• AgoraVox su Twitter
  • RSS
  • Agoravox Mobile

 Home page > Tribuna Libera > Lettera alla Sinistra che difende Conte (invece dei lavoratori)

Lettera alla Sinistra che difende Conte (invece dei lavoratori)

Ora Conte ha risposto... aprendo a Salvini!

Sono passati 20 giorni dall’appello ‘Basta con gli agguati’. L’afflusso di operai, contadini ed ex partigiani per fare da scudi umani a Palazzo Chigi non c’è stato e Conte ha preferito rivolgersi a interlocutori un po’ più di sostanza dei firmatari aprendo a Salvini, strizzando l’occhio a FCA, parlando di ‘taglio strutturale’ delle tasse e di ‘modello Genova’, capoluogo governato dalla destra di una regione governata dalla destra. Ma guarda!

Il punto però è un altro e cioè che di fronte a un’emergenza sanitaria che ha colpito soprattutto chi ha dovuto continuare a lavorare – negli ospedali e nelle RSA, nel trasporto pubblico e nell’igiene ambientale, nella grande distribuzione, nella logistica, nelle fabbriche e nei campi – e a una crisi economica che si annuncia peggiore di 10 anni fa il ceto intellettuale della sinistra abbia scelto di ergersi a difensore non di quella che teoricamente dovrebbe essere la base sociale della sinistra, bensì di Conte.

E tanto più che abbia giustificato la sua scelta misurando col bilancino da farmacista prudenza e temperanza dell’esecutivo invece di analizzarne l’operato, a conferma che tra le tante cose che la sinistra ha smarrito c’è anche il metodo.

Conte ha annunciato le nuove regole della fase 2. Ha spiegato che nel paese in cui due settimane prima si inseguivano i podisti coi droni ora riapre tutto, il perché non lo ha detto, ma ha parlato di ‘rischio calcolato’, insomma speriamo che me la cavo, con la rituale esortazione alla prudenza dei singoli, cioè: se va tutto bene è merito del Governo, se qualcosa va storto è colpa vostra.

In Italia ci sono autonomi che non hanno ancora ricevuti i 600 euro e dipendenti che aspettano la cassa integrazione di marzo (solo nel Lazio questi ultimi sarebbero oltre 100.000). La soluzione di Conte è che l’INPS anticipi il 40%, cioè un lavoratore che guadagna 1.200 euro dopo tre mesi senza stipendio si vedrà arrivare (forse) 350 euro.

La regolarizzazione dei braccianti agricoli è una cinica sanatoria che per 500 euro concede l’impunità ai datori di lavoro nero (più un contributo ‘da definirsi’) e alle loro vittime sei mesi di lavoro in regola prima di ricadere nella clandestinità e in pasto al caporalato quando delle loro braccia non ci sarà più bisogno.

ArcelorMittal, primo produttore di acciaio nel mondo, poco dopo aver ottenuto dal Governo la deroga per riavviare alcune produzioni ha rimesso in ‘cassa integrazione Covid’ circa mille dipendenti ex ILVA applicando un decreto del Governo non ancora in vigore, senza consultare i sindacati, secondo la FIOM senza neppure averne diritto e ha risposto agli scioperi minacciando di mettere tutti in ‘cassa integrazione punitiva’. Il ministro Patuanelli ne ha sagacemente dedotto che ‘Mittal sta facendo capire che non resterà’, cioè che straccerà l’accordo siglato con lui ai primi di marzo. Tutto qui. E il Governo pare orientato ad accelerare l’ingresso in ILVA di Invitalia, l’agenzia diretta da Domenico Arcuri, sperando che il commissario difeso a spada tratta da Conte con l’acciaio se la cavi meglio che con le mascherine. Vogliamo parlare di Jabil?

