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Luigi Nicotra

Già legale d'azienda, ora pensionato, amo la storia e coltivo una sana passione civile che mi induce a mettere per iscritto le mie riflessioni su temi d'attualità politica e di costume. Come disse un giorno Ennio Flaiano, la situazione è grave ma non è seria....e tale è rimasta!

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  • Primo articolo mercoledì 11 Novembre 2010
  • Moderatore da giovedì 11 Novembre 2010
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Ultimi commenti

  • Di Luigi Nicotra (---.---.---.198) 9 dicembre 2010 23:06

    Ora, che Renzi abbia sbagliato ad andare ad Arcore, non c’è dubbio. Se incontro istituzionale doveva essere, ebbene doveva essere fatto a Palazzo Chigi, come giustamente sottolineato da Bersani. Ciò tuttavia non deve indurci a conclusioni azzardate su quanto Renzi sia di sinistra, solo perchè ha un atteggiamento un po’ guascone.Non pensate che abbia fatto il suo tempo l’immagine dell’uomo di sinistra sempre un po’ triste, tanto schierato ideologicamente, dove i buoni sono sempre quelli che la pensano come me ed i cattivi, ovviamente, sono tutti gli altri, orgoglioso di apparire persino un po’ sfigato? Beh, forse è per questo che il PD è oggi al 24% di consensi dal 34% di Veltroni ed è forse sempre per questo che Berlusconi rischia di continuare a vincere.
    Cordialmente,
    Luigi Nicotra

  • Di Luigi Nicotra (---.---.---.198) 27 novembre 2010 17:25

    Concordo pienamente.Per questo resto convinto che la c.d. emergenza rifiuti campana debba passare dalla piena presa di coscienza della necessità del cambiamento da parte della società civile, perchè si mobliti contro la camorra, contro la poltica corrotta, per affermare il primato della legalità in tutti gli ambiti della vita quotidiana. Una società evoluta si basa necessariamente sul rispetto delle leggi e delle regole della convivenza civile. Al di fuori di questo, non c’è nulla, se non un confuso tirar di pugni contro tutti e contro tutto che serve solo a peggiorare le cose.

