Il Cavaliere dell’Amore e del “ghe pensi mi” che prometteva di “cambiare” l’Italia e di “liberare” il paese. Il leader carismatico investito dal consenso popolare che prometteva di ridurre le tasse e respingere la minaccia comunista. Il miglior Premier della storia italiana che, con una “straordinaria squadra di governo”, prometteva di rilanciare l’iniziativa privata e di “smontare” l’oppressiva macchina dello stato.
Come è finita? Da 7 mesi la sua maggioranza “purchessia” si regge su una “terza gamba” fedele solo all’appello del “tutto tranne elezioni”. Quanto basta al Premier per la “prescrizione breve” e la legge “bavaglio”.
Dopo i 24 miliardi di tagli decisi nel 2010 il paese vedrà “aggiustamenti” e “cure” per altri 47 mld. Un capolavoro di “oculatezza” nello spalmare i sacrifici e rinviare il “piatto forte” a fine legislatura.
Tra 3 anni ci sarà la “rimodulazione” delle aliquote fiscali? Resta vietato tassare le “grandi ricchezze” da milioni di euro. Con l’inflazione al 2,7% meglio è “dimezzare” la rivalutazione automatica delle pensioni e stoppare quelle “d’oro” (30mila euro lordi). Ecco la risposta a quella Tagliola Tributariache corrode il potere di acquisto delle famiglie …
Bossi, contrario all’intervento in Libia, avvertiva che “ci porteranno via il petrolio ed il gas e verranno qua milioni di immigrati” ed il 28 aprile La Padania titolava con il credo Leghista “bombe uguale più clandestini”. La Russa garantiva che, d’accordo con gli Alleati, saremmo tornati a “neutralizzare” i radar libici e Frattini notava che “serve intensificare la pressione militare” per poter far partire l’iniziativa politica.
I fatti. Passati 2 mesi Lampedusa ha visto approdare poco più di 11mila migranti “spediti” da Gheddafi. Tanti, ma solo 1/5 di quei 50mila “profughi” che, secondo Maroni, avrebbero “invaso” il paese. Meno delle migliaia di profughi entrati in Turchia per le rivolte della Siria. Una “goccia” rispetto agli oltre di 1 mln di esuli (fonte Onu) già fuggiti dal Rais.
Ora, finite le tornate elettorali, Maroni riscopre che “costa bombardare” e che i profughi costano. I nostri aerei hanno effettuato decine di missioni ogni settimana. Alla Francia la guerra è costata 1 milione al giorno? Per Bossi l’intervento in Libia ci è già costato 1 miliardo. Non basta che il Cnt di Bengasi voglia collaborare su immigrazione e rimpatri. Per Bossi è certo che “tutti i clandestini arrivano dalla Libia”. A quando il “picco” dei prossimi 40mila? Forse Gheddafi è più occupato a prepararsi una via di fuga.
Nel paese del Barbiere e il Lupoin nome della sicurezza si dicono e si fanno cose davvero singolari …
Bossi si mostra soddisfatto per l’ottenuta revisione del patto di stabilità per i comuni virtuosi. Berlusconi è soddisfatto del clima di “coesione” che rafforza l’immagine del governo. Tremonti è soddisfatto di fare il “rigoroso” in un clima di “collegialità”.
TUTTI e 3 sono d’accordo nel privilegiare la “prudenza”. Quella “prudenza” che suggerisce di “spalmare” nel tempo una “cura” da circa 47 miliardi. Si parte con meno di 2 mld nel 2011 e si sale a 5 nel 2012. Il “piatto forte” della manovra (40 mld) viene “rinviato” a fine legislatura. Resta da capire il peso e la portata di aliquote fiscali “rimodulate”.
In autunno toccherà anticipare i “sacrifici” da fare? Oggi è vitale non creare allarmismi prematuri. Intanto la crisi, ex-ripresa passata a “semi-crescita”, continua a gravare sul paese come Se fosse Stagnazione …
Nel 2010 il PIL è fermo al 94,7% di quello ante-crisi (2007). Il tasso di crescita non arriva a metà della media europea e la Borsa sta regredendo ai valori del 2009. Dal 2008 il nostro Debito pubblico è cresciuto di quasi 290 miliardi. Dopo i 24 miliardi di “tagli” decisi nel 2010 vedremo “aggiustamenti” e “cure” per circa 47 miliardi. Da quasi 7 mesi la “terza gamba” difende alla Camera la “trincea” di una maggioranza “purchessia” fedele all’appello del “tutto tranne elezioni”.
Il paese non può più “vivacchiare”, ma la soluzione non è tornare alle urne senza una prospettiva credibile. Serve da subito una “larga convergenza” su alcuni obiettivi prioritari. Dalla riforma della legge elettorale ad un piano d’azione in grado di gestire le urgenze di bilancio e dell’economia, rivalutando l’equità sociale. Un’agenda programmatica da svolgere senza ulteriori rinvii. Il punto d’incontro di un “passaggio” politico dettato da mero senso di responsabilità.
Aspettare ancora significa caricare sul paese sempre maggiori “sacrifici”. La storia insegna che la Febbre del Tribunonon rinuncia mai ai propri interessi fino a …
Secondo Romano da luglio potrebbe sparire lo stipendio dei Ministri. Povera Carfagna che rischia di indebitarsi per fare la luna di miele. Povero Brunetta che rischia di tagliare la lista degli invitati alle sue nozze. Sfortunati Bossi, Calderoli e Maroni che dovranno appellarsi ad amici e parenti per traslocare gli uffici a Monza. La Russa può sempre contare sui campi estivi dell’esercito. La Brambilla potrà regalare ai colleghi i suoi pacchetti di promozione turistica.