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 Home page > Tribuna Libera > Che cosa è lo spending review?

Che cosa è lo spending review?

Non c’è commentatore politico che non usi a ogni piè sospinto queste due parole che ormai sono assurte prepotentemente alla ribalta della cronaca. Non c’è articolo di giornale capace di farne a meno. La gente è convinta che l’uso di termini pescati dalla lingua inglese abbia il potere taumaturgico di nobilitare certi concetti piuttosto banali e piuttosto inefficaci.

Li fa diventare di moda, li rende accettabili e digeribili. Chi pronuncia o scrive queste due parole, si sente importante, a la page, (personalmente preferisco il francese).

Spending review significa revisione della spesa, attenzione alla spesa.

Questo è tutto. Abbiamo salutato il Governo Monti come un’ancora di salvezza in un periodo di folle litigiosità tra i partiti e soprattutto tra l’opposizione e le forze di governo, litigiosità che sembrava assolutamente ignorare quella che è la più grave crisi che abbia colpito il mondo intero, ma che per noi italiani si somma a una nostra specifica crisi altrettanto se non più grave. Ci eravamo entusiasmati troppo precipitosamente? Sì, è così. La transizione è stata necessaria, però subito dopo, invece di far montare la testa al professor Monti, facendogli credere che gli avevamo firmato una cambiale in bianco, ci saremmo dovuti rendere conto che egli è uomo che appartiene a quella finanza di carta che ha scatenato la crisi.

Mi pare di ricordare che egli ha fatto parte della Morgan Stanley, come del resto Mario Draghi. Pretendevamo la terapia con gli agenti infettivi. Insomma, una sorta di vaccinazione. I vaccini se non sono adeguatamente depotenziati sono essi stessi causa d’infezione. La spending review non è la panacea capace di risolvere i nostri problemi; tutt’altro, li aggrava. Se il denaro non circola, non c’è consumo, non c’è produzione, non c’è lavoro. La spending review, il governo Monti la sta facendo fare agli Italiani e, come volevasi dimostrare, il risultato è recessione!

Recessione è esattamente il contrario di crescita e sviluppo. Recessione significa miseria, perdita di posti di lavoro, disoccupazione. I disoccupati non sono solamente i lavoratori dipendenti che hanno perso il posto di lavoro, ma anche i datori di lavoro del tipo di quelli che con tragica frequenza, senza precedenti nella nostra storia, di fronte al dramma di chiudere l’azienda e lasciare sul lastrico se stessi e i dipendenti, si tolgono la vita.

Ieri un piccolissimo imprenditore dopo avere chiuso la propria azienda e avere licenziato i due unici dipendenti, suoi figli, si è suicidato. Quasi ogni giorno leggiamo storie analoghe. Siamo in grave emergenza. In casi analoghi gli Antichi Romani sospendevano alcune garanzie costituzionali e nominavano un dittatore. Noi abbiamo fatto quasi la stessa cosa, ma il dittatore sta aggravando la situazione perché incapace o perché non vuole fare, quelle riforme drastiche ma indispensabili per tirarci fuori dall’impasse.

In effetti, un uomo della finanza non conosce i bisogni della produzione. Sì, li ha studiati sui libri ma non li ha sperimentati personalmente, non sa a quali e quante vessazioni e difficoltà è sottoposto chi voglia fare impresa in Italia. Primum vivere, deinde philosophari, prima pensiamo alle cose concrete della vita, poi facciamo filosofia, diceva Tommaso Hobbes. L’imperativo categorico nella nostra situazione è rimuovere gli ostacoli che impediscono crescita e sviluppo: 1) Riforma della giustizia. Il nostro apparato giudiziario è vergognosamente inetto. La sua disfunzione pesa enormemente sul PIL, inoltre non attrae capitali ed espelle i capitali nazionali. 2) Il prelievo fiscale è insopportabile, costituisce alibi all’evasione e scoraggia ogni iniziativa. 3) Semplificazione sostanziale della burocrazia. 4) Rilancio delle infrastrutture, anche informatiche. 5) Riforma drastica della scuola, specie universitaria. 6) Restituire alle forze dell’ordine l’autorità che loro compete. Forze dell’ordine significa che quando necessario devono usare la forza. Non ci possiamo più permettere che bande di teppisti politici o comunque violenti mettano a soqquadro il Paese e impediscano l’adeguamento di infrastrutture scandalosamente carenti. 7) Non è tollerabile ed è immorale che lo Stato onori i suoi debiti con mesi o anni di ritardo.

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.16) 30 aprile 2012 11:29

    Condivido in buona misura le critiche a Monti; poi però arrivo a leggere questo...
    "6) Restituire alle forze dell’ordine l’autorità che loro compete. Forze dell’ordine significa che quando necessario devono usare la forza. Non ci possiamo più permettere che bande di teppisti politici o comunque violenti mettano a soqquadro il Paese e impediscano l’adeguamento di infrastrutture scandalosamente carenti"
    e capisco da che razza provengono queste critiche: schifo...

