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PD e M5S: patrimonio unitario?

Zingaretti ha detto che “non bisogna perdere la forza e le potenzialità" del "patrimonio unitario" costruito con M5s e Leu che rappresenta "l'unica alternativa" alla vittoria della destra“.

 Ora, va bene che quelli addentro alle segrete cose dicono che in politica “mai dire mai” però francamente questo "patrimonio unitario" col M5S Zingaretti ce lo dovrebbe spiegare e anche molto bene. Perché fino ad epoca assai recente, il M5S si contrapponeva frontalmente al PD su materie di primaria importanza come l’euro e l’Europa, le grandi opere, i vaccini, il salvataggio delle banche, la concezione della rappresentanza politica, per non parlare dei governi di coalizione che il M5S aborriva. Il PD,in tale contesto, era il “ partito di Bibbiano “, di mafia capitale, amico delle banche che rubano i risparmi alle persone oneste. Il M5S era quello che andava a solidarizzare coi gilet gialli a Parigi e che voleva la messa in stato di accusa del Presidente Mattarella. Stiamo parlando di cose che non sono successe nel secolo scorso e nemmeno 10 o 5 anni fa, bensì ieri. Ebbene, quando e come Zingaretti ha maturato il convincimento della sussistenza di un “ patrimonio “ unitario che, nell’accezione più estesa, starebbe ad indicare “ insieme delle ricchezze, dei valori materiali e non materiali che appartengono, per eredità, tradizione e sim., a una comunità o anche a un singolo individuo “ (Treccani)? Ci vuole uno sforzo sovrumano per spacciare quella che è stata un operazione di puro trasformismo e, quindi, in quella che è stata una mera alleanza di comodo, in una condivisione profonda di valori che non solo non c’è mai stata, ma che non c’è e che, vorrei sperare, non ci sarà. Il M5S è stato, nella sua breve storia, senzadubbiamente verrebbe da dire, il tutto tutto niente niente della politica italiana, disposto a governi con la destra o con la sinistra o con chiunque ci stesse e questo perché non ha basi ideali degne di questo nome ma solo parole d’ordine e slogan di facile presa ma, proprio per questo, senza visione e tantomeno programmi di ampio respiro. Quindi, di che patrimonio unitario ciancia Zingaretti?

Foto: Wikimedia

Commenti all'articolo

  • Di paolo (---.---.---.49) 10 febbraio 10:16

    Il M5S è stato "senzadubbiamente" il prodotto del "tutto tutto niente niente" offertoci da governi collusi con i peggiori ambienti affaristico mafiosi di questo paese.

    Caro autore provi a rovesciare il paradigma. Quale euro e quale Europa?. Take the difference, please.

    Lei ha ragione nel dire che il M5S aborriva ogni forma di coalizione partitica. Perché lei aveva dubbi in proposito?. Nel 2018 il M5S con il suo 32% e rotti, preso atto che non bastava, ha aperto a chi ci stava per tentare di riformare questo paese borderline. Ovvio che escludesse a priori il partito di un pregiudicato nove volte prescritto che ha gettato il paese nel ridicolo, oltre agli effetti collaterali. Il PD renziano ha scelto i popcorn, mentre hanno aderito prima la Lega (coerente?) poi il PD di Zingaretti (coerente?), sotto la guida di quel Conte in piena pandemia che adesso è diventato fuffa di fronte a sua santità Draghi. Quel Conte che tuttavia, rispetto al fringuello di Rignano, è come un miracolo di Lourdes.

    Che il M5S sia stato solo slogan è un suo pensiero ma riduzione dei parlamentari, anticoruzzione, prescrizione ,reddito di cittadinanza ecc... sono fatti. A lei magari non piacciono ma a molti italiani si. 

    Compreso evidentemente Zingaretti e quella parte del paese che ancora crede in alcuni valori della sinistra moderata.

    saluto


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