La tv pubblica che vogliamo!
L'altroieri dalla Ventura ha telefonato il dg della Rai pubblica Mauro Masi. Ma ha subito messo le mani avanti! Io non mi dissocio né dal modo con cui stai conducendo il programma, né dai contenuti.
Questa è la tv che voglio! Non virgoletto perché questo più o meno il succo del discorso. La tv pubblica che vogliamo è L'Isola dei Famosi. La tv che vogliamo è quella in cui ogni argomento politico o di cronaca lo si può commentare o approfondire solo ogni otto giorni, come il pagamento delle pizza fritte a Napoli: "Mangi oggi e paghi fra otto giorni". E non basta! La tv che vogliamo è quella in cui per ogni argomento vi devono esserci le due tesi contrapposte (e poi perché solo due? E se ve ne sono più di due di tesi quale fra le tante scegliere? Non si capisce!) e addirittura per alcune trasmissioni vi devono essere due conduttori che per cultura (uno studi classici ed uno tecnici...) devono essere diversi e contrapposti. Anche qui vale l'obbiezione della dualità come unicità del contraddittorio. E qualcuno ha obbiettato: "ma perché tanta confusione? Non è meglio dire, e facciamo prima a dire, che tv e trasmissioni di approfondimento e di cronaca politica in una televisione pubblica non devono esserci?". Gad Lerner si frega le mani. Più va avanti in Rai questa cultura più il mio programma raccoglie ascoltatori!
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