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Sarajevo 9.11 per il dialogo e la pace tra le religioni

Tra le religioni "l'incontro" è spesso stato solo scontro ed i luoghi del contatto tra le diverse fedi, assai frequentemente luoghi di guerra feroce ed irriducibile.

 Per l' Occidente si comincia - per le religioni monoteiste - da Gerusalemme e dai tempi di ns. Signore, per spostarsi nelle terre degli arabi con l'avvento di Maometto e da lì poi sulle coste del Mediterraneo, passando in Portogallo e Spagna, a Malta ed in Sicilia, in Turchia, e nei territori della Jugoslavia, retrocedendo poi da Spagna, Portogallo e Sicilia ed attestandosi - circa - nei territori attuali.

E' l'evolversi storico della dinamica tra ebraismo, cristianesimo, ed islam, le tre religioni monoteiste. Le religioni del "Dio degli eserciti" come titola un celebre ed importante studio di Peter Partner del 1997, dove l'autore si interroga su "Quale guerra può essere santa? Quali sono i criteri che la rendono tale? E, chi li decide?". Si arriva così a decifrare l'origine dell'idea di guerra santa, di come essa si rivestì del suo potere simbolico e dell'influenza che, ancora oggi, esercita. Partner osservava come fattore decisivo sia costituito, più che da quello della fede, dall'interesse politico e materiale che interviene, da una parte e dall'altra, nelle guerre sante. Dunque la strumentalizzazione della religione.

Andrea Riccardi, presente non i qualità di ministro della Repubblica, ma di rappresentante della Comunità di Sant' Egidio, primo oratore della serata conclusiva della tre giorni di Sarajevo 2012, riprendendo, forse involontariamente, le tesi di Partner e facendo un doveroso riferimento al Card. Carlo Maria Martini, punta il dito proprio sulla strumentalizzazione delle religioni, ricordando l'ultimo conflitto, assurdo ed inspiegabile, in piena Europa del XX secolo, proprio a Sarajevo, città martire.

Riccardi, significativamente e lucidamente, osserva che "non vi sono guerre sante, perché nessuna guerra può fregiarsi di questo appellativo, così come nessuna corretta interpretazione della religione può sostenere la guerra". Concetto quest'ultimo già evidenziato più volte sia da Giovanni Paolo II, sia da Benedetto XVI, sia dal Card. Martini, sia da molti altri. E' bella la conclusione, che rovescia la tesi: "Solo la Pace è Santa ed il dovere delle religioni è di adoperarsi per una giustizia vera ed autentica perché non vi è Pace vera senza Giustizia". E' così tracciato l'impegno per le religioni nel terzo millennio. E' ribadito dalla riedizione, ormai diverse volte ripetuta, di questo grande e significativo incontro tra i rappresentanti delle diverse religioni proprio nella città martire degli scontri religiosi, un successo e l'inizio di un cammino nuovo ed indispensabile: una via per la Pace. E, sempre Riccardi, ricorda in proposito un luogo significativamente simbolo di ciò: Assisi.

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