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Luigi Nicotra

Già legale d'azienda, ora pensionato, amo la storia e coltivo una sana passione civile che mi induce a mettere per iscritto le mie riflessioni su temi d'attualità politica e di costume. Come disse un giorno Ennio Flaiano, la situazione è grave ma non è seria....e tale è rimasta!

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  • Primo articolo mercoledì 11 Novembre 2010
  • Moderatore da giovedì 11 Novembre 2010
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Ultimi commenti

  • Di Luigi Nicotra (---.---.---.21) 11 marzo 2011 11:02

    Premesso che io non sono un ingegnere " energetico " ma solo una persona che si informa e si documenta con energia, mi permetto, per ora, un solo quesito a Gianluca che invita a non straparlare se non si è esperti nel settore, ragionamento in base al quale dovrebbero tacere tutti coloro che: 1) non hanno una laurea ad hoc; 2) non hanno lavorato a Caorso; non arrivano da Chernobil; non aderiscono a Greenpeace, Lega Ambiente, Verdi, WWF e, già che ci siamo, ai boy scouts: ma tutti i firmatari del documento in premessa di questo thread sono una manica di perfetti idioti o hanno qualche titolo ed un tantino di competenze scientifiche da far valere? Grazie.
    LN

  • Di Luigi Nicotra (---.---.---.21) 10 marzo 2011 15:18

    Ciao, Paolo. Vero, concordo pienamente. Vorrei rammentare ciò che ha detto l’ex direttore di Greenpeace, il " pentito " Stephen Tindale: " È stata come una conversione religiosa. Essere contro il nucleare era il primo comandamento di un ambientalista, ma mi sono reso conto che l’energia atomica è meglio dei cambiamenti climatici ". Si veda al riguardo il suo intevrneo apparso sul Sole24Ore del 27 aprile 2010. Non sarà perché il risparmio energetico e le energie rinnovabili verosimilmente da soli non basterebbero?
    LN

  • Di Luigi Nicotra (---.---.---.198) 9 marzo 2011 15:24

    Le sue rilfessioni, egregio xxx.xxx.xxx.143, sono molto interessanti e molto c’è di vero in esse. Ma questo, a mio avviso, non sposta i termini della questione sulla grandezza di fondo dell’epopea risorgimentale e della conquista dell’unità del Paese, nonostante tutti i limiti, le brutture e le ralizzazioni incompiute o mai conseguite.
    Due dati di fatto ed altrettanti meriti da attribuire all’unità del Paese:
    1) l’Italia non ebbe la rivoluzione industriale che ebbero altri paesi europei, in primis la Gran Bretagna, fra la fine del 18° e l’inzio del 19° sec., vale a dire quel processo evolutivo da un sistema economico fondamentalmente agricolo ed artigianale ad uno industriale moderno caratterizzato dall’uso di macchinari, azionati da energia meccanica e dall’utilizzo di nuove, per l’epoca, fonti energetiche come, ad es., il carbone. Processo che necessitò, oltre che di favorevoli condizioni di mercato ( il passaggio da un’agricoltura di mera sussistenza ad una finalizzata al profitto ), geografiche ( essere da sempre al centro delle grandi rotte commerciali ), anche di un quadro poitico/iistituzionale consolidato e, quindi, in grado di assecondare e favorire detto processo. Questo avveniva nel Regno Unito. Ebbene, credo che solo grazie all’unificazione nazionale si potè realizzare lo sviluppo industriale italiano. Fu infatti negli ultimi vent’anni del secolo 19° che l’Italia ebbe la sua peculiare rivoluzione industriale nel campo produttivo e delle trasformazioni strutturali diventando, ancorché con grandi difficoltà, un Paese industriale. Tali trasformazioni comportò, da una parte, la creazione di grandi complessi industriali, specie nel nord Italia. Dall’altra, il centro-sud divenne sbocco commerciale dei prodotti e serbatoio di mano d’opera. Furono fenomeni che si stabilizzarono proprio in quel periodo.
    2) L’Italia non ebbe neppure la riforma protestante, vale a dire quel movimento religioso, nato nel 16° secolo, ben prima quindi dell’unità d’Italia, che nato col fine del rinnovamento spirituale della Chiesa e del recupero del rigore morale, ebbe rivoluzionari risvolti politici che contrassegnarono lo sviluppo, oltrre che religioso, culturale economico e politico delle nazioni nelle quali prese piede. La riforma protestante, come noto, fu fortemente avversata dalla Chiesa di Roma la quale vide in essa lo spettro della fine del proprio potere temporale. L’Italia, la propria riforma " protestante " la conseguì grazie ai movimenti risorgimentali ed all’unità del Paese, ottenuta sull’apporto ideale del liberalismo laico, talora anticlericale, grazie al quale vennero sconfitti il Papa Re ed il suo potere temporale.
    Credo che questi due meriti del Risorgimento siano indubitabili. Che poi la storia d’Italia si sia sviluppata sommando conquiste a contraddizioni sociali, politiche e culturali/religiose,mi permetto di dire che questo concerne quell’uso strumentale, di cui parlavo nel mio articolo e del quale rimango convinto, che si è fatto del Risorgimento a seconda delle convenienze polticihe.
    LN

  • Di Luigi Nicotra (---.---.---.198) 4 marzo 2011 12:09

    Veronesi è un oncologo di chiara, indubitabile, internazionale, meritoria fama ed è uomo di grande rigore scientifico e di enorme passione civile ed umana. E wowblog pensa di poterlo liquidare con quattro giudizi, i suoi sì veramente sommari e privi di qualsivoglia elemento atto a darne uno straccio di fondamento? Purtroppo i talebani dell’antinucleare e della sindrome nimby, pur di dare addosso a tutti quelli che non sono d’accordo con loro, non si peritano di sputare veleno, persino con insinuazioni di bassa lega, anche su personalità degne del massimo rispetto e della massima considerazione come il Prof. Veronesi.
    Wowblog...ma mi faccia il piacere.
    LN

  • Di Luigi Nicotra (---.---.---.21) 28 febbraio 2011 17:06

    Il Premier non si risparmia mai, specie nelle sparate a ruota libera, quelle in cui si nota che il cervello non è collegato alla lingua. Come quella fatta al congresso dei " Cristiani riformisti " dove, deprendando quattro parole ad effetto dalla filosofia di vita anglosassone, ha dichiarato: " Crediamo nell’individuo e riteniamo che ciascuno debba realizzare se stesso, di aspirare al benessere e alla felicita’, di costruire con le proprie mani il proprio futuro, di poter educare i figli liberamente, e liberamente vuol dire di non essere costretto a mandarli in una scuola di stato dove ci sono degli insegnati che vogliono inculcare dei principi che sono il contrario di quelli che i genitori vogliono inculcare ai loro figli nell’ambito della loro famiglia”. Ma che razza di Capo del governo è quello che attacca così a testa bassa la scuola pubblica, cioè di quello Stato che lui è delegato a rappresentare?! Dopo i magistrati e i giornalisti, adesso ha deciso di dare addosso alla classe insegnante, anch’essa covo di pericolosi sovversivi, " comunisti " si presume. Naturalmente il giorno dopo il Premier fa fioccare le smentite, le interpretazioni autentiche del suo pensiero e le accuse a coloro che " strumentalizzano " le sua afffermazioni. E ancora naturalmente tutto il suo entourage, a cominciare dal Ministro della pubblica ( ? ) istruzione, fa quadrato intorno al " Caro Leader ".
    LN

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