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La scelta nucleare: uomini contro. Coloro che la sostengono, come il Prof. Veronesi sono tutti incompetenti?

L’articolo “Veronesi, il nucleare e gli sponsor della sua Fondazione" di wowblog, ha suscitato una miriade di reazioni, alcune a mio avviso assolutamente pertinenti, altre del tutto fuori luogo e dettate verosimilmente da quella sorta di fanatismo che anima gli antinuclearisti ad oltranza.

Constato che buona parte degli interventi critici si fonda sulla presunta incompetenza del Prof. Veronesi in materia dei energia prodotta col nucleare o, peggio ancora, su chissà quali inconfessabili interessi egli difenda. Per inciso, sottolineo che Veronesi ha scritto al riguardo anche sul Corriere della Sera molto di recente, vale a dire il 28 febbraio scorso “Sicurezza energetica e alimentare. La doppia sfida dal Medio Oriente“, sottolineando fra le altre cose come la rivolta libica ci debba far riflettere sul problema della dipendenza energetica del nostro Paese dai combustibili fossili d’importazione, tema non affrontato o solo sfiorato nei vari commenti all’articolo di cui in premessa. Evidentemente, come dicono a Roma, Veronesi è proprio un impunito!

Ebbene, vorrei riportare di seguito la lettera aperta che molte eminenti personalità del campo della scienza, della medicina, della cultura e dell’economia, oltre al più volte citato prof. Veronesi, inviarono nel maggio dello scorso anno al segretario del PD Bersani, sollecitandolo a rivedere la posizione ufficiale del suo partito contrario alla scelta nucleare per la produzione di energia elettrica, evidenziando tutte le ragioni economiche, politiche, di salvaguardia dell’ambiente e della sicurezza correlate a tale scelta. Tale documento mi pare rappresenti una pregevole sintesi degli elementi in base ai quali la riflessione sul nucleare debba basarsi molto di più su ragionamenti fatti con la testa che non con la pancia. Eccone il testo.

 “Caro Segretario, chi ti scrive segue con attenzione l’esperienza del Partito democratico. Alcuni sono impegnati anche nella vita del Pd. E apprezzano il lavoro che stai facendo per dare al Pd concretezza e radicamento, ponendo al centro della sua iniziativa i temi del lavoro e della insufficiente struttura produttiva italiana. Oltre naturalmente alla questione più generale e importante delle regole della democrazia italiana. Vorremmo dare un contributo serio a questa discussione. Tornando ai fondamentali come si dice e cercando di approfondire le questioni con rigore intellettuale e scientifico. E con spirito concreto.

Fra le grandi questioni irrisolte del nostro Paese vi è il problema energetico. I dati ti sono chiari: importiamo più dell’80 per cento dell’energia primaria di cui abbiamo bisogno, principalmente, da Paesi geopoliticamente problematici. Produciamo l’energia elettrica per il 70 per cento con combustibili fossili. Circa il 15 la importiamo dall’estero e prevalentemente di origine nucleare. Se non la importassimo la nostra dipendenza dai combustibili fossili (gas e carbone in primo luogo) salirebbe oltre l’80 per cento. Con le rinnovabili, se escludiamo l’idroelettrico, patrimonio storico del nostro Paese, ma praticamente non aumentabile, produciamo circa il 6 per cento. L’energia solare per la quale sono stati investiti fino a ora circa 4 miliardi, ben ripagati dai generosi incentivi concessi fino a oggi dal sistema elettrico italiano, contribuisce al nostro fabbisogno elettrico per lo 0,2 per cento.

Risultato: emissioni di CO2 e di inquinanti atmosferici molto alte, costo delle importazioni molto elevate e continuamente esposto al rischio “prezzo del petrolio”, sicurezza energetica in discussione, come si è visto qualche anno fa con la crisi fra Russia e Ucraina, prezzi dell’energia elettrica mediamente più elevati del 30 per cento rispetto agli altri Paesi, in particolar modo europei.

Una situazione che richiederebbe scelte ragionate, risposte strutturali “sostenibili” oltre che efficaci sia in termini di riduzione dello sbilanciamento strategico del mix energetico nazionale, sia in termini di miglioramento del suo impatto ambientale complessivo.
Per definire tali scelte a nostro avviso tutte le opzioni dovrebbero essere considerate, nessuna esclusa, inclusa quella nucleare, non come “la” soluzione ma come “parte della” soluzione.

L’energia nucleare, quasi ovunque, nel mondo industrializzato è vista come un’insostituibile opportunità che contribuisce alla riduzione del peso delle fonti fossili sulla generazione di energia elettrica, compatibile con un modello di sviluppo eco-sostenibile.

Dal punto di vista ambientale non vi è programma internazionale accreditato per la riduzione della CO2 che non preveda anche il ricorso all’energia nucleare e non vi è un solo studio internazionale che affidi alle sole rinnovabili il compito di ridurre il peso dei combustibili fossili.

Ed invece tutti gli accenti che sentiamo oggi nel Pd prescindono dall'analisi di questi dati e fatti.
Come ha autorevolmente affermato il presidente americano Barack Obama: «Io credo che la creazione di lavori verdi sarà il traino della nostra economia per un lungo periodo. Per questo abbiamo destinato un grande ammontare di denaro per l’energia solare, quella eolica, il biodisel e tutte le altre fonti di energia pulita. Nello stesso tempo, sfortunatamente, per quanto velocemente crescano queste fonti avremo un enorme fabbisogno di energia, che non potrà essere soddisfatto da queste fonti. E la domanda è: “Da dove verrà quest’energia?” L’energia nucleare ha il vantaggio di non emettere gas serra e dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che Paesi come la Francia e il Giappone e altri Paesi sono stati molto più aggressivi nel ricorrere all’energia nucleare e con molto più successo, senza alcun incidente. Siamo consapevoli dei problemi legati al combustibile esausto e alla sicurezza, ma siamo fermamente convinti che questa via sia da percorrere se siamo preoccupati per il cambiamento climatico».

Ed è proprio, a nostro parere, dalla cooperazione fra le diverse opzioni, innovazione tecnologica ed efficienza energetica nella produzione e nel consumo, rinnovabili, fossili sempre più puliti e nucleare, che si può individuare la soluzione al duplice problema che abbiamo di fronte: disporre di energia elettrica e ridurre l’impatto ambientale. Senza preclusioni.


Siamo l’unico Paese del G8 che non produce energia dal nucleare. L’Europa produce circa il 30 per ento della sua energia elettrica con il nucleare. Nell’Europa dei 27 ben 15 Paesi possiedono impianti nucleari, 12 (Gran Bretagna, Francia, Svezia, Polonia, Lituania, Romania, Bulgaria, Finlandia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia) hanno annunciato nuovi piani di espansione nucleare. Paesi, un tempo considerati in via di sviluppo, come la Cina, l’India, il Brasile sono fra i primi investitori mondiali in nuovi impianti nucleari. Grandi Paesi produttori di petrolio stanno oggi lanciandosi convintamente nella costruzione di nuove centrali.

Sebbene la legge che reintroduce la possibilità di utilizzo del nucleare contenga forzature e punti sbagliati e ci siano limiti nell’azione di governo per la realizzazione dell’annunciato programma nucleare, riteniamo che non sia in alcun modo giustificata l’avversione al reingresso dell’Italia nelle tecnologie nucleari .
Gli errori del Governo meritano una puntuale sottolineatura da parte dell’opposizione e le prese di posizione dei gruppi parlamentari del Pd nelle sedi competenti si sono ispirate a una logica di contestazione di merito.

È incomprensibile, invece, la sbrigatività e il pressapochismo con cui, spesso, da parte di esponenti del Pd, vengono affrontati temi che meriterebbero una discussione informata e con dati di fatto.
Abbiamo nel Paese sentito parlare di “masserie fosforescenti” e altre falsità di questo genere, che cozzano contro il buon senso e ogni spirito di razionale e serio approccio al problema.

Basterebbe attraversare il confine e visitare centrali nucleari francesi vicine ai castelli della Loira o quelle nelle vallate svizzere per capire l’enormità di tali affermazioni.

O ancora per quel che riguarda i costi del programma nucleare: incomprensibile senza una discussione completa su tutti i dati di riferimento (costi di generazione del KWh, costo del combustibile, durata di vita delle centrali eccetera) e senza confronti con i costi delle alternative in caso di rinuncia al programma nucleare.

Per non dire del tema della sicurezza che punta a sottacere il track record di sicurezza degli impianti nucleari che non ha paragoni con quello di ogni altra filiera energetica .
Le tecnologie nucleari sono, ormai, essenziali e diffuse nel campo sanitario, industriale e della ricerca.
Il tema dello smaltimento, del deposito e della sicurezza di tutti i rifiuti nucleari, ad esempio, ci riguarda indipendentemente dalla scelta di costruire nuove centrali. E costituisce un grande tema di ricerca e innovazione tecnologica.

Infine. Crediamo che a te non faccia difetto la sensibilità di capire l’importanza per l’industria italiana di partecipare di nuovo a un processo internazionale di sviluppo del nucleare che significherà investimenti significativi in tecnologia, infrastrutture e servizi. E nello sviluppo di occupazione qualificata.
Caro Segretario, occorre evitare il rischio che nel Pd prenda piede uno spirito antiscientifico, un atteggiamento elitario e snobistico che isolerebbe l’Italia, non solo in questo campo, dalle frontiere dell’innovazione. Ampi settori di intellettualità tecnica e scientifica, che un tempo guardavano al centrosinistra come alla parte più aperta e moderna dell’Italia, non ci capiscono più e guardano altrove. Noi ti chiediamo di prendere atto che il nucleare non è né di sinistra, né di destra e che, anzi, al mondo molti leader di governi di sinistra e progressisti puntano su di esso per sviluppare un sistema economico e modelli di vita e di società eco-compatibili: Brasile con Lula, Usa con Obama, Giappone con Hatoyama, Gran Bretagna con Brown.
Noi ti chiediamo di garantire che le sedi nazionali e locali del Pd, gli organi di stampa, le sedi di riflessione esterna consentano un confronto aperto e pragmatico.
Riterremmo innaturale e incomprensibile ogni chiusura preventiva su un tema che riguarda scelte strategiche di politica energetica, innovazione tecnologica e sviluppo industriale così critiche e con impatto di così lungo termine per il nostro Paese.

Sen. Umberto Veronesi direttore scientifico Istituto Europeo di Oncologia, Giorgio Salvini presidente onorario Accademia Lincei Margherita Hack astrofisica, Carlo Bernardini professore emerito di Fisica Università di Roma - Direttore di “Sapere”, Enrico Bellone ordinario di Storia della Scienza, Edoardo Boncinelli professore di Biologia e Genetica, Gilberto Corbellini docente di Storia della medicina - Università di Roma, Marco Ricotti professore Politecnico di Milano, Ernesto Pedrocchi professore Politecnico di Milano, Roberto Vacca scienziato e scrittore, Franco Debenedetti economista, Emilio Sassoni Corsi presidente Unione Astrofili Italiani, Marco Carrai ad Firenze Parcheggi, Luigi de Paolis professore Università Bocconi, Chicco Testa imprenditore, Umberto Minopoli manager, On. Erminio Quartiani, On. Francesco Tempestini, Sen. Enrico Morando, Sen. Tiziano Treu, Sen. Pietro Ichino, Sen. Andrea Margheri, Amedeo Lepore professore Università di Napoli, Carlo Pedata professore, Mario Bianchi professore, Riccardo Casale professore, Marino Mazzini professore Università di Pisa, Bruno Neri, professore Università di Pisa, Giovanni Forasassi Professore Università di Pisa, Giorgio Turchetti docente Università Bologna, presidente Centro A. Volta,Carlo Artioli ingegnere nucleare Enea, docente Master Nucleare Bologna, Sandro Paci Università di Pisa - docente di Impianti Nucleari - presidente Corso di Laurea, Davide Giusti ingegnere nucleare Enea - docente Master Nucleare Bologna, Ettore Lomaglio Silvestri professore, Domiziano Mostacci ingegnere nucleare - docente Università di Bologna, Roberta Musolesi insegnante, Guido Fano fisico - docente Università di Bologna, Giorgio Giacomelli fisico - docente Università di Bologna, Vincenzo Molinari professore emerito di Fisica Università di Bologna, Marco Valenzi ricercatore, Paolo Mautino, Francesco Romano ingegnere, Aldo Amoretti sindacalista e consigliere Cnel, Fabrizio Rondolino giornalista, Maria Giovanna Poli giornalista, Myrta Merlino giornalista, Gianfranco Bangone direttore di “Darwin”, Anna Meldolesi giornalista scientifica, Vincenzo Rosselli imprenditore, Angelo Tromboni imprenditore, Antonio Napoli imprenditore, Maria Luisa Mello imprenditore e fisico, Giuseppe Gherardi ingegnere nucleare Enea, Francesco Pizzio ingegnere nucleare, Silvia De Grandis ingegnere nucleare e imprenditrice, Giuseppe Bolla ingegnere, Giulio Bettanini ingegnere elettrotecnico, Andrea Gemignani presidente Confindustria Livorno, Herman Zampariolo presidente Vona Energy, Giulio Valli dirigente Enea - Galileo 2001, Adolfo Spaziani direttore generale Federutility, Giovanni Bignami astrofisico, Massimo Locicero economista, Paolo Saracco fisico, Mauro Giannini direttore Dipartimento di Fisica Università di Genova, Fabrizio Candoni manager, Anna Ascani manager, Francesco Semino manager, Raffaella Di Sipio manager, Pietro Costantino manager, Silvio Simi manager “.