Dire che non si può imputare al Conte bis la responsabilità del passato è un maldestro artificio retorico per assolverlo del presente. Se nel bresciano e nel bergamasco 5.000 aziende hanno continuato a produrre in deroga, se le transenne già pronte per isolare Bergamo e altre città del nord sono state improvvisamente ritirate, se autorevoli rappresentanti della seconda forza di governo una settimana prima del lockdown chiedevano ai lombardi di riempire ristoranti e centri commerciali, infine, se la seconda industria europea ancora non riesce a produrre a sufficienza quei pezzi di tessuto multistrato con due elastici, detti mascherine, ma si affida a importatori maneggioni ex sodali di Bossi e Berlusconi di chi è la colpa? Di Berlusconi? Di Salvini? Di qualche liberale impenitente? C’era bisogno di un governo perfetto per non inanellare questa sequela di orrori?

La chiamata alle armi contro chi vorrebbe scalzare Conte per monopolizzare le ‘cospicue risorse destinate alla ripresa’ è l’ennesimo riflesso condizionato di quel menopeggismo di sinistra per cui per battere la destra e difendere la ‘Costituzione più bella del mondo’ la base sociale della sinistra deve sempre rinunciare a qualcosa. Per scongiurare il ritorno di Berlusconi bisognava rinunciare al posto fisso e all’articolo 18, per evitare il ritorno di Salvini facciamo finta che i porti italiani siano aperti e che condonare il brutale sfruttamento nei campi sia un gesto di civiltà e dopo esserci indignati per il populismo contro i migranti sdoganiamo il populismo contro i passeggiatori e persino gli sfregi alla Costituzione più bella del mondo, deplorando chi, almeno su questo, è coerente con se stesso. E’ l’idea per cui la sinistra può scegliere solo a chi essere subalterna, un’idea che oggi risuona anche nelle parole di quei sindacalisti a cui neppure l’elezione di Bonomi alla guida di Confindustria è bastata a prendere atto che la cosiddetta ‘imprenditoria virtuosa’, sempre che esista, in Italia conta più o meno quanto gli autori dell’appello su Il Manifesto.

Ai lavoratori e alla base sociale della sinistra non serve un gruppo di avvocati delle cause perse che li aiuti a scegliere tra il marcio e la muffa, ma gente che li sostenga e sia un punto di riferimento quando lottano per il diritto a lavorare in sicurezza, quando si ribellano a un padrone che vuole licenziarli, quando rivendicano che i diritti per essere tali non possono durare sei mesi. Non c’è il ‘bene del paese’. C’è il bene di chi raccoglie i pomodori a 20 euro al giorno oppure il bene di chi lo sfrutta e bisogna scegliere.

Commenti all'articolo

  • Di Persio Flacco (---.---.---.38) 23 maggio 21:51

    La sinistra o è realista o non è. Semplicemente non lo è, è un’altra cosa, anche si fa chiamare sinistra.

    E una sinistra degna di questo nome dovrebbe farsi due conti: se il governo Conte cadesse e si andasse a nuove elezioni ora, la prossima maggioranza e il prossimo governo sarebbero di centro-destra. O se per qualche miracolo non si verificasse il crollo totale del M5S ma questo perdesse la maggioranza relativa, l’alleanza del PD+IV con Lega e FI sarebbe l’alternativa.

    Una di queste alternative gioverebbe ai lavoratori più dello status quo? Di sicuro no: né l’una né l’altra. Dunque farebbe bene la sinistra ad attaccare l’attuale maggioranza e il governo che di questa è espressione in modo da aggiungersi all’accerchiamento che già tutte le forze politiche (comprese componenti del PD) pongono in essere contro il M5S in modo da facilitare l’avvento di una delle due alternative?

    Io credo di no, perché questo non gioverebbe ai lavoratori, e una sinistra che non giovasse ai lavoratori bensì ai loro nemici di classe non sarebbe una vera sinistra: sarebbe una destra truccata da sinistra, come va di moda oggi.

  • Di paolo (---.---.---.49) 24 maggio 00:08

    Sottoscrivo Persio parola per parola.

