicio che Megachip si faccia interlocutrice privilegiata di quanto vado da tempo chiarendo.

11 Settembre 2001 The Ter-Mythe Day .
UNO, DUE,
ETRE, la Guerra del Codice.

Il film Zero.Inchiesta sull’11 settembre sostiene la tesi che le Twin Towers ( con Alain Badiou possiamo anche pensare ad UN problematico Two / in ) sono state fatte crollare, utilizzando il ‘Termint’ una miscela il cui elevatissimo grado di combustione soltanto avrebbe potuto fondere il metallo della struttura portante delle due Torri facendole crollare su se stesse, proprio come accade quando le compagnie specializzate demoliscono gli edifici. (Occorre anche sottolineare che la compagnia che ha frettolosamente provveduto allo sgombero delle macerie ed al loro trasporto fuori dagli USA non sembra fosse del tutto ‘estranea all’ambiente’). Il 4 aprile scorso, a Castefidardo, dopo la proiezione del film Zero, Giulietto Chiesa mi ha dato atto di non conoscere Walter Graziano che, nel 2004, ha scritto il libro Hitler ha vinto la guerra. Nel testo l’autore, sociologo argentino che ha anche lavorato come funzionario del Banco Centrale Argentino, aggiunge a quanto oggi anche Zero denuncia, una ricca messe di ulteriori elementi che confermano la tesi sostenuta dagli autori del film/documentario.

Ma Graziano sottolinea anche il particolare nesso che lega i più forti poteri economico/finanziari dell’Occidente, alcune fra le più prestigiose università americane ed in genere i principali gangli del contesto politico e culturale: la setta segreta denominata “Skull & Bones”, teschio ed ossa, alla quale sembrano storicamente legati gli aspetti più oscuri del potere mondiale. A proposito del libro di Graziano La Naciòn ha scritto: “Sconcertante, rivelatorio, Hitler ha vinto la guerra ci fa scoprire le connessioni impensate fra il passato ed il presente. Il lettore avrà la sensazione di vivere in un mondo creato da George Orwell e Stephen King senza poterne uscire”.



L’inchiesta sull’11 settembre riprende anche quanto già ampiamente trattato nel libro di Peter L. Berger, Holy War, Inc pubblicato nel 2001: la storia dello stretto rapporto di amore/odio fra Bin Laden e le principali agenzie di governo degli Stati Uniti. In ‘ragione’ di quello che dall’inizio degli anni Novanta ho chiamato ’accordo semiotico’, già all’epoca proponevo all’editore Bompiani un testo provvisoriamente intitolato Der Kode Kampf , la guerra del codice. Fra le altre amenità, lo scritto alludeva all’ipotesi dello scontro storico ‘essenziale’ fra due modelli fondamentali : quello dialettico/trinitario contro quello che giocosamente definisco taoistico/quattrino.

Esprimendo la cosa in una versione ancora più suggestiva e sintetica, il testo prefigurava, poco dopo la pubblicazione del Pendolo di Foucault, la guerra fra un modello ternario contro uno quaternario, dunque il 3 ed il 4 che si scontrano ‘in Uno’. Tutta la greca eco di una oscillazione fra 3,1 e 4 o, come recita il post delle 11.43 pm del 26/3/2008 sul Blog del Bastardo, tutto un mistico delirio che non interessa più solo l’Umberto Eco vecchia maniera che oggi definisce grottesco quanto invero dichiarava con preoccupazione anche Bompiani sul risvolto di copertina del Pendolo di Foucault, ma interessa ora anche Mondatori e la sua recentissima tremontiana paura…

Per non citare che un esempio fra i tanti possibili, negli anni in cui Umberto Eco pubblicava il citato famoso romanzo e Giovanni Paolo II scriveva la preghiera per l’Italia, la Televisione Svizzera Italiana, notoriamente prossima alla facoltà teologica ticinese, sottolineava il semiotico passaggio dalla denominazione TSI a quella RTSI dove pareva entrare in gioco, oltre al classico terzium più o meno datur, un ulteriore derridiano quarto ‘fattore’. 