Domandina facile, facile per i fustigatori del Prof. Veronesi e per i guardiani del tempio dell’antinucleare: tutti incompetenti, tutti interessati, tutti in mala fede?

I commenti più votati

Commenti all'articolo

  • Di Renzo Riva (---.---.---.8) 10 marzo 2011 13:50
    Renzo Riva

    Ecco il testo dell’articolo pubblicato il giorno 9 Marzo 2011
    sul Messaggero Veneto del gruppo L’Espresso-La Repubblica

    Leggete i tre ultimi capoverso e ditemi se non sarebbe da castrarli.
    Senonché loro stessi si danno la zappa sui piedi con i due capoversi precedenti dove sembra dicano:
    "PECCATO CHE IL NUCLEARE COSTI COSI’ POCO" e ciò vuol dire riconoscere che le alternative sono COSTOSE e buone solo se avessimo miliardi da buttar via regalandoli alla mafia degli ecologisti, la mafia verde...

    CRISI PETROLIFERA
    NUCLEARE INEVITABILE
    di FRANCO A. GRASSINI

    Altri paesi produttori di petrolio, Kuwait, Emirati e Nigeria, si uniscono all’Arabia Saudita facendo sapere che accresceranno la produzione per compensare la perdita di quella libica e, soprattutto, per spegnere il fuoco dei prezzi in salita.
    Contemporaneamente, per altro, alla pompa la benzina ha toccato limiti che da tempo non si ricordavano.
    Segno, quest’ultimo, di un potere quasi monopolistico da parte delle compagnie che approfittano dei disordini in Libia per migliorare i loro margini più di quello che sarebbe consentito in un mercato concorrenziale, ma anche, al tempo stesso, indice di tendenze inflazionistiche, già alimentate dai rialzi nei prodotti agricoli e di altre materie prime, che possono avere pesanti conseguenze su almeno due piani.
    Su quello dei consumi interni che, con ogni probabilità, saranno compressi dato che la domanda di benzina risente meno di altri beni, almeno nel breve periodo, di aumenti del prezzo e, quindi, impone altre rinunce.
    Su quello monetario perché ridurrà notevolmente i dubbi della Banca Centrale Europea sui tempi di aumento dei tassi d’interesse, che quasi certamente avrà luogo in aprile, un paio di mesi prima di quanto si pensava. È vero, in termini reali gli interessi sono quasi negativi, ma un loro rialzo, anche moderatissimo, influisce sulle decisioni d’investimento.
    E il rialzo contribuisce anche a una riduzione della domanda complessiva, già depressa per quanto riguarda i consumi. In altri termini le già modestissime forze della ripresa rischiano di indebolirsi ulteriormente e lasciarci più a lungo in una fase statica.
    Nasce, a tal punto, la domanda sull’evitabilità degli aumenti della benzina e su quello che questo ci insegna perii futuro. Sul potere oligopolistico dell’Opec poco o nulla può fare un singolo Stato, forse nemmeno l’Unione europea.
    Anche le compagnie petrolifere sono difficilmente attaccabili dati gli enormi investimenti che sarebbero necessari.
    Tale potere, tuttavia, potrebbe, in Italia, essere ridotto arrivando a tagliare il legame tra i produttori di carburanti e la distribuzione degli stessi, sempre che quest’ultima venisse liberalizzata.
    Qualche centesimo di meno sul prezzo della benzina sarebbe possibile.
    La sete di dividendi del Tesoro da parte dell’Eni e la forza politica della corporazione dei distributori non lasciano molte speranze in tale campo.
    La questione del prezzo del petrolio, tuttavia, si riallaccia a tutta la politica energetica.
    Soprattutto in un’ottica di lungo periodo quando la crescente domanda, in particolare da parte dei paesi che continuiamo a chiamare emergenti anche se sono più che crésciuti, rischia di far aumentare ulteriormente i prezzi.
    Se nulla possiamo fare per contrastare la disponibilità di petrolio da parte dell’Opec e del gas da parte di Russia e altri produttori, molto potremmo fare per contenere la domanda. Non si deve dimenticare che siamo il paese europeo maggiormente dipendente dall’estero per i consumi di energia.

    Oltre l’80%, rispetto a una media europea di circa il 50%. Le energie alternative sono l’unica soluzione.
    Ed è necessario riconoscere, anche se ci può dispiacere, che quella atomica è la meno costosa e maggiormente controllabile.

    In questo ambito, da parte del nostro governo, si sono sentite molte promesse cui non è seguito alcun fatto concreto.
    Certo è difficile vincere i timori, molto spesso infondati, degli interessi locali.
    L’aumento del prezzo della benzina e la palese impopolarità dello stesso dovrebbero spingere il governo a trovare nell’opinione pubblica il necessario supporto, ma è molto, molto dubbio che un governo come quello che abbiamo, concentrato sulla quotidiana sopravvivenza, possa avere il coraggio di guardare lontano.

    http://www.opinione.it/view_journal.php?file=09032011.opinione.pag10.c.pdf

  • Di paolo (---.---.---.240) 10 marzo 2011 14:24

    Ciao Luigi . La questione energetica in Italia è diventata una questione di schieramento politico , o peggio ancora di fazione politica e di "estremismo " ideologico .Nulla a che fare con la sensibilità ecologica e con la salvaguardia dell’ambiente . Sintetizzando , il nucleare è di destra e legato ad interessi capitalistici , le "fonti rinnovabili" sono di sinistra e a sottoscrizione popolare .

    Ideologizzando il problema dell’energia , non arriveremo mai ad alcuna soluzione . Purtroppo il PD , che ha una spaventosa carenza qualitativa nei suoi dirigenti , si è allineato ai partiti radicali della sinistra e ai movimenti ecologisti che infestano il web , confermando la sua ormai storica e cronica inclinazione a prendere le cantonate più tremende . Non risolvendo il problema energetico siamo destinati al declino industriale . Purtroppo vedo all’orizzonte il solito quesito referendario che ,facendo leva sulle paure subliminali ,castrerà il ricorso all’energia nucleare con l’aggravante che pure le "fonti rinnovabili " , mitizzate come la panacea di tutti i mali , divoreranno risorse economiche enormi senza risolvere un tubo(o quasi) . Siamo il paese di " io speriamo che me la cavo " ma credo che questa volta pagheremo a caro prezzo una scelta sbagliata.
  • Di Luigi Nicotra (---.---.---.21) 10 marzo 2011 15:18

    Ciao, Paolo. Vero, concordo pienamente. Vorrei rammentare ciò che ha detto l’ex direttore di Greenpeace, il " pentito " Stephen Tindale: " È stata come una conversione religiosa. Essere contro il nucleare era il primo comandamento di un ambientalista, ma mi sono reso conto che l’energia atomica è meglio dei cambiamenti climatici ". Si veda al riguardo il suo intevrneo apparso sul Sole24Ore del 27 aprile 2010. Non sarà perché il risparmio energetico e le energie rinnovabili verosimilmente da soli non basterebbero?
    LN

  • Di ERIKA (---.---.---.62) 10 marzo 2011 18:42

    NO, SONO TUTTI VECCHI.
    Senza offesa per la vecchiaia, ma sono cresciuti nell’era dello sviluppo economico, dei miglioramenti scentifici e della qualità della vita. Non riescno ad immaginare un altro stile di vita oltre quello che hanno conosciuto. Non riescono a vedere che il benessere conquistato non è più sostenibile e non accettano vita fatta di meno sprechi, meno consumismo, meno comforts. Ecco perchè credono che le rinnovabili non basteranno...
    Inoltre nella lettera scritta al PD ci sono dei punti in forte contraddizione fra di loro: 
     1. ".. tutte le opzioni dovrebbero essere considerate, essuna esclusa, inclusa quella nucleare, non come “la” soluzione ma come “parte della” soluzione."
    Siamo daccordo ma solo dopo aver cosiderato anche la riduzione dei consumi e un cambiamento radicale dei nostri stili di vita occidentali basati sullo spreco e sull’eccesso e non solo sull’approvvigionamento energetico; altrimenti non basterà mai l’energia, qualunque sistema adottiamo!!!!!
     2. "Paesi come la Francia e il Giappone e altri Paesi sono stati molto più aggressivi nel ricorrere all’energia nucleare e con molto più successo, senza alcun incidente."
    Esatto, ma in passato. Più di 30 anni fa. Ad oggi la Francia spreca oltre il 40% delle risorse di acqua potabile per raffreddare i reattori. Spende esageratamente per stoccare le scorie; ha più di 100 piccoli incidenti all’anno nelle sue centrali di cui nessuno ovviamente parla; sta smantellando e chiudendo quelle che può e ha siglato accordi con B. per rivenderci i pezzi ’usati ma tenuti bene’ delle centrali che smantella.
     3. "l’idroelettrico, patrimonio storico del nostro Paese, ma praticamente non aumentabile, produciamo circa il 6 per cento." Chi l’ha detto che non è aumentabile. Praticamente nessun fiume, diga, lago, cascata ha una certale idroelettrica. Sono davvero poche le centrali idroelettriche in italia e potrebbero essere aumentate di centinaia di volte. Solo ora, si parla di fare una centrale idroelettrica nella diga del Vajont, tanto per citarne una. Un progetto pronto ci sarebbe anche per l’invaso di Montedoglio in provincia di Arezzo, cosrtruito da 30 anni e mai utilizzato a questo scopo. Senza considerare i posti di lavoro diffusi in tuto il territorio nazionale che si creerebbero anche per la costruzione delle ’piccole’ centrali a basso impanto ambientale, non inquinanti e autosufficenti. E così via... Solo l’ignoranza può far dire certe cose!!
    4. "per quanto velocemente crescano queste fonti (rinnovabili: eolico e solare) avremo un enorme fabbisogno di energia, che non potrà essere soddisfatto da queste fonti." Perhcè voi avete mai visto costruire una C.Nuc. in meno di 10 anni? E percaso ci vuole meno tempo che produrre pannelli solari, torri eoliche o piccole centrali idroelettriche? Se le C.Nucl le avessimo (come gli USA o la Francia) potrei capire che conviene usarle, ma al momento in Italia non le abbiamo (salvo alcune preistoriche e in disuso da 30 anni!) Quindi si fa prima a incrementae le rinnovabili.
    5. "Paesi, un tempo considerati in via di sviluppo, come la Cina, l’India, il Brasile sono fra i primi investitori mondiali in nuovi impianti nucleari. Grandi Paesi produttori di petrolio stanno oggi lanciandosi convintamente nella costruzione di nuove centrali."
    Sono tutti paesi che vengono dalla miseria e che vedono lo sviluppo industriale ed economico come unico obiettivo. Non hanno una cultura ambientalista e coscienza ecologica perchè fino a ieri la loro natura era incontaminata. Solo quando cominceranno a morire come mosche per i mali dell’inquinamento invece che per la fame si renderanno conto e svilupperanno una coscienza ambientalista. Noi questo traguardo l’abbiamo già raggiunto e ci siamo accorti che conviene migliorare la qualità della vita in armonia con quella ambientale. vogliamo andare avanti o tornare indietro? non abbiamo imparato nulla? Vogliamo paragonarci ancora a paesi che sono 50 anni in dietro?
    6. "Basterebbe attraversare il confine e visitare centrali nucleari francesi vicine ai castelli della Loira o quelle nelle vallate svizzere per capire l’enormità di tali affermazioni." E poi magari, invece di visitare solo bei luoghi turistici andare anche a vedere le zone dove viene stoccato il materiale radiattivo. con un contatore Geiger possibilmente, perchè la radioattività non si vede a occhio nudo!! Le zone vicini ai siti di stoccaggio. Le miniere di estrazione dell’uranio (che per chi non lo sapesse è necessario a far funzionare la C.Nuc. come la benzian per l’automobile) e poi i centri dove l’uranio viene lavorato perchè non è pronto in natura (come il petrolio per fare la benzina!).
    7. "O ancora per quel che riguarda i costi del programma nucleare: incomprensibile senza una discussione completa su tutti i dati di riferimento (costi di generazione del KWh, costo del combustibile, durata di vita delle centrali eccetera)" Ecco appunto: l’Italia non ha giacimenti di URANIO perciò anche passando al Nucleare saremmo sempre dipendenti da altri paesi che sicuramente all’inizio ci venderebbero l’uranio a cifre decenti ma poi con il crescente affidamento a questa tecnologia ci aumenteranno i prezzi e ci prenderanno per il collo. Come con petrolio - uguale uguale... !! inoltre una centrale nucleare costa dai 4 ai 10 miliardi di euro secondo le dimenzioni ecc; in Italia ce ne vorrebbero una ventina come minimo quindi 80/200 miliardi di euro di investimento + l’uranio + lo stoccaggio delle scorie + l’acqua da potabilizzare (o desalinare se è del mare) + lo smaltimento dei rifiuti radioattivi.
    una centrale dura 30 anni dopodichè o chiude o necessita di forti investimenti per la sostituzione di parti fondamentali e ammodernamento. 

