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 Home page > Tribuna Libera > La letterina di Conte. Un consiglio al M5S

La letterina di Conte. Un consiglio al M5S

Oggi il premier Conte e il ministro economico Tria sono a Bruxelles per convincere i nostri partners che l'Italia non costituisce un pericolo per la stabilità economico finanziaria dell'Unione, che i conti sono sostanzialmente in ordine, compatibilmente con la crisi in atto, e che quindi l'avvio di una procedura di infrazione per debito eccessivo non sarebbe assolutamente giustificata. 

Se e qualora gli argomenti e relativa documentazione di sostegno portati dal secondo paese manifatturiero, nonché terzo contribuente netto in ambito UE, non dovessero risultare convincenti e si decidesse comunque per l'avvio della procedura, che peraltro rappresenterebbe una prima volta in assoluto, è evidente che la questione assumerebbe i contorni di uno scontro politico. Ossia avrebbe il significato di una azione premeditata da parte di una Commissione UE a fine mandato per colpire un governo, quello giallo verde, che non piace all'estabilishment economico finanziario europeo. Colpire chi non segue la linea imposta dai mandarini che governano la UE per dare il buon esempio a tutti. E chi meglio dell'Italia capita a fagiolo? Ovviamente nessuno.

Questo potrebbe essere il senso della "letterina" inviata da Conte come risposta preventiva alle richieste di chiarimenti da parte della UE.

E dico "letterina" con il diminutivo non a caso, vista la palese e premeditata denigrazione con la quale viene citata in tutti i talk show nostrani. Uno a caso, senza citarli tutti: Tagadà puntata di ieri. Dopo una bella spalmatura introduttiva della conduttrice Emerenziana (detta Tiziana ) Pannella, con contorno di risatine e vignette per alleviare la tensione, interviene il giornalista Fittipaldi di La Repubblica, noti per la loro posizione estremamente critica nei confronti di questo governo ed in primis per il M5S, per ribadire la fatuità di questa "letterina " ( termine usato ripetutamente) fondata, a suo autorevole giudizio, sul nulla e preparata da emeriti incompetenti che, sempre a suo dire, otterrà solo un sonoro sberleffo di risposta da parte della UE.

Infine, tanto per rincarare la dose, si butta in una chiosa meravigliosa " .. che oltretutto poteva anche essere scritta meglio" . Come dire che oltre che incompetenti e inconcludenti, Conte e soci difettano anche in scrittura. Insomma poveri asinelli a digiuno di argomenti, che farebbero meglio ad andare con il cappello in mano alla corte di Angela Merkel e Macron per chiedere venia, per avere un po' di elemosina e per non essere sculacciati. Questo è il nostro giornalismo, con rarissime eccezioni, televisivo e carta stampata che ci meritiamo. Peraltro puntualmente replicato in sede europea, dove i rappresentanti della attuale opposizione, PD e Forza Italia su tutti, invece di fare quadrato su questioni che ci interessano inquanto italiani, come avviene in tutti gli altri paesi normali, si comportano come e peggio di quel deputato belga che ha definito Conte un "burattino", con ciò offendendo l'intero popolo italiano a prescindere dalle opinioni politiche di ciascuno. In quella occasione l'unica dell'opposizione che ha reagito a quell'insulto arrogante ed ingiustificato proveniente dall' esponente di uno staterello di contorno, è stata Alessandra Mussolini, appaludendo la piccata e tagliente risposta di Conte. Questo tanto per dire.  

Ma quello che più sorprende è il comportamento, mediaticamente parlando, del grillino di turno che partecipa ai talk show, aventi questo tipo di format. Di fronte a critiche fondate palesemente sulla prevenzione politica (non credo che Fittipaldi avesse letto la "letterina" ma conta poco), il soggetto di turno, come nel caso della odierna puntata di Tagadà, si affanna a cercare di dare chiarimenti tecnici, argomentando con seria applicazione e quindi non percependo il contesto in cui si trova. Poi Di Maio si lamenta di un deficit comunicativo del M5S a cui addebita parte del flop alle recenti elezioni europee. Ma Grillo dov'è? Un consiglio no ?! . E' un mago della comunicazione, un mattatore televisivo, perché non li addestra all'uopo? Così sono totalmente indifesi di fronte a satanassi pronti a smembrarli e non si può reagire, come hanno fatto fino ad oggi, non partecipando più a certe trasmissioni. E' una risposta puerile e autolesionista perché la macchina continua a correre, con o senza di te.

Prendiamo invece un pò tutti i leghisti che presenziano le trasmissioni televisive; quando affrontano le "bordate" di certa stampa, diciamo molto prevenuta tanto per rimanere sul soft, rispondono per le rime, stigmatizzano la pretestuosità di certe domande che sono più dei comizietti. In casi limite, vedi Salvini con la Gruber che minacciava di togliergli l'audio, arrivano allo sberleffo, irridono, in sostanza la buttano sostanzialmente in caciara.

E questo atteggiamento viene percepito da parte dei teleutenti, specialmente quelli appassionati di questo genere di talk show ( tra i quali non mi riconosco), come un segnale di sicurezza, ovvero di possesso degli attributi e quindi viene premiato. Insomma la serietà, il politically correct di chi crede di essere in un contesto di pacata e non prevenuta discussione fondata su argomenti, non paga assolutamente. Insomma è un atteggiamento che , come si suol dire, non " buca lo schermo ".

E in questo Matteo Salvini è un assoluto fuoriclasse.

 

Commenti all'articolo

  • Di pv21 (---.---.---.253) 23 giugno 12:37

    Appiglio > Chi governa un paese non deve sbandierare i “desiderata” più forieri di applausi e consensi, ma deve gestire al meglio i problemi reali trovando soluzioni praticabili ed efficaci

    FACILE è promettere a milioni di “diseredati” un minimo di reddito e di lavoro o di anticipare la pensione o, magari, di avere più soldi da spendere pagando meno tasse.

    DIFFICILE è non peggiorare i conti pubblici (uscite) ed insieme rilanciare la crescita. Tant’è che, dopo 1 anno di siffatte variegate proposte, per non avere delle brutte sorprese, si vorrebbe rimodulare il pacchetto con un’apposita manovra.


    Da qui l’ultimo appiglio.

    Come a fine 2011, un Governo alternativo sarebbe chiamato ad adottare da subito delle “cure molto rigorose” per poter poi procedere a eventuali misure espansive.

    Finché RESTA l’attuale Esecutivo in molti “sperano” di non doversi beccare una tale brusca inversione di marcia. E che, frattanto, la situazione generale vada migliorando.


    Ma ormai è solo questione di lasso di tempo “disponibile”.

    A titolo di precedente storico ci sono anche le Crociate Ministeriali che tanto …

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