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Glaros - scrittura creat(t)iva

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  • Primo articolo sabato 10 Ottobre 2008
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Ultimi commenti

  • Di verygod (---.---.---.254) 18 dicembre 2008 15:57
    Glaros - scrittura creat(t)iva

     Emanuele Severino, ne Il declino del capitalismo, ha già chiarito come il capitalismo sia storicamente superato (nel senso hegeliano dell’aufhebung) dall’ Apparato scientifico tecnologico.

    In questo senso, come ho iniziato diffusamente a dirne su AgoraVox, occorre resettare il sistema e la relativa weltanshauung alla luce di sua una nuova coerenza. Cosa che non si può fare senza affrontare fino in fondo la anche la questione ontologica che è altresì e oltremodo, questione ’eco-nomica’ ed eco-logica.

  • Di verygod (---.---.---.254) 18 dicembre 2008 15:05
    Glaros - scrittura creat(t)iva

     In materia, suggerirei di valutare alcune proposte che vado facendo dai primi anni Novanta; proposte alle quali AgoraVox sta dando un’ europea PDemocratica cittadinanza, provocatoriamente definita, non a caso, the only real PD.

  • Di verygod (---.---.---.17) 16 dicembre 2008 16:38
    Glaros - scrittura creat(t)iva

     Vedi Enrico,

    non si tratta affatto di non condividere la ’tua’ versione della verità, al contrario si tratterebbe, come sto sollecitando a fare dall’inizio degli anni Novanta, di incrociare i fatti reali con la mappa che ha tutta l’aria di sovradeterminarne fortemente l’accadere.

    Nel pieghevole dedicato al seminario R&S Reseaux et Sens che caratterizza il mio psicosinergetico approccio di indagine, riporto una frase di Fruttero e Lucentini che recita :

    " Perché tra i mondi possibili ce n’è uno, che non è affatto immaginario. Solo che non tutti lo sanno. Molti neanche lo sospettano... "

    Vedi Enrico, la questione, come scrivo nell’aggiornamento di CortocircuitOne, è che noi di fatto siamo storicamente all’interno di un romanzo di Eco o di Dan Brown, e, su tutto ciò, concorda esplicitamente la dichiarazione de La Nacion a Hitler ha vinto la guerra che riporto nell’articolo 11 settembre 2001 - Deep truth la quale recita: 

    “Sconcertante, rivelatorio, Hitler ha vinto la guerra ci fa scoprire le connessioni impensate fra il passato ed il presente. Il lettore avrà la sensazione di vivere in un mondo creato da George Orwell e Stephen King senza poterne uscire”. 

    Vedi Enrico, quello che invito caldamente a fare è a
    prendere atto insieme ai fatti reali di quella particolare ulteriore realtà che ne guida l’immaginario collettivo, le platoniche idee, i modelli concettuali e che, con tutto ciò, gestisce di fatto i messaggi pubblicitari, quelli teo-logici nonché l’economia che a tutto ciò gira appunto intorno con i suoi semiotici mondiali accordi.





  • Di verygod (---.---.---.17) 16 dicembre 2008 15:22
    Glaros - scrittura creat(t)iva

    Caro Francesco,

    visto che sei fra quelli che hanno amabilmente votato alcuni dei miei articoli più ’problematici’ che AgoraVox ha poi pubblicato, in relazione all’episodio di cui dai testimonianza nel presente articolo, vorrei ricondurre ancora la tua attenzione su quanto scrivevo in CortocircuitOne. Storia di un’astrazione fatale, dove evidenziavo ciò che dichiarò l’editore Bompiani sul risvolto di copertina de Il pendolo di Foucault i cui tratti essenziali riporto qui di seguito.
     
    Risvolto della prima di copertina

    " Piacerebbe all’editore annunciare che amore, passione, morte, satanismo, salvezza perversione, si intrecciano in questo libro che non ha lasciato dormire l’autore, ma la cosa è purtroppo è più complessa"

    "(...) l’editore prova imbarazzo a definire le unità di tempo, luogo e azione di questo Pendolo di Foucault

    Risvolto dell’ultima di copertina

    "L’Editore ritiene opportuno informare che dopo la notte del 23 giugno 1984, in periodo imprecisato, il periscopio è scomparso dal Conservatoire des Arts et Métiers e che la statua della Libertà è stata spostata verso l’estremità del coro"

    Recita la nota 16 di CortocircuitOne

    16 Rimando qui per quanto concerne il ‘punto’, al famoso “Pendolo di Foucault” di U. Eco, non tanto per ciò che Eco scrive lì, salvo poi ‘ritrattarlo’ nel successivo “Sulla letteratura”, quanto, ben più significativamente, a quello che l’editore Bompiani scrisse sui rivolti di copertina della prima edizione del volume. Lì l’editore esplicitamente riconduce a quanto raccontato nel romanzo, qualcosa che è poi effettivamente accaduta nel Museo delle Arti e Mestieri di Parigi, in risposta al contenuto del romanzo stesso : “il periscopio è sparito e la Statua della Libertà è stata spostata all’estremità del coro”. Non mi sembra che questa osservazione facesse parte della fiction o sia stata a sua volta ritrattata. 

    In ragione di quello che in materia vado disseminando dai primi anni Novanta, invito te e gli Amici di AgoraVox a voler costituire un pool di indagine permanente sui nessi forti che caratterizzano una semiotica del potere che caratterizza tutt’oggi la geopolitica costellazione mondiale.

  • Di verygod (---.---.---.66) 14 dicembre 2008 11:55
    Glaros - scrittura creat(t)iva

     Verygod Enrico,

    visto che mi pare tu abbia apprezzato l’approccio dell’articolo 2368 in fase di redazione, perché non uniamo le tue competenze sulla finanza creativa alla mia creativa reinterpretazione della intera question?
    Chissà che non riusciamo a fare pdemocraticamente meglio dei Tre monti e dei Tri chet...
    Come da estratto su http://www.eprouverture.com/disseminazione/corto.php?search=2

    In ’materia’ , anche in merito alla tua valutazione dell’articolo 2378 alla quale ho cercato maldestramente di rispondere ’in loco’ , ti invito a leggere l’insieme della mia ’produzione’ che, più o meno, è tutta presente online.

    Una volta preso atto di tutto quanto ho scritto nonché della corposa bibliografia che sottende, credo che non ci siano più i problemi di sottintesi e di lunghezza che rilevi circa il sopracitato 2378.

    Ritengo piuttosto che ormai sia del tutto opportuno passare alla ’fase 2’ e rilanciare il senso complessivo della mia serissima pro-vocazione e del suo ’vangelo’ CortocircuitOne, in termini di nuova sintesi filosofico/politica.

    Ma anche teo-logica, considerato ad esempio quanto scrivo in Europa D Cesare o Europa D Dio sulla data del 24 gennaio e, più in generale, nel mio primo articolo per AgoraVox sulla coerenza di sistema.

    E tutto ciò andrebbe fatto già entro le prossime elezioni europee, esprimendo anche una candidatura in tal senso e magari corredando la seconda edizione riveduta e corretta di CortocircuitOne con una serie di immagini ad hoc... 

    Oppure vogliamo continuare lasciare i ’diritti d’autore’ sul potentissimo nesso fra Dio, Demonio e Dinero ai soliti ignoti e/o ai soli Eco e Dan Brown?

    A buon intenditore...


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