     Ecco, fatti due conti conviene davvero spendere 200 miliardi di euro + tutto il resto (uranio+scorie+ecc) per avere energia solo per 30 anni e disponibile solo dopo il 2020 se va bene?? 
    meditate gente meditate... e se la lettera è stata scritta davvero da militanti del PD, è bene che il Pd non sia al governo!

  • Di paolo (---.---.---.240) 10 marzo 2011 18:59

    Il risparmio energetico si ottiene ottimizzando i processi maggiormente energivori , e questo , a livello di impiantistica industriale in Italia è in uno stato piuttosto avanzato , poi bisogna migliorare gli isolamenti termici degli edifici e qualcosina ,con molto ritardo, si sta facendo, infine andrebbero anche cambiati certi comportamenti improntati agli sprechi .

    Ma resta comunque un deficit energetico che non puoi assolutamente colmare con il ricorso alle fonti rinnovabili (lasciando perdere i costi come Riva ha evidenziato nel commento precedente e che non sono assolutamente competitivi rispetto al nucleare ) . Le dimensioni sono queste : una centrale termonucleare da 1 GW di potenza produce 1 centesimo della potenza nominale del sistema fisico installato nel nostro paese . 
    Eppure per produrre questa potenza ,bruciando "fossili " occorrerebbero quasi 2.000.000 di ton. di petrolio (quaranta petroliere da 50.000 ton l’una), mentre utilizzando il fotovoltaico solare occorrerebbero , nominali, non meno di 8.000.000 di mq di pannelli , che vanno almeno raddoppiati per tenere conto della discontinuità della radiazione solare e siamo a circa 16.000.000 di mq , senza contare i rendimenti ,qualcosa come 1500 campi di calcio ricoperti di pannelli .
    Questa è la dimensione del problema e poi senti dire da qualche "antinuclearista" , neanche tra i più accesi , che il ricorso al nucleare "aggrava " il divario tra paesi ricchi e paesi poveri . Capito cosa c’è dietro ? . Questi per eliminare il divario vogliono farci diventare poveri.
  • Di paolo (---.---.---.240) 10 marzo 2011 21:13

    Cara Erika 


    1. Cambiare stile di vita , siamo assolutamente d’accordo . Facile a dirsi ma molto piu’ difficile a farsi .Il benessere abitua male .Prova a vendere un’auto senza climatizzatore .
    2.Siamo ai soliti argomenti triti e ritriti , con nessun fondamento , quello dell’acqua francese che sparisce è un classico .Il 95% dell’acqua utilizzata nel condensatore viene restituita al ciclo naturale .Anche le torri del termoelettrico (fossili) prelevano acqua dal territorio . Non esiste sistema produttivo esente da guasti .Molti impianti vengono smantellati in giro per il mondo perchè i nuovi impianti che si installano offrono rendimenti e livelli di sicurezza molto più elevati .
    3.L’droelettrico non è facile da realizzare perchè sono in gioco molti fattori critici e oltre all’orografia bisogna considerare l’impatto ambientale . La tendenza è quella di fare microdighe di potenze piuttosto modeste per usi puntuali .A proposito di diga del Vajont , nel 1963 , fece quasi 2.000 vittime ad ulteriore dimostrazione che nessun sistema produttivo è esente da rischi .Immaginati se lo faceva una centrale nucleare.
    4. Il fatto di non averle fatto prima non deve indurci a ripetere l’errore . per le proporzioni in gioco di rimando al mio commento precedente.
    5.valutazioni tue anche un po’ leggerotte (senza offesa). Anche noi siamo passati dal sottosviluppo al benessere , non mi risultano morti come le mosche ,anzi la vita media si è allungata . Ti confondi con le guerre.
    6. Se metti la testa in un barile di petrolio ottieni effetti anche peggiori. Boh!
    7.I conti economici se non si sanno fare ci si affida a chi li sa fare . Poi se si hanno validi e comprovabili motivi si contestano .Ti suggerisco di documentarti meglio .

    ciao
  • Di Il Gufo (---.---.---.35) 10 marzo 2011 23:26

    Vorrei commentare il punto numero 3, senza perdermi in valutazioni economiche.
    "A proposito di diga del Vajont , nel 1963 , fece quasi 2.000 vittime ad ulteriore dimostrazione che nessun sistema produttivo è esente da rischi .Immaginati se lo faceva una centrale nucleare."

    Il problema del nucleare in Italia riguarda proprio episodi come il Vajont: non mancò la tecnica (la diga c’è ancora), mancò la cultura.
    Mancarono i dovuti controlli, vennero ignorate tutte le relazioni tecniche non favorevoli al progetto, sedate le rare voci critiche; e subito dopo si parlò di fatalità, per allontanare i sospetti dall’enorme catena di responsabilità personali.
    E’ così che fanno gli italiani, cambiare si può ma non mi sembra probabile che accada domattina.
    Un altro problema è la localizzazione degli impianti: si consuma tra Milano e Padova/Venezia, saranno entusiasti di due centrali nucleari in zona?
    L’unico paese citato simile geograficamente all’Italia è il Giappone, inutile dire in cosa differiscono i due paesi in tema di sicurezza degli impianti industriali (o di treni, o di edifici antisismici,...)

