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Del Tutto estemporaneamente dicendo - Pillole di una storica verità, raccontate non del Tutto a caso

Ad integrazione di quanto abbiamo iniziato a raccontare nel primo della serie di articoli nei quali andiamo sviluppando la nostra veritativa 'parabola', pubblicato l'anno scorso qui, prima di procedere nell'impervia D-svelante 'scalata', è opportuno aggiungere quanto segue il che permetterà, a tempo debito, di cogliere appieno la trama complessiva della nostra ormai 'storica' vicenda. 

Il documento in questione qui sotto riportato per intero - fissato in alto nel gruppo fb "Biografia di un'alpina Stella" - caratterizza il virtuale contesto in cui, della detta lunga 'parabola', vengono rievocati gli elementi 'essenziali' che ne hanno 'segnato' i più significativi 'karmici' elementi costitutivi; 'fattori' in gioco la cui proiezione ed il cui 'spettro' d'azione si estendono a particolari spazi e tempi ormai anche a loro modo 'istituzionalmente riconosciuti'. Il Tutto, appunto, in attesa di una sempre più auspicata sana quanto diffusa critica del giudizio...

Di Paolo Dova
 
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Un nietzchiano filosofare
Ai ’buoni’ intenditori

In ansiogena attesa del (ora ‘ex’) 24.01.2017, chiave di lettura 'essenziale' e finanche ultimo glocale presidenziale appello di questo troppo poco virtuale percorso - al (suo) limite così già provvisoriamente sintetizzato e per quanto fin qui 'concesso', anche a vario 'titolo' denunciato https://www.facebook.com/groups/325... e https://www.facebook.com/groups/297... iniziamo (al)la nostra storia con un richiamo all'autunno 1979, a mo' di simbolica ouverture https://www.youtube.com/watch?v=VpP.... Ben consapevoli peraltro che, quando ci apprestiamo a svelare qualcosa, non sappiamo mai da dove esattamente dobbiamo partire. Ancor meno, poi, sappiamo fin dove arriveremo. E tutto ciò si cominci a narrare, per ora prescindendo dall'Eco all'epoca introdotto da un 'preoccupato' risvolto di copertina dell'editore Bompiani (cfr. https://www.facebook.com/photo.php?...); un 'esoterico' Eco cui faceva a sua volta eco qualche mia ulteriore anticipatrice esternazione, concepita fra la Tunisi del 1988 e l'Appenzel dei primi anni Novanta; periodo quest'ultimo, foriero del blackout a proposito del quale si trattava già anche qui https://www.facebook.com/notes/paolo-dova/cortocircuitone-storia-di-unastrazione-fatale/10155392970444899 . Eh sì, perché cortocircuitando un po' il tutto - di quello maiuscolo severiniano, essendosi per l'appunto già detto qualcosa - fin dal 1996, altro periodo di particolare valenza come si potrà comprendere più avanti discorrendo fra l'altro di un'elvetica 'trasversale' valle (cfr. quanto accennatone qui https://www.facebook.com/notes/6609...), maturava l'idea di una diffusa regia regìa che, mondialmente quanto dialetticamente, va a tutti gli storici effetti de-lineandosi. Un' ipotesi in fieri che, dieci anni dopo, in occasione della Fiera del Libro di Torino, si sarebbe per intanto strutturata così http://www.eprouverture.net/dissemi.... Due tempi si incrociano in questo kratologico D-ire e, di concerto, nel 'suo' F-are - https://www.facebook.com/notes/krat... - l'uno senza dubbio fatto di o da cronologiche succesioni, l'altro, più intrigante, costituito da una sorta di karmico intreccio extratemporale degli accadimenti. Una trama per certi versi, già scritta o, quantomeno, a vario anche editoriale titolo prescritta e/o, se del caso, opportunamente archiviata.