    Ma quello che veramente non capisco è come si possa affermare da parte dell’autore che "Conte apre a Salvini". Conte è un premier che deve gestire una situazione di inedita difficoltà, subendo una aggressione mediatica full time sgangherata che non ha precedenti nella storia, pur tribolata, di questo paese. E’ ovvio che cerchi di smorzare e di tentare di ricondurre questa destra becera e troglodita su un piano di confronto civile; se non altro per non trovarsi in Europa a trattare, avendo alle spalle un paese sull’orlo di una guerra civile. Non so chi siano questi "intellettuali" ma credo che il loro appello non sia ad una mobilitazione della sinistra, che peraltro è da tempo desaparecida, ma un appello al buon senso e forse anche ad un sentimento di unità nazionale, di fronte alla peggior crisi di sempre.

    E’ evidente anche ad un cieco che tutto l’ambaradan mediatico e politico messo in piedi da lobbisti e loro dipendenze, di varia natura ed estrazione, ha come unico scopo quello di far fuori il M5S; non il governo in quanto " presunto di sinistra" e neppure Conte, checché se ne dica. Sono loro, i grillini, la vera spina nel fianco, il corpo estraneo. Perché se si trattase solo del PD e renziani andrebbero tutti lisci come sul velluto. Ancora oggi lo shock di vederli al timone del paese non è stato digerito da tutti i soliti noti spolpatori di soldi pubblici, che hanno sempre allegramente banchettato con il beneplacito concorsuale sia della destra che della pseudo sinistra. Questa è la situazione e l’unica via per risolverla sarà quella delle elezioni politiche, anche se la prospettiva non è delle migliori, con tutte le incognite che ci aspettano.

    saluto

  • Di MARCO VERUGGIO (---.---.---.147) 24 maggio 09:16
    MARCO VERUGGIO

    Infatti 25 anni di realismo, da Prodi a Conte, hanno pagato: sinistra e lavoratori sono più forti che mai. 

  • Di paolo (---.---.---.49) 24 maggio 16:43

    Persio, io non tifo per le elezioni subito perché è probabile se non certo che il paese cadrebbe nelle mani della destra. Può anche darsi però che i due anni a seguire, ammesso e non concesso che la legislatura non termini prima per qualche accidente, riescano a logorare Salvini e soci e credo che Conte punti proprio su questo. Rimandare il M5S all’opposizione, magari bastonato, sarebbe una occasione unica persa per dare una svolta vera a questo paese, ma poi alle elezioni bisogna pur tornare. E allora vedremo se gli italiani hanno riconosciuto il ruolo istituzionale riformatore del M5S. Molto ovviamente dipenderà da come usciremo da questa situazione, ma con tutti i poteri economico mediatico finanziari contro sarà dura.

    Sul fatto che sinistra e lavoratori siano più forti che mai, e qui mi riferisco a Veruggio, io francamente ho parecchi dubbi. Non solo non sta nei numeri ma non vedo neanche segnali in quella direzione. Già citare Prodi come "sinistra" mi sembra un pò azzardato e, sempre rimanendo in tema PD, semmai le derive degli ultimi 25 anni sono state tutte verso l’area moderata, segnatamente democristiana.

    Ma di quale sinistra stiamo parlando?

    • Di Persio Flacco (---.---.---.38) 24 maggio 19:18

      Paolo, io ormai sono arrivato a questa conclusione: fin quando in Parlamento siederanno i rappresentanti dei partiti e non i rappresentanti della Nazione, la democrazia rimarrà una chimera.

      E senza democrazia nessuna riforma positiva è possibile. Tutti, compreso il M5S, sono tra loro concordi nell’impedire che in Parlamento siedano rappresentanti della Nazione liberi dal vincolo di mandato, sicché l’art.67 della Costituzione rimarrà inapplicato e noi cittadini continueremo a vivere in una oligarchia in cui tutto il potere è nelle mani di un pugno di capi partito e della loro corte.
      Il cittadino elettore continuerà a non avere una vera facoltà di scegliere i suoi rappresentanti: dovrà scegliere tra quelli selezionati dai Ladri di Pisa: i partiti, che litigano di giorno e di notte vanno a rubare assieme.
      Se il M5S avesse davvero l’intenzione di riformare strutturalmente questo sistema corrotto starebbe lavorando a progetti di legge per l’attuazione degli articoli 49, 67, 94 cost. Invece non ci pensa proprio, visto che ha ancora in programma di istituire il vincolo di mandato modificando l’art.67; che ha assunto con disinvoltura un assetto organizzativo che contrasta frontalmente con l’art. 49; che usa senza pensieri l’istituto della Questione di fiducia, che nega l’art.94.