  • Di Gianluca (---.---.---.16) 11 marzo 2011 09:52

    Il nucleare non va bene affatto,parlate senza conoscere l’argomento ( sono ingegnere energetico). Voi dite che le sole energie rinnovabile non possono bastare a compensare il fabbisogno energetico mondiale. Be vi sbagliate. Il solo fotovoltaico a fatto enormi passi da gigante con l’introduzione di moduli a multigiunzione( siamo passati a fattori di conversione del 20% fino al 70 % odierni ) . Con l’abbinaminto di sistemi a concentrazione, ogn i singolo modulo equivarebbe fino a 1000 moduli dei vecchi al silicio monocristallino(togliendo il problema di ingombro eccessivo su terreno),senza contare il fatto di poterci integrare nel sistema di raffreddamento, un ciclo termodinamico con l’indroduzione nell’impianto di sali che portano il liquido vettore fino ad una temperatura di circa 800 gradi,che mediante generatori di vapori e turbine, si può produrre altra energia elettrica e quindi arrivare a rendimenti complessivi dell’impianto elevatissimi( oltre al fatto di produrre energia termica utilizzabile per il riscaldamento )la possibilità di produzione energetica anche in periodi di assenza della fonte energetica primaria ovvero l’energia solare durante la notte o con cielo coperto grazie alla possibilità di accumulo del calore in appositi serbatoi.Di particolare interesse sono anche i moduli polimeri ,dal punto di vista applicativo.
    Tenete presente anche l’eolico, che grazie all’idea di sfruttare le correnti presenti ad alta quota ( 9000 metri dal livello del mare), o metterle nelle profondità degli oceani , si è arrivati a progettare e costruire pale con potenze nominali di 1G e con la possibilità di sfruttare le correnti 24 ore su 24.Esitono impianti a turbina ,che sfruttano il moto delle maree. Anche il geotermico è una grossa fonte energetica, si progettano e fanno impianti fino a 2G,senza contare il fatto che ogni singola casa nostra potrebbe averne uno,come pure il fotovoltaico o il solare termico.Anche il Biomassa è un ottimo metodo di produzione di energia, tutt’oggi si costruiscono centrali che hanno 200 KW di potenza nominale; uno dei grossi vantaggi è la possibilità di utilizzarlo per compiere vari lavori incontemporanea, ovvero riciclo rifiuti organi,produzione compost,produzione biogas,produzione energia elettrica e termica.Bisogna considerare anche la possibilitò di convertire energia elettrica prodotta in idrogeno,tramite elettrolisi.L’idroelettrico,in Italia, si può aumentare ( di molto poco ancora), ma si puo ottimizzare di molto ancora l’efficienza dei singoli componenti meccanici ed elettrici che compongo l’mpianto ed quindi in rendimento complessivo.Con i nuovi sistemi di isolamento termico a cappotto e con i nuovi sitemi di serramenti, si può ottenere un 30% di miglioramento dell isolamento termico.Non valutate il fatto di poter utilizzare nei motori a ciclo 8, il biodiesel o bioetanolo,anzichè i derivati del petrolio,senza dover cambiare nulla a livello meccanico e tutto ciò che comporta come risparmio sui singoli mezzi di spostamento (auto,bus..) e sulle centrali che utilizzano questo tipo motore !!! Il contributo attuale al fabbisogno energetico mondiale fornito dal nucleare è in realtà solo del 2% e non lo sbandierato 5,9% di energia primaria: questo perché solo un terzo del contenuto energetico del combustibile fissile viene effettivamente sfruttato, in quanto convertito in energia elettrica, l’unica forma di energia che le centrali nucleari sono realmente in grado di sfruttare il resto viene perso in calore.Gli impianti nucleari sono sempre stati accompagnati da una lunga lista di incidenti, generalmente tenuti nascosti o sottostimati. Gli stessi impianti di nuova costruzione (tipo EPR) prevedono l’impiego di un combustibile maggiormente arricchito che comporterà una più elevata presenza dei prodotti di fissione (fortemente radioattivi). Queste scorie, anche perché sviluppano più calore, saranno ancora più difficili da gestire.Si pensa che il nucleare possa ridurre il costo dell’energia. Questo non è vero: un recente studio ha dimostrato, per esempio, che i costi per il nucleare in Svizzera continueranno ad aumentare.
    I costi per il nucleare variano notevolmente da paese a paese: in Germania ha un prezzo di circa due volte e mezzo in più rispetto a quello francese. Ciò è dovuto al fatto che il nucleare in Francia è stato finanziato per anni dallo Stato, quindi dai cittadini. Ancora oggi, le 30.000 persone che lavorano per il nucleare francese sono pagate grazie agli investimenti massivi dello Stato. L’aumento del numero di centrali atomiche nel mondo in questi ultimi anni ha causato, inoltre, un considerevole aumento del costo dell’Uranio, che difficilmente tornerà a scendere. Il nucleare è dunque molto costoso, anche nel lungo periodo.Senza contare che per costruire una centrale nucleare occorre una quantità enorme di cemento e la produzione di cemento è tra le cause del riscaldamento globale.Ma passiamo al materiale. Tutti sanno che la materia prima del nucleare è l’uranio. Per estrarlo e lavorarlo, fino a ricavarne l’uranio arricchito da utilizzare nelle centrali, si utilizza tantissima energia. Quindi, i benefici dal punto di vista ambientale, potenzialmente positivi, sono di gran lunga minori se si considerano tutti i fattori che prendono parte alla produzione dell’energia nucleare.Vediamo ora la tempistica per la realizzazione di una centrale e la sua relativa attivazione.Occorrono circa 7 anni per progettare una centrale nucleare, e ne occorrono altri 7 per costruirla e per produrre energia, infine occorerebbero ancora altri 7 anni per recuperare l’energia impiegata per la costruzione della stessa. Quindi occorrono in totale 20/21 anni perchè una centrale nucleare diventi funzionale.Per contrastare il cambiamento climatico le aziende che si occupano di nucleare sostengono che arriveranno a produrre tra il 40 ed il 50% dell’energia mondiale totale. Facendo qualche calcolo, dovremmo costruire 3 centrali nucleari ogni 30 giorni per 60 anni. Nei prossimi 20 anni le vecchie centrali che saranno spente per ragioni tecniche o economiche sono in numero maggiore di quelle che entreranno in  funzione. Tra le opzioni disponibili il nucleare è molto costoso, i suoi costi spesso sono sottostimati. Ogni azienda pubblica che desidera costruire una centrale nucleare prende la responsabilità di smaltire i rifiuti. Deve accollarsi il costo di cercare una compagnia assicurativa che assicuri il reattore contro possibili incidenti. Inoltre, sono da includere nelle spese delle bollette dell’elettricità, non solo i costi di costruzione del reattore, ma anche di smantellamento quando sarà inutilizzabile. Negli Stati Uniti il costo e il tempo dello smantellamento di una centrale nucleare è maggiore di quello della costruzione. Quindi, se includiamo tutti i costi, l’energia nucleare non risulta poi così vantaggiosa come vogliono farci credere. Fino ad ora ogni centrale nucleare è diventata economicamente possibile solo grazie ai sussidi e ad assicurazioni forniti dai governi. Quando la Gran Bretagna cercò di privatizzare le sue centrali di proprietà governativa, cioè quella a carbone, a gas e nucleari vendendole appunto ai privati, vendette tutte tranne quelle nucleari. Nessun investitore fece un’offerta per accaparrarsi una centrale nucleare britannica già costruita e operativa. Gli investitori sapevano che acquistando una centrale nucleare avrebbero dovuto occuparsi dei costi per lo smaltimento dei rifiuti, e i relativi costi di smantellamento della centrale.L’energia nucleare si basa su un combustibile limitato. Secondo alcuni l’uranio si esaurirà tra il 2035 e il 2050. Il prezzo dell’uranio salirà di conseguenza, come sta già avvenendo, e non si risolve il problema più grande.Attualmente nel mondo non esiste un sito di stoccaggio definitivo.La prima centrale nucleare è stata fatta all’incirca 60 anni fa e da allora ancora non sappiamo come trasportare e smaltire gli scarti nucleari. Negli Stati Uniti hanno trovato uan soluzione ingegnosa quanto dispendiosa. Hanno speso 18 anni e 9 miliardi di dollari per costruire un tunnel sotto la montagna Yucca in cui depositare i rifiuti con l’idea che i rifiuti vi sarebbero rimasti per almeno 10000 anni. Questo tunnel è costato 8 miliardi di dollari e 18 anni di lavori, non è ancora aperto è sta già crollando con giusto qualche anno di anticipo.Oggi, chiunque sostenga il nucleare, sostiene un sistema energetico facilmente sfruttabile in altri modi (eserciti e organizzazioni terroristiche). Si tratta di una scelta energetica che aumenta anche i pericoli e i rischi globali. Sappiamo benissimo che un solo incidente (come quello di Chernobyl) sarebbe devastante. Le attività agricole vicino Chernobyl saranno possibili solo fra 200 anni, quando si sarà annullata la radioattività, senza contare che l’area dove è esploso il reattore sarà sicura tra almeno 20000 anni.Considerando che in Italia sia ha un consumo medio di 20 G e di picco 50 G , posso dire tranuillamente che le rinnovabili comprirebbero interamente il fabbisogno (contando anche bioetanolo,biodiesel ed idrogeno).Quindi non straparlate se non siete esperti nel settore.

  • Di Gianluca (---.---.---.16) 11 marzo 2011 10:44

    Mi scuso per i numerosi errori di battitura, ma stavo compiendo in simultanea dei lavori al CAD. I moduli fotovoltaici , si chiamano POLIMERICI e non polimeri.

  • Di Luigi Nicotra (---.---.---.21) 11 marzo 2011 11:02

    Premesso che io non sono un ingegnere " energetico " ma solo una persona che si informa e si documenta con energia, mi permetto, per ora, un solo quesito a Gianluca che invita a non straparlare se non si è esperti nel settore, ragionamento in base al quale dovrebbero tacere tutti coloro che: 1) non hanno una laurea ad hoc; 2) non hanno lavorato a Caorso; non arrivano da Chernobil; non aderiscono a Greenpeace, Lega Ambiente, Verdi, WWF e, già che ci siamo, ai boy scouts: ma tutti i firmatari del documento in premessa di questo thread sono una manica di perfetti idioti o hanno qualche titolo ed un tantino di competenze scientifiche da far valere? Grazie.
    LN

  • Di paolo (---.---.---.240) 11 marzo 2011 11:54

    Eg. Ing. energetico Gianluca esperto 


    Intanto suggerisco un’ atteggiamento meno da professorino , nessuno detiene il primato della conoscenza e quindi i giudizi meglio non darli .
    Comunque venendo al contenuto ,piuttosto corposo , mi limito ,per ovvi motivi ad alcune osservazioni , precisando in premessa che non ho alcuna preclusione intellettuale verso le " fonti rinnovabili" ,solare in primis , dal momento che ben trenta anni fa , ho frequentato un corso di progettazione di impianti solari .
    Hai citato la nuova tecnologia delle celle solari multi-giunzione a concentrazione della radiazione incidente e a largo spettro di assorbimento . tecnologia molto promettente , ma mi risulta un rendimento max teorico di circa il 40 % (il 70% è nei tuoi sogni ?)(dati del Fraunhofer Insitute for Solar Energy System ) , idem Spectrolab (c&0 Boeing) . Comunque se hai fonti tecniche più recenti e diverse prego di fornircele , sono interessato . Mi risulta inoltre che i sistemi a film sottile sovrapposti a diverso spettro di assorbimento , sono enormemente costosi per la elevata complessità costruttiva , la relativa scarsità dei semiconduttori ibridi , problemi di raffreddamento del ricevitore e ,non ultimo, se si danneggia uno strato ,cessa di funzionare l’intera cella .Se mi fornisci dati più aggiornati ringrazio.

    Pale eoliche da 1 GW sarebbero un sogno ,peccato che i limiti pratici imposti dalle altezze delle torri ( oltre i 100 -150 mt la complessità dei rotori e le coppie in gioco rendono le strutture esponenzialmente più pesanti,instabili e costose ) . Anche gli acquiloni per i venti di quota sono validi come ipotesi di studio. Vedremo quali tecnologie ,a costi compatibili ,potranno essere realizzate . Oggi le pale di normale utilizzo , per ragioni di impatto ambientale , viaggiano su alcune unità espresse in MW .(Siamo ad un fattore di un’ordine di grandezza attorno ad un cinquecentesimo di quello che asserisci).
    Considera inoltre , e questo vale sia per il solare che per l’eolico,devono essere considerati i fattori di carico legati alla discontinuità delle fonti di energia in gioco .Comunque sempre se hai dati prego fornirceli ,siamo tutti aperti alle nuove soluzioni . 
    Sulle maree non mi pronuncio .Lascio a te la responsabilità delle tue affermazioni .
    Sul nucleare hai fatto " un collage " di tutte le obiezioni tecnico economiche si trovano in letteratura , per cui senza ripetere cose già dette nei vari post ,ti suggerisco di rivedere molte delle considerazioni che hai fatto .
    Siccome sei ingegnere , ti suggerisco di valutare l’elaborato dell’Ing Riccardo Igor Renzulli , ordine degli ingegneri della provincia di Roma , che è anche relatore nel Comitato di valutazione sul nucleare in Italia . Ovviamente ,dal momento che hai gli strumenti matematico scientifici per capire l’elaborato ,sarei anche curioso di conoscere il tuo giudizio nel merito .

    ciao
  • Di (---.---.---.226) 11 marzo 2011 16:12

    MA SIETE TUTTI PAZZI A PROPORRE CENTRALI ATOMICHE IN ITALIA?
    L’ITALIA E’ AD ALTO RISCHIO SISMICO
    !!!!!!

    Terremoto e tsunami Giappone: allarme centrali nucleari e fughe radioattive
    http://www.cronacalive.it/terremoto...

    F.DINICOLI

  • Di paolo (---.---.---.240) 11 marzo 2011 17:07

    Eccoci Dinicoli , sentivo la tua mancanza .


    Terremoto di magnitudo scala Richter superiore a 8 , ossia una roba da matti .
    Scoppia un petrolchimico e come da tuo link cronacalive , il portavoce del ministro YUKIO EDANO , comunica che " nessuna fuga radioattiva è avvenuta nelle centrali termonucleari ".
    Bene , a fronte di questa comunicazione , si spara comunque l’allarme fuga radioattiva .

    Credo che sia il primo caso , a livello mondiale , che si crea un’allarme , citando la fonte che lo smentisce . Non ho parole .

    ciao
  • Di paolo (---.---.---.240) 11 marzo 2011 17:26

    Un’appello a Luigi Nicotra 


    Davanti a me ho tre monitor , due per lavorare ed uno puntato su AgoraVox . Rischio di sbagliare nel mio lavoro e anche in quello che commento , ma da alcuni mesi mi sono dato la " Mission Impossible" che è quella di confutare argomenti che ritengo "inesatti" (eufemismo).La chiamo "partecipazione ", cosa che fino a poco tempo fa non ho mai fatto , anzi me ne sono strafregato . Non sono un’esempio da seguire.
    Per non trabordare sul tuo post , ti chiedo se mi autorizzi a proseguire .

    ciao
  • Di Luigi Nicotra (---.---.---.198) 11 marzo 2011 19:13

    Se non ti pesa correre il rischio " strabismo " a causa dei 3 PC da tenere in contemporanea sotto controllo, prosegui pure, Le tue considerazioni ed osservazioni sono sempre interessanti ed argute. Ritornerò anch’io quanto prima sull’argomento.
    Cordialmente,
    LN

