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 Home page > Attualità > Europa > Francia: Mélenchon, il candidato della pace, perché sale?

Francia: Mélenchon, il candidato della pace, perché sale?

Ma cosa racconta questo Jean-Luc Mélenchon di così realmente diverso, al punto che erano in 70mila al Porto Vecchio di Marsiglia a formare una marea di gioia e speranza?

Alle 7 del mattino del 10 aprile, Radio3Mondo legge, per chi ascolta, la prima pagina della stampa mondiale, e accenna a  Jean-Luc Melenchon che sale nei sondaggi per le prossime elezioni in Francia.

Era domenica a Marsiglia e i miei figli residenti lì, sono andati a sentirlo e vederlo: seppure da tempo a Marseille hanno solo il rammarico di non poterlo ancora votare. Lascio a mia figlia Silvia la parola, lei c'era e c'è, come suo fratello Federico che l'8 marzo strinse la mano a Melenchon, sceso tra le donne alla Canebière: sono come un fiume in piena, a credere e ritrovarsi nella polis, senza alcuna differenza.

Buona Pasqua e Auguri Melenchon, a voi popolo di Francia, e il voto nell'urna sia segno di liberazione della pace, di giustizia per noi tutti.

Bises à toutes et tous !

Doriana Goracci e Silvia Maiorani

Domenica 9 aprile un sole estivo e un cielo color Arizona hanno inondato Marsiglia. Mi sono ritrovata ad andare al meeting del candidato politico della France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon. Lo sostengo anche se non posso votare. Lo sostengo perché parla chiaro ma senza scadere nella volgarità o nel populismo.

Parla di pace ma senza buonismo. Parla di diritti ma senza banalità. Parla della sorella Grecia ma senza mai condannarla. In tantissimi sono venuti a vederlo al Vieux Port. Un pubblico eterogeneo, di tutte le età ed estrazioni sociali. Mentre ascoltavo le sue parole ho detto ad un mio amico francese che era la prima volta, dopo almeno 15 anni, che andavo a sostenere un politico e non a protestare contro qualcuno.

Prima di terminare il suo discorso ha letto una poesia del poeta greco Yannis Ritsos. Anche per questo lo sostengo Jean-Luc Mélenchon: leggere durante un convegno politico una poesia: condividere bellezza e riflessioni. Un gesto rivoluzionario e coraggioso.

Quando sono tornata a casa mi è rimasto in bocca il gusto dolce della Speranza.

Commenti all'articolo

  • Di Doriana Goracci (---.---.---.113) 24 aprile 2017 10:46
    Doriana Goracci

    Marsiglia si distingue con la vittoria di Jean-Luc Mélenchon, in testa con il 24,84% dei voti. Grazie!

  • Di Doriana Goracci (---.---.---.21) 11 aprile 08:51
    Doriana Goracci

    5 anni dopo

    Elezioni in Francia. "Tengo" due figli, Silvia e Federico (e due nipotini Elio e Luna) che vivono lì da anni ma al momento solo Silvia ha la doppia nazionalità per votare. Esattamente il 10 aprile del 2017 scrissi questo articolo https://www.agoravox.it/Francia-Melenchon-il-candidato.html compresa la poesia che ricondivido, letta allora ad un pubblico straripante da Melenchon che ha appena fatto il suo intervento dopo le elezioni https://www.youtube.com/watch?v=OnnECtONXqE
    "non dobbiamo dare una sola voce a Madame Le Pen. Non dobbiamo dare una sola voce a Madame Le Pen. Non dobbiamo dare una sola voce a Madame Le Pen" Chiaro?
    Invita a scrivere sulla sua pagina quello che pensano i suoi elettori.
    "Donc vous ne devez pas donner une voix à madame Le Pen.Alors je le sais bien, je répète parce que des fois, il arrive que même quand je dis les choses, c’est comme si je ne les avais pas dites. Alors je recommence à cet endroit du film : il ne faut pas donner une seule voix à madame Le Pen. Il ne faut pas donner une seule voix à madame Le Pen. Il ne faut pas donner une seule voix à madame Le Pen."

    Ricondivido la Pace di Yannis Ritsos.
    PACE
    Il sogno del bambino è la pace.
    Il sogno della madre è la pace.
    Le parole dell’amore sotto gli alberi
    sono la pace. Il padre che ritorna la sera
    con un sorriso affaticato nello sguardo
    con in mano un cestello pieno di frutti
    e sulla sua fronte le gocce di sudore
    sono simili alle gocce della brocca
    che sulla finestra fa rinfrescare l’acqua,
    questo è la pace.
    Quando i margini delle ferite
    si chiudono sul volto del mondo
    e dentro le piaghe bruciate dall’incendio
    la speranza incastona le sue prime gemme
    e i morti possono stendersi sul fianco
    e dormire senza dispiacere
    sapendo che il loro sangue non è andato sprecato,
    questo è la pace.
    Pace è il profumo del cibo alla sera,
    allorché il fermarsi di un’auto nella strada
    non è uno spavento,
    allorché il bussare alla porta
    annuncia un amico,
    e ad ogni ora il varco della finestra
    significa un cielo,
    i nostri occhi fanno festa
    con le lontane campane dei suoi colori,
    questo è la pace.
    Pace è un bicchiere di latte caldo
    e un libro davanti al bambino che si sveglia,
    allorché le spighe si piegano l’una sull’altra dicendo
    la luce la luce
    e di luce trabocca la ghirlanda dell’orizzonte,
    questo è la pace.
    Allorché si rimaneggiano le prigioni per diventare biblioteche,
    allorché di notte una canzone sale di soglia in soglia,
    allorché la luna primaverile esce dalla nuvola
    come di sabato sera esce dal barbiere del rione
    l’operaio appena rasato,
    questo è la pace.
    Allorché il giorno che è trascorso
    non è un giorno che è andato perduto,
    ma è la radice che dentro la sera manda in alto le foglie della gioia,
    ed è un giorno guadagnato e un sonno giusto,
    allorché senti il sole che torna a allacciare le sue stringhe
    per cacciare il dolore dagli angoli del tempo,
    questo è la pace.
    Pace sono i covoni che dardeggiano sui campi dell’estate
    e l’abbecedario della bontà sulle ginocchia dell’alba.
    Quando dici: sorelle mie, - quando diciamo: domani costruiremo,
    quando costruiamo e cantiamo,
    questo è la pace.
    Pace sono le mani strette degli uomini
    e il pane caldo sulla tavola del mondo
    è il sorriso della madre.
    Nient’altro è la pace.
    E gli aratri che tracciano solchi profondi in tutta la terra,
    scrivono solamente un nome: Pace.
    Nient’altro. Pace.
    Sui polpastrelli dei miei versi
    il treno che avanza verso il futuro
    carico di grano e di rose
    è la pace.
    Fratelli,
    nella pace respira profondamente il mondo
    con tutti i nostri sogni.
    Datemi la mano fratelli miei.
    Questa è la pace.
    Yannis Ritsos
    IL MIO APPELLO E’ A TUTTI I GIOVANI E MENO GIOVANI CHE NON HANNO VOTATO, DI FARLO, VOTATE e NON UN SOLO VOTO ALLA DESTRA.

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