      Se non scompare prima dalla scena, il M5S diventerà in breve come gli altri partiti: la strada la ha già imboccata. Certo, è sempre il meno peggio tra i partiti in campo, ma fino a quando?
      Dobbiamo sperare che alle prossime elezioni si presenti una forza politica che abbia al primo punto del suo programma la piena attuazione della Carta costituzionale, e che gli elettori italiani siano abbastanza intelligenti da votarlo in massa.

  • Di paolo (---.---.---.49) 24 maggio 23:37

    Non voglio santificare il M5S, ma vale il detto popolare " chi troppo vuole nulla stringe" . E finché il Parlamento è composto di nominati dai partiti c’è poco da sperare. La Costituzione non prevede una democrazia senza partiti e anche la democrazia diretta è pura utopia. Porre una sorta di vincolo di mandato, con tutti i presupposti negativi che pure esso comporta, è necessario per evitare la prassi del salto della quaglia, che ha raggiunto nel nostro paese livelli patologici, con risvolti spesso anche legati alla corruzione. In nessuna democrazia del mondo succede quello che avviene da noi. La soluzione potrebbe essere che se vai in contrasto con i valori fondanti del partito o forza politica con la quale sei stato eletto, ti dimetti e ti ripresenti al corpo elettorale. 

    • Di Persio Flacco (---.---.---.38) 25 maggio 00:26

      La Costituzione non prevede un Parlamento popolato da rappresentanti dei partiti: l’art.67 è chiarissimo su questo punto, così come il generale impianto costituzionale.
      Capisco quello che vuoi dire, così come capisco le motivazioni del M5S nel voler ricondurre alla correttezza il mandato del parlamentare, ma le conclusioni sono a mio avviso sbagliate.

      E’ un cane che si morde la coda: se i candidati vengono selezionati in base alla fedeltà al partito piuttosto che a svolgere con dignità e onore il mandato di rappresentare la Nazione, la tipologia di persone che entrano in Parlamento è già predisposta a vendere le sue prestazioni al migliore offerente.

      La soluzione non può essere quella di obbligare queste persone a rimanere fedeli al partito pena la decadenza, la soluzione è liberare il Parlamento dai partiti, così i parlamentari non avrebbero più a chi vendersi. Il Parlamento dovrebbe essere il luogo dei rappresentanti della Nazione, senza nessun "corpo intermedio" a frapporsi tra rappresentati e rappresentanti, solo così la democrazia diventa reale.
      Altrimenti tanto varrebbe che in Parlamento sedessero solo i capi partito, visto che tutti i parlamentari obbediscono a loro.
      L’attuazione dell’art.67 dovrebbe essere fatta con una legge che istituisca il reato di attentato alla libertà e indipendenza dei parlamentari, da chiunque e a qualunque scopo posto in essere, altro che vincolo di mandato.
      Su questo il M5S sbaglia di grosso.

    • Di Persio Flacco (---.---.---.38) 25 maggio 09:52

      Purtroppo il M5S sconta l’eredità lasciata da Gianroberto Casaleggio, con le sue teorie astruse sull’assetto politico istituzionale che dovrebbe assumere lo Stato. Teorie che poi hanno assunto la forma di dogmi grazie, purtroppo, alla tendenza a santificarne la figura.
      Il più pesante di questi dogmi: "Non facciamo alleanze con nessuno", che ha condannato il Movimento a 5 anni di irrilevanza parlamentare nonostante il peso elettorale, è per fortuna caduto sotto la spinta della necessità, e questo ha permesso di concretizzare in provvedimenti legislativi alcuni dei suoi più importanti punti programmatici.
      Adesso il Movimento dovrebbe riuscire a capire che ha un’arma formidabile nelle mani per riformare dalle radici questo Paese: la Costituzione.
      E’ rarissimo, forse è un caso unico nella Storia, che una forza politica abbia la possibilità di porsi a capo di una rivoluzione LEGALE E DEMOCRATICA INCRUENTA.