  • Di Gianluca (---.---.---.61) 11 marzo 2011 21:31

    Effetivamente mi scuso per i toni un po’ accesi, sento molto questo argomento in quanto mi riguarda personalmente a livello lavorativo ,ma anche per un futuro da destinare ai nostri figli. Per il multigiunzione è rimasto indietro, ora sono andati ancora più avanti costruendo mdolui a 5 giunzioni p-n.I problemi dei costi, sono stati ridotti utlizzando il metodo di "spruzzare"piccole quintità di semiconduttori (fosfuro di indio-gallio,arsenuro di gallio, telluro di cadmio.... ) su una base di germanio e con l’introduzione di lenti ottiche che amplificano lo spettro(quindi i costi di investimento vengono coperti con notevole e maggiore produzione) ; inoltre ,questi nuovi semiconduttori, oltre al vantaggio di lavorare su band gap differenti e quindi coprire circa il 90 % dello spettro solare, soffrono nettamente meno l’aumento della temperatura ( comunque il problema del raffreddamendo è stato risolto utilizzando il liquido,come vettore di energia per la produzione di vapore e quindi non sarebbe un investimento sprecato come rientro di capitali,per il motivo di genrazione di ulteriore elettricità o per la pruzione di energia termica da distribuire con teleriscaldamento) . Naturalmente si parla sempre per impianti oltre un 1 MW ,se no l’investimento non è più vantaggioso.Il giusto compromesso prezzo/pruduzione si avrebbe con l’abbinamento a questa tecnologia ,di materiali organici (polimerici) con bassissimi costi di produzione ed elevata disponibilità ( Tecnologia in rapido avanzamento ). Le metto qualche link da vedere: http://www.energoclub.it/doceboCms/...
    http://www.enea.it/produzione_scien...
    http://www.ing.unitn.it/ colombo/FO...
    http://www.enea.it/attivita_ricerca...
    http://qualenergia.it/articoli/2010...
    /08_Mondo_Tecnologia.pdf
    http://www.nonsolosolare.it/2010/10...
    http://kitegen.com/
    http://www.kensan.it/articoli/KiteG...
    http://www.appuntidigitali.it/6288/...
    http://imprenditori.it/2010/08/29/m...
    http://www.bcp-energia.it/ocean_ene...
    http://www.energoclub.it/doceboCms/...
    http://www.enea.it/produzione_scien...
    http://amsdottorato.cib.unibo.it/21...
    http://www.enernew.it/speciale-idro...
    Naturalmente quando parlo di efficenze massime , mi riferisco a progetti in fase di sviluppo ma già costruiti, per tutte le tecnologie elencate.
    Alcuni problemi esistono ancora in tutte le tecnologie delle rinnovabile, ma con il tempo ( non molto ) si sta arrivando a parametri di efficienza ottimali ed i problemi relatitivi ai costi si stanno risolvendo. Quello che vorrei dire e che , visto l’enorme possibilità di crescita e potenziale del settore, bisognerebbe investire qui . Inoltre noi cerchiamo un ’indipendenza da "materia prima", come il petrolio ,che non è disponibile sul suolo Italiano e ci obbliga a comprarlo negli stati che si contendono il monopolio, be,con il nucleare il problema non si risolve, poichè noi non lo possediamo e saremo costretti a trattare con un nuovo monopolista ,che ci imporrebbe il proprio prezzo con relative speculazione del caso.Quindì ,così , avremmo 2 tipi di dipendenze, da Uranio e da petrolio.Per motivi di tempo , commenti riguardanti il nucleare ,sono stati presi da vari documenti,che io reputo veritieri, ma per chi vorrebbe sarei pronto a spiegare in modo più tecnico ed approfondito il problema.Avevo già letto il documento dell’Ing. Renzullo lo ritengo un po’ di parte e troppo pessimistico sullo sviluppo delle rinnovabili. I punti in cui mi trovo in maggiore disaccordo , sono sulla capacità di raggiungere le percentuali richieste dall Ue (17 % nel 2020 ), poichè la Germania ha già raggiunto e superato tale parametro quest’anno, e punta ad un 80% nel 2050. Egli, non tiene inoltre conto che noi dobbiamo comprarlo questo uranio , che poi dovrà essere impoverito con maggiori costi aggiuntivi; inoltre, l’uranio non è illimitato in natura,anzi.Non tiene conto che necessità di grossi bacini d’acqua per il sistema di raffreddamento e di grosse e costose "colate dicemento" che incrementano l’effetto serra . In definitiva ritengo sconveniente dal punto di vista economico dell’investimento, più che della sicurezza. Il costo medio attuale di una centrale nucleare è di circa 2500-3000 Euro/kW elettrico installato, ovvero il costo in conto capitale di una centrale da 1000 MWe elettrico è di circa 3 miliardi di Euro. Il costo dell’EPR da 1600 MW elettrico (il reattore europeo di III Generazione fornito dalla franco-tedesca Areva) viene valutato attualmente, nei paesi occidentali, da 4 a 4,5 miliardi di euro + vanno aggiunti i costi dell’uranio(per una centrale da un GW che lavora 7000 ore l’anno :Si parte da 170 tonnellate di ossido di uranio che bisogna trasformare in fluoruro di uranio che viene arricchito e da cui si separa del materiale formato prevalentemente dall’uranio 238,si ottengono così 24 t di UF6 da cui si ottiene il "combustibile" della centrale;prezzo uranio 36 $ la lb(1 libbra=0.454 kg),prezzo conversione 12$kg ,arricchimento 112$/SWU) + trasporto del materiale+gestione delle scorie.
    Tutti questi costi andrebbero ad incidere sulla nostra bolletta (Quindi non è vero che poi pagheremo meno l’elettricità).Gli attuali reattori di III Generazione (AP1000 Westinghouse, EPR Areva) hanno un tempo di costruzione di circa 50 mesi. Ma va tenuto conto che prima della costruzione è necessario acquisire alcune autorizzazioni sia per il sito sia per la costruzione e la messa in funzione esercizio dell’impianto. Questi tempi definiti dipendono dalle legislazioni e regolamenti nazionali per cui ci si può riferire a casi concreti recenti, quali quello finlandese, quello britannico e, infine, proprio quello italiano. In Finlandia il processo decisionale per la realizzazione di un nuovo impianto nucleare implica sei successivi stadi, che vanno dalla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per la costruzione ed esercizio dell’impianto al rilascio di una licenza di esercizio da parte del Governo. Nel caso dell’impianto EPR di Olkiluoto 3, l’iter è iniziato nel 1998 con il lancio della VIA da parte delle utility interessate (a quel tempo erano ancora in ballo due possibili siti), ha attraversato il suo culmine con l’approvazione della nuova centrale da parte del Governo finlandese nel maggio del 2002 (la licenza alla costruzione è stata poi rilasciata nel 2005) e si concluderà nel 2011-2012 con la messa in funzione dell’impianto: complessivamente 13-14 anni, ma l’impianto sconta il fatto di essere il First-of-a-Kind, cioè il primo impianto EPR mai costruito al mondo. Il governo britannico, ad inizio 2008, ha annunciato la costruzione di 8 centrali nucleari di III Generazione, fra cui l’EPR già più volte menzionato. Il target di EDF è di mettere in rete il primo impianto EPR britannico nel 2017-2018. Infine, il nuovo programma nucleare italiano avviato con l’approvazione della legge 99 del 23 luglio 2009 riguardante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia” e con il relativo Decreto attuativo dell’art. 25 della medesima legge approvato nel 2010, prevede la messa in rete della prima centrale nucleare di III generazione all’orizzonte del 2020.
    Gli attuali reattori di III Generazione (AP1000 Westinghouse, EPR Areva) hanno un tempo di costruzione di circa 50 mesi. Ma va tenuto conto che prima della costruzione è necessario acquisire alcune autorizzazioni sia per il sito sia per la costruzione e la messa in funzione esercizio dell’impianto. Bisogna tenere conto anche dei tempi per la costruzione di tale impianto ,circa 15 anni rapportata alla durata di una centrale ,senza bisogno di rimodernizzare (la maggior parte delle centrali viene progettata per una vita utile di 30 anni, ma con opportuni investimenti di rinnovamento ci sono centrali in attività dagli anni 60 (7 di cui una in Svizzera) e in teoria si può arrivare a 60 anni, infatti se da un lato il circuito vapore per usura, corrosione ecc può vivere circa 30 anni e poi va rifatto, il reattore può tranquillamente arrivare a 60 (non in tutti i tipi, nel reattore CANDU dopo 30 anni i tubi in pressione sono da buttare).
    Per noi sarebbe stato conveniente se tali impianti esistessero già, come in Germania,in cui si adotta il programma 202020, ovvero l’obiettivo di raggiungere entro il 2020 una riduzione delle emissioni di CO2 del 20%, e la produzione del 20% del fabbisogno energetico del Paese attraverso fonti rinnovabili ( tra cui nucleare).Concordo con lui (infatti ne avevo parlato prima), sulle tesi proposte su impianti a biogas-biomassa, e sulla produzione di biodiesel e bioetanolo.

  • Di (---.---.---.184) 11 marzo 2011 22:59

    @Paolo
    valori di radiazioni 1000 volte superiori la norma...( fonte ufficiale agenzia Giapponese e CNN)
    I cittadini hanno avuto l’avviso di allontanarsi dalla zona a rischio radiazioni.
    Non so dove leggi le tue informazioni,ma è meglio non giocare sulle tragedie.

    F.DINICOLI

  • Di paolo (---.---.---.240) 12 marzo 2011 00:07

    Molto bene Gianluca , adesso che siamo rientrati in un contesto tecnico più plausibile , ho molto da condividere con quello che dici . Con la premessa che il nucleare ,quello attuale , ossia la III+ generazione ha efficienze e standard di sicurezza che Chernobyl (dove gli errori umani sono stati assolutamente unici e oggi impensabili ) ormai rappresenta la preistoria della tecnologia "nucleare ". Non dimentichiamo che l’elettronica di gestione e di controllo oggi è di un’altro pianeta e anche l’errore umano è come influenza tendente a zero .Tuttavia sono anch’io convinto che le centrali a fissione che bruciano"Uranio " o MOX non sono esaustive dalla dipendenza dai fossili . Anche "bruciando " Torio (ben più abbondante dell’U e nettamente meno residuale come stock da confinare geologicamente) non è pensabile che si possano costruire centrali termonucleari in modo da coprire l’80% del fabbisogno (tipo Francia tanto per fare un’esempio) . E allora ? 

    Allora gli obiettivi sono differenziare le produzioni per arrivare ad un mix nucleare +fonti rinnovabili e ridurre il più possibile la combustione dei fossili . 
    All’orizzonte sia il nucleare (magari fusione) che le rinnovabili (soprattutto sole) hanno margini di sviluppo enormi , la combustione dei fossili è impiccata a margini molto ridotti .
    Infine l’altra fonte di energia è il risparmio energetico attraverso il miglioramento delle efficienze e l’invito (politico) a sprecare di meno (oggi avviene l’esatto opposto) .

    Comunque prendo atto come si possa discutere di nucleare con persone che argomentano su base tecnica e non su "suggestioni " indotte dagli " artisti " della paura .

    nota : Luigi i computer sono due , con uno piloto due monitor con le due uscite della scheda video .

    ciao a tutti


  • Di paolo (---.---.---.240) 12 marzo 2011 01:51

    Dinicoli : Fonte ANSA 11 marzo ore 23 e 18 : " E’ cresciuto di mille volte oltre la soglia normale il livello di radioattività registrato nella centrale nucleare di Fukushima " Fonte BBC su agenzia Kyodo . Le notizie riportale correttamente .

    Nella centrale che è l’unica ( su le 11 investite )che non si è spenta automaticamente e che ha visto spazzata via la diga che alimentava il suo raffreddamento .Stanno cercando di riportarla sotto controllo . Vediamo come si mette e quale sarà l’effettiva portata del fenomeno .
    Non so se hai capito che è successo in Giappone , mezzo Giappone è sconvolto , si parla di un sisma ( con una decina di repliche di cui almeno 3 sopra magnitudo 7 , una quasi 9 .)al cui confronto quello dell’Aquila e’ trascurabile ,come un venticello di primavera ( si parla di energia liberata 30.000 volte superiore . Fonte ingv. Enzo Boschi , anche se ho qualche perplessità in proposito .), si ipotizza addirittura uno spostamento dell’asse terrestre di qualche centimetro. 
    Soprattutto lo Tsunami è stato devastante . Sono stati evacuati , per ragioni precauzionali,gli abitanti in un raggio di 3 Km attorno alla centrale e le autorità giapponesi (non italiane) escludono rischi di contaminazione . Le notizie sono ancora contraddittorie . Stai calmo.
    Aspetta a parlare perchè potrebbe essere la riprova della tenuta degli impianti nucleari anche di fronte ai cataclismi di questa portata .Comunque è presto per parlare , aspettiamo di vedere come si mette , poi riparti pure con lo spam terroristico . 
  • Di (---.---.---.12) 12 marzo 2011 14:58

    @ paolo

    Purtroppo la centrale atomica Giapponese è esplosa, ora chi dovrà risarcire milioni di persone che subiranno gli effetti a breve e lungo termine delle radiazioni? oltre a chi purtroppo non ce la farà?
    La centrale era stata progettata per superare anche un terremoto di tali dimensioni, purtroppo è esplosa, questa è la dimostrazione che le centrali nucleari sono molto pericolose e che le teorie di filosofi e medici italiani travestiti da esperti del nucleare sono un rischio per la sicurezza nazionale.
    Le radiazioni provocano seri danni irreversibili per il territorio e per gli esseri viventi anche a lunghe distanze, pertanto:
    NO ALLE CENTRALI NUCLEARI IN ITALIA E NEL MONDO.

