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 Home page > Tribuna Libera > D’Annunzio e la marcia su Fiume, due elementi chiave per il fascismo

D’Annunzio e la marcia su Fiume, due elementi chiave per il fascismo

La Brigata Catanzaro grida vendetta. Cercavano D'Annunzio, simbolo del nazionalismo guerrafondaio italiano, trovarono la morte per fucilazione, con l'abruzzese che non fece nulla per fermare la fucilazione.

Anzi,beffa nella beffa dedicò ai fucilati una poesia.Si saranno rivoltati nella tomba.Come tutti quelli che avendo vissuto il fascismo hanno sentito dire che la marcia di occupazione su Fiume non fosse funzionale al fascismo, non avesse i connotati che saranno poi propri del fascismo.
Il 12 settembre di quest'anno sarà il centenario di quell'evento. E tra Trieste ed il monfalconese gli eventi di carattere nazionalista stanno prendendo piede.

Da una statua che si pensa a voler fare a Trieste a D'Annunzio, alle celebrazioni di quell'evento,ecc. In un cortocircuito storico fenomenale. Dove da un lato hai fascisti che rivendicano D'Annunzio ma negando il suo carattere fascista, perchè meglio nasconderlo per renderlo presentabile, a destra e manca, a sinistra c'è chi cerca di evidenziare addirittura il suo essere anticipatore del '68, quando è innegabile che costui è stato comunque un personaggio fondamentale per l'affermazione del nazionalismo reazionario italiano che spianerà la strada al fascismo.

Definiva i croati come mandria di porci, o schiaveria bastarda, concetti che effettivamente saranno propri del '68, no? A proposito di chi dice che il dannunzianesimo anticipò il '68. Il guerrafondaio, nazionalista D'Annunzio sta al '68 come i pinguini stanno al deserto, certo in periodo di emergenza climatica e ribaltamenti impossibili, non è da escludere che i pinguini nel deserto un giorno possano esserci. Ci manca solo di sentir dire che D'Annunzio abbia anticipato la Resistenza. Magari con il suo saluto romano, con l'olio di ricino di Fiume o i discorsi dal balcone. O con quella carta del Carnaro imperniata di corporativismo che diventerà una parte importante per il fascismo. La marcia di occupazione della città di Fiume, è stata una marcia che ha anticipato quella fascista su Roma, certo,alcuni legionari diventeranno antifascisti, come tanti fascisti, per opportunismo, poi diventeranno antifascisti, ma saranno una manciata rispetto al grosso di chi vi prese parte da quella marcia.Marcia partita casualmente da Ronchi, dannata da quell'evento, visto che per sole 11 ore di permanenza casuale a Ronchi, il fascismo, decreterà il cambio di nome di Ronchi, da Ronchi di Monfalcone a Ronchi di Legionari, omaggiando la fascistizzazione di Fiume. E che dire della targa che ricorda il luogo ove dormì D'Annunzio a Ronchi? In quella che era la via Trieste e che poi prese il nome, appunto, di via D'Annunzio? Collocata personalmente da Giunta, dice niente l'assalto al Narodni dom di Trieste? Colui che sarà anche segretario del PNF oltre che essere capo del fascismo triestino. Il fascismo non si è appropriato dell'esperienza fiumana, ma l'esperienza fiumana ha avuto tutti i connotati che saranno in gran parte propri del fascismo, e D'Annunzio con quella scellerata marcia, eversiva e militarista, che porterà anche alla morte di una sessantina di persone tra militari e civili, nel "natale di sangue" si è reso responsabile di un gesto che non può essere celebrato, ma condannato. Celebrare quell'occupazione, e quella marcia e chi ne è stato il capo è anti-europeista,è atto profondamente nazionalista, che rischia di minare sostanzialmente i rapporti amichevoli anche tra Italia e Croazia, come ricordato dall'ambasciata croata quando interpellata.

D'Annunzio non fu ostile al fascismo e il fascismo non fu ostile a D'Annunzio. Anzi. Ad esempio il 7 maggio del 1930, Orano, deputato fascista,alla Camera dichiarava:
Con la Marcia su Roma, Benito Mussolini portò qui dentro l'arbitrio armato dell'Italia degli italiani, anelata da Crispi, sbozzata dal comandante D'Annunzio a Fiume. Una Nazione che si fa Stato totalitario di autorità e di disciplina esercita di per sè stessa un'azione di presenza nel mondo, costituisce un esempio, un mo-nito, un controllo, una suggestione quasi medianica. Non poteva essere che così. Nel Fascismo non vi sono che assiomi; appena affermato, il Regime ha eliminato anche i teoremi. Il 1930 fu l'anno in cui veniva stipulata la convenzione sul Vittoriale. 
 
Nella seduta di Giovedì, 4 dicembre 1930, verrà approvata, dal Regno d'Italia, tramite il Capo del Governo, primo ministro segretario di Stato, Mussolini, il ministro della giustizia e affari di culto, Rocco, il ministro delle finanze, Mosconi, il ministro dell'educazione nazionale, Giuliano, la "Conversione in legge del R.D.L. 6 novembre 1930, n. 1518, relativa alla Convenzione stipulata il 4 ottobre 1930, tra lo Stato e Gabriele D'Annunzio, riguardante il 'Vittoriale'". 
D'Annunzio, definirà Mussolini suo Compagno d'armi, nell'atto di donazione scriverà che " per gran ventura ebbi testi Costanzo Ciano di Cortellazzo mio maestro di insidie notturno e il mutilato Giovanni Giuriati mio destro braccio fiumano”. Che saranno due protagonisti di primo piano nel fascismo. 
 
Il fascismo era talmente grato a D'Annunzio che si adoperò anche per il restauro e sistemazione della casa dove nacque D'Annunzio e morì sua madre. E alla notizia della morte, avvenuta il 1 marzo del 1938, nella seduta del 2 marzo 1938, l'anno in cui si proclameranno le leggi razziali, i deputati si alzeranno, alla camera: Onorevoli Camerati, Gabriele d'Annunzio è morto! Per lutto nazionale la seduta è tolta e rinviata a venerdì. 
Ci furono, poi, i funerali di stato.

E Mussolini più di una volta si spese su D'Annunzio e l'atto compiuto dallo stesso su Fiume.
« D’Annunzio è stato l’animatore in tempi oscuri delle nuove grandi realtà italiane, a preparare le quali egli diede la poesia dell’azione. » (Dal messaggio inviato ai dirigenti del Maggio musicale ( il 3 Giugno 1938). — X I I , 7.

« I nomi di Fiume e di d’Annunzio riportano lo spirito nell’atmosfera ardente del sacrifìcio, dell’eroismo e della dedizione di tutte le più alte virtù della razza. » (Dall’articolo • Celebrazione >, pubblicato sul Popolo d’Italia dell’l l Settembre 1920). — l i , 91.

« Fiume italianissima, legionaria e fascista. »

(Parole pronunciate a Fiume il 24 Giugno 1939). — X II, 211.

«Tre parole: tre idee: tre forze: volontà, libertà, giustizia; ecco lo spirito incorrotto, incorruttibile ed immortale della Legione di Ronchi. » 
(Dall’articolo « Legionari di Ronchi », pubblicato sul Popolo d ’Italia del 5 Gennaio 1921). — I I , 135.

mb

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