Messico: attacco ai beni comuni con la complicità della tecnologia militare israeliana
Accade nello stato di Puebla, dove il furto dell’acqua e le mega-opere sono spacciate per necessarie e sostenibili
Immagine ripresa da Desinformémonos
Una lettera al governo federale messicano e a quello statale di Puebla per denunciare l’utilizzo di blindati di fabbricazione israeliana per cacciare i campesinos e gli indigeni dal territorio di San José Chiapa, sul quale dovrebbe sorgere un impianto di riciclaggio ma che in realtà assume i contorni di una mega-discarica.
È questa la denuncia riportata in una lettera aperta promossa dal Movimiento en Defensa del Agua y el Medio Ambiente de San José Chiapa, dichiaratosi in resistenza da fine giugno contro la recicladora che rischia inquinare le falde acquifere, la terra e l’aria.
Per tutta risposta, il governatore di Puebla Alejandro Armenta (del partito obradorista e della presidenta Sheinbaum) ha deciso di perseguire penalmente i lottatori ambientali che si battono contro il progetto, ma, soprattutto, ha scelto di utilizzare dei blindati di fabbricazione israeliana per reprimere la protesta.
Tra questi vi sono, in particolare, Black Mamba APC SandCat, prodotto in Messico dalle imprese TPS Armoring e Epel Tácticos, derivanti dal SandCat israeliano: si tratta dello stesso modello utilizzato dall’Idf a Gaza e in Cisgiordania per occupare i territori abitati dai contadini e “imporre progetti razzisti, coloniali ed ecocidi”.
La lettera, pubblicata su Desinformémonos e sottoscritta da decine di organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti umani, lottatori sociali e attivisti ricorda che l’utilizzo di mezzi militari contro una comunità disarmata quale è quella di San José Chiapa rappresenta un utilizzo sproporzionato della forza pubblica ed ha il solo scopo di intimidire coloro che si oppongono al progetto.
A finire sotto accusa è stata anche la presidenta messicana Claudia Sheinbaum, alla quale il Movimiento en Defensa del Agua y el Medio Ambiente de San José Chiapa imputa la responsabilità di condurre una crociata contro indigeni e campesinos in nome di una presunta sostenibilità ambientale.
E ancora, alla presidenta si rimprovera la collaborazione con lo stato israeliano, certificata sia dal dispiegamento di una tecnologia militare proveniente dall’Idf sia dal modus operandi nei confronti delle comunità in resistenza che, spiegano le organizzazioni popolari, finisce rendere il Messico un paese complice con quanto sta accadendo in Palestina.
Non si tratta, comunque, dell’unico aspetto discutibile legato all’edificazione dell’inceneritore. Lo scorso 22 luglio, due esponenti dell’Asamblea Nacional por el Agua, la Vida y el Territorio, Renato Romero e Pascual Bermúdez, sono stati minacciati mentre si recavano in Tribunale per essere sottoposti al processo in relazione alle manifestazioni per la difesa dell’acqua a Xoxtla, anch’essa nello stato di Puebla.
Il dovere di garantire l’integrità dei due militanti spetterebbe al governo di Puebla, ma, come già accaduto nel caso di San José Chiapa, le istituzioni continuano ad utilizzare la polizia per intimidire le organizzazioni popolari, oltre ad essere favorevoli ai megaprogetti e al furto delle risorse idriche.
Al sistema giudiziario di Puebla, denominato significativamente dall’Asamblea Nacional por el Agua, la Vida y el Territorio come “Sistema de Injusticia de Puebla”, i movimenti sociali rimproverano la connivenza con i crimini commessi nei confronti dei difensori dell’oro blu per favorire grandi opere che portano esclusivamente inquinamento, sfruttamento e saccheggio dei beni comuni. El lucro con la muerte de nuestros pueblos es ya la estrategia política del presente gobierno, accusa l’Asamblea Nacional por el Agua, la Vida y el Territorio, che chiama in causa anche la presidenta messicana Claudia Sheinbaum, ritenuta responsabile di preferire progetti altamente lucrativi alla salute di intere popolazioni, come dimostra il tentativo di mascherare la costruzione della discarica a San José Chiapa in un polo di sviluppo.
Nel frattempo, la repressione e il furto delle risorse naturali proseguono.
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