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Teramo: il duro alienamento nello storico manicomio

"Per cortesia, potrebbe chiamare mia sorella, Ofelia l'infermiera?".

Il tizio di là dal bancone afferra la cornetta ma poi stranamente si trattiene dal fare il numero per domandare incuriosito: "Sua sorella è una donna?".

Sembra una barzelletta, invece questo dialogo è avvenuto nella realtà di anni lontani persi tra i '60 e i '70. La scena si racconta dall'atrio di uno dei più grandi manicomi d'Italia: l'Ospedale Psichiatrico di Teramo, Sant'Antonio Abate.

A ricordare l'aneddoto è chi oggi abita sotto il tetto che più di cent'anni fa, al civico 74 in Via Gabriele D'Annunzio, diede pure riparo al dottor Tommaso Gaspari. Sul finire del XIX secolo, il medico prestò la propria opera di facente funzioni di direttore in un triste istituto destinato alla segregazione dei malati di mente, fra mura tenute insieme da Porta Melatina e grondanti punti interrogativi schizzati dalla mente ma intesi da pochi. Di certo, non da chi usa mettere le sbarre alle finestre.

Come Teramo, anche la East London era un posto molto povero nel tardo 19° secolo. La grande densità della popolazione della zona e una economia in rovina favorirono furti, violenza e prostituzione. Nel mese di ottobre del 1888, il Metropolitan Police di Londra stimò la presenza di 1200 ragazze squillo e di 62 bordelli a Whitechapel. Questa la scena dei crimini attribuiti a uno dei più feroci serial killer mai esistiti: Jack The Ripper (Jack lo Squartatore).

London Walks. Una passeggiata guidata immersi nelle ombre che un tempo nascosero la mano armata di coltello, una escursione fra le luci di lampioni che quelle stesse ombre assassine proiettarono sui muri in un film senza regia. Un assoluto inabissamento nella Londra vittoriana, un viaggio oscuro nella East End di quel tempo. Con poche sterline ci si assicura una serata di horror rilassante accompagnati da una guida d'eccezione.

Donald Rumbelow è considerato il massimo esperto di Jack lo Squartatore nel mondo tanto da essere stato il preparatore storico di Johnny Depp nel film From Hell (La vera storia di Jack lo squartatore). E ogni settimana dà umilmente lezioni per strada ai turisti sulle aree tematiche al Tour di Jack The Ripper.

“Qui solamente pochi, forse neppure i veri”, queste le parole incise nella pietra sopra l'ingresso principale del manicomio teramano. E al solito, la Storia si morde la coda e si ripresenta sotto vesti diverse che sembrano uguali come fa il diavolo con l'anima messa in vendita per bisogno.

Una Teramo di fine ottocento povera e negletta a causa di spegnimenti del senno tanto da prefigurare ai dottori a consulto l'inevitabile internamento dei mentecatti economicamente non autosufficienti. Patologie legate a uno status sociale di assoluta povertà e indigenza indotta da politiche sociali disastrose. Condizioni di vita difficili, carenze igieniche e sanitarie del territorio. Una precarietà diffusa. Gente emarginata la cui psiche appare sempre agli altri come un disturbo alienante.

Un'ottima occasione quindi si presenta per le comitive festanti nella circumnavigazione di un sito del dolore, di straitjacket's (camicia di forza), d'urla strazianti e sguardi persi nel passato alterato da intrugli imposti nel tentare di liberare la mente da artifici fantasmagorici che la psichiatria evoluta si studia di descrivere senza successo.

Adesso a Teramo ci proveranno le guide storico-turistiche a rappresentare un mondo diversamente pensante abbandonato a se stesso fino a quando un certo Basaglia di quel mondo dispose l'obliterazione morale.

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