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Berlusconi: "A San Siro per vedere il Milan battere il sud"

"Ci vediamo il Milan per battere il sud": con queste le parole che il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha concluso il suo intervento presso l'Unione del Commercio di Milano.

Ha voluto, così, rimarcare, rivolgendosi al presidente della Confesercenti Carlo Sangalli, la sua presenza stasera a San Siro nella partita che vedrà opporre il suo Milan al Napoli.

Una partita carica di signifacati per i napoletani che non vedevano il Ciuccio lassù da 21 anni. Era dai tempi di Maradona che Napoli e Milan non si giocavano il primo posto.

Una battuta "sgradevole" in ogni caso viste, anche, le polemiche che hanno accompagnato queste settimane, dalla squalifica a Lavezzi, fino agli errori arbitrali che hanno permesso il goal di mano di Robinho la settimana scorsa contro il Chievo.

Una sfida nella sfida, è vero, tra nord e sud ma proprio per questo il Presidente del Consiglio avrebbe cercato di stemperare gli animi e "unire" piuttosto che soffiare sul fuoco.

La notizia, appena battuta, fa il giro del Web e le prime reazioni dei napoletani non sono state delle migliori. Chissà se se questa uscita si rivelerà infelice anche da un punto di vista elettorale.

Commenti all'articolo

  • Di Luigi Nicotra (---.---.---.21) 28 febbraio 2011 17:06

    Il Premier non si risparmia mai, specie nelle sparate a ruota libera, quelle in cui si nota che il cervello non è collegato alla lingua. Come quella fatta al congresso dei " Cristiani riformisti " dove, deprendando quattro parole ad effetto dalla filosofia di vita anglosassone, ha dichiarato: " Crediamo nell’individuo e riteniamo che ciascuno debba realizzare se stesso, di aspirare al benessere e alla felicita’, di costruire con le proprie mani il proprio futuro, di poter educare i figli liberamente, e liberamente vuol dire di non essere costretto a mandarli in una scuola di stato dove ci sono degli insegnati che vogliono inculcare dei principi che sono il contrario di quelli che i genitori vogliono inculcare ai loro figli nell’ambito della loro famiglia”. Ma che razza di Capo del governo è quello che attacca così a testa bassa la scuola pubblica, cioè di quello Stato che lui è delegato a rappresentare?! Dopo i magistrati e i giornalisti, adesso ha deciso di dare addosso alla classe insegnante, anch’essa covo di pericolosi sovversivi, " comunisti " si presume. Naturalmente il giorno dopo il Premier fa fioccare le smentite, le interpretazioni autentiche del suo pensiero e le accuse a coloro che " strumentalizzano " le sua afffermazioni. E ancora naturalmente tutto il suo entourage, a cominciare dal Ministro della pubblica ( ? ) istruzione, fa quadrato intorno al " Caro Leader ".
    LN

  • Di Songebolzan (---.---.---.226) 28 febbraio 2011 18:15
    Songebolzan

    Gli devo eterna gratitudine. Mi ha guarito dalla nostalgia.
    Songebolzan emigrato e dal 94 anche felice di esserlo

  • Di poetto (---.---.---.233) 28 febbraio 2011 21:13

    Ha battute di pessimo gusto proprio per tutti.

    Bisogna dargli atto che non ci lascia mai un giorno senza materiale per indignarci, per essere infastiditi dalle sue sgradevoli uscite, è veramente uno che lavora sodo per irritare il maggior numero di persone possibili, e, mi pare, stia veramente facendo un ottimo lavoro, da quel punto di vista.

  • Di aldo filosa (---.---.---.53) 3 marzo 2011 23:34

    una ’provocazione’ per porre termine all’egemonia ’delle note squadre preferite d’Italia’: proporre, un campionato federalista, regione per regione ,simile al’ federalismo comunale’ votato in parlamento......................

  • Di pv21 (---.---.---.208) 6 marzo 2011 19:42

    Meglio battere cassa >

    Bossi si sente il federalismo “già in tasca” e, aggiunge, “siamo quasi al tetto”.
    Sa bene che non può più staccare la spina e tornare “a mani vuote” dal suo elettorato.
    Allora va avanti con un federalismo spuntato “a colpi di fiducia”.
    D’altra parte “Berlusconi è l’unico che ci ha dato i voti”, confessa Bossi.

    Vero, ma sono i voti di una “maggioranza purchessia”. Una maggioranza di sedicenti “responsabili”, tanto partecipi del bene collettivo da sentire il bisogno irrefrenabile di avere “un posto al Governo o altrove” (S.Romano).

    Prima o poi il conto va pagato. E’ la regola di una casta di Primi Super Cives attenta a privilegi ed interessi …

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