    F.DINICOLI

  • Di Gianluca (---.---.---.61) 12 marzo 2011 16:33

    La mia paura più grande , oltre ai fattori economici citati prima, sono le abitudini tipiche del popolo italiano, ovvero:
    - Gli impianti vengono progettati a Doc , ma poi all’atto pratico vengono costruite con materiali e accongimenti non idoneai al progetto.
    -Infiltrazioni mafiose nelle gestioni delle scorie.
    In definitiva, ho paura del sitema mafioso generale ( anche politico e personale di ogni individuo) che possiede questo Paese.

  • Di paolo (---.---.---.70) 14 marzo 2011 09:29

    Fine della paura Gianluca 


    A giugno il referendum spazzerà via il programma nucleare italiano . Idem come il 1987 dopo Chernobyl . Sembra la mano di Dio.
    Siamo un popolo emotivo e a nulla varranno le considerazioni che quello che è avvenuto in Giappone è un cataclisma immane (terremoti + tsunami) che hanno colpito centrali con tecnologia di 50 anni fa .
    Cinquanta anni fa in Italia si girava con le vespe e le lambrette e c’era ancora la topolino con il carburatore a caduta e i freni a ceppo . Comunque ti faccio notare che gli aerei e le dighe italiane sono giudicati i più sicuri del mondo ,tanto per citarne due .

    Quindi , per la tranquillità di tutti i Dinicoli del paese , il nucleare è OUT .
    Adesso vediamo come si articolerà il programma di sviluppo energetico italiano .Sono curioso.


  • Di (---.---.---.137) 15 marzo 2011 09:49

    Vi informo che il fantomatico sig. Gianluca tutto potrá essere tranne che un esperto ingegnere energetico. E’ invece sicuramente un abile COPINCOLLISTA di faziosissimi articoletti che circolano nel web.
    A conferma di quanto dico provate a fare una semplicissima ricerca con google di alcune parole prese a caso dai suoi "casualmente" chilometrici interventi

    ad es.

    Il contributo attuale al fabbisogno energetico mondiale fornito dal nucleare è in realtà solo del 2% e non lo sbandierato 5,9%

    troverete decine di siti con lo stesso COPIAINCOLLA. Bisogna informare la gente che internet é piena di questi ambigui personaggi che si qualificano come esperti per fare opinione quando hanno giusto una infarinatura di base e ottime doti di COPINCOLLISTI

  • Di (---.---.---.137) 15 marzo 2011 10:05

    Smentisco categoricamente inoltre la BUFALA menzionata dal fantomatico ing. Gianluca secondo cui i moduli a multigiunzione sarebbero in grado di avere una efficienza pari al 70%.

    il record mondiale di rendimento energetico multigiunzione appartiene alle COSTOSISSIME celle CPV della Solar Junction ed é del 41%

    http://www.mgenergy.it/2011/02/8190...

    Buon proseguimento di disinformazione con l’ing. Gianluca

  • Di paolo (---.---.---.70) 15 marzo 2011 21:44

    Caro xxx.xxx.xxx.137 

    Lo avevo già sottolineato e l’ing. Gianluca ne ha già preso atto. I commenti vanno letti tutti .Comunque ringrazio per la conferma .
    ciao
  • Di (---.---.---.234) 16 marzo 2011 08:40

    Ne aveva preso atto? A me pare abbia addirittura rilanciato dicendo:

    "Naturalmente quando parlo di efficenze massime , mi riferisco a progetti in fase di sviluppo ma già costruiti, per tutte le tecnologie elencate."


    ASSOLUTAMENTE FALSO

  • Di (---.---.---.234) 16 marzo 2011 08:43

    n.b Dimenticavo, non avevo mai visto un ingegnere energetico scrivere EFFICENZA

  • Di Gianluca (---.---.---.102) 17 marzo 2011 16:23

    Caro anonimo . Per motivi di tempo ho già detto che ho preso e incollato alcuni pezzi di articoli che ritengo veritieri ( ho messo anche le fonti ) integrando con il mio sapere . Se vuole una consulenza mia personale, venga nel mio studio e paga, come fanno tutti. Deve sapere che gestire uno studio, non da molto tempo per poter trattare in modo così personale certi argomenti in questi luoghi. Quando parlavo di rendimenti, ho specificato già prima ( il 70 %) che sono ricerche che si stanno compiendo( quindi parlavo di un potenziale enorme del solare e mai detto che era in commercio,il tuo stesso articolo cita enormi margini di miglioramento ancora) e visto che lei sa tutto, dovrebbe anche sapere che quando si eseguono ricerche, poi si costruiscono prototipi per effettuare le prove ed i collaudi ( quindi è stato costruito , ma non commercializzato ). I record di efficienza di cui parla lei, sono stati fatti su prodotti esistenti già sul mercato .Per gli errori, di battitura mi ero già scusato, ma seguire in contemporanea vari lavori a CAD , fa incrociare gli occhi e chi sa , può capirmi. Quindi prima insinuare e travasare le mie notizie, legga bene e poi, per essere più credibile, non si nasconda dietro anonimato.

  • Di (---.---.---.147) 17 marzo 2011 18:43

    Caro ingegnere NON ingegnere il prototipo di cui parla lei con EFFICiENZA 70% NON ESISTE.
    Fare propaganda portando FALSE informazioni non é molto onesto da parte sua. Per essere piú credibile si attenga alla realtá e non si naconda dietro falsi titoli.

  • Di Gianluca (---.---.---.96) 17 marzo 2011 22:05

    L’unico falso è lei , io riporto dati che possiedo lei parla e basta :
    http://www.rse-web.it/Documenti/sho...
    http://www.ing.unitn.it/ colombo/FO...
    Visto che lei è un esperto, allora dovrebbe sapere che i moduli fotovoltaici usati per i satelliti nello spazio, hanno valori di conversione anche più alti, poiche è risaputo che lo spettro solare viene assorbito per il 45 % dall ’atmosfera; come dovrebbe anche sapere il fatto che teoricamente si può arrivare a parametri di conversione del 90 % , poichè i problemi maggiori sono dovuti al fatto che lo spettro solare è suddiviso in generale in 3 tipi ( visibile,ultravioletti, infrarossi) i quali hanno fotoni con differenti cariche e lunghezze d’onda ;ogni semiconduttore ,però, per poter passare dalla banda di valenza a quella di conduzione ( ovvero da isolante a condutture) necessita di un determinato valore della carica dei fotoni che deve esser ceduta agli elettroni ed ai neutroni ( bad gap o banda proibita ); applicando vari tipi di semiconduttori con bad gap differente, si riesce a comprire una maggiore porzione dello spettro solare. Si potrebbe quasi coprirlo interamente utilizzando svariati semiconduttori, ma il problema sta nel creare zone di lacuna nelle varie giunzioni p-n , per farsì che avvenga l’effeto fotovoltaico ed il passaggio del flusso di elettroni fra le varie zone . Altri problemi , la riflessione dei raggi solari e lo scarso rendimento di alcuni semiconduttori ( tipo il silicio) alle alte temperature, captazione irraggiamento e resistenza di Shunt con poco irraggiamento (rappresenta quelle
    perdite dovute a tutte le correnti di dispersione) , cariche in eccesso creano calore ( effetto Joule ), una parte delle coppie elettrone-lacuna si ricombinano all’nterno della cella , fare lavorare sempre la cella nell condizioni di MPP ( punto di massimo trasferimento di potenza dalla cella al carico ),resistenza del materiale stesso.
    Spiegato in poche parole.
    Comunque io riporto dati e fonti, poi sta agli altri giudicare.

  • Di (---.---.---.16) 18 marzo 2011 08:24

    Caro FALSO ingegnere lei MENTE SAPENDO DI MENTIRE e MISCHIA VOLUTAMENTE LE CARTE PER IMBROGLIARE I POLLI.
    Le ho contestato il fatto che NON ESISTE al mondo nessun prototipo con EFFICIENZA del 70% e lei mi risponde parlando di CONVERSIONE?
    Devo dedurre che lei non conosce la differenza tra CONVERSIONE ed EFFICIENZA? Oppure devo dedurre che spera di RAGGIRARE I MENO ESPERTI con questi giri di parole?
    I link che lei ha riportato DIMOSTRANO CHE LEI MENTE affermando essi stessi che il limite massimo raggiunto é intorno al 40% di efficienza.
    DEL SUO MILLANTATO PROTOTIPO CON 70% DI EFFICIENZA IN QUEI LINK NON C’E’ TRACCIA PERCHE’ NON ESISTE !!
    LA SMETTA DI FARE PROPAGANDA CON LE MENZOGNE E SI ATTENGA ALLA REALTÁ

  • Di Gianluca (---.---.---.96) 18 marzo 2011 21:48

    No è lei che comprende male, ovvero, il rendimento è sicuramente diverso dalla conversione, ma la maggior componente che determina un buon rendimento è la conversione, più l’aggiunta di tutte le componenti elencate prima. Ovvero il rendimento indica il rapporto fra energia prodotta ed energia luminosa incidente; la conversione, indica la capacità di di un materiale ad assorbire una parte dello spettro solare, facendo passare da banda di balenza a banda di conduzione.Qundo parlavo di efficienza ,era chiaramente sempre riferita ,all’efficienza di conversione. Sei te che metti , i punti sulle i. Comunque ha ragione lei,almeno è contento .

  • Di (---.---.---.77) 19 marzo 2011 09:49

    Non sono io ad aver ragione é lei che ha torto. Io ho capito benissimo, e che lei abbia detto falsitá é scritto nero su bianco piú sopra.
    Lei ha millantato l’esistenza di prototipi con efficienza 70%.
    Messo alle strette pur di non ammettere di aver VENDUTO FUMO tanto per fare PROPAGANDA ha mischiato le carte con giri di parole cercando di rimangiarsi quanto detto. Non prenda in giro se stesso credendo di poter trattare tutti come asini. Chi poco poco ne capisce dell’argomento ha capito perfettamente che l’ha sparata grossa.

  • Di paolo (---.---.---.70) 19 marzo 2011 18:25

    Ragazzi ,Gianluca ha preso un’abbaglio e per orgoglio non lo vuole ammettere , pero’ non esageriamo con attacchi personali , avevo letto che alla mia obiezione ,documentata ,aveva rilanciato , ma in certi casi bisogna capire e non insistere . Siete stati implacabili .

  • Di Alex (---.---.---.96) 19 marzo 2011 20:52

    Salve a tutti, devo dire che lavorando pure io nello stesso settore e ruolo di Gianluca, posso dire di essere d’accordo con lui su tutto quello che ha detto e ha pubblicato e non mi sembra uno sprovveduto. Non posso essere d’accordo con lui su un prototipo con efficienza di conversione del 70%, poiche il record è stato da poco stabilito negli Usa , con un comunque buon livello di conversione del 41% circa e si stima di arrivare entro fine anno ad un 50 %. E’ altrettanto vero , però, che i si teorizza un limite massimo di conversione dell’ 87 % circa. Personalmente penso che , cambiando di poco lo stile di vita di tutti, costruendo e ristrutturando tutti o quasi gli edifici in modo che siano delle piccole centrali (rendendo autonoma energeticamente l’abitazione) , introducendo la possibilità di scambio con le altre abitazioni dell’energia accumulata in eccesso ( sia energia elettrica che termica), con un ottimo isolamento termico dell’edificio e con l’avanzamento della tecnologia, posso dire anch’ io che il petrolio non serve. Penso che Gianluca abbia "pompato" di proposito il suo commento , per far capire l’enorme potenziale che posseggono queste tecnologie, ancora in via di sviluppo però. Ricordiamoci anche che esiste , forse, la possibilità di creare una fusione a freddo ed i ricercatori ci stanno lavorando , come stanno lavorando anche per riuscire ad avere un EROEI vantaggioso sui biocarburanti ( forse ci sono riusciti con l’uso di alghe come materia da trattare e con tecniche di secondo livello per l’estrazione da materia lignea ). P.s. ricordo come la canapa possa ridurre tutti questi problemi in modo notevole.

