Sono un negoziatore professionista e un ricercatore libero in scienze socio-antropologiche: Violenza ↔ Società (2019 Meltemi) è la mia pubblicazione più recente.
Insegno Economia politica e formo negoziatori professionisti.
Potete leggere qualcosa di mio dal sito www.osvaldoduiliorossi.it.
Lavoro per l'organismo di mediazione www.iformediate.com.
Un’arma è "solo" uno strumento che consente di esercitare la violenza. Se il mercato delle armi promette profitti interessanti, lo fa perché qualcuno desidera acquistarle. E la promessa di ampliare la legittima difesa promette di ampliare anche quel mercato. Un tema che mi sembra degno di approfondimento.
Mi sembra altrettanto interessante riflettere sul perché qualcuno desideri esercitare la violenza e su che valore abbia la violenza per la nostra società. L’ho appena fatto in un saggio di cui potremmo parlare, se vi interessa: si chiama Violenza ↔ Società e l’ha pubblicato Meltemi.
Il Governo si preoccupa di "restare al passo con i tempi dell’innovazione tecnologia" e "dotarsi degli strumenti necessari": due questioni "a valle", perché "a monte" bisognerebbe riflettere sugli effetti politici di queste tecnologie e sul significato del rapporto che le persone instaurano con esse.
Tra i tanti testi citati dall’articolo mi piacerebbe includerne uno personale: Violenza ↔ Società (2019, Meltemi).
Fascismi, sovranismi e nazionalismi ricorrono abitualmente all’uso della violenza, ma lo fanno anche i regimi democratici e "pacifisti", sebbene tramite espressioni più difficili da intercettare. Empatia, solidarietà ed uguaglianza sono valori che certamente dovrebbero caratterizzare l’Occidente contemporaneo (cfr. La civiltà dell’empatia di Rifkin, 2010), ma rischiano di rovesciarsi pragmaticamente nei loro opposti, a seconda dei "modi" utilizzati per realizzarli.
Sì. E’ quasi una minaccia alla capacità empatica di una fetta di umanità. Ti segnalo un libro sul tema, dove due capitoli affrontano proprio i "leoni da tastiera" e le strategie per condurre confronti pacati e costruttivi on-line: Faccia da social. Manca la capacità di comprendere le proprie emozioni e gli effetti che hanno sugli altri. Ci sarebbe molto da dire...