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Caso Mills: lo straordinario successo di un gruppo di Facebook che si ribella al Tg1

I giornalisti dovrebbero essere, in tutti i paesi civili del mondo, i cani da guardia (watch dog) del sistema. Quelli che additano all’opinione pubblica le cose che non funzionano e le responsabilità di quelli che ci governano. Questo ruolo, oggi, non sono certo io a scoprirlo, lo ha ormai assunto Internet. Più tempestivamente e in alcuni casi molto più efficacemente di quanto lo facciano i giornalisti della carta stampata e della Tv.

Una prova eclatante, ma certo non isolata, di questo assunto, l’ha data in questi giorni il caso di un gruppo nato su Facebook sabato 27 febbraio alle ore 19.
 
Il gruppo è stato fondato da Paola Avon e da Arianna Ciccone e si chiama
"La dignità dei giornalisti e il rispetto dei cittadini".
 
Come è nato il Gruppo? Il giorno antecedente alla fondazione del gruppo il Tg1 aveva aperto parlando della chiusura della vicenda Mills.
 
Come tutti sanno l’avvocato Mills era stato accusato di essersi lasciato corrompere da Silvio Berlusconi. Per tale imputazione era stato condannato in primo e in secondo grado.
 
La posizione del premier, imputato nello stesso procedimento era stata stralciata per effetto della vigenza del Lodo Alfano, poi dichiarato illeggittimo dalla Corte Costituzionale.
 
Una eventuale conferma in Cassazione della condanna di Mills avrebbe avuto un peso rilevantissimo se non determinante nel processo che, venuto meno il Lodo, si celebrerà a breve nei confronti del premier.
 
La Cassazione, invece, ha deciso che il reato è caduto in prescrizione.
 
Il che, naturalmente non equivale a dichiarare innocente l’imputato.
 
Viene semplicemente ufficializzato un dato oggettivo: sono passati più di dieci anni da quando è stato commesso il reato e la conseguenza è che non è possibile più perseguire colui che lo avrebbe commesso.
 
Si chiama prescrizione. Prescrizione che non riguarda - ancora - il premier per il semplice motivo che il periodo di vigenza del Lodo Alfano ha interrotto il periodo di prescrizione.
 
Ma cosa succede al Tg1? Per ben due volte, prima nei titoli di testa, poi nel lancio della notizia da parte del conduttore, si parla di assoluzione.

Una notizia falsa, fornita in diretta, dal servizio pubblico, a milioni di persone.

Così è nata la raccolta di firme in Rete?
 
Le due amiche hanno messo giù il testo di una lettera - cortese, ma ferma - indirizzata al presidente dell’Ordine del giornalisti Lorenzo Del Boca, al presidente della Rai Paolo Garimberti e allo stesso direttore del Tg1, Augusto Minzolini.
 
Eccone la frase centrale della lettera:
 
"Qui si tratta di deontologia professionale e della funzione fondamentale del giornalismo. Ieri il tg1 delle 13.30 come sai ha dato una notizia falsa. Ecco credo che nessuno di noi possa e debba accettare questo. Mi aspetto quindi una reazione esemplare dell’Ordine rispetto a un episodio che umilia la professione giornalistica e i cittadini".
 
Più avanti, nella stessa lettera viene citato un breve commento di Michele Serra sulla vicenda. Eccone la frase centrale:
 
"Per dire in un tigì, o scrivere su un giornale, che "Mills è stato assolto", spacciando la prescrizione di un reato accertato per "assoluzione", bisogna essere dei bei mascalzoni. Non dico faziosi, o manipolatori, o servi, dico proprio mascalzoni perché per un giornalista manomettere la verità è un crimine, tal quale per un fornaio sputare nel pane che vende. Qui non si tratta di opinioni, di interpretazioni, di passione politica. è proprio una frode, una lurida frode che non descrive più l’aspra dialettica di un paese spaccato, descrive qualcosa di molto peggiore: l’impunità conclamata di chi mente con dolo, con metodo, con intenzione, sicuro di non doverne rispondere ad alcuno (all’Ordine dei giornalisti? è più realistico sperare che intervenga Batman)."
 
La lettera si chiude chiedendo "un provvedimento nei confronti di quel giornalista che ha palesemente violato il principio deontologico per eccellenza: raccontare la verità".
 
Ebbene questa lettera, partita come gruppo facebook sabato 27, è stata firmata, mediante adesione al gruppo, da oltre 115.000 persone (è il dato di stamattina- ore 10 del 3 marzo), ma le prime 100.000 sono arrivate in poco più di una giornata.
Non si era mai visto su Facebook - almeno in Italia - un gruppo avere così tanti iscritti in poche ore.
 
Mentre Facebook svolge le funzioni di cane da guardia dell’informazione, Il Giornale difende Minzolini.
 
In maniera risibile.
 
Sostengono che hanno fatto bene a parlare di assoluzione al Tg1. Il termine "prescrizione" era troppo complicato, meglio semplificare. 
 