Forse alle coordinate spaziali si aggiungeva una ‘visione’ da cronotopo einsteniano; senza alcun forse, Levi Strauss in Razza e storia faceva esplicito riferimento a questo nuovo topos e, successivamente, al lontano sguardo che lo ‘intercetta’. Uno strutturalismo genetico e la sua divina visione dunque. Quando Giulietto Chiesa mi dice che tutto ciò è una questione accademica gli rispondo che, ben più che accademico, tutto ciò è piuttosto endemico in quanto non c’è potere forte che non ne sia coinvolto fino al midollo. Quindi, caro Giulietto, visto che mi dici essere Tremonti “più furbo” perché è paradossalmente lui a gestire questi argomenti, credo che sia ormai d’obbligo saper contrapporre al tremontiano ricorrente ‘dio’ un molecolare divenire ‘diversamente religiosi’ che da tempo prefiguro. Non mi sembra possibile, ne auspicabile che Megachip prescinda da questa fondamentale questione, mentre il New York Times individua in Giuliano Ferrara il vero nuovo italico.

Attendo dunque di stabilire con tutti Voi piena e democratica sintonia. A presto PD 

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.107) 16 dicembre 2008 18:28

    Sinceramente non ho capito un’H.

  • Di verygod (---.---.---.129) 20 dicembre 2008 12:48
    Glaros - scrittura creat(t)iva

    Anonimo, ti ringrazio per l’osservazione critica e mi scuso ancora con chi mi dedica la Sua attenzione per la componente spesso criptica dei miei interventi.

    Tuttavia credo che, leggendo l’insieme delle altre cose che ho scritto, quasi tutte presenti online, si potrebbe cominciare a capire meglio il senso di quanto vado ’raccontando’. 

    Del resto Gilles Deleuze in Nietzche e la filosofia, a pag. 35 dell’edizione Campi del sapere, Feltrinelli 1992, ricorda come Nietsche in Al di là del bene e del male, invitasse proprio a cercare H.

    Scrive Deleuze nel testo citato:

    " Qual’è la forza che non si sa bene se sia essa a dominare la religione o viceversa? "Cercate H". 

    Al di là, oltre che del bene e del male, di quello che "H" può simbolicamente rappresentare, credo che sia di grande interesse riflettere sul senso simbolico del potere in tutte le sue forme e manifestazioni storiche. 

    Cercare "H" significa dunque indagare, dietro all’aspetto esteriore e troppo scontato dei fenomeni, ciò che li domina e li guida. Praticare, anche sul piano politico/economico, una sorta di psicoanalisi della Storia che rifletta sulla sua stessa più profonda ’anima’ e sui vari ’guru’ e ’santoni’ che stanno dietro le quinte del teatrino.

    Il quaderno dei lavori del mio seminario R&S - Reseaux et Sens recita in proposito:
    "Una règia regia, mondial-mente si de-linea". L’’espressione e ancora troppo criptica?
    Eppure anche il teologo Hans Kung parla di "trialogo" fra le tre grandi religioni.
    Dunque, alla vecchia maniera, si tratta sempre di un Tre che deve essere e D-venire Uno.
    UN, DUE, ETRE

    In ’materia’, può risultare istruttivo che, nell’alfabeto fenicio, la lettera D fosse rappresentata da un triangolo equilatero. Sempre in ’materia’, il termine Etre in francese significa essere e il gioco di parole sta quindi nel dare l’idea della trina dialettica fra l’Uno ed il Due in una sorta di walzer : un, due, etre, appunto. Sembrerebbe poi che questa dialettica richiami l’altra fra Padre, Figlio e Spirito Santo, fatto salvo che, di questa particolare Trinità, ancora invero non molto si sa. Eppure, quante e quali guerre si son fatte e si continuano a fare nel ’suo’ divino nome... Dopo l’11 settembre 2001 se n’è voluta addirittura una infinita...

    Fin dove arriva dunque la nostra più profonda anima storica? Chi-è-sa

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