  • Di Luigi Nicotra (---.---.---.198) 27 novembre 2010 17:03

    Caro Alessandro,
    dubito sempre delle smodate generalizzazioni e dubito, quindi, della " ignominia commessa da (ahimè) una larga parte dell’imprenditoria settentrionale contro le popolazioni meridionali con la complicità delle mafie ", come tu dici. Siamo ancora al " piemontese " invasore e cattivo ed al meridionale buono diventato " brigante " suo malgrado? Mi domando, francamente, su quali basi fondi le tue affermazioni. E poi, via, la tua analogia mi pare piuttosto infelice: i meridionali stanno agli ebrei, come i settentrionali stanno ai nazisti?!
    Buonomo, Presidente di Legambiente, ha detto ieri al Corriere della Sera che Pianura, quella da te citata, " è stata per anni lo sversatoio di tutta la Campania, quella stessa Campania che oggi dice: non vogliamo i rifiuti dei napoletani, se li tengano loro. Qui la camorra ci ha sguazzato ". Come vedi, le responsabilità, oltre a quelle che personalmente non ho inteso negare di alcuni imprenditori del Nord, sono in larga misura locali ed anche la solidarietà campana mostra le sue crepe.
    Lo Stato, lo Stato, tu parli di Stato assente o complice del malaffare. Vero ma, volendo anche prescindere dal noto adagio che " lo Stato siamo noi ", gli enti territoriali della regione Campania, vale a dire Comuni, Province e la Regione stessa cui sono demandati per legge buona parte degli adempimenti in materia, cosa hanno fatto in questi anni per affrontare e risolvere seriamente la situazione? Possibile che gli sversamenti camorristici e le discariche abusive si siano prodotti senza che alcuno di quegli organismi nulla sapesse, nulla vedesse e nulla facesse? Ti chiedo : quante clientele " popolari " ci stanno dietro questa complice inerzia o, peggio, cointeressenza?
    Gran parte dei comuni campani, vale a dire quella tipologia di amministrazione locale " più vicina " alla gente, è inadempiente rispetto agli obblighi previsti dal Decreto rifiuti del 2008; il Comune di Napoli ha oggi una percentuale di raccolta differenziata che non arriva al 19%, a fronte di un obiettivo del 35% al 31 dicembre 2010.
    E in questo contesto, solo tre Comuni, vale a dire Casel Volturno, Casal di Principe e Maddaloni hanno subito lo scioglimento, senza che vi fossero levate di scudi non solo dal momdo della politica ( ci sono dentro tutti, destra e sinistra ) ma neppure dalla pubblica opinione campana.
    Ti rammento che nel mio articolo, di cui tu hai ripreso solo le parti che pensavi ti conneetissero di elaborare il tuo teorema, ho testualmente scritto: I poteri, tutti, oltre a quello politico, quello delle organizzazioni sindacali, quello giornalistico, quello imprenditoriale, quello delle libere professioni, insomma la classe dirigente e la intelligentsia campana intesa nelle sue varie accezioni cosa hanno fatto, in tutti questi anni, per alemeno emendare gradualmente questa situazione? Ecco, quello che, a mio avviso, spiace dovere constatare è che in tutta l’allocuzione di Saviano non vi sia stato un solo accenno a quella società civile campana alla quale chiedere un moto di reazione che non fosse costituito unicamante da manifestazioni e disordini di piazza, ma che fosse propositivo di soluzioni che sono possibili se solo lo si voglia. 
    Come vedi, non ho inteso colpevolizzare la popolazione campana tout court, la quale sta vivendo questa terribile esperienza. L’intento del mio articolo era chiaro. Avrei voluto sentire da Saviano un appello alla società civile, non lasciando alla sola piazza la gestione della mera protesta, perchè questà società si esponesse e facesse emergere uomini nuovi portatori di idee utili alla battaglia per liberarsi di una classe dirigente e di una criminalità parassita che mortifica i campani. Il tuo scritto mi conferma, purtroppo, nella sensazione che per certuni è difficile dovere ammettere che esistano cause e resistenze proprie, preferendo attribuire, secondo un uso per altro molto invalso nel nostro Paese, le colpe ad altri.
    A mio avviso, inoltre, altro grosso errore sta nel pensare che la camorra sia figlia delle miserie che attanagliano quella Regione. Invece la camorra, come tutte le mafie, è la mamma di tutte le miserie e i suoi servigi la camorra non solo li presta a chi gleli chiede ( domanda ), ma li propone e, spesso, li impone ( offerta ) anche a che ne farebbe a meno come, ahinoi, tenta di fare da qualche tempo in alcune aree del Nord.
    Sappi che alla popolazione campana va tutta la mia solidarietà e., sono convinto, che alla fine arriverà anche la solidarietà cocreta di altre Regioni d’Italia. Sappi ancora che capisco il dramma che là si vive e non riesco nemmeno ad immaginare quali sofferenze possa produrre. Ma il cambiamento deve necessariamente passare anche attraverso un’analisi che oltre che critica, dev’essere autocritica, pena il riprodursi per l’eternità di certe storture.
    Quando si comincerà a pensare che gli " altri " siamo noi, allora forse le cose inizieranno veramente a cambiare e questo non solo in Campania, smettendo di prendersela unicamente con il destino cinico e baro o con i nemici esterni alla nostra realtà, crogiolandosi nell’autocommiserazione che il più delle volte rappresenta solo un inutile alibi.
    Per finire, a Veltroni do quel che è di Veltroni ma, se permetti, anche a me piace molto John Fitzgerald Kennedy.
    Ricordi la famosa frase che JFK disse ai berlinesi, durante la sua visita nel giugno del 1963? Disse: " Ich bin ein Berliner ", per manifestare loro la sua solidarietà e vicinanza. E io ti dico, per marcare la mia vicinanza ai campani " io song napulitane ".
    Cordialmente,
    Luigi