  • Di (---.---.---.8) 20 marzo 2011 00:28

    Il 50% entro fine anno é l’ennesima BUFALA. Ci hanno messo 20 anni per passare dal 20% al 41% . Sarebbe piú serio da parte vostra attenervi alla realtá e non gonfiare i dati. Sarebbe piú serio ammettere che i moduli che si stanno installando oggi in tutto il mondo non sono certo quelli con efficienza 41% e nemmeno 30% e in molti casi nemmeno 20%. Questo perché nonostante i contributi é una tecnologia ancora troppo cara.
    Si vede che non siete del settore...

  • Di Alex (---.---.---.96) 20 marzo 2011 02:07

    Stia calmo per favore, lei fa dell’arroganza la sua arma, io non ho mai detto infatti che si installano moduli di tale capacità, mi sono semplicemente limitato ad appurare una prova effettuata su una cella ( tutti ,anche i meno ottimisti ,affermano che si arriverà ad record di conversione del 50 %). E’ chiaro che moduli installati attualmente hanno efficienze di conversione piu basse, attualmente si utilizzano moduli che hanno conversione dell’ordine del 10-14 % per policristallini , dai 12-18 per i monocristallini ; gli amorfi a-si ed i Cis/CGS/CdTe si aggirano attorno al 10-15 % , dai 20-25 % per gli amorfi a multigiunzione. Moduli a concentrazione sono ancora poco usati, ma interessante come prezzo/resa , è il modulo a concentrazione a multigiunzione offerto dalla Beghelli con un 31 % di conversione. Come detto da lei, moduli con efficienze di conversioni più elevate, hanno costi ancora troppo elevato per poterne fare un uso "domestico", ma su grossi impianti vengo attualmente utilizzati moduli con conversioni del 35-38 % con lenti che amplificano fino a 500 soli. Lei parla di sconvenienza economica, io le dico di valutare i costi di un impianto ed i ricavi che ne può avere a lungo termine. Naturalmente il discorso economico vale per impianti destinati ad uso civile che entrano negli incentivi destinati allo scambio sul posto.Inoltre il fattore di convenienza, si valuta indicativamente sul valore dell EROIE che esprire come rapporto l’energia spesa per produrre il modulo e quanta ne potrà produrre, il risultato è sempre vantaggioso ( superiore ad 1 , con valori che vanno dai 5 ad i 9 ). Personalmente per impianti di grossa portata , aspetterei ancora ad effettuarli , aspettando la messa a punto di moduli e tecniche che esistono già, costruendo al massimo impianti con una potenza di picco massima di 2 MW ( poichè credo fortemente a differenza di lei, che la tecnologia è in rapido sviluppo ed Enea conferma , infatti ), ma per un uso "domestico" sono piu che sufficienti quelli attuali. Le devo ricordare, anche, che la sola Germania ha costruito impianti per un complessivo di 38 GW. Contando che la potenza è calcolata su un picco massimo raggiunto solo in determinate ore e condizioni della giornata ( problema risolvibile con l’integrazione di un impianto termodinamico a sali fusi ), per via della discontinuità di irraggiamento ( fattore di carico ), ha installato l’equivalente di ben 3 centrali nucleari con il solo fotovoltaico. Per il resto , Valgono tutte le mie considerazioni fatte prima. Il nucleare non ci serve in prospettiva futura , sarebbe servito ,magari, in passato e fatto scomparire proporzionalmente nel tempo con l’avanzamento delle tecnologie rinnovabili, ora no . Lei sa solo criticare e non dice mai la sua a riguardo, insinuando adirittura che non sia del settore, forse mi dovrei presentare con nome e cognome ed azienda che rappresento, ma non è nel mio stile e non vale la pena farlo con persone come te , visto che le potrei fare una completa lezione approfondita su i sistemi tecnologici d ’energia e molto altro, mentre invito gli altri lettori a contattarmi privatamente se desiderano installare impianti fotovoltaici, solare termico, pozzi geotermi e pompe di calore, sistemi a biomassa, riscladamento a pavimento, copertura a capotto e sistemi a frangisole.

  • Di (---.---.---.32) 20 marzo 2011 11:04

    Sono calmissimo ma lei non puo’ venire a dirmi che nel giro di un anno si stima che l’efficienza arriverá al 50% in quanto É FALSO. Quando si riportano dati non bisogna GONFIARLI per sostenere quella o quell’altra tesi. Il 50% é stimato tra dieci anni non tra un anno, non so se nota la differenza. E parliamo sempre di efficienze difficilmente commercializzabili in larga scala.
    I moduli installati oggi sono quasi tutti inferiori al 18% anche negli impianti industriali. Sono rari i casi in cui vengono installati moduli con efficienze superiori al 18% per problemi di costi.
     
    Per cortesia NON MI VENGA A PARLARE DELL’ARIA FRITTA BEGHELLI. Mi viene da dubitare che anche lei non é del settore. I Beghelli come prezzo/resa sono considerati tra i peggiori. Beghelli fa tanta bella pubblicitá ma nessun modulo multigiunzione con 31% di efficienza REALE. Ancor meno moduli multigiunzione con efficienza di conversione al 31% con prezzo/resa interessanti. Se mi sbaglio chiami pure l’800626626 e si faccia due risate.

    Sarebbe opportuno attenersi alla realtá e fare vera informazione senza gonfiare i dati REALI. Sarebbe opportuno comprendere che per quanto il fotovoltaico sia assolutamente da incentivare, nell’immediato e nel breve/medio termine non ha le possibilitá/capacitá di sostituirsi ai combustibili fossili. Per cui BEN VENGANO, anzi aumentino, GLI INCENTIVI SULLE FONTI RINNOVABILI ma non illudiamo nessuno che siano sufficienti a garantire il fabbisogno energetico. Ecco perché nel mentre bisogna trovare anche altre fonti di energia che ci rendano indipendenti il piú possibile dal petrolio. Il nucleare potrebbe essere una di queste. IL PROBLEMA GRAVE é la mancanza di risorse, per cui difficilmente si potranno costruire centrali nucleari e allo stesso tempo finanziare sviluppo/ricerca/installazione delle rinnovabili. Se questo non é possibile e la scelta ricade esclusivamente sul nucleare sono il primo a dire che e’ sbagliato. A quel punto sarebbe preferibile continuare a bruciare petrolio pur pagandolo di piú, ma non lamentatevi poi se facciamo guerre per il petrolio...

  • Di Alex (---.---.---.96) 20 marzo 2011 14:31

    Premetto che di non sapere con certezza se si arriverà ad un 50% di conversione ( io pesno di si ) , in quanto articolo dicono entro 1 anno ed altri stimano tempi più lunghi ( io sono ottimista e solo il tempo darà ragione a qualcuno ). Devo dire però, che inizialmente ero molto scettico sui prodotti Beghelli e di non averne mai fatto in passato , poichè presanto prodotti in modo interessante ,ma all’atto pratico hanno notevoli lacune ( esempio le lampade a risparmio energetico ). Mi sono dovuto ricredere installando in 3 abitazioni impianti a concentrazionea tripla giunzione , con un costo per il cliente di 5000 euro al Kwh già installato. L’efficienza di conversione effetivamente non raggiunge a mio avviso il 31 % proposto , ma valutando dati di produzione di un mese di "lavoro", dovrebbe ( in modo molto approssimativo ) raggiungere oltre i il 25 % , cosa che rende l’interessante l’acquisto paragonato al prezzo.

  • Di (---.---.---.23) 20 marzo 2011 20:17

    Di quale articolo parla? Non mi risulta nessun articolo tecnico che affermi un 50% tra un anno. Se legge l’articolo che parla del record nel suo sito originale

    http://www.pv-tech.org/news/news_fe...

    troverá queste precise parole :
    Allen explained that there remains significant headroom for conversion efficiency improvements with Solar Junction’s adjustable spectrum lattice matched (A-SLAM) technology, which he claimed has “an extendable roadmap exceeding 50% mean efficiency with the decade.

    ossia stima una efficienza di conversione al 50% nel giro di un decennio. Esattamente in linea con gli aumenti avvenuti negli ultimi 20 anni passando dal 20 al 40%

    parlare di 50% tra un anno é assolutamente assurdo, di fatto propaganda...

    5000 euro a kilowatt non mi pare un prezzo che dimostri nessun miglioramento anzi. Mi dica piú precisamente di quale modulo Beghelli sta parlando perché non capisco. Mi dica cortesemente il modello con la sua sigla di cui sicuramente avrá documentazione. Se possibile posti un link con le caratteristiche tecniche perché di questo modulo di cui parla non trovo nulla e al 800626626 non ne conoscono l’esistenza, magari avró trovato l’operatore sbagliato.

    Grazie

  • Di (---.---.---.170) 21 marzo 2011 10:30

    Sig. Alex rimango in attesa che mi dica il modello del modulo a concentrazione e tripla giunzione Begheli di cui ha parlato. Mi sembra di capire che li abbia installati su civile abitazioni, allora mi interesserebbe molto sapere se li ha instalati sul tetto o sul terreno a quel prezzo.

    Rimango in attesa, la saluto.

  • Di (---.---.---.235) 22 marzo 2011 21:41

    I moduli Beghelli latitano il Sig. Alex pure. Avrá mica detto una menzogna come il suo amico ingegnere non ingegnere?

  • Di (---.---.---.252) 25 marzo 2011 09:05

    Sbaglio o il Sig. Alex messo alle strette fa orecchie da mercante? AH AH AHAH AH AHAH

  • Di (---.---.---.96) 26 marzo 2011 21:40

    Mi scuso per non aver risposto prima, ma ho avuto molto da fare. Comunque la Beghelli vende i suoi moduli mediante un kit che denomina " albero d’oro" , composto da 48 moduli da 170 W con struttura in acciaio zincato , inverter integrato ed indipendete ad ogni modulo ed inseguitore motorizzato biassiale, impianti a raffreddamento con glicole che funge da liquido termovettore per il riscaldameto ACS( modifica personalizzata ) ; tutto al prezzo di 46000 euro circa. Attualmente sto valutando l’installazione di moduli a multigiunzione a concentrazione Isofoton . Attualmente ho collaborato nella realizzazione e progettazione di 2 case passive (autonome al 100% ) in Svizzera, spendendo relativamente poco ,rapportato ai guadagni futuri. Vi elenco per curiosità i lavori eseguti :

     isolamento termico edificio : cappotto esterno in lana di rocca da 6 cm con intercapedine d’aria ed intonaco termico premiscelato, per ridurre inerzia termica ed insorgere di condense. Nelle pareti a sud, è stata messa anche una barriera a vapore il alluminio.

     impianto riscaldamento: pompa calora aria/acqua zero-vero da 8 Kw con COP 4,5 e portata 60 l/s, solare termico integrato al fotovoltaico Beghelli ( nell’altra ,è stato messo un collettore in vetro sottovuoto di 7 m2 sonnenkraft ,al posto della modifica al fotovoltaico ), accumulo a stratificazione sonnenkraft da 490 l.

     sistema di iraggiamento calore : riscaldamento a pavimento su tutta la superficie , alto isolamento termico ad tipo liscio ,passo 5/10/15/20 in EPS con sp Grafite. 2,4 / 3,9 cm.

     impianto elettrico : interamente in domotica ; fotovoltaico Beghelli albero d’oro da 8,16 Kw.
    L’edificio ( di 120 m2) è stato progettato per temperature critiche di
     10 °in perfetta autonomia energetica; è stata messa una caldaia junkers ,per un eventuale emegenza. Il vostro comportamento è stato poco rispettoso e non ho più alcuna intenzione di rispondere, in quanto sono un professionista e non un ragazzino.

