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Pillole secondiglianesi II - Concerto per fiati e UZI

Posologia: una pillola al giorno lontano dai pasti.

Effetti indesiderati: conati di vomito, reazioni spropositate, colpi di 9x21 alla testa e allo stomaco.

Da piccolo ricordo di aver letto un fumetto, storie di marinai e di IRA, che si intitolava: "Concerto in Arpa e Nitroglicerina"; ricordo che le fate e le bombe mi incantavano. Poi ho continuato ad amare la fate ma a schifare le bombe. Domenica pomeriggio, di tarda primavera, a Napoli fa caldo. Il caldo che fa in città quando l’estate si avvicina, il mio quartiere si svuota; direzione: Rocce Verdi, Licola, Scogli di Mergellina. Per me la domenica diventa un momento quasi catartico, mi cullo nel silenzio.

Ma quella domenica lì fu differente.

A Miano c’era la festa. Dinamiche di sfaccimma: uno sguardo di troppo, insulti, spintoni. "Ch’ cazz fann ccà chilli strunze ’e Secondigliano? ".

Altri insulti, altri spintoni ma ’e fierri ca vòllono rimangono in tasca... Fortunatamente. Alla fine ognuno va per la sua strada; the show must go on, e chi se ne fotte di quelli di Secondigliano. Tutti pensavano che fosse finita lì.

Chilli’ strunze ’e Secondigliano se ne vanno, si rivedranno dopo, per il solito appuntamento domenicale. Alle 18 al Bar Abete, Corso Secondigliano. Le partite finiscono. Sono le 18. Il bar inizia a ricevere i suoi "ospiti". Tra un caffé e una coca-cola succede quello che non ti aspetti.

Un concerto: 3 CBR e 6 musicisti. Musica di Wagner, diretta dal maestro Lo Russo. Fiati per le moto che arrivano, oboe tradiscono lo stupore, i violini aprono con il fuoco sulle pareti, il pianoforte suona i vetri rotti e le percussioni fanno ripartire i motori delle moto. Il pubblico è impietrito, sdraiato a terra ai piedi di questi giovani musicisti. Alla fine è incredulo, non sa se applaudire, se può rialzarsi in piedi e essere felice di poter raccontare l’opera lirica alla quale avevano assistito. 30 secondi di opera al San Carlo secondiglianese.

Sui giornali del mattino successivo neanche una recensione sull’opera. Ringrazio i fori dei violini che testimoniano lo splendore degli allestimenti altrimenti il pubblico potrebbe pensare di aver solo sognato un’opera così bella. Poi dicono che dalle mie parti non si fa cultura. Ma come? E’ stata un’esibizione fantastica e per giunta gratuita. Secondo me c’è un complotto. Sui giornali si tende a nascondere la vivacità culturale della periferia nord. Noi abbiamo portato la lirica in mezzo alle strade.

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