“I tedeschi non mi hanno venduto Opel perché ero italiano”. Marchionne (italo-canadese) liquida così la vendita di Opel da GM (concorrente Chrysler) al gruppo Magna (austro-canadese). “La sfida è quella di aumentare i salari al livello della Germania”. Marchionne promette di far crescere i salari di almeno un 30%? Per ora registriamo che per Mirafiori c’è in vista un altro anno di Cig. Lamenta che tra i dipendenti“ha preso spazio il diritto ad avere senza condividere il rischio”? Di certo è riuscito ad incrementare intensità e flessibilità della prestazione lavorativa, penalizzando assenze e scioperi. In compenso non è dato sapere da quali modelli (nuovi o refresh) sarà fatto il milione e 400mila veicoli che le newco Fiat dovrebbero produrre nel 2014.
Il mercato non si conquista con una miscela di “nebulose” promesse e dettando “condizioni” da Dossier Arroganza…
Anomalia non è la telefonata in Questura (maggio 2010) di un Premier interessato a “liberare” la presunta nipote di Mubarak. Anomalia non è l’immotivato affidamento di una minorenne alla “inviata” del Premier.
Anomalo è lo “straordinario impieghi di mezzi” poi utilizzati per cercare di “disvelare” i misteri dei festini di Arcore. Anomali sono le risultanze di quella “macchinazione” giudiziaria costruita per gettare “fango” sul Premier e per attaccare la “libera dialettica democratica” al fine di rovesciare la volontà popolare.
Per certo anomalia democratica è una casta di Primi Super Civesattenta a privilegi e impunità …
Il debito pubblico ha raggiunto quota 1870 miliardi. E’ cresciuto di 83 miliardi in 12 mesi. Un incremento che genera 2 miliardi di ulteriori interessi da pagare e che si aggiunge ai 130 miliardi accumulati nel 2009. Nel contempo la capacità “reale” di acquisto pro-capite è calata quasi del 3%.
Se Berlusconi definisce “irrealistica” qualsiasi ipotesi di prossima manovra correttiva, Tremonti ripete che non ha alcuna disponibilità di risorse da impiegare. Nulla così si muove a fronte di una situazione destinata a diventare sempre più critica.
Eppure esiste una enorme riserva di risorse “occultate” e sottratte al benessere collettivo. L’evasione fiscale, la corruzione e gli sprechi della spesa pubblica valgono oltre 250 miliardi di euro all’anno. Le rendite patrimoniali e da speculazione finanziaria sono tassate molto meno della metà dei redditi di impresa e da lavoro.
Quello che serve è un governo che voglia sostenere i veri fattori produttivi e le famiglie. Prima tappa: rimuovere quella Tagliola Tributariache corrode il potere d’acquisto di dipendenti e pensionati …
Relegare le relazioni industriali all’esame della gestione ordinaria di breve periodo (volumi, costi, ..). Sopperire a carenze logistiche, impiantistiche ed organizzative con: a) incremento di intensità (ritmo, durata, ..) e flessibilità (orario, ripartizione, ..) della prestazione lavorativa; b) riduzione degli spazi di non governabilità (assenze, scioperi, ..) del fattore umano. In una parola abbassare il costo del lavoro per unità di prodotto. Questa è la modernità stile Marchionne.
Non è dato conoscere il piano industriale di Fabbrica Italia. Dei 20 miliardi di investimenti promessi c’è traccia solo per 1,7 miliardi. Non è dato sapere da quali modelli (nuovi o refresh) sarà fatto il milione e 400mila veicoli che le newco Fiat dovrebbero produrre nel 2014. Nel 2010 le vendite sono in calo del 17%.
Va sempre bene privilegiare la libertà d’impresa? Il mercato non si conquista con “nebulose” promesse e dettando “condizioni” da Dossier Arroganza…
Dopo il referendum Marchionne commenta: “Siamo pronti ad una svolta storica. I lavoratori avranno il privilegio di trasformare Mirafiori in una fabbrica eccellente”.
Sappiamo che Termini chiuderà con la sua ultima Lancia Ipsilon; Pomigliano produrrà la Panda e Mirafiori avrà da Crysler motori e sistemi di trazione per l’assemblaggio di berlina e Suv. Non è dato conoscere il piano industriale di Fabbrica Italia. Dei 20 miliardi di investimenti promessi c’è traccia solo per 1,7 miliardi. Non sappiamo da quali modelli (nuovi o refresh) sarà fatto il milione e 400mila veicoli che le newco Fiat dovrebbero produrre nel 2014.
Nel 2010 Renault ha visto crescere del 7,5% le vendite in Europa (+1,2% in Italia) e Volkswagen ha collezionato risultati record. Fiat viceversa segna un calo di vendite del 17%. A pagare il conto sono i fornitori ed i dipendenti.
In momenti di crisi gli atti di fede su “nebulose” promesse echeggiano solo accenti da Dossier Arroganza…