  • Di Luigi Nicotra (---.---.---.198) 26 novembre 2010 22:23

    Dubito sempre delle smodate generalizzazioni e dubito, quindi, dell’ “ ignominia commessa da larga parte dell’imprenditoria settentrionale contro le popolazioni meridionali “. Siamo ancora al “ piemontese “ invasore ed al “ brigante “ buono diventato cattivo suo malgrado? Mi domando, francamente, su quali dati basi le tue affermazioni. E poi, la tua analogia mi pare piuttosto infelice: i meridionali stanno agli ebrei, come i settentrionali stanno ai nazisti?

    Buonomo, il Presidente di Legambiente, dice oggi al Corriere della Sera che “ Pianura è stata per anni lo sversatoio di tutta la Campania, quella stessa Campania che oggi dice: non vogliamo i rifiuti dei napoletani, se li tengano loro. Qui la camorra ci ha sguazzato “. Come vedi, le responsabilità, oltre a quelle che personalmente non ho inteso negare del Nord, sono in buona misura locali ed anche la solidarietà campana mostra alcune evidenti crepe.

    Lo Stato, lo Stato, tu parli di Stato ma, volendo anche prescindere dal noto adagio che “ lo Stato siamo noi “, gli enti territoriali della regione Campania, vale a dire Comuni, Province e Regioni cui sono demandati per legge buona parte degli adempimenti in questa materia, cosa hanno fatto in questi anni per affrontare e risolvere seriamente la situazione? Possibile che gli sversamenti camorristici e le discariche abusive siano avvenuti senza che nessuno di quegli organismi nulla sapesse, nulla vedesse, nulla facesse? Gran parte dei Comuni campani, vale a dire quella tipologia di amministrazione locale “ più vicina “ alla popolazione, è inadempiente rispetto agli obblighi previsti dal Decreto Rifiuti del 2008; il Comune di Napoli ha oggi una percentuale di raccolta differenziata che non arriva al 19%, a fronte di un obiettivo del 35% dal 31 dicembre 2010.  
    Eppure, solo tre Comuni, vale a dire Castel Volturno, Casal di Principe e Maddaloni, vennero sciolti per le ragioni sopra dette, senza che vi fossero levate di scudi da parte non solo del mondo della politica ma neppure da parte dell’opinione pubblica campana.

    Per quanto tempi i più, in Campania, hanno prefrito fare come le tre famose scimmiette? “Iio non vedo, io non sento, io non parlo “.

    Ti rammento che, nel mio articolo che tu hai riportato probabilmente solo nelle parti che pensavi ti consentissero di elaborare il tuo teorema, ho testualmente scritto: I poteri, tutti, oltre a quello politico, quello delle organizzazioni sindacali, quello giornalistico, quello imprenditoriale, quello delle libere professioni, insomma la classe dirigente e la intelligentsia campana intesa nelle sue varie accezioni cosa hanno fatto, in tutti questi anni, per almeno emendare gradualmente questa situazione?Ecco, quello che, a mio avviso, spiace dovere constatare è che in tutta l’allocuzione di Saviano non vi sia stato un solo accenno a quella società civile campana alla quale chiedere un moto di reazione che non fosse costituito unicamente da manifestazioni e disordini di piazza, ma che fosse propositivo di soluzioni che sono possibili se solo lo si voglia.

    Come vedi, non ho inteso penalizzare la popolazione campana tout court, la quale sta vivendo questa terribile esperienza. L’intento del mio articolo era ed è di critica a Saviano rispetto al mancato appello alla società civile intesa come sopra descritta, non lasciando alla sola piazza la gestione della mera protesta,  perché si proponesse e facesse emergere qualche homo novus nella battaglia per liberarsi di una classe dirigente e di una criminalità parassita che mortifica i campani, fra i quali, per inciso, annovero alcuni cari amici, persone degnissime. Il tuo scritto mi conferma, purtroppo, nella sensazione che per certuni è difficile dovere ammettere che esistano cause e resistenze proprie, preferendo attribuire, secondo un uso per altro molto invalso nel nostro Paese, le colpe ad altri.