E trattandosi di prescrizioni, mentre le povere stelle stanno ancora 'cronicamente' a guardare, occorrerà forse ben capire chi e con quale criterio 'sia chiamato' al dominio del 'pubblico ufficiale giudicare' ma, sopraTutto, chi e come potrà correggere gli eventuali Male illuminati giudizi; a certi riguardi e già in epoca remota, essendo peraltro maturata la più o meno ragionevole idea che, di certe cose, "chi più ne sa, meno ne parla". Così recita infatti la traduzione di una cartolina fattami a suo tempo pervenire, una missiva recante quello stesso messaggio scritto in un'antica lingua che non sappiamo se si pretenda quella "perfetta" di cui alla relativa "ricerca" del sopracitato Eco. La detta cartolina mi venne recapitata, per il tramite di un antico fidato amico, da persona all'epoca impiegata presso la Biblioteca Marciana di Venezia - [per capirci, sto parlando della Venezia del 'collega pensatore' Massimo Cacciari, quella della li' datata prefazione a La guerre du gôut di Philippe Sollers ed altresì quella dell'"ontologia forte", così criticamente richiamata da Sergio Quinzio nel suo La croce e il nulla] - quale 'contropartita' alla presa visione del pieghevole che, dal 1996, illustra i tratti essenziali del seminario R&S-Reseaux et Sens, a grandi linee descritto anche qui http://www.eprouverture.net/dissemi....
Ma di qual Cosa in verità non si dovrebbe parlare, visto che coloro i quali a certi pregiudicanti 'ufficiali' effetti indirettamente lo fanno - si veda appunto la 'sintomatica' datazione amaro frutto dell'iniziale citazione - esercitano il loro sentenziare proprio in manifesta S-ragione di una condivisa particolare credenza, dipendenza e contestuale appartenenza? A qual sorta di appello dunque, corrispondono quanti veicolano un siffatto 'mixterioso' approccio che si prefigura del Tutto alternativo a quello dei comuni mortali? Forse chissà, all'imperante romano ‘vissuto’ che un Grillo, a sua volta in tal senso parlante, aveva medesimo costante motivo di riferire a quanti sarebbero a suo dire in qualche modo già "morti" ? Il tutto posto in Essere nei termini già all’epoca esplicitati qui https://www.facebook.com/notes/qui-... ? Oppure, restando nel profondo solco di un tal pre-giudizio, a qualche altro 'parallelo convergente richiamo', come da equazione sopra linkata ? Giacché, a proposito di certe spiritose vocazioni, si aggiunga citando un 'antico' Maestro che: “Ogni volta che si vuole operare attraverso cose simili non si deve innescare una corrente sola, ma si deve farla incrociare sempre con un’altra, in modo che entrambe si influenzino a vicenda. Infatti non si ottiene molto tirando semplicemente diritto in una sola direzione: talvolta occorre gettare una luce lateralmente sulla corrente con cui si opera, per confondere, per cancellare le tracce, e disperdere certe cose in un folto sottobosco. Questo è molto importante. Ne deriva che certe correnti occulte, che si prefiggono uno scopo, talvolta si pongano compiti del tutto opposti, con l’effetto di confondere tutte le tracce”. Del resto, nel Fratelli d'Italia di Ferruccio Pinotti, a proposito di certe elaborate convergenti tessiture ad opera di taluni Illuminati - quantomeno di nome ove non di sano fatto - anche il 'moderno' Maestro Giuliano di Bernardo già ci diceva qualcosa.
Di fatto e di forzosamente distorto diritto dunque, ecco che coloro i quali dovrebbero (il condizionale è ahinoi divenuto d'obbligo) garantire inalienabili ragioni, tutelandone secondo Legge ogni limpido dovuto riscontro, troppo spesso capita che antepongano al contrario altri predefiniti loro obblighi, altri vincoli di altra legge non scritta, relativi a certa loro finanche codificata appartenenza - a saperne leggere le maldestre righe, unitamente alle calcolate date - caratterizzando così i loro argomenti mercé lo stravolgimento di ogni logica degna di tal nome. Di un 'puntuale' stravolgimento dunque si tratta, fatto salvo che il livello o forse il grado di quella particolare logica non si collochi sui più 'alti piani' di un qualche metafisico sapere che si pretende al di sopra del - l'altrui - Bene e/o Male. Di quel genere di sapere, attraverso Heidegger e con l'aiuto del Derrida di Dello Spirito, scopriamo intanto dirsi che "nella forma abituale: S è P ". Ecco perché, a certi autoreferenziali garantiti livelli, particolari convergenze di spiritoso giudizio non trovano poi troppe difficoltà a sintonizzarsi sulle 'corrispondenti frequenze'. Ed è in quell'ormai svelato 'non-luogo', ove non politico centro, di virtuale reciproco riconoscimento che, con particolare metodo, gli artefici di siffatti 'giochi' di numeri e pregiudicanti parole si rendono complici, 'in nome' del loro condiviso approccio all'opera. Complici appunto, di fatto e di 'Mal consumato' diritto. Che far(n)e dunque, per ricondurre fatti e ragioni alla loro 'vera e giusta causa'?

Natale 2015 - Un sentito aggiornamento sulla 'indisciplinata materia' 

 

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