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 Home page > Tribuna Libera > Amore e odio sono generati dal carisma del potere politico

Amore e odio sono generati dal carisma del potere politico

L’indiscutibile statura intellettuale del filosofo Umberto Galimberti ha recentemente, e aggiungo molto lucidamente, escluso che le motivazioni dell’atto, sconsiderato oltre che criminale, di Massimo Tartaglia, di aver ferito il Presidente del Consiglio a Milano, siano attribuibili a spinte di “mandanti morali”, colpevoli di aver provocato un clima di violenza contro le istituzioni, all’interno della nostra bella democrazia. Il professor Galimberti, in un’intervista per i microfoni della Rai, ha tenuto a precisare che “non c’è una correlazione causale fra le campagne di odio e le azioni”, puntualizzando che in generale un potere detenuto con grande carisma, è anche il caso di Berlusconi, genera allo stesso tempo amore e odio.

Riflettendo su queste parole ho voluto ricordare alcuni atti violenti nei confronti di uomini politici italiani che avevano comunque ruoli istituzionali molto importanti. Si noterà che, se non in tutti perlomeno in molti casi, si tratta di azioni molto più gravi di quello avvenuto a Milano.

Iniziamo proprio con alcuni esempi di attentati a chi il carisma l’ha utilizzato certamente, unendolo ad una sua quasi maniacale personalizzazione, Benito Mussolini. Vittima di diversi attentati durante il suo regime, il primo risale al novembre 1925, sventato tempestivamente dall’OVRA, grazie al tradimento di un compagno dell’orditore, il deputato socialista Tito Zaniboni, che avrebbe dovuto sparare con un fucile di precisione da una finestra dell’albergo Dragoni, fronteggiante il balcone di palazzo Chigi da cui si sarebbe affacciato il duce.

Il 7 aprile 1926 Mussolini uscendo dal palazzo del Campidoglio fu ferito di striscio al naso da un colpo di pistola sparato da una signora, squilibrata come si disse, irlandese Violet Gibson. Nei giorni seguenti, Mussolini si presentò al pubblico con un vistoso cerotto sul naso, a voler sottolineare l’accaduto, facendo leva sulla “devozione del martirio” tipica della cultura italiana a cui ha fatto riferimento Galimberti.

L’11 settembre 1926 l’anarchico Gino Lucetti lancia una bomba contro l’automobile su cui viaggiava Mussolini. Fortunatamente per il dittatore fascista l’ordigno rimbalza contro lo sportello e finisce in strada, ferendo dei passanti.

Di attentati falliti al capo del Governo ce ne furono altri, come nell’ottobre del ’26 a Bologna o ancora nei primi anni trenta. Ciò che è interessante notare e che sempre in questi casi si parlò di complotti organizzati, ma di questi solo alcuni avevano in realtà dei mandanti.

Veniamo agli anni della Repubblica. Il 14 luglio 1948 si realizza l’attentato a Palmiro Togliatti. Per mano del giovane Antonio Pallante, attratto da idee liberali, vengono sparati quattro colpi, di cui tre colpiranno il Segretario del PCI. L’atto si realizza all’uscita di Montecitorio del leader comunista, mentre era in compagnia della sua compagna Nilde Iotti. Togliatti venne condotto urgentemente in ospedale ed operato. Nelle ore in cui non si conosceva l’esito di quella terribile vicenda, si verificano gravi incidenti a Roma, La Spezia, Abbadia San Salvatore (SI) e morti a Napoli, Genova, Livorno e Taranto nel corso di violentissime manifestazioni di protesta. Gli operai della FIAT di Torino sequestrarono nel suo ufficio l’amministratore delegato Vittorio Valletta. Gran parte dei telefoni pubblici non funzionavano e si bloccò la circolazione ferroviaria. Il ministro degli interni, Mario Scelba, vieta ogni forma di manifestazione, e il Paese sembra sull’orlo della guerra civile. Ma, per fortuna, l’operazione ha buon esito e Togliatti stesso parlerà per fermare quell’onda di violenza in Italia. Bisogna far notare come un evento simile abbia suscitato reazioni, forse inaspettate, e che comunque hanno pesato il reale potere di quel personaggio politico in quel momento storico.

Ci sarebbe da ricordare anche il sequestro Moro, allora segretario della DC, del 1978, ma non è possibile a mio parere ascriverlo alla categoria degli attentati visto il suo tragico epilogo. Di questo fatto si vuole solo trarre l’ennesima dimostrazione della tesi che non è il clima di “odio” il mandante di questi atti, bensì la forza carismatica delle vittime.

Commenti all'articolo

  • Di isolapulita (---.---.---.107) 13 gennaio 2010 11:52
    isolapulita
    “Sindaco” Portobello La bugia è una mezza verità


    Dicevasi che……… Nel paese della bugia, la verità è una malattia (Il Sindaco)

     

    Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, Buongiorno, Buon pomeriggio oppure Buona sera, ciò dipende da quando Lei mi concede il piacere di leggermi. Comunque un consiglio per Lei, la lettura mai a ridosso dei pasti.