    A mio avviso, l’errore sta nel pensare che la camorra sia figlia delle miserie che attanagliano quella Regione. Invece la camorra, come tutte le mafie,  è la “ mamma “ di tutte le miserie e i suoi servigi la camorra non solo li presta a chi glieli chiede ( domanda ), ma li propone e, spesso, li impone ( offerta ) anche a chi ne farebbe a meno come, ahinoi, tenta di fare da qualche tempo in alcune aree del Nord.

    Sappi che alla popolazione campana va tutta la mia solidarietà e, sono convinto, che alla fine arriverà anche la solidarietà concreta di altre Regioni d’Italia. Sappi che capisco il dramma che là si vive e non riesco nemmeno ad immaginare quali sofferenze possa produrre. Ma il cambiamento deve necessariamente passare anche attraverso un analisi che oltre che critica, dev’essere autocritica, pena il riprodursi di quelle storture per l’eternità.

    Quando si comincerà a pensare che gli “ altri “ siamo noi, allora forse le cose inizieranno a cambiare, smettendola di prendersela unicamente con il destino cinico e baro e con i nemici esterni alla nostra realtà.

    Se, poi, preferisci crogiolarti nell’autocommiserazione, perdonami, ma è un tuo problema.

    Per finire, a Veltroni do quel che è di Veltroni ma, se permetti, anche a me piace molto John Fitzgerald Kennedy.

    Ricordi la famosa frase che JFK disse ai berlinesi, durante la sua visita nel giugno del 1963: “Ich bin ein Berliner “ per dire in lingua tedesca che si sentiva vicino a loro? E io ti dico, per marcare la mia vicinanza ai campani, “io song napulitane “.

    Cordialmente,
    Luigi Nicotra

  • Di Luigi Nicotra (---.---.---.198) 26 novembre 2010 22:18

    Dubito sempre delle smodate generalizzazioni e dubito, quindi, dell’ “ ignominia commessa da larga parte dell’imprenditoria settentrionale contro le popolazioni meridionali “. Siamo ancora al “ piemontese “ invasore ed al “ brigante “ buono diventato cattivo suo malgrado? Mi domando, francamente, su quali dati basi le tue affermazioni. E poi, la tua analogia mi pare piuttosto infelice: i meridionali stanno agli ebrei, come i settentrionali stanno ai nazisti?

    Buonomo, il Presidente di Legambiente, dice oggi al Corriere della Sera che “ Pianura è stata per anni lo sversatoio di tutta la Campania, quella stessa Campania che oggi dice: non vogliamo i rifiuti dei napoletani, se li tengano loro. Qui la camorra ci ha sguazzato “. Come vedi, le responsabilità, oltre a quelle che personalmente non ho inteso negare del Nord, sono in buona misura locali ed anche la solidarietà campana mostra alcune evidenti crepe.

    Lo Stato, lo Stato, tu parli di Stato ma, volendo anche prescindere dal noto adagio che “ lo Stato siamo noi “, gli enti territoriali della regione Campania, vale a dire Comuni, Province e Regioni cui sono demandati per legge buona parte degli adempimenti in questa materia, cosa hanno fatto in questi anni per affrontare e risolvere seriamente la situazione? Possibile che gli sversamenti camorristici e le discariche abusive siano avvenuti senza che nessuno di quegli organismi nulla sapesse, nulla vedesse, nulla facesse? Gran parte dei Comuni campani, vale a dire quella tipologia di amministrazione locale “ più vicina “ alla popolazione, è inadempiente rispetto agli obblighi previsti dal Decreto Rifiuti del 2008; il Comune di Napoli ha oggi una percentuale di raccolta differenziata che non arriva al 19%, a fronte di un obiettivo del 35% dal 31 dicembre 2010.  
    Eppure, solo tre Comuni, vale a dire Castel Volturno, Casal di Principe e Maddaloni, vennero sciolti per le ragioni sopra dette, senza che vi fossero levate di scudi da parte non solo del mondo della politica ma neppure da parte dell’opinione pubblica campana.