  • Di (---.---.---.193) 30 marzo 2011 09:47

    HA HA HA HA HAAAAAA...Caro Sig. Alex lei é veramente una sagoma. Non ha mai installato un impianto a multigiunzione Beghelli e vuole continuare a vendere fumo?

    1) Lei ha affermato che Beghelli dichiara un efficienza del 31% anche se ne avrebbe riscontrato un massimo del 25%. Strano che Beghelli ne dichiari solo un 23% e nella pratica non li raggiunge nemmeno al sud Italia.

    2) Lei parla di 8.16Kw come se quell’impianto producesse realmente 8,16Kw . Strano che la stessa Beghelli ne dichiara 6800wp dove la "p" lei sa bene che significa PICCO. Legga bene http://www.beghelli.it/website/inde...

    3) A questo punto arriviamo alla prova del nove delle sue BUFALE. LEI HA AFFERMATO DI AVER INSTALLATO MODULI MULTIGIUNZIONE ( forse non sapeva che Beghelli non vende moduli multigiunzione sfusi ma eclusivamente "Alberi d’Oro" composti da tali moduli, poi si é informato e ora lo sa) A SOLI 5.000 EURO IL Kw. Mi tolga giusto una curiositá: come fa a vendere un "Albero d’Oro" a 5.000 euro il Kw installato se ne costa solo di materiale 46.000E/6,8Kw = 6.764 euro al Kw ???? LEI É UN BENEFATTORE ????

    O piú semplicemente un venditore di fumo dato che afferma efficienze al 50% entro un anno, Efficienze Beghelli al 31%, e di aver installato moduli a multigiunzione Beghelli per 5.000 euro al KW ???

    In realtá mi domando solo cosa la spinga a mentire ad oltranza essendo entrato in questa discussione in difesa di un altro venditore di bufale, l’ormai noto ingegnere non ingegnere che spacciava efficienze al 70%.
     

  • Di (---.---.---.34) 31 marzo 2011 14:39

    Lei si informa sempre a suo modo ( la stessa persona che diceva che non esistevano ).
    Se legge bene quanto detto prima, io sicuramente non ho mai detto che abbia un fattore di conversione del 31 % e neanche che vendesse moduli singolarmente, io non lo pago 46000+iva, ma lo installo a quel prezzo ( lo pago decisamente meno ).
    Continui pure nella sua campagna diffamatoria, io intanto ogni volta la smentisco si legga il catalogo in PDF.
    http://www.beghelli.it/website/inde...

  • Di (---.---.---.34) 31 marzo 2011 14:42

    vada su prodotti-salvapianeta-albero d’oro. ed infondo vi è il datasheet in pdf.

  • Di (---.---.---.34) 31 marzo 2011 16:55

    Poi non dica fesserie, che c’entra Nord o Sud con l’efficienza di conversione? Se avrai 900 W/m2 al nord ne convertirà il 25 % di quei fotoni emessi , se avrai 1400 W/m2 al sud sarà sempre il 25 % comunque, è tutto rapportato.Esempio : il 25% di 1000 è 250 , il 25% di 1200 è 300; la percentauale rimane invariata,ma aumenta il risultato.

  • Di (---.---.---.165) 31 marzo 2011 17:14

    Non esistono moduli Beghelli a multigiunzione installabili, esiste solo e soltanto l’albero d’oro, se non nota la differenza significa che di mestiere fará il postino non certo l’installatore.

    Lei ha dichiarato diverse falsitá:

    1) ha detto che entro un anno con tali moduli si arriverá ad efficienze del 50% .FALSO

    2) ha detto che beghelli dichiara un rendimento del 31% .FALSO

    3) ha detto che la Beghelli vende l’albero d’oro+impianti a raffreddamento con glicole che funge da liquido termovettore per il riscaldameto ACS a 46.000 euro, non ha parlato di iva e nemmeno di installazione .FALSO

    4) ha detto, rimangiandosi il punto tre, che lei lo avrebbe installato a 46.000+iva . Ma i conti non tornano con quanto sempre da lei affermato  " installando in 3 abitazioni impianti a concentrazionea tripla giunzione , con un costo per il cliente di 5000 euro al Kwh già installato".

    5) ha detto di aver installato i moduli Beghelli in tre abitazioni perché evidentemente non sapeva che si trattava di Albero d’Oro che non puo’ essere installato in civili abitazioni . FALSO

    6) ha detto che il costo di questo impianto sarebbe molto conveniente. Peccato che anche se producesse 8 kw (si ricordi che é un valore teorico di KwPICCO) a 46.000+ iva sarebbe COSTOSISSIMO. Quindi ha detto il FALSO


    Faccia una cosa, ammetta di essersi inventato tutto cosí la finiamo qui. LEI NON E’ UN INSTALLATORE DI IMPIANTI FOTOVOLTAICI E DI SICURO NON HA MAI INSTALLATO UN ALBERO D’ORO BEGHELLI.

  • Di (---.---.---.234) 1 aprile 2011 20:08

    Va bene mi sono inventato tutto, contento. Si vada a vedere ,pero, tutte le aziende che lo hanno installato su edifici, per curiosità.

  • Di (---.---.---.157) 1 aprile 2011 23:42

    HA HA HA HA l’albero d’oiro installato sugli edifici é molto comico. Nelle civili abitazioni invece é proprio impossibile, ma lei ovviamente questo non puo’ saperlo. Se ne avesse installato almeno uno saprebbe il perché.

  • Di (---.---.---.169) 6 aprile 2011 01:09

    Veramente lo dici te che li ho montati sul tetto, io mai detto.Ti smentisco sempre è inutile con te.

  • Di (---.---.---.48) 6 aprile 2011 21:12

    SMENTISCI esclusivamente e continuamente TE STESSO caro NON installatore di Alberi d’Oro Beghelli.

    In quel link non c’é traccia dell’Albero d’Oro Beghelli da 8Kwp che hai detto di aver installato. E continuo a dirti che la prova provata che non ne hai mai installato oltre alle varie menzogne da te dette sta nel fatto CHE NON SI POSSONO INSTALLARE ALBERI D’ORO BEGHELLI IN CIVILI ABITAZIONI. Questo non lo sai e non lo hai ancora capito per il solo motivo che NON LI HAI MAI INSTALLATI.

    Quindi ricapitolando le varie MENZOGNE da te dette:

    1) hai detto che entro un anno con i moduli a multigiunzione si arriverá ad efficienze del 50% .FALSO

    2) hai detto che beghelli dichiara un rendimento del 31% .FALSO

    3) hai detto che la Beghelli vende l’albero d’oro+impianti a raffreddamento con glicole che funge da liquido termovettore per il riscaldameto ACS a 46.000 euro, non hai parlato di iva e nemmeno di installazione .FALSO

    4) hai detto, rimangiandoti il punto tre, che l’avresti installato a 46.000+iva . Ma i conti non tornano con quanto sempre da te affermato  " installando in 3 abitazioni impianti a concentrazionea tripla giunzione , con un costo per il cliente di 5000 euro al Kwh già installato". FALSO

    5) hai detto di aver installato i moduli Beghelli in tre abitazioni perché evidentemente non sapevi che si trattava di Albero d’Oro che non puo’ essere installato in civili abitazioni . FALSO

    6) ha detto che il costo di questo impianto sarebbe molto conveniente. Peccato che anche se producesse 8 kw (si ricordi che é un valore teorico di KwPICCO) a 46.000+ iva sarebbe COSTOSISSIMO. Quindi hai detto il FALSO

    IN CONCLUSIONE NON SEI UN INSTALLATORE DI IMPIANTI FOTOVOLTAICI E DI SICURO NON HAI MAI INSTALLATO UN ALBERO D’ORO BEGHELLI.

  • Di (---.---.---.48) 6 aprile 2011 21:26

    Inoltre, dove avrei mai parlato di tetti? Sai leggere? TU hai parlato di "aziende che lo hanno installato su edifici"
    Io ho riso della tua affermazione "HA HA HA HA l’albero d’oro installato sugli edifici é molto comico" dove finalmente parli in terza persona IN QUANTO TU NON HAI MAI INSTALLATO UN ALBERO D’ORO BEGHELLI.

  • Di (---.---.---.212) 9 aprile 2011 02:54

    Vatti a vedere bene il sito, c’è un listino prezzi ed esempi di istallazione dei moduli Beghelli. Guarda è inutile parlare ancora,è tutto confermato.

  • Di (---.---.---.143) 10 aprile 2011 13:26

    Sai solo mentire ad oltranza. Dichiari di aver installato l’albero d’oro in civili abitazioni ma non lo hai mai fatto in vita tua, perché non sai che l’albero d’oro non puo’ essere insatlato in civili abitazioni. Eri convinto mi riferissi al tetto perché confermi ancora di non sapere che l’albero d’oro non puo’ essere installato nelle civili abitazioni. Hai detto una marea di falsitá sparando prezzi convenienze e rendimenti FALSI. Non sei un installatore, non hai mai installato un albero d’oro, cosí come il tuo amico Gianluca non é un ingegnere.

    ricapitolando le varie MENZOGNE da te dette:

    1) hai detto che entro un anno con i moduli a multigiunzione si arriverá ad efficienze del 50% .FALSO

    2) hai detto che beghelli dichiara un rendimento del 31% .FALSO

    3) hai detto che la Beghelli vende l’albero d’oro+impianti a raffreddamento con glicole che funge da liquido termovettore per il riscaldameto ACS a 46.000 euro, non hai parlato di iva e nemmeno di installazione .FALSO

    4) hai detto, rimangiandoti il punto tre, che l’avresti installato a 46.000+iva . Ma i conti non tornano con quanto sempre da te affermato  " installando in 3 abitazioni impianti a concentrazionea tripla giunzione , con un costo per il cliente di 5000 euro al Kwh già installato". FALSO

    5) hai detto di aver installato i moduli Beghelli in tre abitazioni perché evidentemente non sapevi che si trattava di Albero d’Oro che non puo’ essere installato in civili abitazioni . FALSO

    6) hai detto che il costo di questo impianto sarebbe molto conveniente. Peccato che anche se producesse 8 kw (ricordati che é un valore teorico di KwPICCO) a 46.000+ iva sarebbe COSTOSISSIMO. Quindi hai detto il FALSO

    7) nel sito della beghelli non c’é alcun listino che riguardi l’albero d’oro e di sicuro non dice che andrebbe installato in civili abitazioni perché non puo’ essere installato in civili abitazioni. Ma tu siccome ignori questo particolare hai affermato MENTENDO di averlo installato in 3 abitazioni. FALSO

    Abbi la decenza di smetterla di mentire Tu il finto installatore ed il finto ingegnere.

  • Di Cesarezac (---.---.---.148) 8 novembre 2012 15:11

    E’ certo che la maggior parte degli uomini è angustiata da paure di vario genere, anzi, più che paure, da fobie. Naturalmente questi sono facilmente condizionabili da politici o sedicenti ambientalisti senza scrupoli.

    Anziché disquisire sulle fonti di energia, altri lo hanno fatto anche su AGORAVOX molto autorevolmente, vorrei osservare che sulla nostra rete stradale obsoleta, e inadeguata,pertanto, insicura, perdono la vita ogni anno poco meno di 5mila persone e circa 300mila rimangono menomate tra l’indifferenza di tutti, in primis il ministro delle infrastrutture. Per questo ho sporto un esposto/denuncia alla Procura della Repubblica, ma nulla si è mosso. 
    Quante persone al mondo hanno perso la vita o sono rimaste menomate a causa delle centrali nucleari? 
    Tirate le somme e, chi ne è capace, ragioni e stabilisca le priorità su cui preoccuparsi.
    Cesare Zaccaria 

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