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Marina Serafini

Marina Serafini

Dottore in filosofia e dottore in scienze della formazione, ho conseguito diversi master e corsi di specializzazione in comunicazione, formazione e selezione del personale. Da anni impegnata nella gestione di Risorse Umane, in area didattica e nel problem solving aziendale.
 

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  • Primo articolo venerdì 08 Agosto 2016
  • Moderatore da domenica 09 Settembre 2016
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Ultimi commenti

  • Di Marina Serafini (---.---.---.140) 2 agosto 22:27
    Marina Serafini

    Hegel filosofo della storia, Hegel pittore della bella fenomenologia, Hegel prestigiatore: ti fa amare il particolare ed il finito, ma poi lo affoga nell’assoluto, celando il tutto indifferenziato in un inquietante utero che giá c’era, apparendo - nel suo accadere - per gradi... Lo ami e poi lo odi: incapace di rinunciare alla seduzione della bellezza e del perfetto, incapace di accettare davvero la finitezza. Hegel che cade anche lui, purtroppo, nella metafisica. Lungi da me rovinare la poesia, ma anche ai tempi di Hegel - pensatore da me amato e odiato in momenti diversi - le "notizie del giorno" erano notizie raccontate, più o meno onestamente...

  • Di Marina Serafini (---.---.---.140) 1 agosto 01:07
    Marina Serafini

    Internet pullula di informazioni, molte sono facilmente accessibili, eppure vengono strumentalmente ignorate e minimizzare. Non me ne voglia il commentatore, ma gli autori della lettera non stanno imponendo una opinione; piuttosto criticano un modo violento di dettare regole francamente discutibili. Che siano introdotte dai canali ufficiali o meno, qui si critica il modo. A ragione, mi sento di aggiungere.

  • Di Marina Serafini (---.---.---.140) 1 agosto 00:54
    Marina Serafini

    Mi scuso, ma non ho capito il nesso delle ultime due righe del commento con l’articolo, e con la prima parte del commento stesso. La prostituzione, lo sfruttamento, la violenza e l’umiliazione; soprattutto l’abuso ideologico delle speranze nutrite e tradite nel peggiore dei modi sono uno storico male condiviso. Lo sappiamo, ed è bene continuare a ricordarlo a tutti e a noi stessi, perché si mantenga viva quella ormai flebile fiammella di umanitas che ancora riesce ad ardere in una civiltà che ha perso, ahinoi, molto di questo nome. I canali di informazione sono cambiati, implementati dalla tecnologia che affina se stessa, garantendo immediatezza, semplicità e capillarità. Nel bene come nel male, nel chiarire e nel confondere - o nel depistare. Sono strumenti, e non c’è nulla di più sensato se non utilizzarli. Per informare, sensibilizzare, provocare reazioni sane. Aiutare a crescere e stimolare a vivere. Generazione senza bussola!? Nessun individuo nasce dotato di unmanual user, mi pare... Ritengo ad ogni modo preferibile avere un maggior numero di scelte possibili che pochi assunti ai quali affiliarsi: chi vuole può scegliere, e chi non sa farlo può sempre lavorare sul versante formazione...

  • Di Marina Serafini (---.---.---.140) 25 luglio 00:57
    Marina Serafini

    @Emilia Urso Anfuso Grazie a lei e per la serietà in cui svolge la sua professione. Leggerò il suo libro. Alla prossima

  • Di Marina Serafini (---.---.---.140) 25 luglio 00:39
    Marina Serafini

    Sono rimasta piuttosto intrigata da questo film. Non credo si tratti solo dell’amore di padre che "americanamente" vince... Credo ci sia la forza della natura che si scontra con la castrazione del sociale e del politically correct proprio della cultura "civile"... Gli stessi ragazzi sentono il fascino del sociale, degli agi, ma si tratta di un mondo così innaturale da spingerli a rinunciarvi, nonostante la tentazione. Il confronto con i cugini e’ illuminante. Cosi come lo e’ il confronto tra i due funerali celebrati ( in chiesa e in natura). Il padre fa il Padre e trova la mediazione necessaria a garantire ai suoi figli di non vivere una realtà asociale da disadattati. Continua ad allenare i ragazzi alla vita secondo un modo naturalistico, ma al contempo fa loro frequentare la scuola, li mette in condizione di interagire con la società. Per imparare, perché non diventino davvero "dei mostri". Mi sembra un film piuttosto istruttivo.

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