    Per quanto tempi i più, in Campania, hanno prefrito fare come le tre famose scimmiette? “Iio non vedo, io non sento, io non parlo “.

    Ti rammento che, nel mio articolo che tu hai riportato probabilmente solo nelle parti che pensavi ti consentissero di elaborare il tuo teorema, ho testualmente scritto: I poteri, tutti, oltre a quello politico, quello delle organizzazioni sindacali, quello giornalistico, quello imprenditoriale, quello delle libere professioni, insomma la classe dirigente e la intelligentsia campana intesa nelle sue varie accezioni cosa hanno fatto, in tutti questi anni, per almeno emendare gradualmente questa situazione?Ecco, quello che, a mio avviso, spiace dovere constatare è che in tutta l’allocuzione di Saviano non vi sia stato un solo accenno a quella società civile campana alla quale chiedere un moto di reazione che non fosse costituito unicamente da manifestazioni e disordini di piazza, ma che fosse propositivo di soluzioni che sono possibili se solo lo si voglia.

    Come vedi, non ho inteso penalizzare la popolazione campana tout court, la quale sta vivendo questa terribile esperienza. L’intento del mio articolo era ed è di critica a Saviano rispetto al mancato appello alla società civile intesa come sopra descritta, non lasciando alla sola piazza la gestione della mera protesta,  perché si proponesse e facesse emergere qualche homo novus nella battaglia per liberarsi di una classe dirigente e di una criminalità parassita che mortifica i campani, fra i quali, per inciso, annovero alcuni cari amici, persone degnissime. Il tuo scritto mi conferma, purtroppo, nella sensazione che per certuni è difficile dovere ammettere che esistano cause e resistenze proprie, preferendo attribuire, secondo un uso per altro molto invalso nel nostro Paese, le colpe ad altri.

    A mio avviso, l’errore sta nel pensare che la camorra sia figlia delle miserie che attanagliano quella Regione. Invece la camorra, come tutte le mafie,  è la “ mamma “ di tutte le miserie e i suoi servigi la camorra non solo li presta a chi glieli chiede ( domanda ), ma li propone e, spesso, li impone ( offerta ) anche a chi ne farebbe a meno come, ahinoi, tenta di fare da qualche tempo in alcune aree del Nord.

    Sappi che alla popolazione campana va tutta la mia solidarietà e, sono convinto, che alla fine arriverà anche la solidarietà concreta di altre Regioni d’Italia. Sappi che capisco il dramma che là si vive e non riesco nemmeno ad immaginare quali sofferenze possa produrre. Ma il cambiamento deve necessariamente passare anche attraverso un analisi che oltre che critica, dev’essere autocritica, pena il riprodursi di quelle storture per l’eternità.

    Quando si comincerà a pensare che gli “ altri “ siamo noi, allora forse le cose inizieranno a cambiare, smettendola di prendersela unicamente con il destino cinico e baro e con i nemici esterni alla nostra realtà.

    Se, poi, preferisci crogiolarti nell’autocommiserazione, perdonami, ma è un tuo problema.

    Per finire, a Veltroni do quel che è di Veltroni ma, se permetti, anche a me piace molto John Fitzgerald Kennedy.

    Ricordi la famosa frase che JFK disse ai berlinesi, durante la sua visita nel giugno del 1963: “Ich bin ein Berliner “ per dire in lingua tedesca che si sentiva vicino a loro? E io ti dico, per marcare la mia vicinanza ai campani, “io song napulitane “.

    Cordialmente,
    Luigi Nicotra

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