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Rocco Di Rella

Analista organizzativo di professione (mi occupo di processi e progetti aziendali) – Laureato in Economia – Animato da passione civile – Allergico alla militanza politica – Attento a cogliere lo sviluppo storico delle vicende analizzate – Disgustato dagli italici che abusano dell’inglese e massacrano l'Italiano

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  • Primo articolo martedì 01 Gennaio 2009
  • Moderatore da venerdì 08 Agosto 2009
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Ultimi commenti

  • Di Rocco Di Rella (---.---.---.137) 1 novembre 2018 22:58
    Rocco Di Rella

    Io l’autonomia alla Sicilia non l’avrei mai data! L’autonomia siciliana è un pozzo senza fondo di sprechi, inefficienze, corruzione e malaffare! E comunque i conteggi sul cosiddetto residuo fiscale sono molto, molto opinabili. Le stime ballano a seconda di chi le fa e dei criteri che usa. Altri economisti hanno calcolato un residuo fiscale veneto molto più basso dei numeri sopra esposti! 

  • Di Rocco Di Rella (---.---.---.109) 31 ottobre 2018 09:41
    Rocco Di Rella

    Mi correggo: lasciamolo lì dov’è morto (non dove è sepolto), a Lugano, in Svizzera!

  • Di Rocco Di Rella (---.---.---.109) 31 ottobre 2018 09:33
    Rocco Di Rella

    Mi mancava l’apologia dei dialetti. Non l’ho sentita fare da nessuno prima di lei. E’ il pensiero originario ed autentico dei Costituenti che concepisce le regioni come enti di programmazione. Sono diventate enti di gestione, perché bisognava dare mance di sottogoverno al PCI negli anni settanta. E il federalismo è solo uno slogan, una parola vuota! Il federalista Carlo Cattaneo lasciamolo lì dov’è sepolto, a Lugano, in Svizzera! 

  • Di Rocco Di Rella (---.---.---.104) 30 ottobre 2018 22:30
    Rocco Di Rella

    Alcune telegrafiche risposte: 1) quello veneto è un dialetto che non figura tra le 12 minoranze linguistiche tutelate dalla legge 482/99; la maggioranza dei linguisti non dà al dialetto veneto la dignità di lingua; 2) le regioni dovrebbero essere enti di programmazione e di indirizzo; sono invece diventati enti di gestione; le regioni, che oggi sono comunque troppe e il cui numero va almeno dimezzato, dovrebbero elaborare piani e programmi, delegando le funzioni amministrative di attuazione ai Comuni, che dovrebbero svolgerle singolarmente, se sono in grado di farlo, o in forma associata; 3) altro compito delle regioni dovrebbe essere l’individuazione degli ambiti territoriali ottimali entro cui dovrebbero essere svolte le diverse funzioni amministrative dei Comuni, ossia la definizione del bacino di popolazione ottimale per la fornitura dei servizi da parte dei Comuni (es. per ottimizzare la raccolta dei rifiuti vanno servizi almeno 100.000, un ospedale di primo livello deve servire almeno 150.000 abitanti, ecc.); definiti gli ambiti territoriali ottimali, si procede poi alla costituzione degli appositi consorzi intercomunali per l’offerta dei diversi servizi; 4) una simile idea di autonomia non parte quindi dalle burocrazie regionali che prendono il posto di quelle statali, ma dalle comunità naturali, i Comuni, che tanto hanno significato, ben più delle regioni, nella Storia d’Italia; 5) chiamare in causa la gestione della pubblica istruzione in Alto Adige e anche Val d’Aosta non ha molto senso, perché lì ci sono vere minoranze linguistiche; diverso è il discorso del Trentino che De Gasperi fece agganciare al treno altoatesino per spuntare privilegi per la sua terra di origine; 6) niente e nessuno hanno mai dimostrato che quella regionale sia la dimensione ideale per la fornitura del servizio sanitario; dalle centralizzazioni degli acquisti di beni, della gestione dei concorsi, della regolamentazione dei convenzionamenti e degli appalti per la costruzione di nuovi ospedali possono derivare economie di scala molto superiori a quelle ipotizzate dai leghisti con l’impiego dei mitici costi standard con cui si riempiono la bocca da oltre trent’anni; 7) non ho mai capito perché, in materia di servizi sanitari, le regioni debbano gestirne sia l’offerta, con gli ospedali, sia la domanda con le ASL; da che mondo è mondo, è risaputo che è bene affidare ad attori diversi e distinti attori la gestione della domanda e dell’offerta di un qualunque bene o servizio; 8) non mi dispiace affatto che Luca Zaia faccia la fine di Oriol Junqueras, anzi lo auspico! "Oggi in Spagna, domani in Italia!" lo scriveva Carlo Rosselli 80 anni fa; lo auspico anch’io quando non posso fare a meno di paragonare il farsesco secessionismo catalano al carnevalesco secessionismo veneto.   

  • Di Rocco Di Rella (---.---.---.212) 29 ottobre 2018 22:51
    Rocco Di Rella

    Intanto, caro il mio "patriota", qualificati con un nome e cognome, anziché nasconderti dietro uno pseudonimo abbastanza patetico! Poi sappi che tu mantieni solo i tuoi frustrati desideri di ridare vita ad uno Stato, la Repubblica di Venezia, cancellato da Napoleone 221 anni fa. Questa è la dura verità (hard truth) con cui dovresti iniziare a fare i conti. 

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Tribuna Libera Religione

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