Il sito satirico Spinoza commenta così: "È la loro linea editoriale: notizie false, però semplici"
 

I commenti più votati

  • Di (---.---.---.190) 3 marzo 2010 17:38

    sì è vero che la rapidità delle adesioni in rete sono un fatto unico...
    significa molte cose: la prima è che la rete è uno strumento da valorizzare, la seconda è che i contenuti sono di un messaggio forte chiaro e comprensibile, la terza è che la tutela della rete e del suo valore civile, come per la stampa e degli altri media, è un argomento che sta a cuore a moltissimi, perciò va tutelata...
    fintanto che le discussioni sono aperte e libere, la democrazia non ha nulla da temere, viceversa sì...
    e il caso gravissimo della parola usata ASSOLUZIONE al posto di PRESCRIZIONE non andrebbe mai più ripetuto...
    se la forza civile e quella politica fossero davvero dominandi nella democrazia italiana, Minzolini farebbe giò un altro lavoro o sarebbe altrove...
    occorrerebbe domandarsi perchè ciò non avviene e cosa fare ancora affinchè ciò avvenga...
    direi continuare e non fermarsi mai...
    stefano saoncella

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.190) 3 marzo 2010 17:38

    sì è vero che la rapidità delle adesioni in rete sono un fatto unico...
    significa molte cose: la prima è che la rete è uno strumento da valorizzare, la seconda è che i contenuti sono di un messaggio forte chiaro e comprensibile, la terza è che la tutela della rete e del suo valore civile, come per la stampa e degli altri media, è un argomento che sta a cuore a moltissimi, perciò va tutelata...
    fintanto che le discussioni sono aperte e libere, la democrazia non ha nulla da temere, viceversa sì...
    e il caso gravissimo della parola usata ASSOLUZIONE al posto di PRESCRIZIONE non andrebbe mai più ripetuto...
    se la forza civile e quella politica fossero davvero dominandi nella democrazia italiana, Minzolini farebbe giò un altro lavoro o sarebbe altrove...
    occorrerebbe domandarsi perchè ciò non avviene e cosa fare ancora affinchè ciò avvenga...
    direi continuare e non fermarsi mai...
    stefano saoncella

  • Di (---.---.---.127) 4 marzo 2010 11:58

    minzolini è pagato bene per dire bugie.....è il suo mestiere preferito...quanto alla prescrizione del reato..era d’obbligo..Iva Testa

  • Di Franco Ferrari (---.---.---.18) 4 marzo 2010 18:15
    Come è possibile che processi importanti come quello dell’avvocato Mills e quelli di Berlusconi, per fare due esempi macroscopici,
    vadano in prescrizione? Sono processi importanti che fanno opinione pubblica e che potrebbero, se portati atermine, indicare a tutti i cittadini la bontà della legge e l’integrità dei giudici. 
    Che cosa succede invece? Che i processi si concludono dopo tre lunghi gradi di giudizio con la prescrizione. Perche i giudici non sono stati in grado di contare diligentemente, e così facendo guarda caso il reato cade in prescrizione per il rotto della cuffia. Nel caso Mills il giudizio finale arriva con tre mesi di ritardo, hanno avuto più di un decennio per chiudere il processo e guarda un pò il giudizio finale arriva tre mesi dopo. Mannaggia anche questa volta prescrizione. Forse non ci sarebbe bisogno di definire i giudici di destra o di sinistra basterebbe che si comportassero da giudici che vogliono una giustizia giusta.
    I processi dovrebbero concludersi tuitti con una condanna o con una assoluzione altrimenti non solo non servono ma sono uno spreco e sono altamente diseducativi. 
    Franco Ferrari fa.ferrari@fastwebnet.it
  • Di (---.---.---.119) 5 marzo 2010 18:22

    Per forza il TG1 si è così espresso, basta guardare i programmi serali che sono di una varieta infinita, c’è sempre qualcosa di nuovo tanto "mangia questa minestra o salta dalla finestra". Pensate, hanno avuto il coraggio di dire che gli italiani non avrebbero capito la differenza tra ASSOLUZIONE e PRESCRIZONE: io da italiano ignorante mi sento terribilmente offeso e purtroppo non posso fare niente, nemmeno non "pagare il canone" che corrisponde anche a stipendio a questi cialtroni. Umberto.

  • Di pv21 (---.---.---.200) 7 marzo 2010 12:28

    Cosa dire dell’interpretazione "autentica" di una Legge del 1968 (42 anni dopo) che fa giustizia di una serie di adempimenti prima prescritti. Giusto sarebbe chiamarlo Decreto "semplificativo" visto che i presentatori di lista possono aspettare, sui gradini del Tribunale, di essere convocati e che le firma dei cittadini verranno autenticate con un: basta la parola. Una casta di Primi Super Cives ci regala un best seller: Dossier Arroganza. Così si chiama "ripresa" quella crescita dell’economia che grava come Se Fosse Stagnazione. Crederci è il male minore? ... ( altro => http://forum.wineuropa.it

  • Di Antonio DS (---.---.---.156) 8 marzo 2010 03:25

    "Perche i giudici non sono stati in grado di contare diligentemente, e così facendo guarda caso il reato cade in prescrizione per il rotto della cuffia"

    Se fosse realmente così però sarebbe troppo facile, prima di giudicare l’operato di qualsiasi giudice bisogna però essere un po più attenti a valutare le cose, altrimenti si rischia di parlare senza cognizione di causa. Ci si dovrebbe chiedere per esempio chi ha accorciato i tempi di prescrizione senza distinguere tra processi complessi e che richiedono una’enorme lavoro e processi meno corposi, ed è storia recente... bisogna valutare a fondo tutto l’operato di un giudice e conoscere anche tutti i cavilli legalmente riconosciuti che permettono a un avvocato di portare un processo avanti per mesi e mesi... bisogna valutare quanto personale c’è realmente a disposizione del giudice... Sono molte le cose da valutare e prima di mettere la croce addosso a un giudice, sarebbe corretto giudicare chi gli impone delle leggi contraddittorie e delle procedure farraginose che parla male della giustizia e poi non fa altro che incasinarla sempre di più.
    Prima di giudicarli, meglio andare a vedere realmente come lavorano...

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