    Prima di entrare in argomento Signor “Sindaco” mi permetta di congratularmi con Lei per la capacità a dimenticare alcune scomode VERITA’ che  Lei garbatamente tende spesso e volentieri ad “omettere”, ma soprattutto le mie congratulazioni per la  Sua capacità di cambiare posizione repentinamente e senza nemmeno avvertire   il Suo Assessore all’Ambiente dr. Marcello Cutino. Mi creda Signor “Sindaco” mi vedevo  già Lei sotto i riflettori delle telecamere e assediato dai flash dei fotografi  mentre Lei con cazzuola e cemento posava la prima pietra della  costruzione, a Isola delle Femmine,  del traliccio per l’installazione dell’antenna Radar atta a rilevare  il  Wind Shear , così come leggiamo da una Sua missiva, che Lei responsabilmente ha  FIRMATO,  alla Società Marisicilia protocollo 1423 del 27 gennaio 2006.

    Per carità Signor “Sindaco” mi creda non voglio certamente tornare di nuovo sulla Sua affidabilità o sulla Sua coeerenza e neanche sulla Sua credibilità, mi preme invece attirare la Sua attenzione sui rischi politici giuridici ed istituzionali che Le possono derivare e le conseguenze di un sicuro e lento  disfacimento della Sua maggioranza,  l’esperienza Le dice che l’attuale Assessore geologo Marcello Cutino nella scorsa legislatura aveva rassegnato le sue dimissioni per contrasti con la sua maggiorana sulla diversa visione delle tematiche ambientali e su atti e decisioni concordate  a sua insaputa.

    Si ricorda Signor “Sindaco” Gaspare Portobello?  Stiamo parlando dell’ASSESSORE Cutino Marcello anche in riferimento alla richiesta di dimissioni avanzate dal gruppo Rinascita Isolana perché risulta essere parente acquisito di un nostro Concittadino che Lei in una seduta di Consiglio ha definito essere mafioso.

    Scusi la digressione Signor “Sindaco” e andiamo avanti dunque………

    Veda Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, Lei ha un grosso problema, come ho avuto il modo di dirLe in diverse occasioni in cui ho avuto il piacere di intrattenerLa: Lei si preoccupa TROPPO in chi io SIGNOR Pino Ciampolillo ripongo la mia fiducia, la mia credibilità, la mia disponibilità, la mia INTELLIGENZA, il mio estro, la mia fantasia. Io penso che questo non frega niente a nessuno, ma soprattutto, cosa non da poco mi creda Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, non incide minimamente sulla tenuta della legalità, della democrazia e della Trasparenza dell’Istituzione Comune che Lei dovrebbe rappresentare.

    I Cittadini sono invece molto interessati al fatto che sulle elezioni amministrative di Isola, anche a seguito di quanto da Lei dichiarato in Consiglio Comunale, è aperta un’indagine della magistratura sul possibile intervento della mafia nelle ultime elezioni, sulla mercificazione delle elezioni amministrative,  sulle consulenze, sulle concessioni edilizie rilasciate in prossimità delle elezioni e subito dopo, sull’operato dell’Ufficio Tecnico Comunale e sull’affidabilità di un pubblico dipendente, insomma su tutti gli atti che ha prodotto la Sua amministrazione.  La Cittadinanza è invece preoccupata sulla richiesta fatta alle Autorità competenti di istituire una Commissione di Accesso per verificare l’eventuale e non auspicabile scioglimento del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine. La caserma dei Carabinieri di Isola è ormai un continuo viavai di persone che denunciano fanno mettere a verbale quanto dichiarano di aver vissuto e subito in termini di legalità, malaffare e di poca trasparenza nell’operato della Pubblica Amministrazione di Isola. Purtroppo le ultime notizie di stampa sono un ulteriore conferma di questo stato di degrado. I Cittadini di Isola delle Femmine sono preoccupati delle indagini che la magistratura ha aperto sui fatti e misfatti di Isola delle Femmine. Grazie a Lei, al Suo gruppo politico, alla sua maggioranza la Sua definizione di Isola delle Femmine come “Isola felice” sta diventando disgraziatamente “l’isola dei famosi”, e quelle che venivano considerate “beghe di paese” si stanno rivelando delle lacerazioni del tessuto socio-economico-istituzionale di Isola delle Femmine.

    Signor Sindaco Professore Gaspare Portobello la smetta di preoccuparsi della MIA PERSONA e valuti attentamente cosa io e i CITTADINI sani di questo PAESE abbiamo da dirLe. Spalanchi le orecchie, la mente ma soprattutto il cuore, si renda disponibile al confronto civile democratico e RISPETTOSO dell’interlocutore

    Inizi per esempio a non autoincensarsi della Sua educazione rispetto ai Cittadini di Isola delle Femmine, mi segua Signor "Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini hanno la capacità e l’intelligenza per apprezzare la Sua buona educazione.

    Veda l’esempio della Signora che Lei altezzosamente ha redarguito fino a farla star male, oppure il fratello di un consigliere che si sente dire dei rischi in cui può incorrere il fratello se…, oppure gli interventi rabbiosi ed insultanti contro il MIO AMICO e concittadino Nino Rubino. Naturalmente e sono solo alcuni esempi.

    Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, mi tolga una curiosità, come vive le accuse (ad onor del vero sono tutte accuse che andrebbero provate, e non bastano certamente le schede elettorali segnalate, oppure la facile licenza edilizia, o alcuni professionisti amministratori che firmano progetti costruttivi o dei sequestri di beni a parenti di dipendenti comunali, come non basta citare il caso denunciato da alcuni elettori cittadini che oltre alla promessa del solito posto di lavoro, hanno ricevuto un contributo economico per aver sponsorizzato la lista Progetto Isola del “Sindaco” Portobello e tutti gli altri casi denunciati alle Autorità Giudiziarie, come non bastano certamente le delazioni di alcuni mezzi di comunicazione Stampa Riviste Giornali e televisioni, fatte circolare in paese di probabili beneficenze della Calliope s.r.l. ad alcuni figli di amministratori consistenti in appartamenti) accuse di “mafiosità” che continuamente rivolgono a Lei oltre che a componenti della Sua giunta sino a coinvolgere alcuni componenti del suo gruppo politico. E’ pur vero che a queste “fastidiose” ed imbarazzanti  presenze si contrappongono i baluardi della legalità rappresentati dal Presidente della Commissione bilancio il Consigliere Guttadauro, il baluardo della legalità rappresentato dal Vicepresidente del Consiglio geom Dionisi Vincenzo. SI! lo stesso consigliere che negli anni passati, CONTRO la sua parte politica, ha promosso alcune interrogazioni parlamentari contro la presenza mafiosa nellamministrazione di cui già allora aveva in Lei la massima rappresentanza. La vedo sorridere le persone messe sotto accusa allora, continuano OGGI a presidiare il Comune. A fronte di questa situazione Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, mi creda, non Le conviene stare più con due piedi in una scarpa anche perchè comunque le scarpe si vendono sempre a paia.  Si è lo stesso geometra Dionisi che va dicendo in giro “ …. fuss pi mia scurerei questo  sito di isola pulita…” non rendendosi probabilmente conto, il Signor geometra Dionisi Vincenzo che oscurare un sito, chiudere un giornale, impedire di parlare, significa togliere spazi di democrazia di dibattito  di discussione e di crescita umana sociale e spirituale di una comunità. Lungi da me strumentalizzare il pensiero dell’onorevole Gianfranco Fini, sulla libertà di espressione, probabilmente il geometra Dionisi Vincenzo ha fatto abiura del suo trascorso politico, rinnegando così   le sue provenienze politiche, le sue battaglie contro il malaffare, contro la corruzione, le sue battaglie contro l’inquinamento mafioso della cosa pubblica. Il nostro comune amico geometra Dionisi Vincenzo, forse il paese che lui voleva servire (prima di essere eletto) si è numericamente rimpicciolito.

    n.b. Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello l’onorevole promotore della interrogazione parlamentare (di allora) è lo stesso onorevole OGGI relatore di maggioranza sul caso della richiesta di arresto dell’onorevole Cosentino. Pensi! Signor “Sindaco” che Lei, nei giorni scorsi, ha avuto il piacere di un convivio cullinario in un ristorante del nostro paese. Immagino, sia stato bello, riparlare degli stessi problemi dopo tanti anni. Si è pur vero che ha dovuto faticare con l’interlocutore per fargli comprendere che quelli che ieri erano suoi avversari o quantomeno tali li considerava, OGGI sono i suoi più fidati SPONSOR. Grande il dilemma rimasto all’onorevole: Ma a Isola delle Femmine cosa cambia il tempo o le persone? L’onorevole ancora oggi è alla ricerca di uno straccio di risposta.

    Complimenti Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello è riuscito a spiegare bene al Suo interlocutore questo doppiopesismo o come dicono gli esperti cerchiobottismo.

    Infine Signor “Sindaco” in prossimità delle feste natalizie, il mio augurio che Babbo Natale Le porti in dono la Riscoperta del Suo senso dell’ UDITO per ASCOLTARE la ricchezza delle Idee, Proposte Suggerimenti dei Suoi interlocutori, un altro dono vorrei Le fosse recapitato la Riscoperta del  Suo senso della VISTA per avere Lei la grande opportunità di ammirare l’immenso Amore, la grande Umanità  che sta oltre  il Suo “giardinetto” e che con  i Suoi “paraocchi”oggi  non riesce  a vedere.

    Con Stima e simpatia anche se non ricambiata il nano malefico

    per gli AMICI Pino Ciampolillo

     

    http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/12/rinascita-isolana-abbandona-laula.html

  • Di pv21 (---.---.---.143) 13 gennaio 2010 19:30

    Se l’aggressione di Milano è un attentato allora potremmo anche citare le "monetine" tirate a Craxi. La storia insegna che la "Febbre" del Tribuno suscita grandi passioni e come un fiume in piena trascina di tutto. Oggi Berlusconi ha detto: mi attaccano sul piano della persona, sul piano patrimoniale e non gli resta che attaccarmi sul piano fisico, ma "non praevalebunt". La "conversione" all’amore sulla via di Arcore è già finita? (x altro => http://forum.wineuropa.it

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