    • Di (---.---.---.201) 1 maggio 2012 10:04

      Individuo, esci allo scoperto con nome e cognome se hai coraggio.
      A quale razza appartengo io secondo te? Spiegalo ai lettori tu che sei esperto di razzismo.
      Secondo la tua cultura democratica chi vuole restituire dignità e autorità alle Forze dell’Ordine fa schifo, vero? Rispondi.
      Cesare Zaccaria

  • Di Geri Steve (---.---.---.254) 30 aprile 2012 19:29

    in effetti e’, come sempre con il cesarezac, un articolo-patacca: si traveste da articolo tecnico ma è uno sproloquio in cui sproloquia al plurale (noi chi?), ci vuole dare lezioni su tutto e conclude con il suo proclama-programma.

    chissà se per realizzarlo ci vuole un certo dittatore...

    Sullo stesso tema. sempre oggi su Agoravox, c’è invece un articolo "non-patacca": l’autore (Giuseppe Caglioti) scrive per davvero le sue opinioni sulllo spending review e non usa l’articolo come esca per salire sul podio e lanciare proclami: consiglio di leggerlo.

  • Di pv21 (---.---.---.99) 30 aprile 2012 19:42

    Alibi "responsabile" >

    Da 5 mesi Pdl, Pd e Terzo Polo tengono in piedi il governo Monti per responsabilità “verso il paese” e ripetono che indire elezioni entro ottobre è da “irresponsabili” perché sarebbe “disastroso”.
    Due dati su tutti.

    Da dicembre il Debito è cresciuto di altri 100 miliardi e sfiora ormai quota 2000. Sono oltre 80 miliardi l’anno di interessi da pagare. L’effetto “recessivo” della pressione fiscale sopra il 45% porterà già nel 2012 ad un calo di consumi per 37 miliardi.
    In sintesi. Più mesi passano e più si allunga la lista dei “sacrifici”.

    Per contro milioni di cittadini, ormai in ginocchio, chiedono di sapere come invertire la rotta. Le elezioni sono da sempre sfida “politica” di capacità progettuali e propositive. Per i partiti sono passaggio “obbligato” per la formulazione di strategie “politiche” organiche, incisive e tempestive.

    Ergo. Continuare con le “larghe intese”, in attesa di tempi migliori, sa più di “alibi” rinunciatario che di scelta “responsabile”.
    Più passa il tempo e più crescerà la Tagliola Tributaria che corrode il potere d’acquisto delle famiglie …

  • Di (---.---.---.90) 30 aprile 2012 21:42

    Il Prof. Monti e tutti i suoi Ministri ci stanno portando alla rovina, avrebbe dovuto fare quelle Leggi che non si sono potute fare per le liti dei partiti di Governo e di opposizione: riduzione dei parlamentari e dei senatori, eliminazione dei finanziamenti dei partiti, Riforma della Giustizia, scuola per investigatori ( quelli attuali non sanno fare indagini vedi i vari delitti senza condannati ), eliminazione delle Province e delle Regioni, eliminazioni delle regioni a statuto speciale, eliminazione della tassa sulla casa ecc.......


    In conclusione, è necessario che Monti & C se ne tornino a scuola e lascino fare la politica ai politici.
  • Di (---.---.---.215) 30 aprile 2012 23:40

    Agora vox è un luogo dove i cittadini possono essere dei giornalisti; bene questo articolo è l’esempio della decadenza del giornalismo italiano: pochissimi fatti sono il preludio di riflessioni personali portate avanti similmente ad un comizio.
    Qui, ognuno di noi dovrebbe avventurarsi in ambiti conosciuti per esperienza, ad esempio gli studenti possano parlare di scuola, gli operai delle loro condizioni, gli economisti delle loro riflessioni. Eccoci invece davanti ad un cittadino qualsiasi che si eleva a onniscente politico riformatore. Non è così che si produce informazione.
    Rem tene, verba sequentur.

    • Di (---.---.---.230) 1 maggio 2012 06:44

      Questo commento è tutto fumo. A questo individuo in realtà ciò che non piace nell’articolo ma non ha il coraggio di confessarlo è l’invito a restituire autorità alle Forze dell’Ordine.
      Lui è parte di quegli individui imbevuti di odio e di invidia, insofferenti di ogni regola a garanzia di ogni governo democratico.
      Individui che si credono in diritto di criticare tutto e tutti ma senza uno straccio di motivazione sostenibile. Affibbiano giudizi a destra e a manca dall’alto di una prosopopea intrisa di livore.
      Cesare Zaccaria

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