      Attuando la Costituzione i partiti verrebbero espulsi dalla gestione del potere e ricondotti alla loro funzione costituzionale, che NON è quella di nominare i parlamentari, i membri del Governo e di tutte le cariche pubbliche a livello centrale e locale (vedi la spartizione tra i partiti dei ruoli dirigenziali nella sanità lombarda) ma è quello di elaborazione politica ideologica, di coinvolgimento dei cittadini alla politica, di avviamento dei cittadini stessi alla assunzione di responsabilità istituzionale. Ad iniziare da quello di parlamentare.

      Tutto il malaffare, l’inefficienza, gli sprechi, che affliggono questo Paese da 72 anni, la sua subordinazione ai potentati economici, l’adesione acritica ad organismi sovranazionali, la volontaria sottomissione a entità statuali straniere, la debolezza nell’affermare il primato delle ragioni nazionali, derivano dal fatto che i partiti occupano un potere indebito e che possono barattare l’interesse della Nazione contro qualunque beneficio sia loro utile per conquistare e mantenere quel potere. E hanno potuto farlo, e possono continuare a farlo, esattamente a causa della mancata applicazione di quei TRE articoli della Costituzione.

      Voglio fare un solo esempio: il sacco del territorio italiano rurale e urbano concesso dagli amministratori pubblici alla grande e piccola speculazione edilizia in cambio di finanziamenti e di consenso elettorale. Ad organizzare lo scempio loro: i partiti. Sempre i partiti sono i protagonisti dei piccoli e grandi episodi di corruzione avvenuti la dove soldi pubblici erano e sono diretti ai privati. Così come ogni episodio di collusione tra Stato e criminalità organizzata ha visto coinvolti i partiti ad ogni livello.

      Immagina se da tutto questo l’Italia venisse liberata una volta e per sempre quante energie positive potrebbero essere liberate. Immagina se finalmente i cittadini potessero fidarsi della classe politica e delle istituzioni repubblicane quanto potrebbe svelenirsi il clima civile.

      Tutto questo SI PUÒ FARE, i numeri in Parlamento ci sono, perfino una componente del PD sarebbe d’accordo, visto che ha depositato un progetto di legge per l’attuazione dell’art.49.

      Ecco, se il M5S per insipienza o per altri motivi mancasse questa occasione storica avrebbe fallito interamente la sua missione.

  • Di paolo (---.---.---.49) 25 maggio 17:50

    Purtroppo dare rappresentanza privileggiata della volontà popolare ai partiti e la conseguente relazione biunivoca " ti voto se tu mi dai" ha creato il quadro che tu dici, su questo non ci sono dubbi. Poi la degenerazione ha fatto il resto.

    Ma il mio dubbio è come disinnescare i politici di professione, ovvero come sostituirli con rappresentanti delle classi sociali, delle professioni, della cultura ecc.. .

    Certo, caro Persio, riuscirci sarebbe come fare bingo. In fondo il M5S è proprio nato per questo, anche se l’improvvisazione ha creato anche dei problemi. Tu dici che una parte del PD sarebbe pronta e che i numeri in Parlamento ci sono, io invece dubito. Purtroppo temo che nessuna riforma cosi’ radicale possa scaturire dal Parlamento. Ecco perché insisto sul metodo step su step, ovvero il M5S, nei due anni che rimangono, deve riuscire a mettere in cantiere quante più riforme possibili. Deve limare il limabile, creare i presupposti per una rinascita della coscienza civile.

    Poi però deve essere il popolo ad agire. E ti dico la verità, io sugli italiani nutro poca fiducia.

    ciao

Lasciare un commento

Per commentare registrati al sito in alto a destra di questa pagina

Se non sei registrato puoi farlo qui


Sostieni la Fondazione AgoraVox


Pubblicità




Pubblicità



Palmares

Pubblicità