L’ecosistema delle organizzazioni-ameba che producono fuffa
Viaggio nel clientelismo di nicchia che vive di fondi pubblici e burocrazia del vuoto.
Sono venuto a sapere di questa struttura e, fatti due conti a spanne, mi sono chiesto: com’è possibile che esistano realtà del genere, peraltro ben nutrite e assortite di soloni da cattedra?
Beh, mi sono risposto che il collante che li tiene insieme è, come al solito, la vile pecunia. Ho indagato in tal senso e ho scoperto che esiste un vero e proprio "dark web" di associazioni-ameba che campano unicamente su fondi pubblici, dopo che questi ultimi sono stati configurati per finanziare attività che una persona sana di mente non prenderebbe neanche in considerazione.
È un clientelismo di nicchia, strisciante e patinato, che non puzza di mazzette in busta chiusa ma profuma di "innovazione sociale", "alfabetizzazione digitale" e "progettualità condivisa". Un circuito chiuso e autoreferenziale dove una galassia di enti del Terzo Settore galleggia beatamente senza produrre una singola briciola di valore reale per la collettività.
In questo teatro dell’assurdo la sostanza dell'operato conta zero. Ciò che importa è la capacità di maneggiare la burocrazia del vuoto: saper citare le parole chiave del bando europeo di turno, infarcire i progetti di anglicismi innocui e vantare nel comitato scientifico il nome accreditato. L'accademico d'ordinanza garantisce la copertura, l'ente locale scarica a terra il budget che deve spendere per statuto prima del 31 dicembre, e il finanziamento viene erogato. Tutti contenti, tutti con la paghetta garantita, zero impatto sul mondo reale.
Il contrasto diventa quasi grottesco se penso a chi prova a fare davvero qualcosa in proprio. Se tenti di creare un giornale indipendente o un'iniziativa culturale mettendoci faccia, fatiche e capitale privato, ti scontri con la realtà: ai primi problemi i sedicenti "partner" spariscono nel nulla, lasciandoti sul tavolo le scartoffie e il conto da pagare. Nel mercato vero, se la nave va a picco, affondi a spese tue. In questo sottobosco di associazioni-parassita, invece, le scialuppe di salvataggio sono pagate dalla collettività prima ancora di salpare.
Hanno ribattezzato "divulgazione" quella che è solo una filiera di sussistenza burocratica per chi non correrebbe mai il rischio di fare impresa vera. Un paracadute dorato che premia l'accredito di parrocchia a scapito del merito, dimostrando che nell'Italia dei bandi a pioggia non serve a nulla produrre valore: basta saper mungere la vacca giusta.
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