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Luigi Nicotra

Già legale d'azienda, ora pensionato, amo la storia e coltivo una sana passione civile che mi induce a mettere per iscritto le mie riflessioni su temi d'attualità politica e di costume. Come disse un giorno Ennio Flaiano, la situazione è grave ma non è seria....e tale è rimasta!

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  • Primo articolo mercoledì 11 Novembre 2010
  • Moderatore da giovedì 11 Novembre 2010
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Ultimi commenti

  • Di Luigi Nicotra (---.---.---.21) 21 febbraio 2011 13:02

    Gli atteggiamenti sprezzanti di certi settentrionali, da una parte e di certi meridionali, dall’altra, gli uni contro gli altri armati, sono il frutto malato di lustri all’insegna dell’egoismo e del clientelismo affaristico, di quella sotto-cultura localistica di cui si parla nell’articolo e, in ultima analisi, della profonda ignoranza sugli avvenimenti storici che portarono all’unità d’Italia.
    Per quanto riguarda il Nord, occorre ricordare che il solo Piemonte era uno stato " liberale ", con uno Statuto che garantiva alcune libertà fondamentali ai propri cittadini. Il lombardo-veneto era sotto il tallone dell’impero asburgico all’interno del quale qualsivoglia espressione critica e di libero pensiero erarno represse senza tanti complimenti.
    Al Sud, erano soprattutto i grandi proprietari terrieri, l’aristocrazia fondiaria a tenere schiacciate sotto il suo tallione le popolazioni, dando il proprio incondizionato appoggio al governo borbonico che era ben lieto di conservare il favore di quella aristocrazia terriera alla quale, come merce di scambio, garantiva l’immutabilità della situazione attraverso il sistema assolutista.
    E non dimentichiamo il centro Italia, dal Lazio alla Romagna, sotto il giogo del potere temporale della Chiesa, assolutista e oscurantista che solo il Risorgimento potè spazzare via, dando corso alla costruzione di uno Stato moderno e laico. Se poi non ci siamo riusciti fino in fondo, le colpe e le responsabilità non risiedono negli uomini che fecero il Rsiorgimento, ma in tutti quelli che vennero dopo, compresi coloro che da oltre 60 anni reggono le sorti della nostra Repubblica.
    LN

  • Di Luigi Nicotra (---.---.---.21) 9 febbraio 2011 16:57

    Certo che la Marcegaglia ha dato la stura a quella rabbia che i leghisti avevano fin qui represso, per evitare problemi ulteriori con gli alleati del PDL. Ma se lo dice la Marcegaglia, allora si piò osare. Alla Lega non pare vero di avere questo assist per osteggiare quel concetto di nazione e di unità che sta cercando di minare ormai da tempo ed è evidente che la festa lavorando, oltre che essere una contraddizione in termini, non è che un mero espediente strumentale alla disgregazione ulteriore del Paese. Come nella fede cristiana per la quale non si vive di solo pane, anche una nazione non vive di sola materialità ma necessita anche di simbologie e ricorrenze per coltivare la memoria della propria storia, tramandarla ai posteri, evitare di ripetere gli errori commessi, riscoprire il civismo sul quale si fonda la convivenza della propria gente. Già....ed è qui che casca l’asino: parlare di civismo in Italia è come pretendere di dare la vista a un cieco: ci vorrebbe un miracolo!
    Cordialmente,
    LN

  • Di Luigi Nicotra (---.---.---.21) 9 febbraio 2011 09:39

    Mi pare non sia il caso di farne un fatto lessicale, capo, leader, guida ecc. ecc., altrimenti rischiamo di cadere in un altro dei tanti mali della sinistra: la logorrea demagogica. Il dato di sostanza è che alla sinistra manca un chiaro ed inequivocabile programma di opposizione a questo governo ed un chiaro ed inequivicabiole programma di governo alternativo, con un soggetto ( capo, leader, guida, chiamatelo come volete ) che se ne faccia carico e che vada in giro per l’Italia a farlo ed a farsi conoscere. Abbiamo bisogno di qualcuno che ci dia la carica e, perchè no, che ci faccia tornare il gusto di sognare. Sono stufo, arcistufo, di dovermi solo lamentare e di fare continuamente lo scettico blu, triste e sfiduciato sulle reali possibilità di cambiamento di questo nostro Paese che amo disperatamente e di cui vorrei non dovermi più vergognare. Voglio qualcuno che si carichi questo Paese sulle spalle e che, con un gruppo di validi e innovativi collaboratori, invada piazze, strade e vicoli d’Italia facendo opposizione al governo fra la gente, non nel chiuso di teatri per soli addetti ai lavori. Vorrei una campagna pre-elettorale all’americana, senza però quello squallido spettacolo che sono state le primarie di Napoli. Voglio qualcuno che sappia parlare al cuore della gente, oltre che alle menti. Di gentaglia che parla allo stomaco ed al fegato delle persone o magari anche a parti meno nobili del corpo umano, ne ho pieni gli zebedei.
    Cordialmente.
    LN

  • Di Luigi Nicotra (---.---.---.21) 7 febbraio 2011 17:17

    Concordo pienamente. Io stesso ne avevo fatto oggetto di un mio articolo di alcuni giorni fa. Peccato, però, che all’orizzonte non si vedano quegli uomini un po’ grigi, sempre molto seri se non seriosi, forse perchè fortemente consapevoli del loro ruolo e del considerevole peso di responsabilità che gravava sulle loro spalle, tutt’altro che gigioni e gaudenti cultori dell’immagine. Peccato che non si intravvedano un De Gasperi, un Nenni, un Parri e, perché no, nemmanco un Togliatti, uomini tutti divisi dall’ideologia ma tutti consapevoli della necessità di dare un futuro migliore al Paese, uomini consapevoli di svolgere il loro servizio per la nazione e non che la nazione fosse al loro servizio.
    Luigi N.

  • Di Luigi Nicotra (---.---.---.21) 4 febbraio 2011 10:48

    Quì non c’é un pazzo. C’è un tale che, con il potere politico, economico e mediatico di cui dispone, è in grado di comprarsi anche l’anima delle persone che lo circondano, pur di conseguire l’unico scopo della sua vita: sfangarla da tutte le accuse e da tutti i procedimenti giudiziari, quelli in corso e quelli che lo riguarderanno in futuro, perchè sicuramente ne salteranno fuori altri. E poco importa se, per conseguire questo scopo, deve disseminare il terreno di storielle fantasiose che lo stuolo dei suoi ghost e speechwriter gli preparano.Ed ha ragione paolo quando dice, mi pare di capire, che questo non è " un " problema ma è " il " problema. Questo Paese, il nostro Paese non risolverà un accidente di niente su qualsivoglia tema di economia, lavoro, diritti civili ecc. fino a quando il nostro sistema politico parlamentare non ridarà alle nostre istituzioni tutta la dignità e l’onorabilità che debbono contraddistinguere una democrazia evoluta.Occorre, insomma, che Mr. B si ritiri a quella vita privata che tante soddisfazioni gli dà.

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